SE: Testi e documenti
Visioni profetiche. Angeli, sogni e resurrezione
Harold Bloom
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 192
«Mi propongo di mostrare come quattro delle inquietudini che sempre più ci tormentano siano tra loro necessariamente legate: l’angelologia, l’aspetto in qualche maniera premonitore presente nei sogni, l’esperienza della pre-morte e l’avvicinarsi del millennio (variamente collocato nel 2000 o nel 2001 o nel 2033). La fusione di questi materiali è assai antica rispetto alla nostra attualità, e può essere fatta risalire alla Persia e alla Palestina arcaiche, all’Arabia, alla Provenza e alla Spagna medievali. Sono ricorso alla gnosi cristiana, al sufismo sciita musulmano e alla cabala ebraica come fonti esplicative perché ciascuna di esse fornisce interpretazioni persuasive dei legami tra angeli, sogni, viaggi ultraterreni o manifestazioni di corpi astrali e attese messianiche. Esistono altre tradizioni esoteriche al cui interno si ritrovano questi elementi, ma forse non con l’evidenza e la rilevanza che assumono per gnostici, sufi e cabalisti. Sembra esserci un orientamento comune, forse di natura ermetica, nella gnosi, nella teosofia sufi e nella cabala, che in questa sede cercherò di sviluppare in un modo che possa far luce su certi aspetti dell’arcano che oggi interessa tanti di noi, scettici e credenti in egual misura». Con uno scritto di Federico Ferrari.
Poesie mistiche
Jalâl Al-Din Rumi
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 128
"Morite, morite, di questo amore morite, se d’amore morirete, tutti Spirito sarete! “Morite, morite, questa morte non paventate, dalla terra volate e i cieli in pugno afferrate! Morite, morite, da questa carne morite, è laccio la carne, e voi ne siete legati! Spezzate, spezzate la vostra prigione! Spezzata che l’avrete, sarete principi, emiri! Morite, morite dinanzi al Sovrano bellissimo: morti che dinanzi a Lui sarete, sultani sarete! Morite, morite, da questa nube uscite, usciti che ne sarete, Luna lucente sarete! Tacete, tacete, il silenzio è sussurro di morte; tutta la vita è in questo: siate flauto silente.”
Lo spirito romanzo
Ezra Pound
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 256
«Questo libro non è un’opera di filologia, e solo per cortesia si potrebbe dire che è uno studio di letteratura comparata. A me interessa la poesia: ho quindi tentato di esaminare alcune forze, alcuni elementi, o qualità, che erano operanti nelle letterature medievali delle lingue neolatine, e che sono ancora certamente operanti nelle nostre. La storia di un’arte è storia di capolavori, non di fallimenti né di mediocrità. L’onnisciente storico dovrebbe mostrare i capolavori, le loro cause e la loro interrelazione: lo studio della letteratura è “culto degli eroi”, è un raffinamento, o anche, se volete, una perversione di quella religione primordiale. […] Questo libro tratta soltanto di quelle opere medievali le quali posseggono ancora un qualche interesse, oltre a quello archeologico, per il lettore moderno non specialista. La mia critica è consistita più nello scegliere che nel presentare opinioni. Alcune parti di questo libro sono ricerca originale nel senso più rigoroso; e comunque, tutte le affermazioni critiche di tutto il libro sono basate sullo studio diretto dei testi e non sui commenti».
Lettere sulla psicoanalisi
Umberto Saba
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 128
Questo volume raccoglie gran parte degli scritti e delle lettere sulla psicoanalisi di Umberto Saba. Come è noto, Saba è stato insieme a Svevo lo scrittore italiano che più precocemente si è interessato alla scienza freudiana. Ma per Saba, a differenza di Svevo, la psicoanalisi non ha soltanto costituito un interesse speculativo, bensì è stata un’esperienza esistenziale diretta (fu in analisi con Edoardo Weiss). Il nucleo centrale, e finora inedito, di questo libro è nel carteggio che tra il 1946 e il 1949 il poeta tenne con Joachim Flescher, psicoanalista e direttore, a quel tempo, di «Psicoanalisi», organo ufficiale della Società italiana di psicoanalisi. L’oggetto della discussione non è di quelli che permettono impassibilità e distacco da parte degli interlocutori, e soprattutto da parte di Saba. Come bene spiega nella sua lucidissima postfazione Arrigo Stara, curatore del volume, dopo un’iniziale disamina di questioni generali legate alla teoria freudiana, presto «nelle pagine che Saba scrive a Flescher, le memorie dell’infanzia, le immagini, le “storielle” e le argomentazioni ricavate dalla sua prima educazione sotto la tutela della legge ebraica materna (che veniva a spezzare il “paradiso” degli anni in cui era stato affidato alla balia) si affollano e danno corpo a quell’ostilità che, ancora come forma vuota, egli aveva riversato sullo psicoanalista; Flescher diventa a sua volta la sagoma, il bersaglio sostitutivo, sul quale ricadono le accuse, le teorie, gli sfoghi tratti da uno dei capitoli della storia di Saba lasciati aperti ed irrisolti dall’analisi con Weiss».
