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Velar: Blu. Messaggeri d'amore

Venerabile Massimo Rinaldi. La fascia e la corda

Venerabile Massimo Rinaldi. La fascia e la corda

Delio Lucarelli

Libro: Libro in brossura

editore: Velar

anno edizione: 2012

pagine: 48

Massimo Rinaldi nacque a Rieti il 24 settembre 1869; figlio di semplici contadini, avrà nello zio don Domenico, la figura di riferimento per la sua vocazione. Fu consacrato sacerdote il 16 luglio 1893. Dal 1897 al 1900 fu segretario dello zio Domenico Rinaldi, vescovo di Montefiascone. Dopo diversi incontri con il beato Giovanni Battista Scalabrini, nel novembre 1900 venne inviato come missionario in Brasile. Operò nel Rio Grande do Sul, anche come superiore provinciale. Tornò in Italia, nel 1910, a Roma, dove ricoprì gli uffici di vicario, di procuratore e di economo generale degli Scalabriniani; costruì, in via Calandrelli, la casa generalizia degli Scalabriniani. Il Papa Pio XI, con bolla del 2 agosto 1924, lo nominò vescovo di Rieti; fu consacrato nella cattedrale basilica della sua città, il 19 marzo 1925. Massimo Rinaldi, nei suoi quasi 17 anni di episcopato, si pose come la gemma del clero reatino. Morì a Roma, nella casa generalizia degli Scalabriniani, il 31 maggio 1941. Il 31 maggio 1966 la sua salma fu trasferita nella cattedrale basilica di S. Maria e venne collocata nella cappella di S. Rocco. Il suo processo di beatificazione fu aperto a Rieti il 25 gennaio 1991.
3,50 €

Padre Bernardo Sartori

Padre Bernardo Sartori

Graziano Pesenti

Libro: Libro in brossura

editore: Velar

anno edizione: 2012

pagine: 48

Bernardo nasce a Falzè di Trevignano (TV), il 20 maggio 1897, in una famiglia povera e molto religiosa. Entra giovanissimo in Seminario, ma nel 1917 deve partire per la guerra. In una notte di fuoco sul fiume Isonzo promette alla Madonna di essere testimone di Gesù in Africa. Terminata la guerra, Bernardo riprende gli studi teologici, ma nel 1921 lascia il seminario e inizia il noviziato presso la Congregazione Missionaria dei Figli del Sacro Cuore di Gesù (Comboniani) a Vengono Superiore (VA). Diventa sacerdote nel 1923 ed emette la professione perpetua nel 1926. Nel 1927 inizia la prima fondazione comboniana nel Meridione a Bovino (FG). L'1 novembre 1927 si trasferisce a Troia e fonda il seminario missionario dei Comboniani. Il suo sogno di partire per le terre dell'Africa si realizza nel 1934. In Uganda è missionario a Arua, Lodonga, Koboko, Otumbari, Arivu, Ombaci. Muore il 3 aprile 1983, nella cappella del collegio di Ombaci. Padre Bernardo Sartori è vissuto per la missione, si è consumato ed è morto in missione. L'hanno trovato esanime, con la lampada accesa, davanti all'altare, il mattino di Pasqua. Così si è conclusa la sua esistenza, calamitata dall'Eucaristia, da Maria e dal Sud del mondo e che può essere decifrata come mistero pasquale in atto e anelito all'incontro finale.
3,50 €

