Aragno: Biblioteca Aragno
Dalle maone all'impresa a rete
Pierfranco Pellizzetti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 284
Una ricerca, promossa da autorevoli esponenti della business community con salde radici d'area (Banca Passadore, Fondazione Garrone e Studio BonelliErede), che dipana il filo storico della vicenda d'impresa genovese e ligure; evidenziando importanti tratti di continuità in un arco temporale che risale al Medioevo: dagli "scagni" degli antichi mercanti-banchieri, all'opera sulle rotte da Antiochia a Siviglia, agli imprenditori-manager che intraprendono con successo nei mercati globali. E un elemento che continua ad accomunarli è lo spirito di appartenenza, in cui il legame familiare, coniugato con la competenza professionale, si rivelava e continua a rivelarsi vantaggio competitivo. Oggi lo chiamiamo "professional ownership"; al tempo in cui le "joint venture" prendevano il nome di "maone" si parlava di primazia nel mercatare. Ma c'è un altro fattore di successo che emerge dall'excursus (confermate dalle interviste di 22 leader di imprese radicate nel territorio): la capacità di superare le divisioni nei momenti di crisi, promuovendo periodici progetti di rilancio civico, in cui - come ha scritto lo storico d'origine genovese Roberto S. Lopez - si salda "il felice compromesso tra l'unità indispensabile e l'individualismo tenace". Il messaggio - quale banco di prova - che il libro indirizza allo spirito del luogo come innesco per nuove stagioni di un ricorrente rinascimento millenario.
Il re di Prussia e la riforma sociale. Glosse critiche
Karl Marx
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 99
«Bisogna convenire che la Germania è classicamente vocata alla rivoluzione sociale, quanto inabile a quella politica». (K. Marx)
Regola
Benedetto (san)
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 393
Opera della vita, calcolata nell'eremo del sudore e dell'errore, scritta tra il 530 e il 550, la Regola si configura come scuola (dominici schola servitii) e milizia ("dobbiamo disporre i cuori e i corpi nostri a militare sotto la santa obbedienza"). La sua grandezza è nella sua statura di addestramento, di disciplina temporanea e terrena, essenziale per inutilità, pratica, semmai, per impartire i "primordi della vita monastica". Il Vangelo spacca il sepolcro della Legge, fa accedere a una libertà vorticosa, che acceca. Benedetto disponeva di diversi modelli - soprattutto: Basilio, Agostino, le Istituzioni cenobitiche di Giovanni Cassiano, la cosiddetta "Regula Magistri" -, ma la semplicità, la potenza pervasiva e didascalica consentì alla sua Regola una vastissima diffusione in tutta Europa, fino a diventare il fondamento di diversi ordini monastici. La sua logica, condotta con il cilicio e con il cinismo, è ineffabile, feroce: bisognerebbe avvicinare la Regola al Tractatus di Ludwig Wittgenstein - che ha la stessa ambizione di creare accoliti, sotto la sindone del pudore - per capirne la piena potenza sapienziale. La Regola, registrata alla "soprannaturale obbedienza", non dà norme all'anima: riassume la Storia in un giorno, i millenni nell'Ufficio divino, il mondo nei singoli, singolari gesti del monaco, ciascuno dei quali, inconsapevolmente, regge il creato. La Regola, in fondo, infonde una danza e un ritmo eterno nel delirio del divenire, impone un canto.
Dialoghi con Leucò
Cesare Pavese
Libro: Libro in brossura
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 155
"Cesare Pavese, che molti si ostinano a considerare un testardo narratore realista, specializzato in campagne e periferie americano-piemontesi, ci scopre in questi Dialoghi un nuovo aspetto del suo temperamento. Non c'è scrittore autentico, il quale non abbia i suoi quarti di luna, il suo capriccio, la musa nascosta, che a un tratto lo inducono a farsi eremita. Pavese si è ricordato di quand'era a scuola e di quel che leggeva: si è ricordato dei libri che legge ogni giorno, degli unici libri che legge." (Cesare Pavese, 1947. Risvolto di copertina della prima edizione di Dialoghi con Leucò)
Aforismi tra la vita e la morte
Mario Postizzi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 212
Fedele al connotato di frontiera di cui la parola può rivestirsi, alla marginalità che non è esclusione, Mario Postizzi propone uno scavo incessante nelle zone d'ombra, nei luoghi riposti della vita oltre la linea di fuoco. Con spietata ironia e senza perdere il filo di speranza, lo fa mettendo al centro l'essenzialità di un pensiero depositato, mai a caso, sul foglio, dopo un lungo processo di sottrazione, di rarefazione e di rigorosa collocazione. Le parole e le espressioni rompono le alleanze lessicali attraverso le quali sono solitamente combinate. Con ricerca costante di relazione e di tensione esistenziale, sul punto di non ritorno, tra le ombre in attesa, si percepisce la forte esigenza di trattenere ancora in vita la morte, di coniugare, nella memoria, l'ultimo resto di sopravvivenza che non cade nel nulla, ma recupera, talvolta, una sperduta maglia di luce.
