Il Mulino: Biblioteca storica
Il genocidio degli armeni
Marcello Flores
Libro: Copertina rigida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2006
pagine: 295
Flores prende le mosse dal declinare dell'impero ottomano nell'Ottocento, dalle posizioni delle potenze europee sull'area, dal sorgere anche nei territori ottomani di istanze nazionaliste, per mostrare come già sul finire del secolo il governo ottomano metta in opera sanguinose persecuzioni contro gli armeni; e come poi attraverso le crisi d'inizio secolo, come la perdita dei territori balcanici, la Turchia viva una radicalizzazione nazionalista che, con lo scoppio della Grande Guerra, porta alla decisione di deportare e sterminare gli armeni. Fra aprile 1915 e settembre 1916 centinaia di migliaia di armeni vennero uccisi. Flores ricostruisce analiticamente il processo.
Il viaggio in Italia. Storia di una grande tradizione culturale
Attilio Brilli
Libro: Copertina rigida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2006
pagine: 473
In questo volume l'autore ha inteso raccogliere e sintetizzare la sua lunga esperienza di studio, proponendo la storia e la fenomenologia del viaggio in Italia dalle origini al sorgere del turismo organizzato. Attingendo a una messe di episodi e osservazioni estratti dalla letteratura straniera (diari e memorie di viaggio, guide, corrispondenze, romanzi), Brilli racconta come nel concreto si svolgesse il viaggio in Italia, quali fossero i luoghi visitati, quali le aspettative e le reazioni dei "turisti".
Un re in fuga. Varennes, giugno 1791
Timothy Tackett
Libro: Copertina rigida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2006
pagine: 241
Nella notte del 20 giugno 1791 il re di Francia Luigi XVI con la sua famiglia diede esecuzione al progetto di fuggire dalla reggia parigina, dove viveva quasi in ostaggio della Rivoluzione, per mettersi al sicuro oltre frontiera. Dopo un giorno di viaggio, giunto la sera del 21 a Varennes, a poche decine di chilometri dalla frontiera, il re venne riconosciuto e fermato. Una piccola comunità di campagna si investì dell'autorità di fermare il re di Francia: un atto fino ad allora pressoché inconcepibile. La fuga del re, di fatto il suo tradimento, fece un'impressione enorme e costituì, argomenta l'autore di questo libro, uno dei momenti cruciali della Rivoluzione francese.
La cultura dei vinti
Wolfgang Schivelbusch
Libro: Copertina rigida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2006
pagine: 370
Una sconfitta in guerra proietta sul dopoguerra del paese vinto un'ombra lunga: lo vediamo ancora oggi in Italia, dove le diatribe sui vincitori e i vinti, sull'8 settembre e il 25 aprile, acquistano sempre nuova lena. Questo libro affronta il problema di come un paese che ha perso una guerra elabori il trauma della sconfitta; e lo fa raccontando e discutendo tre casi concreti: il Sud degli Stati Uniti dopo la guerra di secessione che vide la vittoria del Nord nel 1865; la Francia dopo la guerra franco-prussiana del 1870-71; la Germania dopo la Grande Guerra. Attingendo alla storia politica e culturale, Schivelbusch riesce a tracciare una sorta di itinerario che accomuna i paesi sconfitti: dalla depressione all'euforia (rivoluzionaria), dalla presa di distanza con il passato alla convinzione di essere comunque i vincitori morali, alle velleità di revanche. E un modello che si ripete, e che l'autore nelle pagine conclusive vede all'opera anche nell'ex Unione Sovietica, e negli Stati Uniti dopo l'attacco alle Twin Towers. Il compito di riflettere sul caso italiano è affidato a una partecipata introduzione di Roberto Vivarelli.
Il secolo dei genocidi
Bernard Bruneteau
Libro: Copertina rigida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2006
pagine: 299
Il Novecento rimarrà come il secolo dei genocidi. Non che stermini di massa non ci siano sempre stati, ma solo nel Novecento la miscela avvelenata di razionalità totalitaria, nazionalismo e modernità ha generato la sanguinosa "specialità" del genocidio. Dopo aver fatto il punto del problema, ancora molto controverso, di come sia esattamente definibile come genocidio, Bruneteau spiega le origini ideologiche e storiche del comportamento genocida, che affondano nei massacri delle guerre di conquista coloniale, nella diffusione di un malinteso darwinismo sociale, nella pedagogia della violenza estrema nella Grande Guerra, e dedica un capitolo a raccontare ognuno dei grandi genocidi del secolo.
Una guerra per l'impero. Memorie della campagna d'Etiopia 1935-36
Nicola Labanca
Libro: Copertina rigida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2005
pagine: 479
Docente di Storia contemporanea e Storia dell'espansione europea all'Università di Siena, Nicola Labanca torna ad occuparsi della guerra italo-etiopica. A settant'anni dalla guerra, offre uno studio sulla memoria dei combattenti italiani del 1935-1936. Prima guerra voluta e vinta da Mussolini, e, insieme alle due guerre mondiali, la terza guerra di massa degli italiani nel corso del Novecento, quella d'Etiopia è tuttavia una guerra dimenticata. Perché? Cosa fu veramente quella guerra? Quale impero pensavano di costruire gli italiani?
