SE
Eureka
Edgar Allan Poe
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 144
In Eureka, Edgar Poe ha voluto racchiudere, nella forma più breve, la storia della creazione e della distruzione dell’universo.
Dioniso a cielo aperto
Marcel Detienne
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 128
«Fra gli dèi che si trovano dappertutto in Grecia Dioniso è il meno sedentario. In nessun luogo è a casa sua. Meno che mai a Tebe, dove la madre, la mortale Semele, lo porta per qualche mese nel suo ventre. Dio nomade, ha un regno senza capitale. […] Bisogna lasciare Dioniso alle sue province, ai suoi villaggi, ai suoi itinerari errabondi. Bisogna concedergli intera la libertà delle sue epifanie. […] Argo, Lesbo, Eleutere, Olimpia, Taso e Delfi e Orcomeno, fino all’isola misteriosa delle rive atlantiche, là e più in là ancora, Dioniso sorge, si slancia, danza, afferra, squarcia, fa delirare. Intrecciando nell’arcobaleno delle sue apparizioni i colori simili del sangue che sgorga e del vino schiumeggiante. Dioniso che afferra brutalmente la sua preda facendola oscillare, trascinandola nella follia, nel delitto, nella sozzura; Dioniso dei vigneti che maturano in un giorno, delle fontane di vino, della bevanda che inebria e che esalta. Questo duplice dio non sarà alla fine lo stesso?».
Proust
Samuel Beckett
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 136
Quando si legge il saggio scritto nel 1931 da Beckett su Proust, non si può fare a meno di notare quanto profonda sia stata l’impronta lasciata nello spirito di Beckett dall’opera proustiana. Si è molto parlato di una derivazione joyciana per l’opera di Beckett, ma l’affinità con Proust appare molto più sorprendente, anche se è allo stesso tempo più sottile e latente, e non si può certamente rilevare nello stile scarno di Beckett […]. Beckett si mostra, piuttosto, ossessionato dalla concezione che Proust ha della letteratura, dalla sua concezione del tempo e dello spazio, dei personaggi e delle cose, dalla sua ricerca dell’essenza di una realtà illusoria e fuggevole. […] È stato detto che nell’opera di Proust non è presente l’assurdo o l’irrazionale. E, in un certo senso, questo è vero, se confrontiamo l’opera di Proust con quella di Kafka o dello stesso Beckett, dove l’assurdo avvolge e impregna ogni pagina dei due scrittori. […] Tuttavia, anche in Proust si ha la sensazione dell’irrazionale, del deforme, dell’assurdo. È vero che egli, come scrittore che si sforza di dipingere «il reale», si è deliberatamente rifiutato di cedere alla tentazione di lasciare la porta della sua opera spalancata alla irruzione dell’irrazionale, ma la tentazione è lì, in numerosi passaggi. Come dice egli stesso, si asterrà dal «far cantare dolcemente la pioggia dentro la stanza e diluviare nel cortile la nostra tisana in ebollizione». Continuerà a «mettere dei lineamenti nel viso di una passante, mentre al posto del naso, delle gote e del mento, non dovrebbe esserci che uno spazio vuoto su cui potrebbe tutt’al più giocare il riflesso dei nostri desideri». […] Non preparerà «le cento maschere che conviene attaccare a uno stesso volto, se non altro secondo gli occhi che lo vedono e il senso in cui ne leggono i tratti». Non proverà a «rappresentare certe persone non al di fuori ma all’interno di noi, dove le loro minime azioni possono indurre turbamenti mortali». Ma, almeno, non mancherà di «descrivere l’uomo non secondo l’estensione del suo corpo ma secondo quella dei suoi anni, come se dovesse – compito sempre più enorme e che finì per vincerlo – trascinarli con sé quando si sposta». Creerà il suo libro «come un mondo, senza lasciare da parte quei misteri che probabilmente hanno la loro spiegazione soltanto in altri mondi e il cui presentimento è ciò che ci commuove di più nella vita e nell’arte». (Dallo scritto di Margherita S. Frankel)
Monadologia
Gottfried Wilhelm Leibniz
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 96
1. La Monade, di cui parleremo qui, è una sostanza semplice che entra nei composti; semplice, ossia senza parti. 2. Ed è necessario che vi siano sostanze semplici, poiché vi sono dei composti; infatti il composto non è altro che un raggruppamento o un aggregatum di sostanze semplici. 3. Ora, là dove non vi sono parti, non vi è estensione, né figura, né divisibilità possibile. E queste monadi sono i veri atomi della Natura e, detto in breve, gli elementi delle cose. 4. Non bisogna dunque temere che una sostanza semplice si dissolva, e non è in alcun modo concepibile che possa naturalmente perire. 5. Per la stessa ragione non è in alcun modo concepibile che una sostanza semplice possa iniziare naturalmente, poiché non potrebbe esser formata mediante composizione. 6. Si può dunque dire che le monadi possono iniziare e finire unicamente all’improvviso, ossia che possono iniziare unicamente per creazione e finire per annientamento, mentre invece ciò che è composto inizia o finisce parte dopo parte. Con uno scritto di Fabio Minazzi.
