Squilibri
In pensiero. Arti e linguaggi che sperimentano il presente. Volume Vol. 4
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 146
Voglio un monumento in piazza della Scala. La Milano musicale di Gino Negri
Marco Moiraghi
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 192
Troppo popolare e scanzonato per gli adepti della musica "colta" ma troppo dotto e raffinato per gli amanti del puro svago musicale, Gino Negri (1919-1991) era un artista inclassificabile: dissacrante ed eccentrico per vocazione e per scelta, era destinato a scompaginare le aspettative della critica e del pubblico presentandosi di volta in volta come compositore dodecafonico, operista semiserio, intrattenitore radiofonico e cabarettista. Tra gli anni '40 e gli anni '80 operò in ambienti disparati, quali il Piccolo Teatro, il Teatro Gerolamo, la Casa della Cultura, la Piccola Scala, il Teatro San Babila, il Salone Pier Lombardo e i locali notturni di cabaret, contrassegnando con la sua multiforme ispirazione una pluralità di esperienze difficili a ricondursi a un solo autore. Il volume ripercorre le tappe della sua presenza artistica a Milano attraverso un'attenta ricognizione delle fonti musicologiche e critiche, valorizzando le recensioni giornalistiche dell'epoca, le testimonianze epistolari inedite. I materiali sonori del CD offrono una rassegna del suo ampio repertorio sia come autore di graffianti canzoni, affidate alla voce di interpreti come Laura Betti, Maria Monti, Milly, Milva e Ornella Vanoni, sia come ineguagliato perfomer di monologhi, cantati o recitati, di singolare audacia espressiva.
Tra uomini e santi. Rituali con bovini nell'Italia centrale
Gianfranco Spitilli
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 304
Una ricerca sul campo avviata dall'osservazione di un bue inginocchiato al passaggio del santo, nella festa di san Zopito a Loreto Aprutino, ed estesasi all'Italia centrale per cogliere le complesse valenze simboliche e culturali di altri otto eventi festivi, caratterizzati allo stesso mondo dall'uso cerimoniale di bovini: la Madonna della Neve a Bacugno di Posta, sant'Urbano a Bucchianico, san Pardo a Larino, il Bov Fint a Offida, la ss. Croce a Pastena, la Madonna di Costantinopoli a Portocannone, la Madonna della Pietà a Rocca di Mezzo e la Madonna Assunta a Valentano. Con un ricco apparato iconografico e un DVD allegato contenente un documentario sulle nove feste, il volume analizza le relazioni tra comunità, bovini e santi e il peculiare universo culturale segnato dalla presenza di animali che, mediatori tra la comunità umana e la dimensione mitica, si rivelano capaci di ampliare le facoltà percettive, interpretative ed operative dell'uomo.
Bunker. I rifugi antiaerei della Breda Aeronautica di Sesto San Giovanni
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 72
I bunker della Breda a Sesto San Giovanni furono costruiti durante la seconda guerra mondiale per proteggere i lavoratori dai bombardamenti alleati. Il 30 aprile 1944 lo stabilimento venne raso al suolo nel corso di un attacco aereo, negli anni '50 la Breda aeronautica interruppe la produzione, avviando il processo di dismissione del Nord Milano. I bunker, sopravvissuti allo smantellamento degli stabilimenti produttivi, oggi sono parte del Parco Nord Milano e sono un landmark delle trasformazioni che interessano le metropoli occidentali nel corso degli ultimi 70 anni. Dal 2009 Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord promuove la valorizzazione dei bunker, sperimentando sistemi innovativi di fruizione del patrimonio culturale con la partecipazione dei cittadini a eventi, visite, allestimenti, performances artistiche, con testimonianze individuali e collettive di quanti hanno vissuto la guerra, la Resistenza, la stagione delle fabbriche, in una coinvolgente narrazione collettiva, restituita efficacemente nel volume e nel dvd allegato.
Un palcoscenico per due. La storia di Jessica a Fede, ovvero di una cantante soprano e del suo cagnolino da «seconda chana»
Mauro Neri
Libro: Libro in brossura
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 95
La vita di Jessica non è semplice, in giro per il mondo, ogni sera in un teatro diverso, ma cantare è la sua passione e il suo lavoro. Fede è un cagnolino senza padrone che viene da difficili esperienze, e che ha solo bisogno di essere coccolato. L'incontro con Jessica dà un senso alla sua vita di piccolo randagio e lo proietta nel magico mondo dell'opera lirica. Il loro incontro è l'inizio di una grande amicizia. Un palcoscenico per due& personaggi fuori dal comune, che ti accompagneranno nella scoperta di tutto ciò che si nasconde dietro al sipario di velluto rosso. Età di lettura: da 10 anni.
