Aesthetica
Sulla pittura
Denis Diderot
Libro: Libro in brossura
editore: Aesthetica
anno edizione: 2021
pagine: 172
Sono riuniti in questo volume i due testi teorici di maggiore rilievo che Denis Diderot (1713-84) - filosofo e scrittore, critico d'arte, drammaturgo e musicologo, principale artefice dell'Encyclopédie - ha dedicato all'analisi estetica, filosofica e critica della pittura, cioè i Saggi sulla Pittura (1766) e i Pensieri sparsi sulla pittura, la scultura, l'architettura e la poesia, per continuare i "Salons" (1766-77). Le due opere, pur se molto diverse tra loro sia per i contenuti che per la forma letteraria, costituiscono un contributo di grande rilievo alla diffusione della moderna critica d'arte nel Settecento europeo e all'approfondimento dei problemi estetici e artistici della pittura e del linguaggio della critica d'arte. Grazie alle geniali intuizioni di Diderot sui problemi espressivi e compositivi, sulle tecniche e i materiali, sul disegno, sul chiaroscuro e soprattutto sul colore e i suoi riflessi (Diderot, si dice, avrebbe addirittura precorso Manet e gli impressionisti e presagito il Cubismo), i Saggi sulla Pittura e i Pensieri sparsi non solo offrono un quadro esauriente del dibattito sulle arti fugurative nella seconda metà del Settecento, ma anticipano questioni di grande interesse per la moderna critica d'arte, costituendola per di più come quel genere "alto" della letteratura che sarà tanto apprezzato in seguito da Balzac e Baudelaire, fino a Zola e Apollinaire. Ma il valore del testi di Diderot peraltro non si esaurisce nell'ambito specialistico della critica d'arte. Oltre a rappresentare una delle più autentiche testimonianze della della diffusione nel Settecento francese ed europeo di una poetica realistica e "borghese", essi propongono infatti, con la consueta freschezza e vivacità stilistica dell'autore, tutta una serie di problemi teorici, come quelli del rapporto dell'arte con la morale, della sua efficacia sociale e della sua funzione nella cultura, la cui analisi costituisce uno dei contributi più significativi dell'approfondimento dell'odierna cultura estetica. La presente edizione italiana, curata magistralmente da Massimo Modica, è corredata da esaustivi apparati esegetici, critici e bibliografici.
Nel centro del quadro. Per una teoria dell'arte immersiva dal mito della caverna al VR
Bruno Di Marino
Libro: Copertina morbida
editore: Aesthetica
anno edizione: 2021
pagine: 148
Immergersi nell'opera d'arte è un procedimento tipico dell'analisi estetica, ma costituisce oggi una condizione usuale della fruizione dei nuovi media: dall'installazione multimediale e interattiva alla realtà aumentata fino alla realtà virtuale. Questo saggio, suddiviso in una quindicina di paragrafi circa, tenta di tracciare da diverse prospettive (storica, filosofica, iconologica, sociologica) le linee principali di una teoria dell'immersività e, al tempo stesso, di rileggere alcuni momenti della storia dell'arte mostrando come il coinvolgimento dello spettatore - fisico, sensoriale ed emotivo - sia sempre stato al centro dell'esperienza estetica, ben prima che i futuristi lanciassero, nel loro Manifesto tecnico della pittura del 1910, l'idea di porre "lo spettatore nel centro del quadro".
Scritti sul romance
György Lukács
Libro: Libro in brossura
editore: Aesthetica
anno edizione: 2021
pagine: 134
Con questi scritti sul dramma non-tragico, composti negli anni 1911-16 e che in accordo alla tradizione degli ultimi testi di Shakespeare Lukács chiama anche romance, il giovane filosofo conclude un più che decennale confronto con la teoria del dramma tra Naturalismo ed Espressionismo. Questi saggi, mai raccolti prima d'ora in modo organico e rimasti a lungo in un deplorevole oblio, ci mostrano un Lukács in perfetta sintonia con le teorie dell'avanguardia storica, quella stessa avanguardia che in seguito egli avrebbe condannato. Lungi dal rappresentare un pendant delle opere più conosciute del filosofo, esse segnano pertanto un percorso fondamentale della sua evoluzione. Solo attraverso gli Scritti sul Romance si può infatti ricostruire la genesi di quelle forme di dramma che più tardi Benjamin e Brecht avrebbero definito "epico", riconoscendone per altro la paternità lukácsiana. Riluce tuttavia in questi saggi la profonda crisi della coscienza primonovecentesca ormai definitivamente messa in scacco dalla critica nietzscheana e da Lukács trasformata nell'utopia romantica dell'ateo che anela ad una impossibile redenzione. Fiaba, melanconia, allegoria sono i temi che Lukács dipana in questi scritti, così come il saggio, il martire e il credente sono i tipi umani che danno forma al mondo abbandonato da dio. La presente edizione italiana, curata da Michele Cometa e corredata da esaustivi apparati esegetici, critici e bibliografici, aggiorna, emenda ed integra la prima, pubblicata nel 1982.