Sopravvivere e altri saggi
Bruno Bettelheim
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 320
«L’esperienza del campo di concentramento unita al mio lavoro con gli individui psicotici ha motivato il mio impegno nei confronti di due problemi fondamentali e strettamente legati tra loro: che cosa fare in concreto, a livello sociale e a livello individuale, più limitato ma più urgente, per prevenire l’anomia e l’alienazione, così distruttive per l’autonomia e la sicurezza individuali; e come prevenire la disintegrazione della personalità, l’isolamento e la mancanza di rispetto per sé e per gli altri. I saggi contenuti nel presente libro affrontano questi problemi, insieme al problema di cosa si possa fare, sul piano sociale e al livello delle esperienze individuali di vita (soprattutto attraverso l’educazione e la scuola), per favorire l’acquisizione dell’autonomia, del rispetto di sé, dell’integrazione e della capacità di formare rapporti significativi e durevoli; in breve, per aiutare gli esseri umani a divenire, come dice Paul Celan, “padroni e signori dei lor volti”. […] Ho tracciato un parallelo tra la disintegrazione della personalità provocata dall’essere stati travolti da quel terribile uragano della storia che fu il cosiddetto olocausto nazista, e quella che deriva da eccezionali, orribili esperienze private che conducono al crollo psicotico dell’integrazione o ne impediscono addirittura l’instaurarsi. Implicitamente ho stabilito un parallelo anche tra i requisiti necessari per riprendersi da traumi così estremi, vale a dire per il recupero dell’autonomia, del rispetto di sé e dell’integrazione personale. Non sono stato l’unico a trovare analogie tra l’esperienza dei campi di concentramento e la distruzione operata nel bambino dalle sue prime esperienze di vita. Si direbbe che esse si impongano naturalmente all’attenzione, se uno riflette sulle vittime dell’olocausto e prova per loro profonda e sincera pietà. Ne è una prova un’altra poesia di Paul Celan, Todesfuge (Fuga della morte). Furono questi versi a imporlo immediatamente come il più importante poeta tedesco, e forse europeo, della sua generazione. Per comunicare la disperazione assoluta che regnava nei campi della morte, egli evoca l’immagine di una madre che distrugge il figlio neonato. “Negro latte dell’alba noi lo beviamo la sera / noi lo beviamo al meriggio come al mattino lo beviamo la notte / noi beviamo e beviamo […] Negro latte dell’alba noi ti beviamo la notte / noi ti beviamo al meriggio la morte è un Mastro di Germania”. Quando il latte che siamo costretti a bere dall’alba al tramonto è latte nero, non importa se nei campi della morte della Germania nazista o in una culla adorna di trine, ma anche qui esposti agli inconsci desideri di morte di una madre in apparenza scrupolosa – in entrambi i casi l’anima ha per padrone la morte».
