SE: Testi e documenti
Il signor Croche antidilettante
Claude Debussy
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 130
"Un coraggio da autodidatta volontario ha obbligato Debussy a ripensare tutti gli aspetti della creazione musicale: così facendo provoca una rivoluzione profonda, se non sempre spettacolare: i due ritratti di Monsieur Croche ne fanno testimonianza: in nero: «Vi si saluta con sontuosi epiteti, e siete soltanto dei furbi! Qualcosa che sta fra la scimmia e il cameriere»; in bianco: «Bisogna cercare la disciplina nella libertà e non nelle formule di una filosofia caduca e buona soltanto per i deboli». Colpa clamorosa agli occhi dei costruttori: nulla venne promulgato. Eppure ecco la chimera più fascinosa. Debussy rimane uno dei musicisti più isolati che siano mai esistiti: se la sua epoca lo forzò a trovare talora soluzioni sfuggenti, feline, con la sua esperienza incomunicabile e la sua riservatezza sontuosa, è l’unico musicista francese a essere universale, per lo meno nei secoli XIX e XX. Conserva un potere di seduzione misterioso, avvincente; la sua situazione, all’inizio del movimento contemporaneo, è di punta, ma solitaria. Mosso da «quel desiderio di andare sempre più lontano che gli fungeva da pane e da vino», ha negato in anticipo ogni tentativo di riferirsi all’ordine antico. Non possiamo dimenticare che il tempo di Debussy è anche quello di Cézanne e di Mallarmé: congiunzione triplice alla radice, forse, di ogni modernità, anche se non è possibile trovarvi un insegnamento discorsivo, ma non v’è dubbio che Debussy ha voluto far capire che occorreva non solo costruire, ma sognare la propria rivoluzione." (Dallo scritto di Pierre Boulez)
L'origine sportiva dello Stato
José Ortega y Gasset
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 142
“José Ortega y Gasset è il saggista più vivo della Spagna, più vivo ancor oggi nonostante che la sua opera abbia raggiunto – e da molto – una misura esemplare e sopporti il peso del tempo e tale vitalità gli è conservata appunto dalla forza dello stile, dalla maturità del suo impegno: abbiamo fatto in modo – offrendo al lettore italiano i principali saggi dello Spettatore – che si potesse ritrovare qui per intero il percorso della sua intelligenza, i dati della sua formazione e quello che il tempo gli ha fornito di discorsi immediati, di motivi lontani dal suo mondo astratto. Mi sembra che alla fine si possa calcolare un discorso perfetto, sciolto nei punti di maggiore interesse, non solo un libro segreto, un diario, ma il libro più aperto di Ortega y Gasset, un giornale che non tradisce in nessun paragrafo la sua volontà di creazione.” (Dallo scritto di Carlo Bo)
Ludwig Van Beethoven nei miei ricordi giovanili
Gerhard von Breuning
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 149
Questo volume è un classico della letteratura memorialistica su Beethoven e una delle più importanti fonti dirette sulla sua vita. Alla sua origine sta la singolarissima esperienza di un ragazzo poco più che dodicenne, che per due anni, gli ultimi della vita di Beethoven, ne frequenta quotidianamente la casa, gli diviene amico affettuoso, lo assiste, e più tardi, in età ormai avanzata, con consapevolezza ben maggiore e in più ampia prospettiva ripercorre quei momenti, riferendone episodi e impressioni con fedele semplicità e composta commozione. Sullo sfondo della vita culturale-musicale, non soltanto viennese, del tempo, nella quale il Maestro appare assorbito dalla sua imponente attività, prende rilievo un Beethoven intimo e umanissimo. Considerato testimonianza di incantevole bellezza questo libro di memorie è arricchito nella presente edizione da tre appendici: i “Ricordi di Beethoven” di Grillparzer, una sezione dei “Quaderni di conversazione” e il famoso “Testamento di Heiligenstadt”.
