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Salerno Editrice

Il mistero del tempio. La rivolta ebraica sotto Traiano

Livia Capponi

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: 144

Nel 70 d.C. Tito distrugge il Tempio di Gerusalemme radicalizzando gli animi delle comunità ebraiche di Antiochia, Cipro, Egitto e Cirenaica. Durante l’esilio gli scampati alla catastrofe coltivano la speranza, politica e messianica, di rientrare in terra d’Israele e ricostruire il santuario, in una sorta di nuovo Esodo. In questo contesto, Traiano, dopo aver conquistato la Dacia, si prepara ad invadere l’Oriente ma ha bisogno del supporto delle comunità giudaiche fiorenti nell’impero partico. Per questa ragione concede loro un aiuto finanziario, autorizzando l’allestimento di una via presidiata per il ritorno in Giudea e di banche per finanziare la ricostruzione del Tempio. L’imperatore conquista cosí Armenia e Mesopotamia. Tuttavia, l’operazione diplomatica scatena aspre ostilità fra gli ebrei e le popolazioni greche cittadine. Le comunità ebraiche dei territori appena conquistati insorgono e l’interludio di tolleranza cede presto il passo a una guerra sanguinosa e distruttiva le cui ricadute dureranno millenni.
14,50 13,78

Le mattane

Niccolò Povero

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: 128

Il nome di Niccolò Povero compare in una curiosa silloge quattrocentesca, che riporta, insieme ad altri testi giullareschi e canterini, due lunghi capitoli in terza rima denominati mattane (voce di area toscana che significa ‘stramberie’, ‘assurdità’). Non si hanno notizie certe sull’identità dell’autore, ma i due componimenti sono una testimonianza importante nella tradizione della poesia comica fiorentina della seconda metà del XIV secolo. Le mattane infatti esibiscono una struttura compositiva improntata allo stile e alla retorica del nonsense, che ne fa un tassello imprescindibile nel mosaico culturale che più tardi darà origine alla poesia del Burchiello. La prima mattana presenta una raccolta di immagini bizzarre e visioni fantastiche contenute in una piccola cesta da frutta; la seconda si risolve in un elenco di ricette paradossali esposte da un medico ciarlatano apparso in sogno al poeta. Entro queste scarne cornici, si dipana la strumentazione tipica della tecnica burchiellesca: il ricorso oltranzistico a un lessico idiomatico o gergale, il gusto per l’accumulazione seriale, l’associazione di referti di realtà svincolati dal senso comune e tesi a illustrare una realtà “altra”, parallela, del tutto fantasiosa. Il volume, avvalendosi del recupero di nuove testimonianze manoscritte e a stampa, offre per la prima volta un’edizione critica e annotata dei due componimenti; il puntuale commento linguistico ne chiarisce la lettera, spesso di difficile interpretazione, e individua i piú rilevanti rapporti che essi intrattengono sia con la poesia burchiellesca, sia con la tradizione comica e giullaresca due-trecentesca. L’edizione è corredata da un’ampia introduzione, tesa a illustrare le principali strategie retoriche e stilistiche e a ricostruire la tradizione e la fortuna di questa particolare tipologia testuale; e da una nota filologica, in cui sono indagati i rapporti genealogici tra tutti i testimoni, alla base della costituzione dei testi.
15,00 14,25

Idolatria. I falsi dèi del nemico

Alessandro Vanoli

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: 160

Idolatra! Con quest’accusa l’infedele può diventare il nemico. Chi difende l’unico dio indica la colpa del proprio avversario: tu adori falsi dèi! In nome di questo peccato si scatenano guerre, vengono anneriti i dipinti, colpite le statue; le rovine di civiltà sepolte vengono distrutte, colpevoli di portare le tracce di idoli fasulli. L’accusa di idolatria è stata usata contro i pagani ma anche nei confronti di ebrei, cristiani o musulmani. È antica quanto il monoteismo eppure non è scomparsa. Questo libro ne ripercorre la storia: dalle prime attestazioni ebraiche, ai padri della chiesa, fino all’avvento dell’Islam; poi il Nuovo Mondo e i suoi simulacri, lo scontro tra protestanti e cattolici, e infine il Settecento dei lumi, quando l’idolatria smise di essere uno strumento per giudicare altre religioni. Almeno per un certo tempo: perché gli anni a noi più vicini hanno dimostrato che gli dèi son ben più tenaci di quello che molti storici avevano supposto. E qualcuno ne ha ancora paura.
14,00 13,30

La santa impresa. Le crociate del papa in Ungheria (1595-1601)