Per filo e per segno. Teatro 1978-2018
Luca Archibugi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 568
Irriducibile alla pura materia e incomprensibile con i soli strumenti del pensiero, nel teatro di Luca Archibugi si svolge, né più né meno, tutta l'esistenza umana nella sua assoluta, integrale e beffarda portata: un teatro degli opposti che solo all'apparenza contrastano perché lo scambio di battute tra i due estremi non è che un modo - l'unico concesso - per attraversare, dileguando, quel tempo e quello spazio che, con non poca incoscienza, chiamiamo realtà. Racchiusa per la prima volta in un unico volume e immune al deteriorarsi dei contesti, la scrittura drammaturgica di Archibugi dispiega - dal suo esordio sul finire degli anni Settanta fino agli ultimi esiti - un'orfica potenza evocatrice che mette alla berlina le approssimative distinzioni tra iperuranio dei massimi sistemi e corvée quotidiana: un'infedeltà complice - e lunga, come quella, testimoniata in appendice alla raccolta, che lega Archibugi alle pagine critiche di uno scrittore come Franco Cordelli. Un'infedeltà in cui il gesto tradisce il segno e - senza cascami - il classico irrompe nell'attuale. Ovvero - come nota Attilio Scarpellini nella Prefazione a questo libro citando dal prologo di Edipo di Spinaceto - «in mezzo a quelle cose che la memoria ha trapiantato già in un limbo, e ha però tenuto ferme quasi a conferire certezza alla nostra vita».
Lettere sulla storia
HENRY BOLINGBROKE
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 385
Pubblicate postume a Londra nel 1752, anche se alcune copie stampate su iniziativa di Alexander Pope circolavano già da tempo all'interno di una ristretta cerchia di amici e intellettuali, le otto Lettere sullo studio e sull'utilità della storia di Lord Bolingbroke (1678-1751) sono indirizzate al giovane Lord Cornbury, pronipote di Clarendon, il grande storico della Guerra civile inglese, e contengono una delle prime riflessioni sistematiche in lingua inglese sul metodo, sulle finalità e sul contenuto dell'indagine storiografica. È possibile definire in termini teorici una valida alternativa al modello pedagogico della storiografia erudita di stampo umanistico? È possibile raccontare la storia in modo obiettivo, quando le conseguenze degli eventi narrati ancora condizionano il tempo in cui vive lo scrittore e il suo stesso punto di vista sul contesto politico e religioso della propria epoca? Queste domande rivelano le implicazioni epistemologiche, morali e psicologiche del discorso storiografico di Bolingbroke e ispirano un'indagine sapientemente condotta da uno degli uomini politici più influenti del suo tempo, "antiministro" di Robert Walpole amico di Voltaire e di Jonathan Swift, acuto interprete delle dottrine illuministiche e indiscusso maestro dell'arte oratoria e diplomatica. Nelle sue Lettere Bolingbroke dà voce a una saggezza maturata nel corso di anni di impegni politici e di scambi di opinione con alcuni dei principali scrittori e pensatori della prima metà del Settecento. Il buon senso e la concretezza che caratterizzano questa saggezza risplendono con particolare intensità nelle pagine in cui l'autore riflette sul ruolo della moderna storiografia europea, sulla precarietà degli equilibri di potere, sul rapporto tra Guglielmo III d'Orange e Luigi XIV (cui è dedicato un sontuoso ritratto) e sulle responsabilità morali della politica finanziaria. In tempo di Brexit, non sarebbe ozioso chiedersi quale avrebbe potuto essere il punto di vista di questo grande maestro, che ai suoi connazionali insegna che «dobbiamo sempre ricordarci che non siamo parte del continente, ma non dobbiamo mai dimenticarci che siamo i suoi vicini».
Il sistema imprenditoriale cuneese
Adriana Castagnoli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 188
Il ruolo determinante del settore agroalimentare nel processo di sviluppo del cuneese
Gabriele Santoro, Alberto Ferraris
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 324
Agrifood e innovazione: un binomio vincente
Francesca Serravalle, Giuseppe Tardivo
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 128
Il maglione rosso
Mario Sturani
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 270
Il romanzo Il maglione rosso (1948-1949), finora inedito, si ispira al soggiorno a Parigi di Mario Sturani nel biennio 1931-1932. Tra gli anni dei fatti e la stesura del romanzo passano tempi drammatici, segnati dall'affermazione del Nazismo, dal baratro della Seconda Guerra mondiale, dalle speranze della rinascita postbellica. Al principio il maglione rosso del titolo è il vestito sgargiante da aspirante artista del protagonista Sergio Sivari; infine, al termine di un intenso percorso di formazione, diventerà un cosciente segno distintivo. La Parigi in cui Sivari-Sturani tenta la fortuna rispecchia le atmosfere di Viaggio al termine della notte di Céline (1932) e di Tropico del Cancro di Henry Miller (1934); e Joséphine Baker è la protagonista del suo mito. Accoglienza, apertura mentale e libertà sessuale, variegati incroci di persone culture ed esperienze, di letteratura arte e musica, di piani alti e bassi: «Parigi è bella per questo: sa essere come ognuno la vuole. Ti lascia libero, non ti soffoca, non ti opprime. Ci possono vivere bene i Picasso come i cravattoni della vecchia bohème». Pieno di illusioni e di progetti egli sarà presto disingannato e vivrà il crudo passaggio dal mondo dei sogni a quello della realtà. Il tutto narrato con scanzonata vivacità picaresca, brillanti trovate da commedia degli equivoci, ritmo sostenuto e tanta ironia.