Le leggi dell'ospitalità. Volume Vol. 1
Pierre Klossowski
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 128
Nei tre romanzi della grande trilogia di Roberta (“La revoca dell’editto di Nantes”, “Roberta stasera” e “Il suggeritore”), riuniti dall’Autore sotto il titolo “Le leggi dell’ospitalità”, «Klossowski, dal fondo dell’esperienza cristiana,» scrive Michel Foucault «ha ritrovato il prestigio e la profondità del simulacro, e con esso tutti i giochi del senso e del non-senso, del significante e del significato, del simbolo e del segno. Simulacro, similitudine, simultaneità, simulazione e dissimulazione: questa costellazione è meravigliosamente ricca». I tre romanzi gravitano infatti attorno a due enigmatici personaggi: Ottavio, prete fallito, teologo vizioso, specialista in perversioni, e Roberta, sua moglie, di origine protestante, atea, attivista radical-socialista. I due si fronteggiano, rispettando ognuno l’ideologia dell’antagonista, finché Ottavio non decide di revocare il loro editto privato di Nantes (l’editto che permise in Francia il culto protestante, riconoscendo in tal modo libertà religiosa e di pensiero). Ne nasce una tacita sfida: Ottavio moltiplica per Roberta le occasioni di «peccato» per farle provare rimorso e costringerla così a riconoscere la legge divina, Roberta le accetta senza opporre resistenza, più volte sfiora il rimorso, ma nella sua freschezza di spirito, nella sua rettitudine intellettuale dimostra di non venir mai fiaccata dalla colpa. Il gioco si esaspera, al punto che la donna si sdoppia: da un lato Roberta, dall’altro la sua controfigura che obbedisce, come un personaggio al suo autore, agli ordini di Ottavio, che progressivamente rimane vittima del suo stesso gioco, sino a non riuscir più a riconoscere né la propria identità né quella altrui. «Nell’opera di Klossowski,» scrive ancora Michel Foucault «il regno dei simulacri obbedisce a regole ben precise. Il rovesciamento delle situazioni avviene in un istante, in modo quasi poliziesco (i buoni diventano cattivi, i rivali si rivelano complici, i carnefici sono sottili salvatori, anche le frasi più banali hanno un doppio senso). Ogni rovesciamento sembra trovarsi sul cammino di una epifania, ma in realtà ogni scoperta rende più fitto l’enigma, moltiplica l’incertezza, e non svela un elemento che per velare il rapporto che esiste fra di esso e tutti gli altri. Ma i simulacri non sono qui né cose né tracce, né quelle belle forme immobili che erano le statue greche. Qui i simulacri sono esseri umani». Con uno scritto di Maurice Blanchot.
Oracolo manuale e arte di prudenza
Baltasar Gracián
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 176
«La stoltezza ha ormai invaso il mondo, e se è rimasta un po’ di saggezza, anch’essa è stoltezza, paragonata alla sapienza celeste. Ma più sciocco di tutti è colui che non ritiene d’esserlo e che considera sciocchi tutti gli altri. Il vero sapiente è colui che sa di non sapere; e cieco è colui che non s’accorge che anche gli altri vedono. Ma pur essendo il mondo popolato di sciocchi, non c’è nessuno che si creda tale o abbia almeno il sospetto di esserlo».
Solus ad solam
Gabriele D'Annunzio
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 320
Il “Solus ad solam” è il diario cui, tra il settembre e l’ottobre del 1908, Gabriele d’Annunzio affidò, come in un lungo colloquio con la donna amata e perduta, la cronaca del drammatico epilogo della sua tormentata relazione con la contessa Giuseppina Mancini. «Libro di follìa e di dolore, di disperazione e d’amore», esso costituisce, tra le opere dannunziane, un caso unico. D’Annunzio, infatti, vi appare quale fu veramente al di là delle tante maschere dietro cui si celò nei romanzi e nella vita: un uomo tenero e malinconico, dolce e appassionato e, nello stesso tempo, un uomo «falso» ed egoista, sensuale e «perverso», capace di compiere gli atti più affettuosi e più generosi e tuttavia sempre pronto ad affermare, con un gesto o con una parola, i suoi diritti di essere superiore cui, anche in amore, tutto è permesso e concesso. Nato come opera privata, da innamorato a innamorata – fu pubblicato soltanto postumo –, il “Solus ad solam” è quindi un documento fondamentale per conoscere l’uomo d’Annunzio. Inoltre, in quanto opera letterariamente elaborata, è anche un formidabile specimen di scrittura dannunziana, nel complesso momento in cui il prosatore, pur compiacendosi dei suoi più tipici vezzi espressivi, già tentava quei modi intimistici che di lì a pochi anni avrebbe messo proficuamente a frutto nelle Faville. Questa edizione, che affronta anche i problemi filologici relativi al testo, presenta per la prima volta il punto di vista sulla vicenda della coprotagonista femminile, Giuseppina Mancini alias Giusini alias Amaranta: le sue lettere, recentemente recuperate, consentono di ricostruire una storia in parte diversa da quella che d’Annunzio ha voluto accreditare nel “Solus ad solam” e soprattutto gettano una luce nuova sulla figura di questa donna che si trovò a vivere un’esperienza amorosa che la inebriò e travolse in una continua alternanza di sublimi abbandoni erotici e di devastanti sensi di colpa.