Giacomo Gaglione. La pienezza della gioia nella riscoperta del senso del dolore

Giacomo Gaglione. La pienezza della gioia nella riscoperta del senso del dolore

Antonio Di Nardo

Libro

editore: Velar

anno edizione: 2012

Giacomo nasce il 20 luglio 1896 a Marcianise (CE). Nel 1912, nella brillante giovinezza di Giacomo, si affaccia un male terribile dalle conseguenze devastanti, che lo porterà alla paralisi totale fino alla morte. Giacomo non accetta la sua malattia fino a quando non decide di andare a San Giovanni Rotondo. Nell'incontro con Padre Pio del 1919 avviene il miracolo. Giacomo accoglie la sua malattia come dono di Dio ed inizia ad essere apostolo dei malati. Nel 1921 diventa Terziario Francescano. Nel 1929 compie il primo dei suoi nove pellegrinaggi a Lourdes. Nel 1932 costituisce la Fratellanza spirituale per gli infermi reduci da Lourdes, che poi diventerà l'Apostolato della Sofferenza. Nel 1943 si trasferisce da Marcianise a Capodrise. Giacomo muore il 28 maggio 1962. Le sue spoglie mortali riposano nella chiesa parrocchiale di Capodrise. Il 3 aprile 2009 è stato promulgato il Decreto dell'eroicità delle virtù di Giacomo Gaglione. Egli considerava la sua malattia non più una terribile disgrazia, ma "il più grande dono che Iddio possa fare alla creatura, perché con la croce la rende simile al Figlio suo prediletto": per ben 50 anni ha saputo, nel silenzio della sofferenza, pregare e intercedere per la Chiesa e per il mondo intero.
3,50 €

Santa Paola Frassinetti. La via del cuore e dell'amore

Santa Paola Frassinetti. La via del cuore e dell'amore

Gaetano Passarelli

Libro

editore: Velar

anno edizione: 2012

Quando l'11 marzo 1984 Papa Giovanni Paolo II iscrisse Madre Paola Frassinetti (1809-1882) nell'albo dei Santi, tracciò nell'omelia questo profilo spirituale: "Paola Frassinetti è uno splendido frutto della Redenzione, sempre in atto nella Chiesa. È stato detto che, per distinguere se un'opera sia cristiana, bisogna vedere se c'è il sigillo della croce redentrice. Ora la croce di Cristo distese ampiamente la sua ombra o, meglio, la sua luce sull'intera vita e su tutte le opere della santa. Ella infatti era convinta che chi vuole iniziare un cammino di perfezione non può rinunciare alla croce, alla mortificazione, all'umiliazione e alla sofferenza, che assimilano il cristiano al modello divino che è il Crocifisso. Nella sua fervorosa immolazione per la salvezza di tutte le anime, ella riteneva che, a confronto dei patimenti di Cristo, ciò che uno può soffrire è nulla. La croce non solo non la spaventava, ma era per lei la molla potente che la muoveva, la fonte segreta da cui scaturiva la sua insonne attività e il suo coraggio indomito [...]. La carica interiore di Santa Paola Frassinetti non poteva non sfociare in un'intensa attività di apostolato, con speciale interessamento per la formazione cristiana dell'infanzia e della gioventù abbandonata. Proprio a questo fine ella fondò l'Istituto delle Suore di Santa Dorotea".
3,50 €

Leone XIII. Principe della pace

Leone XIII. Principe della pace

Arcangelo Campagna

Libro

editore: Velar

anno edizione: 2012

Vincenzo Gioacchino Pecci nasce il 2 marzo 1810 a Carpineto Romano. Entra in Seminario a Viterbo e poi continua gli studi ecclesiastici a Roma. Dottore in Teologia e Filosofia, docente di Filosofia al Collegio Romano, entra nell'Accademia dei Nobili ecclesiastici. Il 31 dicembre 1837 è ordinato sacerdote ed è inviato come delegato apostolico per la provincia di Benevento. Nel maggio 1841 mons. Pecci è inviato come delegato Apostolico a Perugia. Nel gennaio 1843 è nominato Arcivescovo di Damietta e Nunzio Apostolico a Bruxelles. In breve tempo conquista stima, rispetto e venerazione di tutti: dai sovrani all'episcopato, dalla nobiltà alla borghesia. Nel 1846 è richiamato in Italia perché nominato Arcivescovo di Perugia: vi rimarrà fino al 1877. Nel 1853 è creato cardinale da Pio IX. Nel 1877 è chiamato dal Papa a coprire il ruolo di Segretario di stato. Ma nel febbraio 1878 Pio IX muore. Dopo solo 36 ore di conclave, mons. Pecci viene eletto Papa e prende il nome di Leone XIII. È il primo Papa che deve guidare la Chiesa senza il potere temporale. Per comunicare con il mondo scrive 65 encicliche, sorgenti inesauribili di integra e profonda dottrina, moderna ed efficace opera di apostolato. Muore a Roma il 20 luglio 1903.
3,50 €

