Mucchi Editore
Una possibilità del linguaggio. Pierre Menard come metodo
Alfredo Zucchi
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 106
«Le idee più preziose vengono trovate per ultime», scrive Nietzsche. «Ma le idee più preziose sono i metodi». In questi saggi Alfredo Zucchi trae da Pierre Menard - il celebre personaggio di Jorge Luis Borges che, com'è noto, intende riscrivere verbatim il Don Chisciotte - lo spunto per posare uno sguardo paradossale sul segno letterario. Il metodo di Menard instaura infatti tra il soggetto osservante e l'oggetto osservato un'indistinzione esasperata e tuttavia alienante, talché l'uno e l'altro diventino, insieme, prossimi e incolmabilmente distanti. Così, nel saggio che apre il libro, un confronto serrato con il testo di Michel Foucault La follia, l'assenza d'opera mette in luce i legami tra una certa esperienza della follia e la letteratura fantastica d'impronta borgesiana. Questi legami investono il movimento del linguaggio che implica se stesso e si sdoppia, denudando le sue interne e inesplorate cavità. Di associazione in associazione, da Mallarmé a Borges, da Ricardo Piglia a Danilo Kiš, da Julio Cortázar a Nietzsche e Furio Jesi, l'indagine dell'autore approda al confronto con l'opera di Roberto Bolaño. L'ossessione del vuoto percorre tutti i saggi e finisce con un congedo umoristico: quando, in Specchio riflesso, Zucchi tenta un consuntivo del metodo di Pierre Menard scopre un conflitto insanabile, comico e tragico al tempo, tra il segno letterario e il soggetto che, enunciandolo, semplicemente lo veicola nell'illusione di esserne l'Autore.
Römisches Recht und lateinamerikanisches Rechtssystem. Kolloquium in memoriam Eugen Bucher an der Universität Bern am 13. September 2019
Libro
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 139
Codice civile cinese e sistema giuridico romanistico
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 327
Il primo gennaio 2021, nella Repubblica Popolare Cinese, il più popoloso Paese al mondo e attualmente la seconda economia mondiale, è entrato in vigore il Codice civile, testo normativo che, come riconosciuto dallo stesso legislatore e dagli scienziati del diritto cinesi, rappresenta un'enciclopedia del diritto privato (una "私法上的百科全书") contenente le norme giuridiche fondamentali riguardanti i rapporti tra privati, inclusi, ad esempio, quelli di natura civilistica, commerciale, alcune tipologie di rapporti di lavoro ecc. Già la scelta della forma e dello strumento 'Codice' mostra come questo risultato raggiunto dal legislatore e dalla scienza giuridica cinese poggi su un dialogo con il sistema giuridico romanistico; dialogo che deve essere tenuto in considerazione al fine di poter comprendere in modo adeguato come le norme dettate nel Codice possano poi essere interpretate e applicate nella realtà senza limitarsi a una sterile lettura del mero dato positivo contenuto nello stesso. Nel presente volume sono raccolti scritti attraverso i quali si cerca di dare contezza, da un lato, della visione da parte cinese che sul Codice (o su alcuni argomenti trattati nello stesso) hanno i più influenti giuristi della Repubblica Popolare Cinese. Le opinioni di questi importanti studiosi hanno certamente svolto un ruolo fondamentale nella elaborazione del Codice civile: essi, infatti, oltre a dimostrarsi affidabili conoscitori delle materie ivi trattate, hanno contribuito alla sua stesura in qualità di membri dell'organo legislativo che ha proceduto alla sua approvazione, oppure quali membri di istituzioni a cui questo si è rivolto per ricevere consigli tecnici. Dall'altro lato, accanto a queste, sono state raccolte le prime riflessioni aventi ad oggetto il Codice espresse in seno alla scienza giuridica italiana.
