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Saggistica

Fuga. Su «Dove osano le aquile»

Geoff Dyer

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2020

pagine: 112

Un aereo militare sorvola i picchi innevati delle Alpi bavaresi. Scritte rosse a caratteri teutonici appaiono in sovraimpressione sullo schermo. Il ritmo martellante della colonna sonora si fa sempre più serrato mentre la cinepresa nell'abitacolo ci mostra lo sguardo truce di un Richard Burton visibilmente pensieroso e il volto di ghiaccio di un Clint Eastwood pietrificato nell'espressione facciale che avrà per tutta la pellicola: gli occhi strizzati e ridotti a due fessure. Sono i titoli di testa di "Dove osano le aquile" e lo schermo è quello della casa di Geoff Dyer, su cui queste immagini sono passate decine e decine di volte. Il film di Brian G. Hutton occupa un posto privilegiato nella memoria dell'autore ed è una sonda che penetra a fondo nel suo passato. "Fuga" è il punto esatto in cui lo sguardo puntuto e sardonico di Geoff Dyer incontra l'immaginazione del bambino che è stato; è il tributo arguto e graffiante al rapporto che instauriamo con i miti fondativi della nostra giovinezza.
19,00 18,05

Per amica silentia lunae

William Butler Yeats

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 144

"A una prima lettura, si comprende immediatamente che Per Amica Silentia Lunæ è una divagazione su due temi cari a Yeats: la maschera e la visione. La bellezza del testo sta però proprio nella stranezza di queste divagazioni, nel loro procedere senza continuità dialettica da monologhi a squarci e pensieri fulminanti, quasi aforistici, che fanno della loro oscurità la loro forza. Il problema dei morti, che occupa quasi tutta la seconda parte del testo, e del rapporto che i vivi hanno con loro, è centrale nel pensiero di Yeats. [...] Ma chi sono questi morti di cui parla Yeats? I poeti che lo hanno preceduto, secondo Harold Bloom, che legge questo testo anche come un saggio sull'Influenza Poetica e sul modo in cui un poeta riesce a liberarsi dei propri predecessori e a crearsi una propria individualità. [...] C'è infine un ultimo modo in cui è possibile leggere questo testo: Yeats immaginò queste meditazioni come una lettera a Iseult Gonne - la giovane donna di cui credeva di essere innamorato, figlia di quella Maud Gonne che era stata e forse era ancora un suo grande amore. [...] Ma nel parlare d'amore, Yeats dimentica quello che era il suo scopo e parla di ciò che ama e parla a ciò che ama. E questa lettera d'amore a Iseult diventa così anche una lettera d'amore per i poeti romantici, e una lettera d'amore per i morti appassionati. Un amore infelice, ovviamente, e illusorio come la luna." (Dallo scritto di Gino Scatasta)
19,00 18,05

Sempre

Maurizio Maggiani, Luigi Verdi

Libro: Copertina morbida

editore: TEA

anno edizione: 2020

pagine: 160

"Sempre" è il racconto intenso e appassionato di una vita vissuta in un'atmosfera di pervasiva sacralità del creato. Un racconto scandito da aneddoti e ricordi personali, piccole lezioni e grandi maestri, riflessioni e personaggi destinati a lasciare il segno. Questo libro ha un precedente nella voce. Due amici si ritrovano intorno a un tavolo e disegnano un percorso: ogni tappa è contrassegnata da una parola. Alcune sono sulla bocca di tutti, come libertà e bellezza, semplicità e leggerezza, altre invece non si usano più, come se non interessassero a nessuno: fedeltà, castità, pietà, gioia, grazia. Maurizio Maggiani e Luigi Verdi compongono un prezioso breviario lasciando ogni volta che le loro storie siano accompagnate da chi ha segnato le loro vite. Donne e uomini che hanno fatto ciò che ritenevano giusto, senza clamore, con pazienza, disciplina e sopportazione. "Lampadieri", li chiama Tom Benetollo, indomito pacifista che compare nel libro, "non per eroismo o narcisismo, ma per sentirsi dalla parte buona della vita. Per quello che si è."
9,00 8,55