Introduzione all'arte e alla mitologia dell'India
Ananda Kentish Coomaraswamy
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 160
«Non è inusitato per coloro che accostano l’arte orientale per la prima volta il lamentare la mancanza di espressione facciale o di animazione. Ma è necessario comprendere che la tipica espressione di una immagine sattvica è un’espressione di serenità e rappresenta un ben definito ideale di carattere. Da un lato dobbiamo evitare di confondere l’apatia con la pace e dall’altro di confondere l’eccitazione con il potere. Moltissime delle emozioni a cui reagiscono ordinariamente gli uomini hanno un carattere che i retorici indiani chiamano transitorio: è l’emozione permanente (sthāyibhāva), la passione dominante di un Bodhisattva, che l’artista indiano è interessato a rappresentare, più che non i lineamenti distorti sotto la spinta del sentimento personale. Solo nelle moderne figure di terracotta di Lucknow l’artista lavora secondo lo stile del Laocoonte. Si comprenderà come in India le immagini religiose non siano mai state considerate come opere d’arte. Esse sono oggetti utili, fabbricati dagli artigiani a cui vien fatta richiesta di una chiara e ripetuta rappresentazione di una data forma avente un significato ben noto. […] Nell’arte indiana, ogni forma è il simbolo di un pensiero chiaro e consapevole e di un sentimento consapevolmente diretto. Nulla è arbitrario o peculiare, nulla è vago o misterioso, perché la vera raison d’être di tutte le immagini è di rappresentare idee concrete in forme comprensibili e facili da apprendere». Con uno scritto di Arturo Schwarz.
Pagine postume pubblicate in vita
Robert Musil
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 144
«Perché “pagine postume”? Perché “pubblicate in vita”? Vi sono inediti che costituiscono un dono prezioso per i lettori; ma di regola le opere postume hanno una affinità sospetta con le svendite o le liquidazioni per scioglimento della ditta. Il favore di cui godono tuttavia dipende forse dalla perdonabile debolezza del pubblico per uno scrittore che sollecita un’ultima volta la sua attenzione. Comunque sia, e tralasciando il problema se un’opera postuma abbia valore o se si tratti semplicemente di un pregio convenzionale, io ho deciso di oppormi alla pubblicazione dei miei scritti prima che sia troppo tardi perché la possa curare io stesso. E il mezzo più sicuro, che vi si consenta o no, è quello di darli alle stampe mentre sono ancora vivo. Ma “io sono ancora vivo” non è poi una frase priva di senso? Il poeta di lingua tedesca non è da un pezzo sopravvissuto a se stesso? Così parrebbe, e a rigore così è sempre stato, per quanto lontano possa risalire il mio pensiero; solo da qualche tempo la cosa è entrata in un periodo risolutivo. Il secolo che ha prodotto le scarpe su misura composte di pezzi già pronti e gli abiti fatti in tutte le taglie sembra ora sul punto di presentare il poeta prefabbricato in ogni sua parte interna ed esterna. Già il poeta tagliato sulla misura propria vive quasi dappertutto estraniato dalla vita, eppure non ha in comune con i morti l’arte di fare a meno di un tetto, di astenersi dal mangiare e dal bere. Si vede dunque come le opere postume si trovino in condizioni vantaggiose. Fatto che ha avuto un certo influsso sul titolo e sulla genesi di questo libriccino».
Apocalissi apocrife
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 192
«Allora tutti mi vedranno venire sopra una nube eterna nel suo splendore, e gli angeli di Dio che mi accompagneranno prenderanno posto sul trono della mia gloria a destra del mio Padre celeste. Ed egli mi porrà una corona sul capo. E quando le nazioni vedranno queste cose, piangeranno, ciascuna a parte. Poi egli ordinerà loro di entrare nel fiume di fuoco, e giudicherà ogni uomo secondo le opere che avrà compiuto. Quanto agli eletti che hanno operato giustamente, essi si presenteranno al mio cospetto e non conosceranno la morte attraverso il fuoco divorante. Ma gli ingiusti, i peccatori e gli ipocriti resteranno negli abissi di tenebre che mai svaniranno, e il loro castigo sarà il fuoco, e gli angeli presenteranno loro i peccati compiuti e prepareranno un luogo di eterna punizione, per ciascuno secondo le trasgressioni consumate. Uriel, l’angelo di Dio, condurrà le anime di quei peccatori che perirono nel diluvio, e di quanti dimorarono in ogni specie di idolo, in ogni immagine fusa, in ogni oggetto di amore impuro, in ogni pittura, e le anime di coloro che abitarono in luoghi alti e nelle pietre e ai crocicchi delle strade, ossia quelle anime che gli uomini chiamarono dèi. Ed esse saranno arse in un fuoco eterno. E dopo, tutte saranno bruciate con i luoghi in cui presero dimora e saranno punite eternamente».