La mia vita se ne stava - Un fucile carico
Emily Dickinson
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 65
My Life had stood - a Loaded Gun è il primo verso di una delle più intense e discusse fra le oltre 1700 poesie postume di Emily Dickinson, riassunto fulmineo di una vita che ha ricevuto la grazia di una missione e vocazione: amorosa, religiosa, poetica. Rivela la capacità di questa grande poeta statunitense di esprimersi direttamente con metafore semplici e ardite (la vita come un fucile carico in attesa che il "padrone" la trovi), parlando in prima persona di un'esperienza immediata ed esemplare che i lettori possono fare propria, comunicando l'esaltazione e lo sgomento del vivere. Dickinson unisce magistralmente un tono narrativo di ballata western a invenzioni lessicali degne dei poeti metafisici del Seicento. Racconta la vita e si sofferma in conclusione sull'incognita della fine con un auspicio: che la vita si spenga non prima della visione che l'ha retta. In Italia Dickinson ha conosciuto una fortuna che non ha eguali, e My Life had stood - a Loaded Gun fu tradotta degnamente fin dal 1947 e in seguito ha attirato traduttori e poeti, fra cui Mario Luzi. Il confronto fra le traduzioni rivela come il testo di Dickinson è stato letto e sentito dal dopoguerra agli anni '60-'70 ad oggi, con maggiore e minore aderenza all'uso tutto personale che Dickinson fa di punteggiatura e ortografia, e le ragioni di fondo di tali scelte. Questo studio dettagliato di un piccolo capolavoro alla luce della sua ricezione offre un'occasione unica di misurare su pochi versi l'arte e la visione di una delle maggiori voci poetiche di tutti i tempi.
L'adorabile rossa
Guillaume Apollinaire
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 68
Rispetto all'immediata e duratura popolarità di Alcools (1913), l'ultima raccolta poetica di Apollinaire, Calligrammes (1918), è stata a lungo gravata da sospetti e rifiuti da parte della critica e del pubblico. Fin da subito, anche i suoi amici e ammiratori più fervidi non solo hanno visto negli indeogrammi lirici un futile gioco infantile ma hanno condannato la passione bellicista delle poesie di guerra contenute nella silloge. Solo a partire dagli anni Cinquanta, grazie agli interventi di Décaudin, Butor, Debon, la critica ha potuto restituire a Calligrammes tutta la sua ricchezza e la pienezza del suo valore. La jolie rousse, collocata da Apollinaire alla fine della raccolta, invita senz'altro il lettore a considerarla un testamento e un manifesto di poetica, anche per il tono a tratti riflessivo e per alcuni giudizi di ordine estetico. Tuttavia, una lettura approfondita di questo celeberrimo componimento, attraverso quella fondamentale esegesi che si basa sullo studio delle sue traduzioni, rivela una molteplicità di sensi che impediscono di costringere e limitare La jolie rousse nei confini di un genere. La questione centrale, all'epoca delle nascenti avanguardie, è costituita dalla lunga querelle dell'ordine e dell'avventura, della tradizione e dell'invenzione su cui il poeta, che si sente giunto al culmine della sua maturità esistenziale ed estetica, ritiene di poter giudicare. Ne risulta però l'impossibilità di poter prendere parte per l'una delle due polarità e sulla base di una incrollabile fiducia nel potere cretivo della poesia viene affermata una inedita sintesi che schiude nuovi itineari estetici.
Il simbolo e il segno
Sandro Briosi
Libro
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 162
Il simbolo, inteso come modo di comunicazione "indiretta" e in questo senso contrapposto al segno, è oggetto di studio di molte discipline: la semiotica, la teoria della letteratura, la psicolinguistica, l'antropologia. Attraversando criticamente molti di questi studi, ed usando gli strumenti offerti dalla psicologia genetica (soprattutto Piaget) e dalla fenomenologia del linguaggio questo lavoro di Briosi si propone di chiarire la genesi e la natura della comunicazione simbolica, insistendo sui suoi rapporti con da una parte il segno diretto e "referenziale", e dall'altra con i numerosi fenomeni che al simbolo si apparentano e che ad esso vengono spesso semplicemente assimilati: il linguaggio infantile, il linguaggio persuasivo delle comunicazioni di massa, il "linguaggio" dei miti e dei riti della vita quotidiana, il linguaggio della letteratura.
