Graphe.it: Parva
Carneval, non te ne andare…. Storia, significati, riti e celebrazioni del Carnevale
Carlo Lapucci
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2026
pagine: 104
Alla scuola primaria ci hanno spiegato che la parola “Carnevale” potrebbe derivare da carnem levare (rinunciare alla carne al sorgere del Mercoledì delle ceneri), e ci hanno insegnato a riconoscere le maschere della tradizione. Ma la più sfrenata delle feste della liturgia occidentale pone, a un secondo sguardo, molte altre domande e pesca assai più profondamente nella memoria sociale, ancestrale, agricola e pagana prima ancora che nel dipanarsi del calendario cristiano. Per quali vie, tessendo quali nessi il Carnevale è arrivato nella sua posizione di contrappunto alla Quaresima? Con una scrittura affascinante e coinvolgente, l’autore esplora su più livelli il significato di questa ricorrenza (nel senso etimologico di qualcosa che ritorna regolarmente, con il suo portato di simboli) ripercorrendo testimonianze, proverbi, usanze e riti che in parte sopravvivono tuttora, e che meritano di essere compresi a fondo. Poiché il Carnevale è uno dei cardini del sistema dell’anno, quella “immensa cattedrale nelle cui icone […] è rappresentata la vita intera, in un modello del mondo, dell’universo, attraversato dal destino dell’uomo”.
Il mangiatore d'oppio. Breve studio su Thomas De Quincey
Claudio Gargano
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2026
pagine: 94
Chi non avesse in mente lo scenario e il contesto nel quale collocare Thomas De Quincey provi a immaginare un anonimo borgo dell’Inghilterra settentrionale nei primi dell’Ottocento. Qui un promettente scrittore nativo di Manchester corrode la propria salute e il proprio denaro consumando oppio insieme a due giganti della poesia inglese, Samuel Taylor Coleridge e William Wordsworth. Le Confessioni di un mangiatore d’oppio, autobiografico e straordinariamente scritto, gli procura improvvisa fama ed entrate insperate. Leggere quel capolavoro oggi può sembrare una scelta inattuale: lo stile arabescato e ossimorico che a Giorgio Manganelli parve pieno di “dilazioni maniacali” può mettere alla prova il lettore moderno. Questo volume ha l’intento di fornire la chiave di accesso per comprendere e apprezzare a fondo l’opera: lo fa unendo sapientemente la lettura biografica, l’analisi stilistica, la storia editoriale (per citare un fatto, Charles Baudelaire tradusse e riscrisse interi brani delle Confessioni nel suo Paradisi artificiali) e illustrando paralleli con altre opere del medesimo autore e di altri coevi. De Quincey emerge come un eccentrico nel senso meno superficiale del termine: qualcuno che ha portato la propria arte al di fuori dei binari percorsi da altri, raccogliendo la loro eredità e intessendo con loro un dialogo, ma proponendo con forza una propria consapevole unicità.
Breve storia della bibliofilia femminile (XIV-XXI secolo)
Massimo Gatta
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2025
pagine: 162
L’interesse per la bibliofilia femminile, nella cultura di massa e fino al nostro secolo, è stato abbastanza carente e inadeguato. Eppure se si analizzano sia la narrazione che l’iconografia sul tema, dal Medioevo a oggi (come fa l’autore di questo volume), la presenza e la rilevanza di dame di libri si rivela notevole, al di là di quel pregiudizio maschile che ha spesso costretto all’invisibilità il contributo femminile alla vita culturale. Massimo Gatta, esperto conoscitore della storia del libro, colma questa dimenticanza ripercorrendo, tramite un vasto corpus di fonti documentarie, le figure femminili di spicco nel panorama del collezionismo librario ed editoriale internazionale. In oltre otto secoli, da Eleonora d’Aragona, collezionista con la passione per le rilegature raffinate, fino all’editrice Vittoria de Buzzaccarini scomparsa di recente, emerge un vero e proprio “esercito” sotterraneo composto da rilegatrici, libraie, stampatrici, bibliotecarie, calligrafe, copiste e, ovviamente, bibliofile e collezioniste, delle quali finora si è sentito parlare davvero troppo poco e ancor meno se ne è scritto. Il significativo apparato iconografico, seppur limitato, fornisce un contesto e un indirizzo per appassionati e collezionisti. Ad arricchire il testo, la prefazione del giallista e saggista Hans Tuzzi, un contributo della scrittrice Carmen Verde e l’appendice, con la ristampa anastatica del raro Donne bibliofile italiane di Giuseppe Fumagalli, pubblicato nel 1926 da Hoepli, un contributo destinato al “piacere” di chiunque sia contagiato dalla sottovalutata bibliofilia femminile.