Torino magica

Vittorio Del Tufo

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2020

pagine: 320

Tracce, voci, storie, memorie dal cuore magico di Torino, una città misteriosa, simmetrica, inafferrabile. Misteriosa. Simmetrica. Inafferrabile. Ma anche compassata, superba, ostinata. Nata all'incrocio di due fiumi e molte leggende, rebus di luce e tenebre, Torino ha sempre avuto un rapporto strettissimo con la sua dimensione magica. Come la danzatrice delle Mille e una notte, l'antica capitale sabauda si svela poco alla volta: un velo, poi un altro, un altro ancora. Fino all'ultimo velo, dietro il quale c'è il cuore magico della città. Diceva García Márquez che ogni uomo ha una vita pubblica, una vita privata e una vita segreta. Anche le città, come gli uomini, hanno una vita segreta, che è fatta di tracce, di voci, di storie, di memorie, di pietre e di ombre. Dal mistero del Graal alle suggestioni diaboliche, dai culti pagani ai personaggi del Risorgimento, dalle Grotte Alchemiche ai luoghi fantastici, dal mistero degli alchimisti ai simboli occulti scolpiti nei monumenti, dai miti letterari alle grandi correnti esoteriche: questo, e tanto altro ancora, è "Torino magica". Una città che nasconde, occulta, molto più di quanto non mostri. Una città malinconica, austera, fascinosa, inquietante, tanto legata a un glorioso passato risorgimentale quanto all'immigrazione proveniente dal Sud, tanto nostalgica e rivolta al passato quanto protesa verso la modernità. Una città, diceva Italo Calvino, che invita alla logica, e attraverso la logica apre la strada alla follia.
13,50 12,83

Vocabolario dei desideri

Eshkol Nevo

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2020

pagine: 128

A come Amore, B come Baci, C come Confessione, D come Desiderio... Sono ventisei, tante quante sono le lettere dell'alfabeto, le storie contenute in questo libro, frutto di una rubrica settimanale di grande successo tenuta da Eshkol Nevo sulle pagine di Vanity Fair. Raccolte tutte insieme, costituiscono un'opera indispensabile per i lettori dell'autore della "Simmetria dei desideri" e di "Tre piani", un originale viaggio all'interno della costellazione dei desideri, dei sentimenti e degli impulsi da parte di uno scrittore capace di penetrare come pochi nelle pieghe più riposte dell'animo umano. C'è la F di Ferita, dove un piccolo incidente capitato in un supermercato può cambiare il significato di parole grosse come «razzismo» e «antirazzismo»; la G di Guerra, dove una Escape room diventa pretesto, per un ex-pilota, di rievocare il passato; c'è la I di Italo Calvino, in cui una passeggiata per le vie di Rondovia, una città progettata perché nessuno dei suoi abitanti si trovi a incontrare per strada un amore del passato, dà la sensazione di averla già conosciuta attraverso le pagine delle Città invisibili. Storie, dalla A alla Z, attraversate dalla «perturbante fragilità» e, insieme, dalle «ambizioni vanagloriose» (Alessandro Piperno) dei personaggi di Nevo al cospetto della forza dirompente dell'amore e del desiderio. Storie, accompagnate tutte dalle opere di Pax Paloscia - una delle maggiori protagoniste della street art contemporanea - che traducono felicemente in immagini il dizionario dei sentimenti di Eshkol Nevo.
18,00 17,10

La città degli untori

Corrado Stajano

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2020

pagine: 232

Una città è un grumo di sangue e polvere. Una città è un quaderno di storie. Ma come si può raccontare un luogo come Milano, una metropoli che è stata così tante volte e in così tante forme cantata? Forse l'unico modo è cominciare proprio dal suo cuore di tenebra, dalle vie silenziose lungo le quali si diffuse la peste, dalle caserme-macellerie delle torture naziste, dai profili delle vittime dei terroristi disegnati col gesso sull'asfalto, dall'odore acre del tritolo tra le rovine di un edificio dilaniato da una bomba. È seguendo questo itinerario d'ombra che Corrado Stajano intraprende un viaggio nel lato oscuro di Milano, alla ricerca dei fili che tengono insieme il passato e il presente del capoluogo lombardo: dall'ultimo muro sopravvissuto del Lazzaretto manzoniano, nel cui recinto furono internati, accalcati gli uni sugli altri, decine di migliaia di appestati, all'aula della Statale di fronte alla quale fu assassinato il giudice Guido Galli; dalla Banca Centrale dell'Agricoltura di piazza Fontana, in cui il 12 dicembre 1969 proprio Stajano fu tra i primi a entrare dopo l'esplosione, al portico dell'Elefante nel Castello Sforzesco, dove ha trovato sede la lapide che ricorda la Colonna infame. Con lo sguardo dell'amante tradito in cerca di una verità sincera anche se dolorosa, Stajano affronta una dopo l'altra tutte le stazioni del contagio che ha trasformato la città lucente descritta da Bonvesin da la Riva nella vanitosa sede di un happy hour senza fine: la periferia operaia e orgogliosa, oggi alla mercé della speculazione edilizia da parte di padroni invisibili, come i luoghi dove si riuniva la borghesia più progressista d'Italia, tramutati ora nelle alcove della politica più corrotta e della finanza più crudele. "La città degli untori" è un affresco letterario allo stesso tempo intimo e oggettivo, che con il passo della grande narrazione svela lo scheletro degenerato e fraudolento di quella che un tempo fu la capitale morale del paese.
19,00 18,05

