Scienze e Lettere
Oebalus. Studi sulla Campania nell'antichità. Volume Vol. 18
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 408
In questo numero di Oebalus: Simona Marchesini, Carlo de Simone; Maria Paola Guidobaldi, Ricordando Fabrizio; Sara Adamo, Production Context, ‘eredità del controllo’. Un ‘vecchio’ dibattito su un’anomalia di Pithecusa; Gianluca Soricelli, Claudio Sossio De Simone, Divisioni agrarie antiche e moderne nel Sannio Pentro: i territori di Saepinum e Bovianum; Stefano Carusi, Il Promontorio di Palinuro e una ricerca presso la linea di costa; Paola Caruso, Heikki Solin, Novità nelle escursioni epigrafiche beneventane; Giuseppe Camodeca , Dediche imperiali di Puteoli inedite o incomprese nel CIL X; Marianna Castiglione, L’operosità cittadina nelle necropoli di Pompei. Le attestazioni di mestiere tra autorappresentazione, invisibilità e questioni di metodo; GIUSEPPE PELLINO, Marmora adespota: due vasche inedite in marmo bianco d’età imperiale da Benevento; SErgio Cascella, Osservazioni preliminari sulla ceramica a vernice nera con bolli nominali dal Teatro Romano di Suessa Aurunca; Gianluca Soricelli, La Terra Sigillata della Collezione Gorga: frammenti decorati a rilievo dell'officina di Rasinius e del gruppo Rasini Memmi; Léa Narès, Paola Orlando, Storia di una matrice baiana: ipotesi funzionale e lettura iconografica di una raffigurazione di ludi Circenses; Ilaria Matarese, Sergio Cascella, Domenico Ferraro, Luigi Lombardi, Atella: analisi storico-topografica e nuove indagini di scavo; Felice Senatore, Novae animadversiones Surrentinae:il santuario delle Sirene e il santuario di Athena/Minerva, la cosiddetta ‘grotta Salara’e un (sospetto) quattuorvir di Surrentum; Antonino De Angelis, Sant’Agnello: la «calata greca» negli appunti di Paola Zancani Montuoro. Sul waterfront de «Il Pizzo» di Mariano Arlotta.
L'alba della ricostruzione. Tutela, restauro, urbanistica negli anni della direzione generale di Rannuccio Bianchi Bandinelli
Giovanna Russo Krauss
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 648
Dopo la devastazione causata dalla Seconda guerra mondiale, l’Italia si trova ad affrontare il difficile compito della ricostruzione del proprio patrimonio storico-artistico. Il volume si concentra su un arco temporale ristretto, che corrisponde a una stagione complessa, ma anche esaltante, qui definita “fase eroica della ricostruzione”. Al centro c’è la figura di Ranuccio Bianchi Bandinelli, archeologo e intellettuale militante, che in questi anni cruciali è nominato Direttore generale delle antichità e belle arti presso il Ministero della pubblica istruzione. Al lavoro di questi uomini delle istituzioni si affianca il contributo di numerosi studiosi di altissimo calibro che, fino a quel momento estranei all’amministrazione artistica, ma animati dalle speranze di rinnovamento del postfascismo, decidono di mettere da parte le proprie ricerche accademiche per servire lo Stato. Per mezzo di fonti storiche e archivistiche, l’autrice ricostruisce come i vari protagonisti di questo lavoro di ricostruzione – Ranuccio Bianchi Bandinelli, Carlo Ludovico Ragghianti, Roberto Pane, Giorgio Castelfranco, Bruno Zevi – pur con le loro differenti formazioni, si impegnarono per un obbiettivo comune. Nel corso del testo ne vengono seguiti gli articolati rapporti, i contrasti, i successi, ma anche i fallimenti, collocandoli nel più ampio quadro dato dai fattori personali, economici, politici e storici. Presentazione di Andrea Pane.
Paradeigmata. Cantieri, tecniche e restauri nel mondo Greco d'Occidente (Atti del convegno di studi Reggio Calabria, museo archeologico nazionale 5-6 luglio 2023)
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 400
Il Convegno si propone come una riflessione aggiornata e condivisa sul cantiere edilizio greco in Magna Grecia e Sicilia. l nuovi indirizzi teorici e metodologici di ricerca nel campo dell’architettura antica e l’accrescimento delle conoscenze archeologiche degli ultimi decenni in questi territori rendono auspicabile una revisione delle acquisizioni consolidate, un aggiornamento sulla base dei nuovi dati, un confronto interdisciplinare tra diversi specialismi: dalla storia dell’architettura antica all’archeologia sul campo, fino alle discipline storiche ed epigrafiche. In particolare, l’incontro mira a mettere a fuoco la complessità del cantiere nel mondo greco D’Occidente, dalle prassi operative ai saperi teorici, dagli aspetti tecnici a quelli economici, dalle committenze alle maestranze, con un’attenzione rivolta sia alla lettura dell’evidenza archeologica, sia all’analisi dei processi storici, sia infine alla discussione dei dati ricavabili dalle fonti letterarie ed epigrafiche. I temi di riflessione sono le fasi operative del cantiere (approvvigionamento dei materiali tra risorse locali e importazioni, trasporto, strumenti e macchine, messa in opera, rifinitura, competenze e prassi operative, percezione visiva), la composizione delle maestranze (le figure coinvolte, l’organizzazione dei lavori, la gerarchia, la dialettica tra maestranze locali e itineranti), la committenza e i costi, le tecniche edilizie e i materiali impiegati (marmo, pietra, bronzo, legno, terracotta ecc.), la manutenzione antica (cura, restauri, trasformazioni, spoliazioni e reimpieghi), la terminologia, gli aspetti giuridici e lo statuto degli edifici antichi e gli esiti del cantiere.