Don Divo Barsotti

Don Divo Barsotti

Serafino Tognetti

Libro

editore: Velar

anno edizione: 2012

pagine: 48

Divo Barsotti nacque a Palaia, in provincia di Pisa, il 25 aprile 1914. Entrò in Seminario all'età di 11 anni e vi rimase fino all'ordinazione sacerdotale che avvenne il 18 luglio 1937. Negli anni di guerra fu rimandato a casa e poi nell'ottobre del 1945 si trasferì a Firenze. In quel periodo diede vita ad un gruppo che chiamò "Comunità dei figli di Dio": ai suoi membri propose di vivere una speciale consacrazione a Dio. Nella primavera del 1956 si spostò nella Casa San Sergio a Settignano, sulle colline di Firenze, dove rimase fino alla morte. La novità di quel periodo (anni '60) fu la formazione di un gruppo di giovani - che arrivò ad essere di otto, nove elementi - che lasciarono ogni cosa e andarono a vivere con lui a Settignano. Tali discepoli costituirono la "vita comune" della Comunità, e si diedero a vivere con don Divo, superiore della stessa, una vera e propria vita monastica, assai austera. Nel 1965 ci fu un momento di crisi, quando tutti i suoi giovani lo abbandonarono. Ma negli anni '80 si ricostituì attorno a don Divo la vita comune della Comunità, questa volta anche con l'elemento femminile. Il 6 gennaio 1984 l'Arcivescovo di Firenze diede il riconoscimento canonico alla Comunità, costituendola ufficialmente nella Chiesa. Don Divo morì il 15 febbraio 2006.
3,50 €

Padre Lataste. «Se uno è in Cristo è una creatura nuova»

Padre Lataste. «Se uno è in Cristo è una creatura nuova»

Dario Bernardo

Libro

editore: Velar

anno edizione: 2012

pagine: 48

Il 5 settembre 1832 nasce Alcide Vital Lataste a Cadillac (Francia). Terminati gli studi superiori, viene assunto nella pubblica amministrazione a Bordeaux. In questa città vive due esperienze fondamentali: l'adorazione eucaristica notturna e la partecipazione alla Società di San Vincenzo de' Paoli. Dopo alcuni eventi dolorosi chiede un anno di aspettativa dal lavoro e parte per il noviziato dei Padri Domenicani a Flavigny. Il 13 novembre 1857 riceve l'abito domenicano e gli viene dato un nome nuovo: fra' Jean-Joseph. Il 10 maggio 1859 emette la prima professione dei voti. Viene trasferito nel convento di Chalais e poi di Saint-Maximin per continuare gli studi in vista del sacerdozio. L'8 febbraio 1863 viene ordinato prete a Marsiglia; nel frattempo ha aggiunto "Marie" al suo nome, padre Marie Jean-Joseph. Viene destinato al convento di Bordeaux. Nel 1864 dopo un ritiro tenuto per le detenute del carcere di Cadillac, si fa strada nel suo cuore un progetto originale: creare un Istituto religioso aperto anche alle dimesse dal carcere che, in quel tempo, nessuna congregazione femminile accettava. Nascono così le Domenicane di Betania. Il 14 agosto 1866 la prima comunità si insedia a Frasne-le-Château. Padre Lataste muore il 10 marzo 1869: ha appena trentasette anni, ma la sua vita ha la fecondità di una lunga esistenza.
3,50 €