Il pedante in cucina

Julian Barnes

Libro: Copertina rigida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 128

Accettate una sfida ai fornelli con Julian Barnes? Allora prendete una cipolla media, affettatela grossolanamente, poi saltate in padella con un filo d'olio. Sentite di avere già la vittoria nel piatto, ma... quale unità di misura stabilisce le dimensioni di una cipolla? Come si riconosce una fetta «grossolana»? E quando un filo diventa una cascata? Nessuna sorpresa: per uno scrittore come Barnes anche la cucina è questione di parole e non c'è lista di ingredienti o modalità di preparazione che non si possa raccontare con acuta e raffinata comicità. Siete ancora in tempo per ritirarvi dalla gara e divertirvi degustando questo compendio di esilarante «pedanteria» culinaria. Per Julian Barnes tutto è cominciato con le carote Vichy. Dopo aver scovato un tragico errore nella ricetta - era saltata una cifra - per lui la diagnosi è stata subito chiara: pedanteria culinaria. E del ceppo più aggressivo, perché Barnes, a parte un precisino ai fornelli, è soprattutto uno scrittore. Per uno come lui, la cucina è anche questione di parole. Quanto è grande una cipolla «media»? E un «tocchetto»? Quando una «spruzzata» diventa una pioggia? E a quale standard si rifà la misura «a occhio»? Sono le domande che lo assillano quando, da volenteroso e coscienzioso pedante, si avvicina ai fornelli. Perché Barnes non vuole avvelenare i commensali con ingredienti improbabili o mandare a fuoco la casa con ardite modalità di cottura. Si accontenterebbe di imparare qualcosa di nuovo e far felici i suoi ospiti, in particolare Colei per la Quale il Pedante Cucina (del resto cos'è cucinare se non un deliberato atto d'amore?) Indicazioni accurate, strumenti affidabili, quantità giuste: in cucina ci vuole chiarezza e precisione. E se non le trova, il pedante scrittore si vendica con gustose pagine condite di croccante intelligenza e raffinata ironia. Dagli autori classici della narrativa gastronomica come Édouard de Pomiane e Mrs Beeton, a Elizabeth David e Jane Grigson, fino ai maestri contemporanei, Julian Barnes racconta il suo rapporto con i manuali, gli ingredienti, la spesa e ci invita da lui per una cena a base di esilarante pedanteria culinaria.
14,00 13,30

Lettere scontrose. 52 lettere e una risposta

Giovanni Arpino

Libro

editore: Minimum Fax

anno edizione: 2020

pagine: 416

Il libro raccoglie gli articoli di una rubrica settimanale che Giovanni Arpino tenne per Tempo tra la fine di ottobre del 1964 e il novembre del 1965. Sono lettere scomode, irriverenti, a volte accorate, altre profetiche, ma sempre pervase da «un'elementare esigenza di giustizia, e un minimo di civile indignazione». A mettere in fila i destinatari si ottiene la nomenclatura scintillante dell'intero decennio, da Moro ai Beatles, eppure questo libro ci parla e ci impressiona come se fosse indirizzato ai lettori del futuro, per la vocazione assoluta del miniaturista, la radiografia spietata della nazione afflitta in eterno dagli stessi mali. Per uno scrittore come lui, le contingenze sono qui soltanto un pretesto per esaminare l'animo umano, inchinarsi al talento degli irregolari come Totò (il solo che gli rispose) e contestare il potere... Perché Arpino discorre sempre in difesa di ciò che resta umano a dispetto di tutto, crede nella Storia come attualità e ci ricorda che scrivere è un lavoro da dannati. Le «lettere scontrose» sono i suoi scritti corsari, il testamento perduto di una generazione che per prima disimparò a crescere. Postfazione di Bruno Quaranta.
18,00 17,10