Le luci della sapienza
Ghazâlî Al
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 176
«Mi hai chiesto, o fratello onorato […], di spiegarti i misteri delle luci divine e, allo stesso tempo, ciò cui alludono le espressioni letterali dei versetti rivelati e delle tradizioni profetiche tramandate. Per esempio, il detto dell’Altissimo: “Dio è la Luce dei cieli e della Terra, e la sua Luce somiglia a una nicchia in cui è contenuta una lampada, a sua volta contenuta in un’ampolla di cristallo, che è come una stella brillante; e la lampada brucia dell’olio di un albero benedetto, un ulivo né orientale né occidentale, che arde quasi come se non lo toccasse fuoco. È Luce su Luce e Dio guida alla sua Luce chi vuole”. Mi chiedi quale sia il significato allegorico sotteso alla nicchia, all’ampolla di cristallo, alla lampada, all’olio e all’albero. Vi è anche la tradizione del Profeta che dice: “Dio è celato da settantamila veli di luce e di tenebra, e se li si rimuovesse, il suo Volto sublime brucerebbe tutto ciò che lo raggiungesse con lo sguardo”. Con questa domanda ti innalzi ad altitudini vertiginose, alle quali può pervenire soltanto l’occhio acuto dei dotati di vista interiore. Bussi a una porta serrata che si apre solo per i dotti ben fondati nella scienza. Inoltre, non ogni mistero può essere acclarato e svelato, non ogni verità propalata e resa pubblica, perché anzi il petto dei puri è la tomba dei segreti. […] Siccome sono numerosissimi coloro che si ingannano sulle cose di Dio, è necessario preservare i segreti tenendoli ben celati. Tuttavia vedo che il tuo cuore è stato aperto alla luce e il tuo intimo sottratto alle tenebre dell’ignoranza. Per cui non sarò avaro con te di indicazioni riguardo a quei fugaci balenii, a quei simboli e allusioni che conducono alle verità più sottili e profonde. Tenere all’oscuro chi merita di perseguire la scienza non è meno iniquo che comunicarla a chi ne è indegno».
Sade, Fourier, Loyola
Roland Barthes
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 144
«Da Sade a Fourier, a cadere è il sadismo; da Loyola a Sade, l’interlocuzione divina. Per il resto, stessa scrittura: stessa voluttà di classificazione, stessa furia di ritagliare (il corpo cristico, il corpo vittimale, l’animo umano), stessa ossessione numerativa (contare i peccati, i supplizi, le passioni, e persino gli errori di calcolo), stessa pratica dell’immagine (dell’imitazione, del quadro, della seduta), stessa sutura del sistema sociale, erotico, fantasmatico. Nessuno di questi tre autori è respirabile; tutti fanno dipendere il piacere, la felicità, la comunicazione, da un ordine inflessibile, o, per essere ancora più offensivi, da una combinatoria. Eccoli così tutti e tre riuniti, lo scrittore maledetto, il grande utopista e il santo gesuita».
Céline e l'attualità letteraria 1932-1957
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 152
«Sono chiuso dentro una macchina, io, senza che nessuno mi abbia detto dove va. Ma lei è fuori. La vede guizzare, la macchina. È informato meglio di me sulla direzione che prende, posto che ci sia una direzione». Così si esprimeva Céline, durante un’intervista rilasciata nell’ottobre del 1933. Appena un anno era trascorso dall’apparizione, emozionante e minacciosa, di ‘Viaggio al termine della notte’, e Céline era ormai un personaggio pubblico, il misterioso dottore dagli occhi bellissimi e azzurri, dal passato avventuroso e inquietante, che aveva lanciato, come scrisse il critico letterario del «Berliner Tageblatt», «una bomba contro l’intero edificio della nostra umanità». Le pagine qui riunite, nate dalla sollecitazione degli eventi contemporanei, consentono di seguire il movimento dei pensieri, dei sentimenti, dei furori di Céline fra gli anni dell’esordio e la fine dei Cinquanta, con in mezzo la terribile esperienza della guerra, della prigionia e dell’esilio: non solo interviste, ma anche interventi polemici, lettere, presentazioni, conferenze che illuminano, in un sorprendente confronto, le opere maggiori, dai bellissimi romanzi agli spregiudicati e ossessivi pamphlets, di uno dei più significativi e più discussi scrittori del nostro secolo. Testi riuniti da Jean-Pierre Dauphin E Henri Godard.