Cantare la festa. Il ciclo festivo in Calabria
Leonardo R. Alario
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 103
Non c'è rito domestico o pubblico, individuale o collettivo, religioso o civile, ordinario o festivo, che non sia informato dal canto. Il canto si manifesta quindi nella ricorrenza dei tempi ciclici che, nel calendario festivo, scandiscono le criticità dei mutamenti stagionali, quando le forme della festa confermano la tradizione e le relazioni comunitarie. Si canta, perché è festa. È festa, perché si canta. Della sterminata messe di canti, di cui risuona la festa, in questo lavoro si propone una selezione dei repertori che comprendono i tre cicli fondamentali del Natale, del Carnevale e della Pasqua così come si vivono in alcuni luoghi della Calabria. Attraverso le sedimentazioni dei tempi storici, tra liturgia e folclore, si delineano le ragioni e la varietà delle risposte locali, in un viaggio tra i suoni e i cibi, i personaggi e le memorie orali di un piccolo mondo in festa.
Bulat Okudžava. Vita e destino di un poeta con la chitarra
Giulia De Florio
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 136
Poeta, scrittore e autore per il cinema e il teatro, Bulat Šalvovič Okudžava è conosciuto in patria soprattutto come il padre della canzone d’autore russa, colui che per primo, in quella sterminata nazione di poeti, ha riportato la poesia alla sua originaria forma musicale, con esiti straordinariamente felici. Le sue liriche si snodano lungo trame sottili che, alla semplicità di temi universali come l’amore e la guerra, annodano una fitta rete di rimandi e allusioni, stemperando in una dolente e malinconica ironia una materia biografica altrimenti incandescente perché lacerata da ferite e disillusioni patite innanzi tutto sulla propria pelle. Storie minime, a volte persino banali, affidate a melodie altrettanto semplici ma irresistibili, conferiscono alle sue canzoni un’eccezionale forza espressiva, elevandole al rango di capolavori da collocare di diritto nel pantheon mondiale della canzone d’autore, accanto a quelle di autori come Brassens, Ferré o Atahualpa Yupanqui. Con scritti di Sergio Secondiano Sacchi e Alessio Lega, le fotografie di Roberto Coggiola e, nel cd allegato, l’inedito concerto che Okudžava tenne a Sanremo nel 1985 quando gli venne assegnato il Premio Tenco.
Idioma da tinta-Lingua dell'inchiostro
Yolanda Castano, Isaac Garabatos
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 64
Lingua dell'inchiostro è un raffinatissimo e spericolato esercizio di levitazione del linguaggio sul suono, tutto giocato sulla ricchezza dei significati e sulla loro, non innocente, ambiguità. Il linguaggio di Yolanda Castaño è sempre affilatissimo. La Galizia e la sua lingua sono qui allegoria potente di un mondo dove identità sia sinonimo di apertura, inclusione, dialogo, una scommessa in cui ogni scelta poetica, formale, è, in sé, un atto profondamente politico. Ma "Lingua dell'inchiostro" è anche una lunga e complessa riflessione sull'amore: quello per i luoghi e quello per i corpi, quello per le lingue e quello per i ritmi. Mentre la musica di Isaac Garabtos dà alle parole l'intensità e la dinamica necessarie a far volare i segni traducendoli in suoni e spaziando dall'elettronica al jazz, dal rock alla world music con una sonorità travolgente, creando una nuova lingua, fatta di fiato e di inchiostro, d'alfabeto e di saliva.
Io non ci sono più
Peppe Fonte
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 48
Peppe Fonte scrive canzoni da quando aveva quindici anni, complice l’incontro, ancora ragazzino, con Piero Ciampi e poi la frequentazione con il suo principale collaboratore, Pino Pavone, come lui calabrese e avvocato. Cantautore di razza, scrive dunque canzoni come si usava un tempo, ispirate e nude. Storie vissute, accadute ad un metro di distanza, nelle quali la grande melodia italiana si sposa con una poesia del quotidiano e la musica, riecheggiando tra Livorno, Parigi e New Orleans, risuona allo stesso tempo della bellezza struggente della provincia italiana. Figlia della scuola classica della canzone d’autore con leggere contaminazioni derivate dalla frequentazione di altri generi, anche la scrittura musicale sottolinea questa ostinata direzione di marcia, ulteriormente evidenziata dall’orientamento degli arrangiamenti verso una precisa aspirazione artistica: arrivare agli altri nella maniera più semplice e vera possibile.