Tempus fugit. Il grande libro delle sentenze latine

Pietro Migliorini

Libro: Copertina morbida

editore: BOOK TIME

anno edizione: 2020

pagine: 408

Sconfinato è il numero di latinismi che hanno germinato nelle lingue moderne, espressioni che affiorano con quotidiana frequenza nel nostro parlare e comunicare, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Ecco quindi raccolto qui il meglio di Virgilio, Orazio, Seneca, Catullo, Properzio, Lucano, Cicerone, Giovenale e moltissimi altri, autori latini e illustri classici greci, coprendo con i latinismi fraseologici quasi tutti i grandi settori delle attività umane, dal campo religioso e liturgico a quello letterario e filosofico, dal giudiziario e giuridico all'architettonico e militare, da quello medico con i famosi precetti della Scuola salernitana e di Ippocrate, fino a ciò che la natura insegna a tutti gli animali. Attraverso la consultazione di queste pagine il lettore non solo potrà appagare la propria curiosità di fronte all'immutata vitalità del latino, ma per chi non sa il latino è una fonte ineguagliabile per figurare bene con una citazione che potrà usare nel modo corretto, ampliando così la propria conoscenza di un mondo e di una natura fatti di emozioni e collocati nella realtà delle passate generazioni.
20,00 19,00

Come ordinare una biblioteca

Roberto Calasso

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2020

pagine: 127

Chi prova a dare un ordine ai propri libri deve al tempo stesso riconoscere e modificare una buona parte del suo paesaggio mentale. Impresa delicata, piena di sorprese e di scoperte, priva di soluzione. Molti l'hanno sperimentata, dal dotto seicentesco Gabriel Naudé ad Aby Warburg. Qui se ne raccontano vari episodi, mescolati a frammenti di una autobiografia involontaria. A cui fanno seguito un profilo del breve momento in cui certe riviste, fra 1920 e 1940, operavano come impollinatrici della letteratura e una cronaca dell'emblematica nascita della recensione, quando Madame de Sablé si trovò nella improba situazione di dar conto pubblicamente delle Massime del suo caro e suscettibile amico La Rochefoucauld. Finché il tema del dare ordine riappare alla fine, questa volta applicato alle librerie di oggi, per le quali è una questione vitale, che si pone ogni giorno.
14,00 13,30

Tutto andrà bene. Perché il futuro ti salva la vita

Luciana Landolfi

Libro: Copertina morbida

editore: Minerva Edizioni (Bologna)

anno edizione: 2020

pagine: 128

Emergenza sanitaria? Non solo, non necessariamente. Anzi, a prescindere. Basta verificare le date. È almeno dal 2012, da quando diede alla luce la prima poesia omonima, che Luciana Landolfi incarna il credo nel "Tutto andrà bene", manifestatosi via via negli anni in altre poesie, articoli di giornale, libri, conferenze, bigliettini distribuiti ad amici quanto a perfetti sconosciuti, Post-it appiccicati in giro per le città. Poi, la coincidenza. Una festa di compleanno con 26 persone, il 22 febbraio 2020, il regalo di un sacchetto-kit per ognuno dei 25 amici di Luciana e l'idea di diffondere il messaggio al mondo, a cominciare dai partecipanti alla festa. Il giorno successivo, l'Italia comincia a chiudere per via della nota emergenza, ma ci sono ancora due settimane, prima dello stop totale, per tappezzare le città con messaggi di speranza. Grazie anche all'impatto sui social e all'attenzione dei media, grazie alla voglia della gente di guardare oltre il dramma, i 26 diventano centinaia, migliaia, milioni; gli striscioni ai davanzali sostituiscono i Post-it diffusi in città. "Tutto andrà bene" diventa il brand dell'Italia anche a livello internazionale. Tutti ne parlano, ne scrivono, i cantanti danno vita a canzoni, gli artisti a disegni e opere pittoriche, i bambini fanno esplodere il Paese dei colori dell'arcobaleno. Luciana Landolfi narra qui, in un racconto agile, sereno, pieno di gioia e di speranza, ancorché molto intenso, l'esperienza lunga una vita che l'ha portata a creare non un movimento, non un modo di pensare (o forse sì), ma certamente un atto poetico collettivo di cui far dono al mondo.
15,00 14,25