Scritti filosofici
Denis Diderot
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 301
“Negli anni successivi ai Pensées philosophiques e alla Promenade du sceptique (1746-1747), nei quali è evidente l’influsso della teologia naturale newtoniana, Diderot perviene – sulla base dei suoi interessi per le scienze naturali in genere e per la biologia in particolare – a elaborare un grandioso tentativo di «spiegazione» della realtà naturale. Questo tentativo trova la sua prima espressione nella Lettre sur les aveugles del 1749 e giunge al suo pieno compimento nell’Interprétation de la nature (1753), nell’Entretien entre d’Alembert et Diderot e nel Rêve de d’Alembert (1769). Alla natura «statica» e «creata» dei newtoniani e di Voltaire, Diderot va ora contrapponendo l’immagine di una realtà fisica in continuo movimento e sviluppo, che trae origine da se medesima e nella quale la presenza di un «ordine» non autorizza ad alcuna affermazione circa la presenza di cause finali o l’esistenza di un supremo ordinatore. […] Quello di Diderot è un umanesimo ben lontano dagli ideali del classicismo retorico. Non a caso esso trova il suo compimento e la sua più alta espressione nell’impegno per rendere la filosofia «popolare», nella lotta contro le superstizioni e le oscurità, nel riconoscimento della identità fra avanzamento del sapere tecnico-scientifico e progresso della civiltà, nella volontà di far convergere la teoria e la pratica, le arti liberali e le arti meccaniche, dando vita a una cultura nuova che ha la sua prima espressione nell’Encyclopédie e nella grandiosa «storia» delle arti e delle tecniche che in essa è contenuta.” (Dallo scritto di Paolo Rossi)
La duplice fiamma. Amore ed erotismo
Octavio Paz
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 183
Simile a uno stemma araldico, la duplice fiamma rossa e azzurra nel cui segno questo libro è stato concepito e scritto è quella dell’erotismo e dell’amore. L’ambizioso progetto di questo grande poeta, sensuale e visionario, raggiunge nella Duplice fiamma esiti felicissimi: un testo non meno capitale de L’amore e l’Occidente di Denis de Rougemont, con cui Paz dialoga a distanza e rispettosamente polemizza. Con straordinaria capacità di analisi e di sintesi, l’autore ripercorre tutta la tradizione occidentale, dai greci fino ai nostri giorni, seguendo le evoluzioni e le metamorfosi dei concetti di amore e di erotismo quali sono stati espressi dalla nostra cultura e, soprattutto, dalla nostra letteratura – non senza raffrontarli, tuttavia, al pensiero orientale. Mistici e libertini, Catullo e Saffo, Dante e Sade, Proust e i trovatori, Stendhal e Breton non sono che alcuni degli innumerevoli personaggi che attraversano la scena di questo immenso teatro dell’eros. D’altronde, come osserva giustamente Paz, «una delle funzioni della letteratura è quella di rappresentare le passioni; la presenza costante del tema amoroso nella nostra storia letteraria dimostra che l’amore è sempre stato una passione centrale in Occidente».
I grandi cimiteri sotto la luna
Georges Bernanos
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 233
«La tragedia spagnola è un carnaio. Tutti gli errori di cui l’Europa sta mortalmente soffrendo, e che si sforza di vomitare tra spaventose convulsioni, vengono a raccogliersi e a imputridire qui. Impossibile allungare la mano senza rischio di setticemia. Di volta in volta, si vedono affiorare alla superficie del pus ribollente visi un tempo, ahimè, familiari, ora quasi irriconoscibili, che, appena uno cerca di fissarli, si dileguano e si sciolgono come ceri. Sinceramente, non ritengo utile tirar fuori di là nessuno di questi cadaveri. Per disinfettare una simile cloaca – immagine di quel che sarà domani il mondo – occorrerebbe prima agire sulle cause della fermentazione. […] La guerra di Spagna è un carnaio. È il carnaio dei princìpi veri e falsi, delle buone e delle cattive intenzioni. Però, una volta cotti tutti insieme nel sangue e nel fango, vedrete che cosa saranno diventati, vedrete che zuppa fradicia. Se c’è uno spettacolo compassionevole, è quello dei tanti disgraziati, accovacciati da mesi intorno al calderone della strega, che assaggiano con la forchetta, ognuno vantando il proprio pezzo: repubblicani, democratici, fascisti o antifascisti, clericali e anticlericali, povera gente, poveri diavoli. Alla vostra salute!». Con una lettera di Simone Weil.