Giampiero Brunelli

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: 206

Le spedizioni che tra Cinque e Seicento presero via in Ungheria contro i Turchi costarono la vita a Giovan Francesco Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII. Tre campagne militari a sostegno dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo porteranno gli eserciti pontifici dalla gloria alla ritirata tra la neve. L’attenzione dell’autore, che ha riconsiderato l’intera vicenda alla luce di nuovi dati emersi tra le fonti vaticane, si ferma alle poche operazioni condotte sul campo: la vittoriosa presa di Strigonia nel 1595; l’inconcludente assedio di Giavarino del 1597; la durissima campagna sotto Canisa nel 1601. Per il papa e la sua segreteria prendeva forma l’antico sogno crociato ma con nuovi obiettivi: non più quello, irraggiungibile, di riconquistare Gerusalemme, ma quello di fermare l’avanzata turca e contrattaccare puntando direttamente a Costantinopoli, capitale dell’impero del Sultano dal 1453.
14,00 13,30

La sconfitta di Farsalo. Pompeo e Cesare: la fine della Repubblica

Sergio Valzania

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: 180

Farsalo, 9 agosto 48 a.C.: da una parte l’esercito dei populares di Cesare, dall’altra quello degli optimates di Pompeo. Le sorti di Roma si decidono in battaglia. Ma cosa aveva portato i due triumviri allo scontro frontale? Quali strade si dividono in Tessaglia? Pompeo uscirà sconfitto dalla lotta per il potere innescata dalla crisi delle istituzioni repubblicane, mentre la vittoria di Cesare aprirà un nuovo capitolo nella sanguinosa rivoluzione romana, che porterà alla definizione dell’impero sotto il segno del Principato. Ma la guerra civile avrebbe potuto prendere una piega diversa: il disegno del Nuovo Alessandro, l’uomo che aveva liberato il Mediterraneo dai pirati, contrastava quello del console che aveva conquistato la Gallia. Non si trattava soltanto di due caratteri diversi, ma di due opposte visioni di Roma e di quello che sarebbe diventato l’impero dei cesari. A Farsalo non si compie solo il destino di due condottieri, ma quello della città più potente al mondo.
14,00 13,30

«Tutto il lume de la spera nostra». Studi per Marco Ariani

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: XIX-670

Con questo volume, che rappresenta un segno concreto di stima, affetto e gratitudine, colleghi, amici e allievi intendono festeggiare Marco Ariani in occasione del suo settantesimo compleanno. Ariani, studioso d'indubbia autorevolezza, ha all'attivo importanti ricerche ed edizioni commentate che spaziano lungo l'intero arco della storia letteraria italiana. La varietà dei suoi interessi si riflette nella molteplicità degli argomenti trattati nei contributi qui raccolti. Molti di essi, scritti da alcuni dei maggiori interpreti della Commedia, vertono sull'esegesi del poema di Dante, uno dei temi su cui Ariani, negli ultimi anni, è intervenuto con maggiore acutezza. Altri saggi riguardano poi la poesia del Cinquecento (Machiavelli, Michelangelo, Vittoria Colonna, Della Casa), altri ancora il teatro fra Cinquecento e Ottocento e gli autori del Novecento (Pirandello, Gadda, Ortese, Bigongiari, Cassola, D'Arrigo), in una ricognizione di largo raggio che dal Duecento arriva ai nostri giorni. Alcuni tra i maggiori nomi dell'italianistica e della linguistica contemporanea hanno contribuito con generosa dedizione ad arricchire l'ampia prospettiva di questo libro; a loro si affianca un gruppo di studiosi più giovani, a testimonianza di una scuola che, sotto il magistero di Ariani presso l'Università di Roma Tre, si è consolidata nel solco di una grande tradizione di ricerca e continua a essere produttiva in molti campi dell'itaUanistica. Il volume, nella sua estesa articolazione cronologica, propone non di rado interessanti novità interpretative su questioni e opere grandi e meno grandi della storia della letteratura italiana; è curato da Giuseppe Crimi e Luca Marcozzi, già guidati da Ariani nei loro studi dottorali e oggi suoi colleghi nell'Università di Roma Tre. Marco Ariani insegna Letteratura italiana nell'Università di Roma Tre. Nel corso delle sue ricerche si è occupato di Francesco Petrarca, di lirica e di tragedia cinquecentesca (con studi e edizioni), di interazione fra testi letterari e filosofia, di Leone Ebreo, di teatro e di poesia del Settecento e del Novecento, mentre negli ultimi anni si è progressivamente focalizzato su Dante, la Commedia e il Paradiso in particolare. Tra le sue monografie più fortunate il profilo Petrarca (realizzato per la Salerno Editrice, 1999) e il saggio Lux inaccessibilis. Teologia e metafore della luce nel Paradiso' di Dante (Roma 2010). Fondamentale è il suo commento ai Triumphi di Petrarca (Milano 1988) e quello all'Hypnerotomachia Poliphili ài Francesco Colonna (con M. Gabriele, Milano 1998). Già membro del Consiglio direttivo della Casa di Dante in Roma, Ariani dirige le collane «Dulces Musae» (Aracne) e «La navicella dell'ingegno» (Salerno Editrice).
68,00 64,60

