Poesia
L'isola del silenzio
Gesuino Fenu Sulas
Libro
editore: Sovera Edizioni
anno edizione: 1999
pagine: 155
Dieci poesie per una lucciola
Clemente Rebora
Libro
editore: Stampa Alternativa
anno edizione: 1999
pagine: 32
Clemente Rebora (1885-1957), uno dei maggiori poeti del Novecento italiano, venne ordinato sacerdote a 51 anni. Molti anni prima della conversione, visse un grande amore per una pianista russa, Lydia, che lo iniziò al piacere e lo confortò e curò durante la prima guerra mondiale. A lei il poeta dedicò queste "Dieci poesie per una lucciola", pubblicate postume.
Argonauticon. Libro 4º
Rodio Apollonio
Libro
editore: La Nuova Italia
anno edizione: 1999
pagine: 552
Diario di poeta e mare. Testo spagnolo a fronte
J. Ramón Jiménez
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 1999
pagine: 319
È stato giustamente rilevato che con il Diario di poeta e mare (1917) s'inaugura il secondo tempo della poesia juanramoniana; e se è vero che al momento del suo viaggio negli Stati Uniti Juan Ramón Jiménez (1881-1958, Premio Nobel per la letteratura nel 1956) è già un poeta riconosciuto discepolo del maestro nicaraguense Rubén Dario e amico di Antonio Machado e Miguel de Unamuno - è pure vero che è proprio a partire dal Diario, e con le raccolte immediatamente successive Eternità, Pietra e cielo, Bellezza, che il poeta si fa 'maestro' a sua volta, diviene capofila di tutta una nuova fioritura di poeti di poco più giovani, da Garcia Lorca a Salinas, da Guillén ad Alberti. "Che cos'è, nella sua essenza, il Diario di poeta e mare?", si chiede Francesco Tentori Montalto nella prefazione a questo volume: "La definizione migliore è quella che ne dà il poeta stesso chiamandolo 'breve guida d'amore in terra, mare e cielo'; purché con amore s'intenda non tanto quello che guidò Juan Ramón da Madrid a Moguer, Siviglia, Cadice, Jerez, sul transatlantico per New York, e di qui a Boston e ancora a New York, nel New Jersey, a Philadelphia e Washington, ora in compagnia di Zenobia che aveva appena sposato; ma, soprattutto, quello di cui il poeta arde per la vita universale e indivisa...".
Eugenio Onieghin di Aleksandr S. Puskin in versi italiani
Giovanni Giudici
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 1999
pagine: XV-199
"Puskin soleva paragonare le traduzioni, almeno quelle che contano, al cambio dei cavalli nelle stazioni di posta. La bella immagine, così puskiniana, va riferita non tanto allo spazio, e all'incontro o al cambio delle lingue, ma piuttosto al tempo e alle diverse tappe della civiltà. Si può dire che questo cambio è stato fortunato, e che gli scalpitanti puledri di Giudici hanno fiato e ardore per accompagnarci nel nostro cammino per molte verste." (dalla prefazione di Gianfranco Folena)

