Scienze e Lettere
Roots of peristan the pre-islamic cultures of the Hindukudh-Karakorum. Proceedings of the international interdisciplinary Conference ISMEO (Rome, 5-7 October, 2022)
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 976
The studies on the architetture and archaeology of the achaemenid empire dynamics of interaction and transmission between centre and periphery
Roberto Dan
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 288
Antiguidades de Villajoyosa Gomilla y Cartagena: l'Anonymus Olisiponensis
Giulia Baratta
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 388
Studiare un manoscritto è sempre un’avventura, l’inizio di un lungo percorso non sempre facile ma certo affascinante. In questo caso, trattandosi di un testo che raccoglie materiali epigrafici ed archeologici, non è stato solo un viaggio al passato ma un’escursione reale che ha visto tante tappe quanti sono i luoghi trattati nel testo preso in esame.
Acta ad archaeologiam et artium historiam pertinentia. Volume Vol. 34
Simon Malmberg, Eivind Heldaas Seland, Cristopher Prescott
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 182
Rossano, S. Maria del Patir. Fonte battesimale di età normanna
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 80
"All'alba del XII secolo, dunque pochi decenni dopo la conquista normanna della Calabria, perfezionata nel 1059, san Bartolomeo di Simeri († 1130) fondò sulle montagne tra Rossano e Corigliano, il più famoso dei monasteri basiliani calabresi, intitolato alla Madre di Dio Odigitria, detta «la Nuova» per distinguerla da quella rossanese preesistente e «del Patire», cioè del Padre, per alludere allo stesso Bartolomeo. Situata nell’odierna contrada Ronconiate di Rossano, toponimo che conserva il titolo originale dell’abbazia, e specialmente nota per il suo scriptorium, questa sopravvisse fino alla soppressione del 1806, dopodiché tutti i beni furono venduti ad un privato. A distanza di poco più di un secolo, le fabbriche superstiti e la vasta tenuta boschiva circostante sono stati assicurati al demanio forestale dello Stato. Benché il Patìrion, come lo chiamava di preferenza Paolo Orsi, sia «ridotto a una larva della sua antica grandezza», è arrivata fino a noi in buone condizioni, pur se alterata da pesanti ristrutturazioni, la chiesa abbaziale, costruita nel XII secolo nel volgere di alcuni decenni. Orientata, articolata internamente in tre navate separate da sei pilastri – quella centrale conserva un significativo lacerto del mosaico voluto dall’abate Blasio nel 1152 –, l’aula è conclusa da altrettante absidi poco sporgenti, all’esterno finemente decorate. Dell’arredo liturgico originale resta un pezzo straordinario, che l’Orsi descrisse definendolo «conca marmorea», incerto se fosse d’uso esclusivamente battesimale o anche come acquamanile o riunisse entrambe le funzioni, migrata però negli Stati Uniti, al Metropolitan Museum (MET) di New York, in circostanze che restano misteriose ed ivi esposta al pubblico ormai da oltre cent’anni. Il presente volumetto, stampato in occasione della messa in opera, il 10 febbraio 2024, nella chiesa della Odighitria Nuova del Patir, della riproduzione del manufatto battesimale commissionata dall’associazione Rossano Recupera a Gaetano Antoniotti, vuole essere un omaggio a questo nostro ‘tesoro’ di memorie spirituali e materiali e a chi si concede di coltivare il sogno di riportarlo in Calabria..." (dall'Introduzione di Margherita Corrado, Enzo Garofalo, Maria Francesca Greco).