Nella corte dell'Arbat. Le canzoni di Bulat Okudžava
Alessio Lega
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 48
Padre della canzone d’autore russa, Bulat Okudžava forma con Vladimir Vysockij e Aleksandr Galič la triade sacra dei “bardi”, i “poeti con la chitarra” che riannodarono con ballate essenziali il filo della speranza nel cosiddetto periodo della stagnazione (1960-1985). Le sue canzoni sono un patrimonio di poesia che affonda melodicamente nel ricco folklore georgiano e armeno (le terre del padre di Bulat, fucilato durante il terrore staliniano, e della madre inghiottita dal Gulag) e linguisticamente nel gergo popolare degli abitanti dell’Arbat, il quartiere-mondo di Mosca paradigma della vita, della guerra e dell’arte. Alessio Lega fa rivivere in italiano la magia e l’incanto di questi piccoli miracoli espressivi che, affidati a melodie semplici ma irresistibili ed annodati attorno a storie minime, riflettono le tensioni e le speranze di un intero popolo come accade soltanto nei capolavori della letteratura mondiale e della grande canzone d’autore. Alessio Lega è riuscito a rendere in italiano non soltanto il senso delle poesie canzoni di Bulat Okudžava ma, soprattutto, lo spirito che le ha caratterizzate nel tempo. (Gian Piero Piretto)
Il giorno, poi la notte
Alessandro Centolanza
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 48
Il giorno, poi la notte di Alessandro Centolanza è un’opera prima alquanto anomala perché rivela subito la personalità di un artista maturo, con tanti suoni e tante vite alle spalle, oltre che centinaia di ore sui palchi e in studio. Un’anomalia che risalta soprattutto dalle scelte musicali così distanti dalle mode del momento e di una incredibile e fascinosa alternanza di stili, a conferma di una formazione maturata soprattutto sul campo, tra New Orleans e Milano, suonando per ore in locali pieni di gente, tra avventori distratti, ballerini instancabili, fumo, alcool e tanta fatica. Swing e ballate, manouche e jazz, valzer e atmosfere rock-blues si annodano così al suo racconto che, altra sorprendente anomalia, si leva lontano da ogni tentazione epica come da ogni deriva intimistica per cantare con grande ironia dubbi e malesseri di un popolo immaginario, perso in qualche periferia urbana tra “lavori ottusi e sguardi delusi”. Sognando sulle macerie di chi non sa o non osa sognare, si inventa così un alfabeto di emozioni per ridere di se stesso e del mondo e per tentare, con leggerezza, di sciogliere le pene che ognuno si porta dentro.
Tutto sbagliato
Emanuele Belloni
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Squilibri
anno edizione: 2019
pagine: 48
Un lavoro in cui si parla e canta di carcere, di detenzioni e di pene ma anche, e soprattutto, di musica e di canzoni che hanno come sfondo il carcere e le storie personali dei suoi abitanti temporanei. Piccole storie di una quotidianità ordinaria se non fosse che si consumano all'interno di un microcosmo fatto di silenzi ipnotici, di partitelle tra detenuti, di gendarmi che si innamorano delle criminali più incallite e delle stesse criminali che, interrogate trovano forse l’ultima voce amica prima di sentirsi chiudere le sbarre del blindo dietro le spalle. E da questo microcosmo si levano le voci dei suoi protagonisti, come nel brano registrato nel braccio G11 di Rebibbia insieme ad un gruppo di detenuti. E altre voci ancora come quella di Nâzım Hikmet con l’ultimo slancio prima della fuga da Alcatraz, quella vera, quella dei fratelli Anglin nella loro storica fuga durante le ore del corso di canto. E, come a riveder le stelle, la speranza che tutto sia dolce, come dolce è il tempo che un padre trascorre con sua figlia che è la certezza che niente sia, poi, così tutto sbagliato. Con la produzione artistica di Riccardo Tesi e scritti di Belloni, Carlo Bna e Mauro Armuzzi.