VrumVrum, PotPot. Comic strip & humour graphic
Eronda
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2025
pagine: 114
Eronda, al secolo Mario De Donà, è il tipico caso di “artista per intenditori”, che non desiderava diventare d’élite e che merita senz’altro un richiamo presso il grande pubblico. Se si volesse descriverlo a chi non lo conosce, si potrebbe collocarlo idealmente al crocevia fra i futuristi, Mimmo Rotella e Bruno Munari (di cui era amico e seguace), o associarlo alle neoavanguardie del Novecento. Tuttavia – come accade forse a chiunque si esprima per immagini – la sua unicità diventa comprensibile a tutti a un solo sguardo, se si considerano le sue strisce a fumetti: “onomatopeiche e motorizzate”, mobili e vivaci nel segno grafico come nel lessico. Erik Balzaretti, da esperto e divulgatore di tutto ciò che è narrazione visiva, inquadra in questo volume il percorso artistico di Eronda e restituisce a lettori di ogni generazione la dimensione surreale, raffinata e disincantata di una produzione dal valore elevatissimo, e forse non abbastanza riconosciuto. Completa il ritratto l’analisi acuta di Gianni Brunoro, che ne mette in evidenza l’approccio sperimentale e le diverse variazioni sul tema della strip.
Il filo a piombo del XXI secolo. 10 parole per costruire un presente che ha fame di possibilità
Fabio Millevoi
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2025
pagine: 114
No, questo non è l’ennesimo saggio sulla complessità. E no, non vi serve un master in geopolitica per leggerlo. Vi serve solo un po’ di onestà e, forse, un filo di ironia. Il filo a piombo del XXI secolo non è un trattato, ma un invito. Un invito a smascherare le scuse con cui ci raccontiamo che la colpa è sempre della burocrazia, del caos globale, della società che non cambia. Forse il vero problema è un altro: non ci siamo ancora accorti di quanto siamo impreparati. Ma se lo facessimo – se ne diventassimo davvero consapevoli – potremmo iniziare a costruire qualcosa di diverso. A guidarci, un alfabeto fatto di dieci parole-valori intrecciate nella parola COSTRUIRE. Un filo a piombo, sì, ma non per riportarci in riga. Per aiutarci a trovare il nostro centro, in mezzo alla confusione. Con un linguaggio vivo, un dialogo aperto con accademici, imprenditori e innovatori, e un gioco interattivo basato sul potere del what if, questo libro ci accompagna a immaginare futuri alternativi. E soprattutto a fare pace con l’idea che il futuro non è già scritto: si scrive, passo dopo passo. Anche storti, ma verso qualcosa. Non si legge. Si attraversa. E se cercavate un manuale per salvarvi dal mondo, avete sbagliato scaffale.
Un'ora d'amore. Breve viaggio nel mondo delle telenovelas
Rossella Bruzzone
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2025
pagine: 80
Le guardavamo insieme alla nonna, cominciando intanto i compiti di scuola, con la penna che affondava nel mollettone di gomma sotto la tovaglia. Le eleggevamo a bignami delle dinamiche adulte, per quanto inverosimile e stereotipata potesse essere la trama. Erano in sottofondo, nei pomeriggi a casa degli amici con la TV lasciata sempre accesa, e ne ridevamo quando improvvisamente gli attori venivano sostituiti da altri senza troppi complimenti. Eppure il patto narrativo si ricreava subito: da quel momento, il personaggio corrispondeva al nuovo volto e la storia continuava a strapparci esclamazioni di stupore e incredulità. Per i più appassionati, nell’orario di trasmissione dell’episodio si fermava tutto; scoprire che cosa sarebbe successo in Sentieri o Un posto al sole era un’emozione pregustata e irrinunciabile: era un’ora d’amore che entrava nelle case italiane con confortante regolarità. Questo libro parlerà a chi è cresciuto “a pane e telenovela”, come confessa l’autrice stessa, negli anni Ottanta e Novanta. Tuttavia non costituisce una sorta di rievocazione nostalgica: piuttosto, un percorso critico (benché affettuoso) attraverso la storia della telenovela in Italia. Dal fotoromanzo, alla radionovela, alle serie importate dall’America Latina, fino alla più articolata proposta della soap opera, per concludere con i più recenti format Disney per un pubblico giovane: il volume non solo raccoglie titoli, date, nomi di attori e attrici ma soprattutto ricostruisce l’impatto sociale e culturale di un prodotto televisivo che non ha, sostanzialmente, conosciuto un vero declino e che ha influenzato e accompagnato generazioni di persone in ogni parte del mondo. Particolarmente interessanti gli approfondimenti dedicati a tre fra gli autori più significativi (Delia Fiallo, Gilberto Braga, Enrique Torres): un retroscena forse meno noto al grande pubblico, e certo meritevole di attenzione.