Le origini degli Etruschi nelle tradizioni greche e romane
Alfonso Mele
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2024
pagine: 152
«Questo lavoro non si pone il problema dell’origine degli Etruschi, ma di analizzare le diverse soluzioni del problema date dai Greci prima e dai Romani poi, cercando di capire le ragioni che hanno motivato la successione delle varie ipotesi. Prima fu quella di un’origine pelasgica, come tirrenica presente in Esiodo, come adriatica nelle fonti cumane del 524 a.C., e ancora in Ellanico, come egea ed ateniese a Lemno. Ad essa si sovrappose la tesi di una origine lidia, frigia in ottica siracusana ed erodotea, Heraklide in ottica etrusca e tarquiniese. A dare origine a queste varie e opposte tendenze si intravedono da un lato ambienti tirrenici, laziali, campani e ateniesi, dall’altro con opposti intenti, sibariti e siracusani. La voce degli stessi Etruschi in ambito più propriamente etrusco e romano, invece, con particolare forza in fonti che si rifanno ad ambienti tarquiniesi e romani, particolarmente attivi questi ultimi prima nel VI sec. a.C. nella Roma dei Tarquinii e poi nel IV sec. a.C. nell’epoca della stretta alleanza della città con Caere.» (l'autore)
Tavolara. Tracce di stanziamento villanoviano su un'isola della Gallura
Francesco Di Gennaro, Silvia Amicone, Rubens D'Oriano, Paola Mancini
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 176
Gli intensi contatti culturali e gli scambi dovuti al commercio trans-tirrenico tra Sardegna e costa dell’Etruria nella prima età del ferro, noti da tempo, sono stati oggetto di numerosi studi analitici. Su questi collegamenti tardo protostorici getta una nuova luce la scoperta “epocale” di materiali villanoviani di uso ordinario, associati a una minore quantità di reperti di manifattura locale, attribuibili al X-IX sec. a.e.v., nell’isola di Tavolara, situata a breve distanza dalla costa della Gallura. Questo contributo fornisce i dati di scavo, ed esamina sia il contesto dei ritrovamenti della precedente età del bronzo nel territorio costiero della Sardegna nord-orientale, sia i reperti ceramici locali e allogeni di Tavolara. Per questi ultimi, dopo il riconoscimento, nel 2018, della loro provenienza dalla costa degli Etruschi, sulla base delle caratteristiche dell’impasto e dei confronti tipologici e stilistici, l’analisi archeometrica consente ora di individuare una provenienza prevalente dall’Etruria meridionale e minoritaria dall’Etruria settentrionale. Grazie alla correlazione con i materiali di origine continentale è stato possibile stabilire attribuzioni cronologiche più precise rispetto al passato per alcuni materiali di produzione sarda. Si aprono inoltre nuove prospettive interpretative sulla funzione di una diffusa classe di contenitori ceramici di fattura grossolana. La rassegna del paesaggio antropico costiero etrusco fornisce indicazioni sullo sviluppo della navigazione organizzata, reso possibile dal nuovo assetto socio-economico delle comunità ivi stanziate: la nascita degli stati protourbani nel territorio peninsulare affacciato sul Tirreno.
Diario di viaggio in Persia (1617-1623)
Pietro Della Valle
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 588
Il volume che presentiamo con il titolo di “Diario di viaggio in Persia (1617-1623)” contiene un’ampia porzione del Diario dei viaggi che Pietro Della Valle tenne con esemplare ricchezza di dettagli dei suoi itinerari attraverso il Medio Oriente nella prima metà del diciassettesimo secolo. Come spiega nell’Introduzione il curatore, Mario Vitalone, quello del Diario è un testo parallelo (in un certo senso la “brutta copia”) alle diverse edizioni delle "Lettere", inviate da Della Valle all’epoca della sua permanenza in Oriente all’amico Mario Schipano e rielaborate per la pubblicazione dall’autore stesso all’atto del suo ritorno in Italia, in una forma letterariamente curata in parte secondo i canoni dell’epoca, in parte secondo uno stile personale che rappresenta un notevole e originale esempio di narrativa di viaggio, un genere che si andava formando in quegli anni in Italia ed in Europa. Il principale interesse del testo del Diario deriva dalla circostanza che Pietro, all’atto della pubblicazione delle Lettere, dovette modificare la sua prima versione di vari avvenimenti per motivi di opportunità sia politica sia letteraria, e quindi molti dettagli, anche di ragguardevole rilevanza storica, sono conservati solo grazie alla loro trattazione nel Diario. La sezione del Diario qui pubblicata si affianca, per importanza, a quella relativa ai territori anatolici e al Levante ad amministrazione ottomana, e a quella relativa all’India, di cui Della Valle visitò nel 1623-1624 quasi tutta la costa occidentale, rientrando via mare in Italia, che Il Novissimo Ramusio programma di pubblicare a non lunga distanza di tempo dal presente volume, sempre sotto la responsabilità dello stesso curatore. Mario Vitalone, formatosi alla scuola napoletana dell’Orientale negli anni Ottanta con una preparazione iranistica a vasto raggio, ed esperto dei luoghi della valliani, oltre che per i suoi originari studi, anche per la conoscenza diretta avutane durante il suo lungo soggiorno in Iran, ha curato il volume con ricchezza di dettagli, preparando un commento con numerosi indici e un apparato di oltre mille note; la bibliografia finale può considerarsi la più completa e aggiornata, sia pure nell’àmbito dell’ormai cospicua produzione relativa a Della Valle, e comprende opere apparse dalla metà del Seicento fino all’anno in corso.