Gli scritti giovanili di Ludwig Gumplowicz. Questione ebraica e questione nazionale in Polonia (1864-1875)
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 296
Benché annoverabile, insieme a Georg Simmel e a Émile Durkheim, tra i pionieri della sociologia europea, Ludwig Gumplowicz risulta oggi un tipico esempio di "classico dimenticato", la cui notorietà resta perlopiù legata alla sua immeritata fama di pensatore razzista. Concepita in funzione di un più complessivo riesame critico della sua opera e della sua figura, questa antologia dei suoi scritti giovanili intende risalire alle premesse della sua riflessione matura e, per questa via, fare anche luce su alcuni dei concetti fondamentali alla base della sua "macrosociologia del conflitto".
Parco giochi. Un business divertente. Tutte le tipologie di parco e le strategie vincenti
Carlo Di Rico
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 141
Carlo Di Rico, professionista nel settore dell'intrattenimento da oltre quindici anni, espone in questa guida tutti i passaggi necessari per l'avvio e la gestione di un parco giochi. Si tratta di un'attività molto attraente, ma con una certa dose di complessità, per via del tortuoso iter burocratico e della scarsa conoscenza riguardo l'effettivo investimento e i possibili finanziamenti pubblici. L'intento del volume è proprio quello di accompagnare il futuro imprenditore, passo dopo passo, con una serie di consigli pratici che chiariscano le caratteristiche principali dell'impresa. La prospettiva del guadagno deve però andare di pari passo con la soddisfazione di poter offrire qualcosa di bello, e questo richiede molta creatività e attitudine nel prevedere bisogni e tendenze.
Il fogliame americano. Whitman in Italia e la nascita del verso libero
Federica Massia
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 454
Il titolo "Fogliame americano" riprende la curiosa espressione con cui Giosue Carducci fa riferimento alle Leaves of Grass in una lettera inviata a Enrico Nencioni, al quale esprime grande entusiasmo per i suoi articoli sul poeta americano. Nei quarant'anni che intercorrono tra la scoperta nencioniana di Walt Whitman, nel 1879, e la definitiva regolarizzazione del verso libero italiano (individuata simbolicamente nel 1919, anno di pubblicazione dell'Allegria di Ungaretti), le Foglie d'erba conoscono nel nostro paese un enorme successo, culminato nella prima traduzione integrale al mondo della raccolta whitmaniana, ad opera di Luigi Gamberale (1907). Questo volume ripercorre e approfondisce le diverse fasi della ricezione italiana del "padre" del verso libero internazionale (da Carducci, Pascoli e D'Annunzio ai poeti simbolisti, futuristi e vociani), nel tentativo di verificare soprattutto le sue effettive responsabilità nel processo di rivoluzione metrica e formale innescatosi nella delicata fase di passaggio tra Otto e Novecento. Attraverso questa particolare prospettiva, il saggio illumina alcuni aspetti della cultura letteraria di quel periodo e indaga sulle origini del verso lungo, così rilevante e ampiamente rappresentato nella poesia italiana del secolo scorso.