La sovranità
Georges Bataille
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 240
"La sovranità di cui parlo ha poco a che vedere con quella degli stati, definita dal diritto internazionale. Parlo in generale di un aspetto opposto, nella vita umana, a quello servile o subordinato. Un tempo la sovranità appartenne a coloro che, con il nome di capo, faraone, re, re dei re, svolsero un ruolo di primo piano nella formazione dell'essere con cui noi ci identifichiamo, dell'essere umano attuale. Ma appartenne egualmente alle varie divinità di cui il dio supremo è una delle forme, e anche ai sacerdoti che li servirono e li incarnarono, e a volte si identificarono con i re; essa appartenne infine a tutta una gerarchia feudale o sacerdotale che si distingueva da coloro che ne occupavano il vertice solo per una differenza di grado. Inoltre: essa appartiene essenzialmente a tutti gli uomini che possiedono e non hanno mai perduto del tutto il valore attribuito agli dèi e ai dignitari. Parlerò a lungo di questi ultimi, in quanto esibiscono questo valore con una ostentazione che va talvolta di pari passo con un'indegnità profonda. Dimostrerò anche che lo alterano esibendolo. Infatti non intenderò mai, quali che siano le apparenze, altra sovranità se non quella apparentemente perduta a cui talvolta il mendicante può essere così vicino quanto il gran signore, ma a cui, per principio, il borghese è volontariamente il più estraneo." (G. Bataille).
Eureka
Edgar Allan Poe
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 144
In Eureka, Edgar Poe ha voluto racchiudere, nella forma più breve, la storia della creazione e della distruzione dell’universo.
Dioniso a cielo aperto
Marcel Detienne
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 128
«Fra gli dèi che si trovano dappertutto in Grecia Dioniso è il meno sedentario. In nessun luogo è a casa sua. Meno che mai a Tebe, dove la madre, la mortale Semele, lo porta per qualche mese nel suo ventre. Dio nomade, ha un regno senza capitale. […] Bisogna lasciare Dioniso alle sue province, ai suoi villaggi, ai suoi itinerari errabondi. Bisogna concedergli intera la libertà delle sue epifanie. […] Argo, Lesbo, Eleutere, Olimpia, Taso e Delfi e Orcomeno, fino all’isola misteriosa delle rive atlantiche, là e più in là ancora, Dioniso sorge, si slancia, danza, afferra, squarcia, fa delirare. Intrecciando nell’arcobaleno delle sue apparizioni i colori simili del sangue che sgorga e del vino schiumeggiante. Dioniso che afferra brutalmente la sua preda facendola oscillare, trascinandola nella follia, nel delitto, nella sozzura; Dioniso dei vigneti che maturano in un giorno, delle fontane di vino, della bevanda che inebria e che esalta. Questo duplice dio non sarà alla fine lo stesso?».