Casi freddi. La «scure letterata» e le sue peregrinazioni: dalla Calabria al British Museum
Gino Famiglietti
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 210
Intorno alla metà dell’800 una «scure di bronzo, con greca iscrizione» viene rinvenuta in Calabria. L’importanza del reperto è notevole: addirittura, la sua restituzione grafica, pubblicata, insieme ad una dettagliata scheda di catalogo, su una nota rivista scientifica, è realizzata dal Primo disegnatore dei Reali Scavi di Pompei. In ragione del suo “merito”, la scure è quindi uno di quegli oggetti di cui, secondo le leggi dell’epoca, è proibita l’esportazione «fuori del regno». E tuttavia, nel 1884, la scure viene venduta in asta a Parigi e viene acquistata da un emissario del British Museum. Ma come è arrivata la scure a Parigi? Fra i documenti ufficiali che la riguardano non c’è traccia di un eventuale permesso che ne abbia potuto consentire la legittima uscita dal territorio italiano. Eppure, l’indifferenza degli apparati amministrativi rispetto alla strana vicenda perdura nel tempo, nonostante le ripetute richieste di chiarimenti che, in merito all’accaduto, vengono rivolte, da parlamentari di ogni estrazione politica, appartenenti tanto alle forze di maggioranza quanto a quelle di opposizione, ai governi di volta in volta in carica. Un frastornante silenzio, che dura da troppo tempo. Ci sarà un modo per trarre la vicenda dall’oblio in cui è stata confinata?
La poesia. Lingua viva. Patrimonio immateriale e di comunità (Drugstore Museum: 7 ottobre-22 dicembre 2023)
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 270
Con il progetto "La Poesia, lingua viva" la Soprintendenza Speciale di Roma affronta uno dei temi centrali delle politiche culturali contemporanee: quello della valorizzazione del patrimonio immateriale. Già prima della ratifica da parte della Repubblica Italiana (2020) della Convenzione di Faro (2005), l’impegno per la conoscenza e la tutela del patrimonio demoetnoantropologico e immateriale è stato sempre un interesse prioritario per il nostro Istituto, concretizzatosi, ad esempio, in importanti azioni amministrative, come nei casi dei vincoli al Caffè Greco e al ristorante Il Vero Alfredo, dove la sinergia di tutte le professionalità ha portato a significativi risultati. Anche il progetto che qui si presenta nasce a margine di una complessa attività istruttoria legata alla conoscenza e alla tutela di un luogo eccezionalmente rilevante per la storia culturale e sociale di Roma: la casa-baracca del poeta Valentino Zeichen, a Borghetto Flaminio, straordinaria fucina di poesia e, per decenni, affollatissimo salotto/crocevia per artisti, letterati, intellettuali, giornalisti, politici, uomini di cultura della Città Eterna. Un procedimento amministrativo che persegue il fine di tutelare questo luogo, valorizzandolo nei suoi aspetti materiali e immateriali come spazio reificato della poesia e della storia culturale urbana. Un procedimento certamente complesso e innovativo, che in questi mesi sta rappresentando una sfida e un impegno importante per gli uffici e i tecnici della nostra Soprintendenza. Da qui l’idea di lavorare anche su tutta l’arte della poesia da una prospettiva nuova: non più e non solo storico-letteraria, ma demoetnoantropologica e culturalista. Un lavoro che ha l’obiettivo di portare all’attenzione dei cittadini un’idea di poesia intesa come strumento di conoscenza, di benessere, di relazione e di rigenerazione umana e urbana, attraverso due mostre e un festival tematico che mirano ad attivare processi virtuosi di crescita culturale e buone pratiche nell’ambito di quelle che, con la stessa Convenzione di Faro, oggi chiamiamo le comunità di eredità: che poi saremmo noi tutti, nel nostro ruolo di attori e custodi di quello straordinario patrimonio di saperi, usi, costumi, credenze e sentimenti che non è sempre palpabile, ma che vive e si tramanda di generazione in generazione grazie al nostro essere umani, e nel quale rientra a pieno titolo anche la Poesia.