Mahamudra and gCod in the dGa' ldan tradition. Two texts from the Tibetan Tradition of the Dalai Lamas
Libro
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
Roots of peristan the pre-islamic cultures of the Hindukudh-Karakorum. Proceedings of the international interdisciplinary Conference ISMEO (Rome, 5-7 October, 2022)
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 976
The studies on the architetture and archaeology of the achaemenid empire dynamics of interaction and transmission between centre and periphery
Roberto Dan
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 288
Antiguidades de Villajoyosa Gomilla y Cartagena: l'Anonymus Olisiponensis
Giulia Baratta
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 388
Studiare un manoscritto è sempre un’avventura, l’inizio di un lungo percorso non sempre facile ma certo affascinante. In questo caso, trattandosi di un testo che raccoglie materiali epigrafici ed archeologici, non è stato solo un viaggio al passato ma un’escursione reale che ha visto tante tappe quanti sono i luoghi trattati nel testo preso in esame.
Acta ad archaeologiam et artium historiam pertinentia. Volume Vol. 34
Simon Malmberg, Eivind Heldaas Seland, Cristopher Prescott
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 182
Rossano, S. Maria del Patir. Fonte battesimale di età normanna
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 80
"All'alba del XII secolo, dunque pochi decenni dopo la conquista normanna della Calabria, perfezionata nel 1059, san Bartolomeo di Simeri († 1130) fondò sulle montagne tra Rossano e Corigliano, il più famoso dei monasteri basiliani calabresi, intitolato alla Madre di Dio Odigitria, detta «la Nuova» per distinguerla da quella rossanese preesistente e «del Patire», cioè del Padre, per alludere allo stesso Bartolomeo. Situata nell’odierna contrada Ronconiate di Rossano, toponimo che conserva il titolo originale dell’abbazia, e specialmente nota per il suo scriptorium, questa sopravvisse fino alla soppressione del 1806, dopodiché tutti i beni furono venduti ad un privato. A distanza di poco più di un secolo, le fabbriche superstiti e la vasta tenuta boschiva circostante sono stati assicurati al demanio forestale dello Stato. Benché il Patìrion, come lo chiamava di preferenza Paolo Orsi, sia «ridotto a una larva della sua antica grandezza», è arrivata fino a noi in buone condizioni, pur se alterata da pesanti ristrutturazioni, la chiesa abbaziale, costruita nel XII secolo nel volgere di alcuni decenni. Orientata, articolata internamente in tre navate separate da sei pilastri – quella centrale conserva un significativo lacerto del mosaico voluto dall’abate Blasio nel 1152 –, l’aula è conclusa da altrettante absidi poco sporgenti, all’esterno finemente decorate. Dell’arredo liturgico originale resta un pezzo straordinario, che l’Orsi descrisse definendolo «conca marmorea», incerto se fosse d’uso esclusivamente battesimale o anche come acquamanile o riunisse entrambe le funzioni, migrata però negli Stati Uniti, al Metropolitan Museum (MET) di New York, in circostanze che restano misteriose ed ivi esposta al pubblico ormai da oltre cent’anni. Il presente volumetto, stampato in occasione della messa in opera, il 10 febbraio 2024, nella chiesa della Odighitria Nuova del Patir, della riproduzione del manufatto battesimale commissionata dall’associazione Rossano Recupera a Gaetano Antoniotti, vuole essere un omaggio a questo nostro ‘tesoro’ di memorie spirituali e materiali e a chi si concede di coltivare il sogno di riportarlo in Calabria..." (dall'Introduzione di Margherita Corrado, Enzo Garofalo, Maria Francesca Greco).