Proust
Samuel Beckett
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 136
Quando si legge il saggio scritto nel 1931 da Beckett su Proust, non si può fare a meno di notare quanto profonda sia stata l’impronta lasciata nello spirito di Beckett dall’opera proustiana. Si è molto parlato di una derivazione joyciana per l’opera di Beckett, ma l’affinità con Proust appare molto più sorprendente, anche se è allo stesso tempo più sottile e latente, e non si può certamente rilevare nello stile scarno di Beckett […]. Beckett si mostra, piuttosto, ossessionato dalla concezione che Proust ha della letteratura, dalla sua concezione del tempo e dello spazio, dei personaggi e delle cose, dalla sua ricerca dell’essenza di una realtà illusoria e fuggevole. […] È stato detto che nell’opera di Proust non è presente l’assurdo o l’irrazionale. E, in un certo senso, questo è vero, se confrontiamo l’opera di Proust con quella di Kafka o dello stesso Beckett, dove l’assurdo avvolge e impregna ogni pagina dei due scrittori. […] Tuttavia, anche in Proust si ha la sensazione dell’irrazionale, del deforme, dell’assurdo. È vero che egli, come scrittore che si sforza di dipingere «il reale», si è deliberatamente rifiutato di cedere alla tentazione di lasciare la porta della sua opera spalancata alla irruzione dell’irrazionale, ma la tentazione è lì, in numerosi passaggi. Come dice egli stesso, si asterrà dal «far cantare dolcemente la pioggia dentro la stanza e diluviare nel cortile la nostra tisana in ebollizione». Continuerà a «mettere dei lineamenti nel viso di una passante, mentre al posto del naso, delle gote e del mento, non dovrebbe esserci che uno spazio vuoto su cui potrebbe tutt’al più giocare il riflesso dei nostri desideri». […] Non preparerà «le cento maschere che conviene attaccare a uno stesso volto, se non altro secondo gli occhi che lo vedono e il senso in cui ne leggono i tratti». Non proverà a «rappresentare certe persone non al di fuori ma all’interno di noi, dove le loro minime azioni possono indurre turbamenti mortali». Ma, almeno, non mancherà di «descrivere l’uomo non secondo l’estensione del suo corpo ma secondo quella dei suoi anni, come se dovesse – compito sempre più enorme e che finì per vincerlo – trascinarli con sé quando si sposta». Creerà il suo libro «come un mondo, senza lasciare da parte quei misteri che probabilmente hanno la loro spiegazione soltanto in altri mondi e il cui presentimento è ciò che ci commuove di più nella vita e nell’arte». (Dallo scritto di Margherita S. Frankel)
Sopravvivere e altri saggi
Bruno Bettelheim
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 320
«L’esperienza del campo di concentramento unita al mio lavoro con gli individui psicotici ha motivato il mio impegno nei confronti di due problemi fondamentali e strettamente legati tra loro: che cosa fare in concreto, a livello sociale e a livello individuale, più limitato ma più urgente, per prevenire l’anomia e l’alienazione, così distruttive per l’autonomia e la sicurezza individuali; e come prevenire la disintegrazione della personalità, l’isolamento e la mancanza di rispetto per sé e per gli altri. I saggi contenuti nel presente libro affrontano questi problemi, insieme al problema di cosa si possa fare, sul piano sociale e al livello delle esperienze individuali di vita (soprattutto attraverso l’educazione e la scuola), per favorire l’acquisizione dell’autonomia, del rispetto di sé, dell’integrazione e della capacità di formare rapporti significativi e durevoli; in breve, per aiutare gli esseri umani a divenire, come dice Paul Celan, “padroni e signori dei lor volti”. […] Ho tracciato un parallelo tra la disintegrazione della personalità provocata dall’essere stati travolti da quel terribile uragano della storia che fu il cosiddetto olocausto nazista, e quella che deriva da eccezionali, orribili esperienze private che conducono al crollo psicotico dell’integrazione o ne impediscono addirittura l’instaurarsi. Implicitamente ho stabilito un parallelo anche tra i requisiti necessari per riprendersi da traumi così estremi, vale a dire per il recupero dell’autonomia, del rispetto di sé e dell’integrazione personale. Non sono stato l’unico a trovare analogie tra l’esperienza dei campi di concentramento e la distruzione operata nel bambino dalle sue prime esperienze di vita. Si direbbe che esse si impongano naturalmente all’attenzione, se uno riflette sulle vittime dell’olocausto e prova per loro profonda e sincera pietà. Ne è una prova un’altra poesia di Paul Celan, Todesfuge (Fuga della morte). Furono questi versi a imporlo immediatamente come il più importante poeta tedesco, e forse europeo, della sua generazione. Per comunicare la disperazione assoluta che regnava nei campi della morte, egli evoca l’immagine di una madre che distrugge il figlio neonato. “Negro latte dell’alba noi lo beviamo la sera / noi lo beviamo al meriggio come al mattino lo beviamo la notte / noi beviamo e beviamo […] Negro latte dell’alba noi ti beviamo la notte / noi ti beviamo al meriggio la morte è un Mastro di Germania”. Quando il latte che siamo costretti a bere dall’alba al tramonto è latte nero, non importa se nei campi della morte della Germania nazista o in una culla adorna di trine, ma anche qui esposti agli inconsci desideri di morte di una madre in apparenza scrupolosa – in entrambi i casi l’anima ha per padrone la morte».