Lessico delle iscrizioni reali sumeriche
Massimo Maiocchi
Libro: Libro in brossura
editore: Scienze e Lettere
anno edizione: 2023
pagine: 680
Il progetto del presente «Lessico delle iscrizioni reali sumeriche» si è concretizzato grazie alla collaborazione tra l’Unione Accademica Nazionale, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’ISMEO, che hanno sostenuto l’attività di ricerca con specifici finanziamenti. In particolare Ca’ Foscari e ISMEO (attraverso la propria redazione lessicografica e il fondamentale supporto finanziario derivante dai due progetti quinquennali “Studi e ricerche sulle culture dell’Asia e dell’Africa: tradizione e continuità, rivitalizzazione e divulgazione” [MIUR] e “Storia, lingue e culture dei paesi asiatici e africani: ricerca scientifica, promozione e divulgazione” [MUR]) hanno contribuito a cofinanziare l’assegno di ricerca postdottorale pluriennale che ha reso possibile all’autore concentrarsi nell’arco di poco più d’un biennio sul manoscritto in forma definitiva. Conformemente alle linee generali del progetto, il lavoro di ricerca e redazione, affidato al Dott. Massimo Maiocchi e da lui condotto con encomiabile dedizione e competenza, è stato volto a produrre un dizionario facilmente consultabile, sintetico e al contempo estremamente accurato, relativo a uno specifico e fondamentale settore della documentazione sumerica come quello delle iscrizioni reali che offrono la prima espressione dell’ideologia della regalità e della memoria storica. La composizione e la stampa del volume sono state rese possibili grazie all’esperienza lessicografica ISMEO e a una apposita linea editoriale dedicata finanziata nell’ambito dei citati progetti MIUR e MUR. Contributi alla stampa sono inoltre stati elargiti dall’Union Académique Internationale, che inizialmente, molti decenni orsono, promosse l’intera iniziativa, come proprio quindicesimo progetto di ricerca (1951 e 1971). A tutti questi enti e a tutti coloro che vi hanno operato con vari ruoli va il più sentito ringraziamento dei direttori della Serie. Contributo scientifico fondamentale è stato quello del Prof. Dr. Gebhard Selz, che ha revisionato il dizionario non solo con l’acribia che deriva dalla sua straordinaria competenza nella lingua sumerica e profonda conoscenza della produzione testuale sumero-accadica, ma anche con fine sensibilità per le rese linguistiche in lingua italiana. L’autore del volume e i curatori della serie gli sono grati per la generosa e solerte attenzione al progetto, il suo insostituibile contributo e l’amichevole dialogo sui numerosi difficili aspetti della lingua sumerica. Nella fase finale della redazione un’ulteriore preziosa revisione dei lemmi è stata condotta dal Prof. Lucio Milano, che si ringrazia per la generosa disponibilità e il sapiente contributo in una materia complessa e inusuale in lingua italiana.

