SE
Pittura e scultura futuriste
Umberto Boccioni
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 1997
pagine: 208
Il paniere di frutta
Rabindranath Tagore
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 1997
pagine: 112
Michael Kohlhaas
Heinrich von Kleist
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 1997
pagine: 128
Questo non è una pipa
Michel Foucault
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 1997
pagine: 92
Suggestiva e amabilmente bizzarra, irrazionale e un po' accademica, tutto sommato facile e tradizionale: così è apparsa il più sovente l'opera di Magritte a gran parte del pubblico e della critica. Per dissipare questi equivoci occorreva un estimatore d'eccezione come Michel Foucault, che in questo studio penetrante e articolato mette in luce con puntualità e chiarezza tutte le implicazioni figurative e filosofiche di una ricerca artistica tra le più importanti del secolo. Dopo avere mostrato le forti analogie che legano l'opera magrittiana a quelle, solo in apparenza lontane e più radicali, di Klee e di Kandinskij, l'autore di "Le parole e le cose" ci rivela la rottura decisiva compiuta dal pittore belga nei confronti di una tradizione plurisecolare. Il principio cardinale della pittura classica stabiliva un legame indissolubile tra verosimiglianza e rappresentazione, tra segno e cosa, secondo il dogma assoluto che " dipingere è affermare "; tutta l'opera di Magritte - di cui "Questo non è una pipa", qui analizzato in dettaglio, è un esempio tra i più probanti - costituisce un ribaltamento di quel principio, una sorta di liberazione della pittura dalla dittatura del verosimile e di una supposta realtà oggettiva di cui l'opera sarebbe supina imitazione.
Lo zen e la cerimonia del tè
Kakuzo Okakura
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 1993
pagine: 104
"Il cielo dell'umanità moderna si è realmente frantumato nella lotta titanica per la ricchezza e il potere. Il mondo brancola nelle tenebre dell'egoismo e della volgarità. La conoscenza si compra a prezzo della cattiva coscienza, la generosità si pratica a fini utilitaristici. Oriente e Occidente, come due draghi scagliati in un mare agitato, lottano invano per riconquistare il gioiello della vita. Abbiamo nuovamente bisogno di una Niuka [Nü Wa] che ponga rimedio alla completa devastazione; attendiamo il grande avatdra. Beviamo, nel frattempo, un sorso di tè. Lo splendore del meriggio illumina i bambù, le sorgenti gorgogliano lietamente, e nella nostra teiera risuona il mormorio dei pini. Abbandoniamoci al sogno dell'effimero..."
Il maestro di go
Yasunari Kawabata
Libro
editore: SE
anno edizione: 1991
Basato sulla vera storia di un torneo di Go svoltosi nel 1938 e rimasto celebre negli annali di quest'arte, Kawabata traccia il dramma di un vecchio maestro destinato a venire per la prima volta sconfitto. In una atmosfera tesa ma carica di una mistica ritualità l'anziano giocatore conduce per l'ultima volta il suo gioco, perdendo, più che con un avversario in carne e ossa, con un sistema affaristico privo di un'anima.
Storia dell'occhio
Georges Bataille
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2024
pagine: 176
"Benché l’Histoire de l’œil comporti alcuni personaggi che hanno un nome, e il racconto dei loro giochi erotici, Bataille non ha inteso scrivere la storia di Simone, di Marcelle o del narratore (come Sade ha potuto scrivere la storia di Justine o di Juliette). L’Histoire de l’œil è veramente la storia di un oggetto. Come può un oggetto avere una storia? Esso può passare di mano in mano, e può passare anche di immagine in immagine; la sua storia allora è la storia di una migrazione, il ciclo delle reincarnazioni (in senso proprio) che esso percorre nel distaccarsi dall’essere originale, seguendo l’inclinazione di una certa immaginazione che lo deforma senza tuttavia abbandonarlo: è il caso del libro di Bataille. [...] L’Histoire de l’œil non è un’opera profonda: tutto in essa è dato in superficie e senza gerarchia, la metafora è dispiegata nella sua interezza; circolare ed esplicita, non rimanda a nessun segreto: ci imbattiamo qui in una significazione senza significato (o in cui tutto è significato); e non ultima tra le bellezze e le novità di questo testo è di costituire una letteratura a cielo aperto, situata al di là di ogni decifrazione e tale da poter essere accompagnata – molto a distanza – solo da una critica formale." (Dallo scritto di Roland Barthes)