Sade, Fourier, Loyola
Roland Barthes
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 144
«Da Sade a Fourier, a cadere è il sadismo; da Loyola a Sade, l’interlocuzione divina. Per il resto, stessa scrittura: stessa voluttà di classificazione, stessa furia di ritagliare (il corpo cristico, il corpo vittimale, l’animo umano), stessa ossessione numerativa (contare i peccati, i supplizi, le passioni, e persino gli errori di calcolo), stessa pratica dell’immagine (dell’imitazione, del quadro, della seduta), stessa sutura del sistema sociale, erotico, fantasmatico. Nessuno di questi tre autori è respirabile; tutti fanno dipendere il piacere, la felicità, la comunicazione, da un ordine inflessibile, o, per essere ancora più offensivi, da una combinatoria. Eccoli così tutti e tre riuniti, lo scrittore maledetto, il grande utopista e il santo gesuita».
Céline e l'attualità letteraria 1932-1957
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 152
«Sono chiuso dentro una macchina, io, senza che nessuno mi abbia detto dove va. Ma lei è fuori. La vede guizzare, la macchina. È informato meglio di me sulla direzione che prende, posto che ci sia una direzione». Così si esprimeva Céline, durante un’intervista rilasciata nell’ottobre del 1933. Appena un anno era trascorso dall’apparizione, emozionante e minacciosa, di ‘Viaggio al termine della notte’, e Céline era ormai un personaggio pubblico, il misterioso dottore dagli occhi bellissimi e azzurri, dal passato avventuroso e inquietante, che aveva lanciato, come scrisse il critico letterario del «Berliner Tageblatt», «una bomba contro l’intero edificio della nostra umanità». Le pagine qui riunite, nate dalla sollecitazione degli eventi contemporanei, consentono di seguire il movimento dei pensieri, dei sentimenti, dei furori di Céline fra gli anni dell’esordio e la fine dei Cinquanta, con in mezzo la terribile esperienza della guerra, della prigionia e dell’esilio: non solo interviste, ma anche interventi polemici, lettere, presentazioni, conferenze che illuminano, in un sorprendente confronto, le opere maggiori, dai bellissimi romanzi agli spregiudicati e ossessivi pamphlets, di uno dei più significativi e più discussi scrittori del nostro secolo. Testi riuniti da Jean-Pierre Dauphin E Henri Godard.
Dello spirito. Heidegger e la questione
Jacques Derrida
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 144
«Parlerò dello spettro, della fiamma e delle ceneri. E di ciò che evitare significa per Heidegger». Sono le prime parole del libro: ora, lo «spettro» (che in francese suona «revenant», ovvero «spirito», anima di un morto che si suppone ritorni dall’altro mondo) è proprio lo spirito, e Derrida mostra come questa parola, evitata in ‘Essere e tempo’, ritorni nel pensiero del filosofo tedesco a un preciso punto del suo cammino, nel 1933, anno della celebre prolusione accademica intitolata ‘L’autoaffermazione dell’università tedesca’. Che cosa vuol dire la parola «spirito» nell’opera di Heidegger? E che cosa significano le sue dichiarazioni sulla «crisi dello spirito» e sulla «libertà dello spirito»? Per rispondere, Derrida ripercorre il sentiero seguito dal filosofo tedesco a partire da ‘Essere e tempo’ e fino al testo dedicato alla poesia di Trakl, con una analisi ricca di riferimenti alle letture di Hölderlin, Schelling e Nietzsche. ‘Dello spirito’ è il resoconto del tormentato dialogo di Derrida con Heidegger; dialogo impietoso e a tratti aporetico, ma decisivo.