Conquista. La distruzione degli indios americani
Massimo Livi Bacci
Libro: Copertina rigida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2005
pagine: 335
Quali furono le cause e i meccanismi della catastrofe demografica seguita alla scoperta dell'America? La documentazione giunta fino a noi è straordinariamente ricca: conquistadores, religiosi, uomini di legge, funzionari e mercanti scrivevano memorie e rapporti, stilavano atti, svolgevano inchieste, emettevano sentenze. Il mondo indigeno, per parte sua, ha lasciato eloquenti tracce degli eventi e molte testimonianze dirette dello spietato soggiogamento perseguito dagli europei. Facendo parlare queste fonti, Livi Bacci dimostra che il rovinoso declino degli indios non fu la conseguenza inevitabile del contatto con gli europei, ma un risultato cui contribuirono sia i modi della Conquista, sia la natura delle società sottomesse.
Pescatori di uomini. Predicatori e piazze alla fine del medioevo
Maria Giuseppina Muzzarelli
Libro: Copertina rigida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2005
pagine: 315
L'arte della comunicazione non l'hanno scoperta gli imbonitori televisivi: già nel Medioevo i predicatori erano maestri nell'arte, virtuosi della parola e dei suoi segreti, incantatori delle piazze. A tale "spettacolo" della predicazione è dedicato questo libro. La predica, che serviva a "pescare uomini", doveva quindi essere un'esca appetibile: seguendo vere e proprie strategie retoriche il predicatore ammaliava il pubblico, lo incatenava alle sue parole, e lo sospingeva per la strada della fede con la forza e la suggestione del suo discorso. E i bravi predicatori (da Giordano da Pisa a Bernardino da Siena, da Giacomo della Marca a Bernardino da Feltre), al pari delle star odierne, erano contesi dalle città che facevano a gara per assicurarseli. Bernardino da Feltre, che era uno dei più famosi, solo negli ultimi cinque anni di vita percorse, sempre a piedi, quasi 6.000 chilometri. Attingendo a cronache e documenti del tempo, l'autrice delinea un quadro vivace e curioso di questo aspetto centrale nella religiosità e nella vita della città medievale.
La lunga rotta per Trafalgar. Il conflitto navale anglo-francese 1688-1805
Antonio Martelli
Libro: Copertina rigida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2005
pagine: 358
Il 21 ottobre 1805 la flotta britannica comandata dall'ammiraglio Nelson sconfiggeva al largo di Cadice la flotta franco-spagnola. Nelson, che trovò la morte nello scontro, venne onorato come un salvatore della patria. In effetti quella vittoria poneva una pietra tombale sul progetto di invadere la Gran Bretagna, che Napoleone aveva accarezzato. Quella battaglia leggendaria (ancora oggi a Portsmouth la nave Victory, su cui Nelson morì, è meta di migliaia di visitatori) veniva a suggellare un secolo e più di rivalità sul mare fra quelle che nel Settecento erano le maggiori potenze mondiali, Gran Bretagna e Francia. In questo libro l'autore ha deciso di raccontare non solo la battaglia di Trafalgar, ma anche i suoi lunghi antecedenti. Egli descrive così con grande precisione lo stato delle rispettive marine, le tecniche di combattimento, l'evoluzione delle flotte, le battaglie che si sono succedute. Nella seconda metà del volume affronta poi la battaglia vera e propria, tratteggiandone i protagonisti, analizzando le tattiche dei due schieramenti e seguendo passo passo, in un resoconto avvincente, lo svolgersi dello scontro.
Guerra e pace nel XX secolo. Dai conflitti tra Stati allo scontro di civiltà
Aurelio Lepre
Libro: Copertina rigida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2005
pagine: 537
Con uno stile pianamente espositivo, l'autore di "Storia della prima Repubblica" Aurelio Lepre, segue le vicende del Novecento sul doppio piano degli accadimenti e delle ideologie che li hanno determinati. Egli legge nel secolo, che succede al trionfo ottocentesco dell'Europa, la contrastata espansione di un diverso Occidente a dominante americana, la crisi dell'Europa e del suo ruolo civilizzatore: un secolo di conflitti fra stati e ideologie (con la prima, la seconda e anche quella specie di terza guerra mondiale che fu la guerra fredda) che pare vadano trasformandosi oggi in conflitto fra civiltà.
Napoleone e gli italiani
Alain Pillepich
Libro: Copertina rigida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2005
pagine: 227
Il 26 maggio 1805, nel corso di una fastosa cerimonia nel Duomo di Milano, Napoleone si faceva incoronare re d'Italia. Ancora dopo due secoli, l'avventura italiana di Napoleone è oggetto di vivaci controversie tra chi vi vede l'occasione positiva di una prima emancipazione e modernizzazione dell'Italia e chi la considera una brutale occupazione straniera. Sia come sia, gli anni francesi iniziati con l'invasione del 1796 e la Repubblica Cisalpina, proseguiti con la Repubblica e il Regno d'Italia dal 1802 e terminati nella primavera del 1814, costituiscono uno dei periodi più ricchi e importanti nella storia d'Italia, un'autentica cerniera fra età moderna e contemporanea.
Il caso Moro. Una tragedia repubblicana
Agostino Giovagnoli
Libro: Libro rilegato
editore: Il Mulino
anno edizione: 2005
pagine: 382
Il rapimento e l'assassinio di Aldo Moro, nella primavera del 1978, costituiscono uno degli eventi più traumatici nella storia dell'Italia repubblicana. Le diverse ricostruzioni che hanno cercato di far luce sulla vicenda si sono in larga parte concentrate sui "misteri", veri o presunti, sui retroscena, sulla meccanica dei fatti. Il libro di Giovagnoli apre ora una prospettiva diversa e nuova: non più il caso Moro come fatto criminale da indagare alla ricerca di chissà quali rivelazioni, ma il caso Moro come tragedia morale e politica.