Vini, spezie, pastelli volativi e confetti di zucchero. Breve storia della cucina e dell'alimentazione nel Medioevo
Davide Chiolero
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2025
pagine: 76
Potremmo disgiungere la nostra identità (personale e geografica) dal cibo che mangiamo? No di certo. E non è forse vero che nel nostro immaginario, quando pensiamo a una civiltà lontana nel tempo o nello spazio, parte dello scenario è costituito da ciò che c’è nel piatto? Una chiave di lettura straordinaria per comprendere un popolo o un’epoca si cela proprio nel modo in cui l’essere umano processa ciò che la natura fornisce, preparandolo, mescolandolo, cuocendolo, conservandolo. E offrendolo ai propri ospiti, mentre sullo sfondo la grande Storia accade. Questo volume approccia con metodo scientifico l’arte culinaria medievale: scopriamo tutto ciò che è possibile saperne, e ci viene esposto con rigore da dove sono attinte le informazioni di cui disponiamo. Si parla del legame fra dieta e religione (a cominciare dai giorni di magro, su cui scopriamo curiosità sorprendenti), del diverso apporto della civiltà romana rispetto a quelle identificate come barbariche. Si racconta delle convinzioni mediche del tempo, in fatto di nutrizione. Sono descritte le esigenze delle dispense delle abbazie e di quelle dei signori, considerando anche la disponibilità locale degli ingredienti: vicino al Trasimeno, per esempio, l’anguilla era un ingrediente assai apprezzato. D’altro canto, se la cucina popolare rimase relativamente simile nel corso degli anni, quella nobiliare fu sorprendentemente aperta alle novità e alle contaminazioni, includendo – oltre agli elementi autoctoni – spezie di Paesi lontani acquistate a caro prezzo. Ecco dunque qualcosa che sembra attraversare tutte le epoche: l’idea che la propria tavola debba riflettere lo status, l’appartenenza a un ceto o a una categoria di persone. “La storia dell’alimentazione è storia culturale: storia di come l’uomo abbia definito sé stesso e il mondo che lo circonda in base al cibo, alla sua preparazione, ai complessi rituali con forte valenza sociale e culturale, nonché religiosa, che definiscono il sistema alimentare alla base di numerose culture”.
Breve apologia del romanzo storico
Carlos García Gual
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2025
pagine: 44
Quello del romanzo storico è un genere amato da molti, e che incuriosisce altri, spesso in cerca di consigli per un buon titolo. Come non è facile scriverne, infatti, altrettanto difficile può essere trovarne uno davvero buono: coinvolgente, accurato, che ci faccia viaggiare nel tempo con il giusto equilibrio fra verità e finzione. Curiosamente, la critica si è dimostrata talvolta impietosa verso questo filone letterario, tanto da fargli meritare una apologia: in questo volume l’autore, con la “scusa” di dimostrare i punti di forza e d’interesse del romanzo storico, ce ne offre un’ampia prospettiva ripercorrendone le caratteristiche, i fondamenti strutturali e la strada percorsa sin dai suoi albori (in età classica). In questa appassionata (ma leggera) arringa in difesa si riflette sulla differenza fra il romanziere e il cronista, fra il realismo e la ricostruzione: una distanza più o meno sottile che ha il potere di avvicinarci in modi diversi alla Storia. Chiude il testo, in questa edizione italiana, una bibliografia orientativa per chi volesse costruire o arricchire una biblioteca personale riservata all’argomento.
Breve storia umoristica del libro
Enrique Gallud Jardiel
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2024
pagine: 106
Il libro è un oggetto amato ma ambivalente: il risultato che produce è soggetto talvolta al caso, spesso alla stoltezza dell’uomo che lo maneggia. Sapienti di tutte le epoche si sono (insospettabilmente) espressi contro il libro e contro il lettore e hanno manifestato la propria frustrazione per l’eventuale e irrimediabile fraintendimento dei contenuti (per non parlare dell’affidabilità degli storici!). Questo volume, dissacrante e francamente spassoso, ripercorre con leggerezza la storia della trasmissione scritta della conoscenza, affiancando nozioni filologicamente impeccabili a riflessioni facete e curiosità poco note. Per esempio, sapevate che gli scribi egizi («quel popolo dal girovita così sottile») usavano un inchiostro apposito per le parolacce? Il testo, accompagnato dalle illustrazioni di Marco De Angelis, piacerà senz’altro a tutti i bibliofili, gli scrittori per professione e per diletto, gli insegnanti e i comuni lettori forti.