L'analisi della bellezza
William Hogarth
Libro: Copertina morbida
editore: Aesthetica
anno edizione: 2021
pagine: 170
Non meno spregiudicato del suo lavoro artistico, in simbiosi con la polemica del suo lavoro artistico, è il saggio L'analisi della Bellezza (1753), singolarissimo classico dell'estetica moderna. Singolarissimo perché, mettendo in campo competenze uniche, dal basso, Hogarth decostruisce i modelli teorici che la tradizione aveva assegnato al concetto del bello e li sostituisce con gli esiti di una originale analisi formale, che pone la sua cifra dirompente nella sinuosa fluidità della linea serpentina, da lui rappresentata nello stesso frontespizio del volume. Testo densissimo di spunti e temi precorritori e tutt'ora vitali (insieme alla concezione dinamica ed organica della forma, l'idea di un sistema grammaticale delle arti visive, le osservazioni sottilissime sul brutto e sul comico...), coniuga felicemente teoria e pratica, affidando la propria validazione a centinaia di icone esemplificatrici, racchiuse con strabiliante maestria in due illustrazioni (La fabbrica delle statue di Cheere e Danza nuziale), qui riprodotte in una tasca esterna. Non stupisce allora il grande influsso esercitato da Hogarth nella costruzione dell'estetica moderna e il favore costante tributatogli da generazioni di studiosi, da Burke a Swift a Sterne a Walpole e Dickens, da Goethe a Lessing e da Diderot a Baudelaire, fino ai nostri giorni, ai Fry, Antal, Gombrich, Argan... Quest'opera cruciale, non più resa in italiano dopo la sua traduzione settecentesca (1761), viene ora presentata con la puntuale cura di Maria C. Laudando e la limpida presentazione di Laura Di Michele, corredata di esaustivi apparati esegetici, critici e bibliografici.
Plastica
J. Gottfried Herder
Libro: Libro in brossura
editore: Aesthetica
anno edizione: 2021
pagine: 136
Protagonista di feroci polemiche letterarie nella Londra del primo Settecento, bersaglio di innumerevoli frecciate satiriche, che fecero di lui il prototipo del critico "moderno" folle e pedante, solo da pochi decenni John Dennis (1657-1734) è stato riscoperto come il teorico più originale del suo tempo e una figura-chiave nella transizione dal vecchio classicismo secentesco alle nuove tendenze poetiche ed estetiche che si sarebbero affermate nel corso del XVIII secolo. In particolare la concezione del sublime di Dennis, basata sul nesso poesia-religione e sul ruolo delle passioni (fra cui anzitutto il terrore) nella creazione poetica, costituisce una tappa decisiva nella storia del sublime moderno e l'antecedente immediato della celebre Inchiesta sul Bello e il Sublime di Burke, già pubblicata in questa collana. La presente traduzione della Critica della Poesia (1704), l'opera principale di Dennis, è la prima che venga effettuata in Italia. Essa include anche, in appendice, una straordinaria descrizione delle Alpi (1668) che è il primo esempio di quel gusto per il "sublime naturale" che nel Settecento avrebbe contagiato l'intera cultura europea. Corredano il testo, tradotto da Goffredo Miglietta e curato da Giuseppe Sertoli, esaustivi apparati esegetici, critici e bibliografici.
Aesthetica preprint. Volume Vol. 115
Libro: Libro in brossura
editore: Aesthetica
anno edizione: 2021
pagine: 122
Periodico quadrimestrale in collaborazione con la Società Italiana di Estetica.