Le origini degli Etruschi nelle tradizioni greche e romane
Alfonso Mele
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 152
«Questo lavoro non si pone il problema dell’origine degli Etruschi, ma di analizzare le diverse soluzioni del problema date dai Greci prima e dai Romani poi, cercando di capire le ragioni che hanno motivato la successione delle varie ipotesi. Prima fu quella di un’origine pelasgica, come tirrenica presente in Esiodo, come adriatica nelle fonti cumane del 524 a.C., e ancora in Ellanico, come egea ed ateniese a Lemno. Ad essa si sovrappose la tesi di una origine lidia, frigia in ottica siracusana ed erodotea, Heraklide in ottica etrusca e tarquiniese. A dare origine a queste varie e opposte tendenze si intravedono da un lato ambienti tirrenici, laziali, campani e ateniesi, dall’altro con opposti intenti, sibariti e siracusani. La voce degli stessi Etruschi in ambito più propriamente etrusco e romano, invece, con particolare forza in fonti che si rifanno ad ambienti tarquiniesi e romani, particolarmente attivi questi ultimi prima nel VI sec. a.C. nella Roma dei Tarquinii e poi nel IV sec. a.C. nell’epoca della stretta alleanza della città con Caere.» (l'autore)
Tavolara. Tracce di stanziamento villanoviano su un'isola della Gallura
Francesco Di Gennaro, Silvia Amicone, Rubens D'Oriano, Paola Mancini
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 176
Gli intensi contatti culturali e gli scambi dovuti al commercio trans-tirrenico tra Sardegna e costa dell’Etruria nella prima età del ferro, noti da tempo, sono stati oggetto di numerosi studi analitici. Su questi collegamenti tardo protostorici getta una nuova luce la scoperta “epocale” di materiali villanoviani di uso ordinario, associati a una minore quantità di reperti di manifattura locale, attribuibili al X-IX sec. a.e.v., nell’isola di Tavolara, situata a breve distanza dalla costa della Gallura. Questo contributo fornisce i dati di scavo, ed esamina sia il contesto dei ritrovamenti della precedente età del bronzo nel territorio costiero della Sardegna nord-orientale, sia i reperti ceramici locali e allogeni di Tavolara. Per questi ultimi, dopo il riconoscimento, nel 2018, della loro provenienza dalla costa degli Etruschi, sulla base delle caratteristiche dell’impasto e dei confronti tipologici e stilistici, l’analisi archeometrica consente ora di individuare una provenienza prevalente dall’Etruria meridionale e minoritaria dall’Etruria settentrionale. Grazie alla correlazione con i materiali di origine continentale è stato possibile stabilire attribuzioni cronologiche più precise rispetto al passato per alcuni materiali di produzione sarda. Si aprono inoltre nuove prospettive interpretative sulla funzione di una diffusa classe di contenitori ceramici di fattura grossolana. La rassegna del paesaggio antropico costiero etrusco fornisce indicazioni sullo sviluppo della navigazione organizzata, reso possibile dal nuovo assetto socio-economico delle comunità ivi stanziate: la nascita degli stati protourbani nel territorio peninsulare affacciato sul Tirreno.
Diario di viaggio in Persia (1617-1623)
Pietro Della Valle
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 588
Il volume che presentiamo con il titolo di “Diario di viaggio in Persia (1617-1623)” contiene un’ampia porzione del Diario dei viaggi che Pietro Della Valle tenne con esemplare ricchezza di dettagli dei suoi itinerari attraverso il Medio Oriente nella prima metà del diciassettesimo secolo. Come spiega nell’Introduzione il curatore, Mario Vitalone, quello del Diario è un testo parallelo (in un certo senso la “brutta copia”) alle diverse edizioni delle "Lettere", inviate da Della Valle all’epoca della sua permanenza in Oriente all’amico Mario Schipano e rielaborate per la pubblicazione dall’autore stesso all’atto del suo ritorno in Italia, in una forma letterariamente curata in parte secondo i canoni dell’epoca, in parte secondo uno stile personale che rappresenta un notevole e originale esempio di narrativa di viaggio, un genere che si andava formando in quegli anni in Italia ed in Europa. Il principale interesse del testo del Diario deriva dalla circostanza che Pietro, all’atto della pubblicazione delle Lettere, dovette modificare la sua prima versione di vari avvenimenti per motivi di opportunità sia politica sia letteraria, e quindi molti dettagli, anche di ragguardevole rilevanza storica, sono conservati solo grazie alla loro trattazione nel Diario. La sezione del Diario qui pubblicata si affianca, per importanza, a quella relativa ai territori anatolici e al Levante ad amministrazione ottomana, e a quella relativa all’India, di cui Della Valle visitò nel 1623-1624 quasi tutta la costa occidentale, rientrando via mare in Italia, che Il Novissimo Ramusio programma di pubblicare a non lunga distanza di tempo dal presente volume, sempre sotto la responsabilità dello stesso curatore. Mario Vitalone, formatosi alla scuola napoletana dell’Orientale negli anni Ottanta con una preparazione iranistica a vasto raggio, ed esperto dei luoghi della valliani, oltre che per i suoi originari studi, anche per la conoscenza diretta avutane durante il suo lungo soggiorno in Iran, ha curato il volume con ricchezza di dettagli, preparando un commento con numerosi indici e un apparato di oltre mille note; la bibliografia finale può considerarsi la più completa e aggiornata, sia pure nell’àmbito dell’ormai cospicua produzione relativa a Della Valle, e comprende opere apparse dalla metà del Seicento fino all’anno in corso.