Il suddito democratico. Libertà e uguaglianza nel pensiero giuridico-politico di Tocqueville
Mattia Volpi
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 274
L'immagine di Tocqueville che emerge da questo testo si discosta sia dall'interpretazione liberale classica sia dalla più recente lettura repubblicana e avvicina piuttosto l'autore al filone critico della modernità. Democrazia e dispotismo, i due poli in apparenza alternativi della riflessione di Tocqueville, possono essere, infatti, concepiti come la declinazione di uno stesso fenomeno: la spinta della storia verso la completa realizzazione dell'uguaglianza delle condizioni. Dalle apparenti aporie della Démocratie en Amérique emerge quindi la messa in discussione della modernità, intesa non solamente come fenomeno giuridico-politico, ma anche come paradigma etico-antropologico. La ricostruzione della democratizzazione dell'Occidente coincide infatti con la fenomenologia dell'affermazione di forme inedite di dominio, ancora più oppressive delle tirannidi del passato, perché capaci di modificare più in profondità le condizioni di esistenza. A fronte di uno stato onnipresente che assiste e sostiene, ma anche opprime e tormenta, non vi sarebbe nessuno spazio residuo per la libertà: l'unico valore interamente positivo nella concezione di Tocqueville.
Effettività costituzionale e coscienza collettiva
Daniele Piccione
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 205
L'effettività di una Costituzione si riflette nel consenso collettivo che la circonda. Eppure, il concetto merita un'indagine volta a portare alla luce le relazioni tra la carta fondamentale e la coscienza collettiva. Vi sono infatti delle tensioni psicologiche che legano ogni comunità politica alla dimensione mitica connessa alla propria Costituzione, alla sua capacità d'inclusione e assimilazione, alla sintesi e alla composizione dei conflitti, mantenendosi in equilibrio tra innovazione e tradizione. I fattori determinanti dell'effettività incidono dunque sul sentire comune, possono essere alimentati da pronunce giurisdizionali, da impostazioni teoriche sostenute dalla dottrina costituzionalistica, non meno che dal sentimento, dalle emozioni e dalle aspettative razionali della collettività che si ritrova nel suo documento costituzionale. Il volume esamina la sofferta evoluzione del concetto di effettività costituzionale nel Novecento giuridico, per poi definirne i punti di contatto con la psicologia collettiva. Infine, descrive la parabola della Costituzione repubblicana e il suo rapporto con il sentire comune immerso nel fluire dei motivi antipolitici e delle cause di disaffezione. Il proposito alla base di questo studio è quello di concorrere a delineare una teoria e una pratica della difesa della Costituzione come prodotto culturale di una società e come oggetto di percezione da parte dell'immaginario di una comunità politica.
Stato costituzionale in trasformazione
Maurizio Fioravanti
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2021
pagine: 80
Il saggio discute il rapido avvicinarsi degli ordinamenti giuridici delle odierne democrazie all'approdo dello "Stato costituzionale". Con tale termine-concetto s'intende una forma di Stato ormai percepita come propria e specifica del nostro tempo storico, a cavallo tra l'ultimo quarto del secolo ventesimo ed i primi lustri del secolo nuovo, che poggia su presupposti storicoculturali essenzialmente diversi da quelli che qualificavano lo "Stato di diritto" d'impianto ottocentesco. La nostra convinzione è che in quei decenni le Costituzioni democratiche del Novecento - tra cui la nostra italiana del 1947 - abbiano subito una grande trasformazione, che ha mutato nei fatti il significato fondamentale delle principali funzioni del diritto pubblico e principalmente della legislazione e della giurisdizione, rispettivamente del generare la norma in forma di legge e del porla nel caso concreto, proponendo un accrescimento in tal modo, ed in grande misura, della funzione della giurisprudenza, che ha visto rivalutata la sua tradizionale funzione di applicazione della legge, ma che soprattutto "vede" ora direttamente la Costituzione e può quindi operare nella interpretazione e concretizzazione dei principi costituzionali. Accanto alle trasformazioni intervenute sul piano interno, vi sono poi quelle che si sono prodotte nei rapporti tra gli Stati. È questo il secondo lato della grande trasformazione, entro cui si va creando un nuovo tipo di costituzionalismo a livello sovranazionale, cui sarà dedicata specifica attenzione in altra occasione.