Nuovi argomenti (2020). Vol. 4: Maggio-Agosto

AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 144

«Nuovi Argomenti» è una rivista letteraria fondata a Roma nel 1953 da Alberto Carocci e Alberto Moravia. Dal 1953 al 1964, sui settantuno numeri che compongono la prima serie di «Nuovi Argomenti» scrivono, tra gli altri, Arbasino, Bassani, Bertolucci, Bianciardi, Bobbio, Calvino, Cassola, Ginzburg, Fenoglio, Montale, Morante, Ortese, Ottieri, Piovene, Pratolini, Raboni, Rea, Vittorini, Zolla. Nel 1966, ai due fondatori si aggiunge nella direzione Pier Paolo Pasolini. Segretario di redazione è Enzo Siciliano che nel 1972, alla morte di Carocci, sostituisce quest'ultimo come direttore. La seconda serie chiude nel 1980, segnando un percorso dove il fatto letterario tende sempre più a prendere il posto della discussione politica, grazie all'impulso di Pasolini. Sulla rivista iniziano a scrivere Bellezza, Cordelli, Maraini, Montefoschi, Paris. Alla morte di Pasolini, il suo posto in direzione viene preso da Attilio Bertolucci, che affianca Moravia e Siciliano. Redattori della rivista, dal 1974, sono Dario Bellezza e Piero Gelli. Tra gli autori invitati a collaborare, Celati, Cerami, Consolo, Cucchi, Giudici, Magrelli, Magris, Malerba, Rosselli, Scialoja, Sereni, Siti, Spaziani, Zanzotto. Si pubblicano scritti di Paz, Cortázar, Barthes, Bulgakov, Michaux, Lezama Lima, Bachtin, Pasternak, Brodskij. La terza serie di «Nuovi Argomenti» inizia nel 1982. Direttori sono Moravia, Siciliano e Sciascia. Dal 1988 Sandro Veronesi è segretario di redazione. Lo stesso anno Antonio Debenedetti entra nel collegio di direzione. Nell'89 Giorgio Caproni affianca per breve tempo i direttori della rivista, fino alla sua morte che avverrà l'anno seguente. Scomparsi anche Moravia e Sciascia, accanto a Siciliano, nel 1990, arrivano in direzione Francesca Sanvitale, Furio Colombo e Raffaele La Capria. La rivista pubblica scritti di Bufalino, Eco, Ferrara, Manganelli, Scalfari, Tabucchi, Tobino, Vattimo, Villari, Zeichen e apre alla collaborazione di giovani autori tra cui Abbate, Affinati, Albinati, Busi, Carbone, Colasanti, Lodoli, Mazzucco, Onofri, Picca, Tondelli, Trevi, Valduga, oltre a pubblicare scrittori stranieri quali Borges, Brodkey, Carver, Chatwin, Doctorow, Grossman, Kundera, Lowry, McEwan, McInerney, Oates, Perec, Updike, Walcott, Wolfe, Yehoshua. Nel 1994, i direttori sono Dacia Maraini, Raffaele La Capria, Furio Colombo e Enzo Siciliano. «Nuovi Argomenti» si conferma palestra per i giovani: Scarpellini, Manica, Susani, Giartosio, Ammaniti, Piperno, Piersanti, Mozzi, Franchini. Nel 1998 Arnaldo Colasanti diventa direttore con Colombo, Maraini, La Capria e Siciliano. Lorenzo Pavolini è caporedattore. Nel 2003 Mario Desiati viene chiamato da Siciliano per svolgere le funzioni di segretario della redazione, in cui entrano Carabba, Colombati, Janeczek e Saviano. Nel 2006 muore Enzo Siciliano. Giorgio van Straten e Raffaele Manica affiancano nella direzione Colasanti, Colombo, La Capria e Maraini. Nel 2009 Carabba diventa coordinatore della redazione. Gli succederanno Francesco Pacifico e Marco Cubeddu. Dal 2019 la direzione è composta da Colombati, La Capria, Manica, Maraini e van Straten.
16,00 15,20

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