Il sultano e lo zar. Due imperi a confronto

Franco Cardini

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: 280

All'inizio dell'Età moderna, l'Impero ottomano si affaccia sul Mediterraneo con l'ambizione di dominare sull'Asia e sull'Europa. La "seconda Roma", Istanbul, disposta su due continenti, incarna il sogno universale dei cesari che i sultani ereditano per diritto di conquista. Ma dalle fredde pianure percorse dai grandi fiumi, tra il Baltico e il Mar Nero, si levò la voce di una "terza Roma": Mosca. E con essa, di una nuova potenza capace di incombere su Oriente e Occidente: l'Impero degli Zar. Aveva inizio una lunga lotta euroasiatica per il controllo dei grandi spazi: aveva inizio il "grande gioco". Questo libro ripercorre la storia dello scontro frontale tra il Sultano e lo Zar, tra un cristianesimo imperiale e un Islam sultaniale. Un confronto, quello tra Russia e Turchia, che continua ancora ed è la chiave per comprendere cosa sta avvenendo oggi tra il Vicino e il Medio Oriente.
19,00 18,05

Gregorio VII

Glauco Maria Cantarella

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: 356

Gregorio VII è stato tra le figure più rilevanti e influenti del Medioevo. Fu Papa dal 1073 al 1085: un decennio noto come età gregoriana, età di guerre, scomuniche e riforme. Il suo pontificato mutò profondamente i rapporti tra Papato e Impero, attraverso il Dictatus papae. Gregorio rivendicò la necessità, da parte degli imperatori di sottomettersi al Soglio pontificio. Fu un riformatore, secondo alcuni un eversivo, sicuramente in lui e attraverso di lui presero corpo processi che avrebbero condotto la cristianità o l’Europa alle origini della modernità, e soprat- tutto pose le basi per l’edificazione della Chiesa Cattolica così come la conosciamo noi. Fu in lotta con il cosiddetto Sacro Romano Impero per le investiture, con i vescovi per debellare la piaga della simonia dalla Chiesa, con il proprio tempo per affermare l’egemonia di un potere che discendeva dal principato di san Pietro sugli altri apostoli, di cui il papa era ed è il vicario. Il suo rivale fu Enrico IV, Imperatore germanico, che da lui fu scomunicato, gli si ribellò e lo assediò. Fu testimone del terribile sacco di Roma fatto dai Normanni nel 1084, dopo il quale fuggì in esilio a Salerno. Sulla sua tomba, nella Cattedrale di Salerno, sono state riportate le sue ultime parole: "Ho amato la giustizia e ho odiato l’iniquità: perciò muoio in esilio".
27,00 25,65

Filippo II

Angelantonio Spagnoletti

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: 384

Sovrano di una monarchia sulla quale non tramontava mai il sole, la figura di Filippo II è stata oggetto nei secoli di innumerevoli ricostruzioni e di un giudizio che ha oscillato tra l’esaltazione e la denigrazione. In realtà il sovrano era figlio dei suoi tempi e come tale aveva posto la propria vita al servizio degli ideali in cui credeva e per i quali non aveva esitato a sacrificare uomini e ricchezze del suo impero. Il libro non vuole ribaltare giudizi tradizionali e consolidati, bensì invitare a leggere la figura del re nel contesto di un’Europa travagliata dalle guerre di religione e che si apriva al mondo, e a rapportarsi a lui con gli occhi dei cronisti del tempo che spesso lo dipingevano come un sovrano pacifico nonostante le innumerevoli guerre da lui condotte nel corso di un lungo regno, che abbracciò quasi tutta la seconda metà del XVI secolo. Anche per questo la biografia di Filippo II dà ampio spazio alla dimensione dinastica e familiare entro cui si svolgeva la vita politica nella Spagna e nell’Europa del XVI secolo. L’autore indaga inoltre la politica confessionale del sovrano, tesa alla difesa a oltranza del Cattolicesimo e alla lotta contro gli eretici e gli infedeli: a lui si attribuisce l’evangelizzazione delle Americhe e delle Filippine. Filippo godette di grande prestigio presso i principi suoi contemporanei, si servì di un’abile diplomazia, fatta di uomini capaci. Anche per questo il re, sebbene governasse chiuso nell’Escorial (l’ottava meraviglia del mondo), può essere considerato il sovrano cinquecentesco che si sentì non solo il figlio prediletto della Chiesa universale, ma il portatore di una visione che univa l’amore per la propria terra natale all’interesse verso il mondo che si apriva al di là delle Colonne d’Ercole.
24,00 22,80