San Giovanni Calabria. Vangelo vivente

San Giovanni Calabria. Vangelo vivente

Graziano Pesenti

Libro

editore: Velar

anno edizione: 2012

pagine: 48

Giovanni Calabria nacque a Verona l'8 ottobre 1873, in una famiglia povera. Alla morte del babbo dovette interrompere gli studi e cercarsi un lavoro. Grazie all'interessamento del parroco e di altre buone persone, si preparò privatamente per essere ammesso al Seminario. Partito per il servizio militare, si distinse per la sua grande bontà. Ritornato a casa continuò gli studi e l'11 agosto 1901 fu ordinato sacerdote. Nel 1907 iniziò l'Istituto "Casa Buoni Fanciulli" per accogliere i bambini abbandonati. L'anno successivo l'Istituto fu trasferito a San Zeno in Monte. In seguito fondò due Congregazioni religiose, i "Poveri Servi della Divina Provvidenza" e le "Povere Serve della Divina Provvidenza", e la "Famiglia dei Fratelli Esterni" composta da laici. La sua opera si diffuse in tutto il mondo. Morì il 4 dicembre 1954. È stato canonizzato da Giovanni Paolo II nel 1999. Giovanni Calabria è stato il Santo per antonomasia del '900 veronese, capace di sicura guida spirituale per uno stuolo di laici, sacerdoti e religiosi.
3,50 €

San Felice da Cantalice. L'uomo del pane

San Felice da Cantalice. L'uomo del pane

Rinaldo Cordovani

Libro

editore: Velar

anno edizione: 2012

pagine: 64

Felice Porri nacque a Cantalice (RI) nel 1515 in una famiglia contadina, terzogenito di cinque figli. Sin da piccolo sentì una predisposizione per la vita consacrata. Ancora fanciullo fu mandato nella vicina Cittaducale presso i Pichi, una famiglia di proprietari terrieri. Man mano che cresceva, a Felice vennero affidati compiti sempre più impegnativi, fino ad essere nominato bifolco e messo a lavorare la terra con i buoi. Nel 1543 decise di seguire la sua vocazione ed entrò tra i Frati Cappuccini. Per i primi anni di vita religiosa fu mandato nei conventi di Tivoli, Viterbo (Palanzana), Tivoli di nuovo e poi, agli inizi del 1547, in quello di Roma, dove rimase fino alla sua morte, avvenuta il 18 maggio 1587. Per quarant'anni, la mattina, dopo la preghiera comunitaria e personale, partiva dal suo convento situato nei pressi del Quirinale, con la sua bisaccia sulle spalle e poi con la zucca per l'olio e il vino, per la questua. Era solito visitare gli ammalati e aiutare i più poveri. Si tramandano molti miracoli avvenuti per sua intercessione. Molto bella fu la sua amicizia con un suo santo coetaneo, anche lui a Roma in quegli anni: San Filippo Neri.
5,00 €

Padre Giacomo Viale. Parroco francescano di Bordighera

Padre Giacomo Viale. Parroco francescano di Bordighera

Massimiliano Taroni

Libro

editore: Velar

anno edizione: 2012

Carlo Antonio Serafino Viale nacque il 27 febbraio del 1830 ad Airole (IM). Giovanissimo rimase colpito da alcuni religiosi che erano andati in paese per predicare e nel suo cuore cominciò a farsi largo il desiderio di consacrarsi al Signore. Qualche anno più tardi entrò tra i Frati Minori Osservanti e iniziò il noviziato nel convento di Oregina, vestendo l'abito francescano e prendendo il nome di fra Giacomo (29 agosto 1847). Completò poi gli studi nei conventi di Chiavari e di Novi Ligure e all'Annunziata a Genova. Il 17 dicembre 1852 fu ordinato sacerdote a Genova. Dopo un periodo all'Annunziata venne trasferito a Ventimiglia. Padre Giacomo fu scelto come parroco "pro tempore" di Bordighera, dove giunse il 4 febbraio 1863. "U fratin", come sarà amabilmente chiamato dai parrocchiani, in poco tempo riorganizzò la vita pastorale del paese e risistemò luoghi e arredi sacri, conquistando la fiducia e l'affetto dei bordigotti. Padre Giacomo, nel 1878, fu mandato al convento di Recco, ma dopo quasi tre anni, tornò a Bordighera come parroco per restarvi fino alla sua morte, avvenuta il 16 aprile 1912. Tra le sue opere più importanti ricordiamo la realizzazione della "Casa di Provvidenza" per assistere i poveri.
3,50 €