Sulla vita felice. Un percorso senza tempo
Agostino (sant')
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2024
pagine: 66
La riflessione sulla felicità è forse la componente più antica all’interno della filosofia di qualunque civiltà. Quando il giovane Agostino, a riposo durante un periodo di convalescenza, affronta questo tema ha dunque alle spalle una tradizione classica ingombrante. La leggerezza del De beata vita non tradisce questo fardello: si dipana piacevolmente in forma di dialogo entro una situazione conviviale. Lì si trova il concetto chiave dell’opera: il cibo che stiamo mangiando, si chiede Agostino, nutre il nostro corpo; tuttavia anche l’anima, insieme a esso, attraversa la vita – naviga fra onde impetuose che le fanno tanto desiderare la sicurezza delle coste – e a sua volta necessita di nutrimento. La grande modernità di questo scritto risiede nel riconoscere quello che oggi chiameremmo Ego come motore di un perenne languore, che ci tiene lontani dalla pace interiore. L’antidoto per sedare questa continua sensazione di mancanza non è semplicemente condurre una vita frugale, coltivare la conoscenza e praticare la moderazione: si tratta di perseguire quel modus che ci allinea con il ritmo del divino, il quale non teme la povertà, non teme la fame, non teme, in definitiva, la morte. Un testo che fornisce al lettore contemporaneo (assistito dal ricco apparato di note e dall’introduzione di Francesco Roat) spunti universali, restituendogli i mezzi per una libertà interiore che va oltre il credo del singolo.
Cristianesimo e poesia. Una breve storia
Dana Gioia
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2024
pagine: 64
In ogni forma d’arte si riscontra un filone spirituale, espressione aperta del sentimento religioso. Alla poesia in chiave cristiana siamo tuttavia poco abituati a pensare, malgrado essa esista e conti esempi di grandissimo rilievo. Non è tanto della qualità letteraria che si occupa questo breve saggio, quanto di rispondere in prospettiva teologica a domande complesse: da dove si può dire che giunga, per esempio, l’ispirazione? L’immagine precede la parola o la segue? La fede può essere trasmessa in versi? L'autore scandaglia a fondo gli aspetti filosofici e filologici della questione procedendo con intelligenza su basi culturali articolate e solide ed evitando il rischio di banalizzare la discussione. Ne risulta che l’espressione poetica è forse il modo più autentico di cui l’uomo disponga per parlare di Dio e rivolgerglisi: molto più che «un’elegante decorazione verbale in onore del Divino», la poesia di fede è «un aspetto inestricabilmente essenziale e necessario del culto», una pratica di lode e preghiera che dovrebbe essere valorizzata e recuperata. Il logos – la «verità detta con gioia e splendore» – è dopotutto un concetto trasversalmente sacro, nel suo legare la realtà a se stessa e alle idee che la abitano: le parole celano significati strutturali e impalpabili delle cose e disporle nella forma lirica trasmette loro una grande potenza comunicativa e descrittiva. Dalle radici ebraiche alla produzione contemporanea, il volume percorre il ruolo dei poeti nel fare da tramite fra il terreno e il celeste: la vita stessa, dopotutto, è carne e verbo.
Breve storia di delitti in libreria
Massimo Gatta
Libro: Libro in brossura
editore: Graphe.it
anno edizione: 2024
pagine: 60
Avete mai letto, nelle pagine di cronaca nera, di qualcuno che sia stato ucciso in una libreria? È cosa quantomeno molto rara. Nel noir di tutte le epoche e nazioni, invece, accade talora che bibliomani, cacciatori di libri, librai ed editori finiscano coinvolti in omicidi più e meno efferati, e non sempre risolti. Pur se in tirature di nicchia, le storie di questo tipo sono sufficientemente numerose da essersi guadagnate addirittura una, ormai celebre, definizione: bibliomysteries. Da Gustave Flaubert a Hans Tuzzi, le sale nelle quali un avido lettore si inoltra per cercare vicende immaginarie di delitti sono talvolta esse stesse immaginarie, e al loro interno si consumano crimini due volte letterari. Ed ecco, un libro che ne parla, triplicandone la dimensione. Massimo Gatta, a sua volta bibliografo erudito, costringe deliziosamente il lettore a concentrarsi per non confondere il reale con la fantasia, distinguere i luoghi di carta da quelli che hanno un vero indirizzo, e separare i personaggi dai loro creatori. Il gioco riesce così bene che perfino la prefazione è a firma di un celebre personaggio bidimensionale di gialli, primo dirigente della Questura di Milano, il quale di questo saggio ha scritto che «è, a ben vedere, una scorribanda tanto dotta quanto ammiccante fra delitti, librerie e biblioteche bidimensionali per investigatori bidimensionali». Premessa di Norberto Melis. Contiene un poster con indizi fondamentali per la lettura.