Francesca da Rimini

Gabriele D'Annunzio

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: 274

«Poema di sangue e di lussuria», come la definì il suo autore, la "Francesca da Rimini" è una tragedia in versi rappresentata per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 9 dicembre 1901 dalla compagnia di Eleonora Duse, con la «divina» nella parte della protagonista e Gabriele D'Annunzio nel ruolo di regista. Nel testo teatrale rivivono gli amanti immortali di Dante attraverso la versione romanzata della tragica storia raccontata da Boccaccio nella sua esposizione del quinto canto dell'Inferno, e si introducono interessanti novità, come la schiava cipriota Smaragdi e il fosco Malatestino, innamorato respinto da Francesca, che per vendetta si fa delatore dell'adulterio presso il fratello maggiore Gianciotto Malatesta. In questa nuova edizione, il fitto commento del curatore mette in luce gli innumerevoli riferimenti storici e letterari disseminati nel testo poetico (la Commedia in particolare), facendo emergere l'accurato lavoro compiuto da D'Annunzio, che per la sua tragedia si documentò scrupolosamente con l'obiettivo dichiarato di rendere vivi e palpitanti i suoi drammatici personaggi.
22,00 20,90

Anche le cicale sanno contare

Carlo Nitsch, Guido Trombetti

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: 96

Una civiltà aliena sufficientemente evoluta potrebbe avere il suo Aristotele, il suo Dante Alighieri e il suo Beethoven ma filosofia, letteratura e musica sarebbero probabilmente diverse dalle nostre... Quello di cui però possiamo essere certi è che qualunque essere pensante si trova prima o poi di fronte alla necessità di contare e utilizzare i numeri naturali, arrivando alla conclusione che 1577 non è un numero primo perché è 19 volte 83.
8,90 8,46

Robespierre. Dal tribunale al Terrore: successi, esitazioni e fallimenti dell'incorruttibile, anima o enigma della Rivoluzione

Jean-Clément Martin

Libro: Libro in brossura

editore: Salerno Editrice

anno edizione: 2018

pagine: 272

La tesi che questa nuova biografia sposa, ciò che la rende originale e di grande spessore storico, è il rifiuto di un certo approccio psicologizzante ‘emotivo’ e sensazionalista che ha caratterizzato la critica recente. L’autore ci accompagna lungo l’evoluzione dell’uomo, nel rapporto con i suoi pari e i suoi rivali, quelli che hanno condiviso con lui le stesse esperienze: un’infanzia difficile, un’adolescenza dedita allo studio, la precoce scalata sociale, mondana e letteraria. Attraverso le molteplici e successive prese di posizione politica, anche quelle considerate minoritarie, emerge l’antagonismo con i vari Danton, Marat, Sant-Just, in una perenne altalena che gli impedisce di esercitare una qualsiasi magistratura suprema. Quando infine sembra riuscire ad accedervi, viene giudicato e condannato come criminale dai suoi colleghi, il 9 Termidoro 1794. Come sappiamo, nessuna strada di Parigi porta il nome di Robespierre, passato alla storia come l’archetipo del mostro. Senza assolverlo né condannarlo Jean-Clément Martin spiega che tale reputazione fu costruita ad arte dai termidoriani, che dopo averlo sconfitto si vollero affrancare dal loro ruolo nella violenza di Stato. Il 10 e l’11 Termidoro che videro l’esecuzione di Robespierre, Couthon, Saint-Just e circa altri 100 personaggi, servono in realtà a denunciare l’”incorruttibile” come il solo responsabile del Terrore. Questa accusa ha riscritto la storia della rivoluzione ed è ancora la versione dei fatti più accreditata. L’autore smonta uno ad uno – dal punto di vista storico – i miti e la leggenda che circondano il personaggio, per ritrovare l’uomo. Una ricostruzione senza faglie, un libro che restituisce a Robespierre l’immagine dell’eminente uomo politico.
22,00 20,90

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