Dello spirito. Heidegger e la questione
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 144
«Parlerò dello spettro, della fiamma e delle ceneri. E di ciò che evitare significa per Heidegger». Sono le prime parole del libro: ora, lo «spettro» (che in francese suona «revenant», ovvero «spirito», anima di un morto che si suppone ritorni dall’altro mondo) è proprio lo spirito, e Derrida mostra come questa parola, evitata in ‘Essere e tempo’, ritorni nel pensiero del filosofo tedesco a un preciso punto del suo cammino, nel 1933, anno della celebre prolusione accademica intitolata ‘L’autoaffermazione dell’università tedesca’. Che cosa vuol dire la parola «spirito» nell’opera di Heidegger? E che cosa significano le sue dichiarazioni sulla «crisi dello spirito» e sulla «libertà dello spirito»? Per rispondere, Derrida ripercorre il sentiero seguito dal filosofo tedesco a partire da ‘Essere e tempo’ e fino al testo dedicato alla poesia di Trakl, con una analisi ricca di riferimenti alle letture di Hölderlin, Schelling e Nietzsche. ‘Dello spirito’ è il resoconto del tormentato dialogo di Derrida con Heidegger; dialogo impietoso e a tratti aporetico, ma decisivo.
Solitudini. Testo spagnolo a fronte
Luís de Góngora
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 144
‘Soledades’ di Luis de Góngora (1561-1627) è una delle opere poetiche più prodigiose della grande età del barocco, non solo spagnolo. Dimenticato per secoli, Góngora è stato riscoperto nel Novecento dalla critica, ammirato, imitato, tradotto dai poeti (in Italia soprattutto Ungaretti, e ora Cesare Greppi, che qui dà una versione integrale e magistrale delle ‘Solitudini’). Uno dei suoi ammiratori più fervidi, García Lorca, scrive di lui: «Góngora non va letto ma studiato. Non viene a cercarci, come altri poeti, per renderci malinconici; bisogna inseguirlo ragionevolmente. Góngora in nessun modo può venir capito a una prima lettura... Non crea le sue immagini sulla stessa Natura, ma porta nella camera oscura del suo cervello l’oggetto, che ne esce trasformato... Intuisce con chiarezza che la natura che è uscita dalle mani di Dio non è la natura che deve vivere in poesia... Non è spontaneo, ma ha freschezza e gioventù. Non è facile, ma è intelligente e luminoso». Con uno scritto di Lore Terracini.
La nobiltà dello spirito
Meister Eckhart
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 160
“La formula teologica cattolica, per cui lo Spirito procede dal Padre e dal Figlio, compresa nella sua verità significa proprio questo: Dio è negazione della negazione, distacco dall’alterità della sostanza ma anche dalla pura soggettività, ovvero sintesi del divino e dell’umano, nessuno dei quali ha senso preso astrattamente. Perciò il Dio vero non è e non parla come altro, neppure nelle Scritture, ma, in quanto spirito, movimento e vita, si genera nell’uomo, là dove l’uomo ha fatto il vuoto di tutto lo psicologico – ovvero è diventato uomo nobile, uomo giusto. Ma tale, come abbiamo visto, è proprio l’uomo umile, ossia quello che è totalmente rivolto a Dio come altro, nella negazione di tutto se stesso. In questo senso resta vera la Scrittura, che il timor di Dio è inizio della sapienza.” (Dallo scritto di Marco Vannini)
Proverbi erotici lombardi. Raccolti da Piero Chiara
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 80
“Quarantacinque «proverbi erotici lombardi» selezionati e annotati da Piero Chiara, con ironia e maliziosa arguzia. Il mondo che essi sottendono e rispecchiano è lo stesso dei personaggi «di paese» del ‘Piatto piange’ e di altri romanzi e racconti dello scrittore luinese: un mondo di persone semplici, la cui semplice saggezza si esercita su problemi come il sesso e la sessualità, i rapporti tra uomo e donna e tra moglie e marito, le funzioni fisiologiche, la morale comune e il contrasto tra essere e apparire. Il dialetto, che Chiara trascrive direttamente dal parlato badando più alla carica espressiva delle parole che alla filologia, accentua la forza del realismo e del pragmatismo di quella gente tanto acuta quanto sferzante, con le sue affermazioni sempre nette e con le sue dolorose certezze. Annunciata più volte agli amici, anticipata su riviste, promessa a vari editori e a lungo creduta perduta, questa «raccoltina» di ‘Proverbi erotici lombardi’ è stata ritrovata, per caso, tra le carte dello scrittore luinese.” (Federico Roncoroni)