Santo Stefano re d'Ungheria. Fondatore dello stato e apostolo della nazione

Santo Stefano re d'Ungheria. Fondatore dello stato e apostolo della nazione

Kornél Szovák

Libro: Libro in brossura

editore: Velar

anno edizione: 2012

pagine: 48

Stefano è stato il primo sovrano ungherese, fondatore dello Stato e della Chiesa ungheresi. Figlio del principe magiaro Géza, nacque nel 969 a Esztergom. Stefano divenne principe degli Ungheresi nel 997, alla morte del padre. Il giorno di Natale dell'anno Mille (o secondo un'altra tradizione, il primo gennaio del 1001) Stefano fu incoronato re, con la benedizione del Papa che gli mandò in dono una preziosa corona. Re Stefano, dal punto di vista politico, riuscì a unificare tutte le tribù ungheresi; inoltre, dal punto di vista religioso suddivise il territorio ungherese in diocesi, costruì chiese e monasteri e diede inizio ad una vita di fede che in breve tempo si espanse in tutto il paese. Dopo aver affrontato lotte, pericoli e problemi di ogni genere, nel 1031 fu colpito da una tragedia che ne segnerà inesorabilmente il vigore e la salute: la morte del suo unico figlio, Imre. Re Stefano morì dopo un lungo periodo di regno il 15 agosto 1038, nella solennità della Vergine Maria Assunta in cielo, la Madre del Signore che Stefano e il suo popolo veneravano sopra ogni cosa.
3,50 €

Beata Anuarite Nengapeta Maria Clementina. Martire della Repubblica democratica del Congo

Beata Anuarite Nengapeta Maria Clementina. Martire della Repubblica democratica del Congo

Graziano Pesenti

Libro

editore: Velar

anno edizione: 2012

Nengapeta nasce il 29 dicembre 1939 da genitori pagani a Mandabone, a 11 km da Wamba (ora Repubblica Democratica del Congo). Viene battezzata, insieme alla mamma e alle sorelle con il nome di Alfonsina. Giovanissima avverte nel cuore la vocazione alla vita religiosa. Dalle scuole elementari viene chiamata Anuarite. Giovanissima sente di voler offrire la sua vita al Signore e chiede di essere ammessa nella Congregazione delle Suore della Sacra Famiglia a Bafwabaka. Nell'agosto del 1957 viene ammessa al noviziato. Le danno un nome nuovo: suor Maria Clementina Anuarite. Dopo la professione diventa insegnante delle elementari. In seguito alla proclamazione dell'indipendenza (1960), nel paese scoppia una terribile guerra civile: tra le migliaia di vittime, saranno trucidati anche tanti missionari, tra i quali il Vescovo Wittebols. Nel novembre del 1964 la casa delle suore viene assalita dai ribelli Simba che prendono prigioniere le religiose. Queste vengono portate alla periferia di Isiro; suor Maria Clementina Anuarite resiste eroicamente ad un tentativo di violenza da parte di un comandante dei Simba e perciò viene ferita gravemente e muore il 1° dicembre 1964. Giovanni Paolo II la dichiarerà beata il 15 agosto 1985. Nella cattedrale di Isiro è custodita la tomba della beata martire.
3,50 €

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