L'origine della bellezza
Francis Hutcheson
Libro: Copertina morbida
editore: Aesthetica
anno edizione: 2021
pagine: 104
Era il 1725 quando Francis Hutcheson pubblicò la prima trattazione organica destinata a definire la fisionomia dell'estetica assumendone l'argomento fondamentale della bellezza. Opera pionieristica e insieme d'incredibile attualità, l'Inquiry di Hutcheson è infatti un'indagine sistematica sull'origine dell'idea del bello, ma anche dell'ordine, dell'armonia, del design: ossia del progettare ordinatamente l'armonia. È perciò che qui compaiono temi capitali - quali la distinzione fra verità e valore, tra intelletto e piacere -, argomenti che in seguito verranno a identificare la stessa pertinenza estetica - come l'universalità del senso del bello e le connessioni fra bellezza originale e comparativa - e, infine, l'attenta considerazione del campo delle arti, ricca di fini osservazioni su pittura, scultura, architettura, giardinaggio, musica e poesia. Tutti temi che, alla fine del secolo, non a caso saranno ripresi puntualmente nella kantiana Critica del Giudizio. Ma anche temi che, trapassando i grandi dibattiti dell'Ottocento, continuano a travagliare la cultura contemporanea.
Aesthetic environments: contemporary italian perspectives
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2021
pagine: 152
Il bello musicale
Eduard Hanslick
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2021
pagine: 148
Pubblicato nel 1854, ampliato e continuamente aggiornato nell’arco di sedici edizioni, "Il bello musicale" è il testo rivoluzionario che determina lo spartiacque tra vecchia e nuova musicologia e che ha dato inizio all’estetica musicale moderna. Tradizionalmente considerato un “formalista”, una lettura più attenta mostra che Hanslick in realtà è un complesso bacino di confluenza alimentato dal Kant della Critica della facoltà di giudizio e dallo Hegel dell’Estetica, come da Hoffmann e da Vischer. Hanslick, in quest’opera, mette in questione lo statuto dell’opera d’arte musicale nella sua autonomia e nel suo valore, formulando un nuovo orizzonte concettuale che ha aperto la cultura musicale novecentesca e appare ancora oggi vitale, e conduce una martellante critica dell’antica idea che la musica “debba esibire sentimenti” che influiscono sull’animo dell’ascoltatore, agisca insomma come una sorta di “oppio sonoro”. Egli rivendica invece la necessità di una considerazione “estetica” e non psicologica della musica, che colga e valorizzi la specifica “bellezza musicale”, che consiste nell’universo dei suoni e nella loro dinamica articolazione artistica come “forme sonore in movimento”.
Il senso della bellezza
George Santayana
Libro: Copertina morbida
editore: Aesthetica
anno edizione: 2021
pagine: 222
George Santayana è autore di una vastissima produzione in lingua inglese poco conosciuta nel nostro Paese. Eppure, accanto a quella di John Dewey, la sua riflessione rappresenta una delle elaborazioni più significative della filosofia americana. La sua opera fondamentale, Il senso della bellezza, è divenuta un classico dell'estetica contemporanea. L'obiettivo di fondo del pensiero di Santayana è integrare la bellezza e l'arte, così come ogni altra attività umana, con la vita, restituendo a esse la forte vitalità da cui sorgono. La concezione estetica di Santayana, proprio in quanto privilegia la centralità della bellezza come esperienza vitale e si volge a indagare il modo in cui noi la percepiamo e il significato che a essa attribuiamo, costituisce una proposta di grande originalità e in stimolante sintonia con la ricerca odierna. Così Il senso della bellezza mantiene immutato il fascino di un classico, ed è difficile rimanere insensibili alla singolare lucidità della teoria del bello di Santayana e all'accattivante raffinatezza delle sue argomentazioni.
Lezioni di estetica
Alexander Gottlieb Baumgarten
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2020
pagine: 190
Singolare destino, quello di Alexander Gottlieb Baumgarten. Universalmente considerato uno dei più significativi pensatori del suo tempo, è passato alla storia soprattutto come "padre" dell'estetica, della quale coniò anche la parola: "æsthetica" da "aisthesis", cioè "sensibilità". Eppure i suoi maggiori eredi disciplinari hanno finito per emarginare sensibilmente la sua figura, fin quasi alla rimozione. Salvo che, per un curioso gioco del destino, Baumgarten è prepotentemente ritornato in primo piano con una particolare carica d'attrazione. Per la semplice ragione che egli intese l'estetica in modo molto più articolato di quello che poi s'impose nell'Ottocento, ossia una mera "filosofia dell'arte"; laddove per Baumgarten l'estetica riguarda un orizzonte ben più generale, ossia l'intera esperienza sensibile nei suoi vari ambiti: dal mondo delle arti alla ricerca scientifica, dalla pratica religiosa alla stessa vita quotidiana.
Estetica
Alexander Gottlieb Baumgarten
Libro
editore: Aesthetica
anno edizione: 2020
pagine: 412
L'opera di Alexander Gottlieb Baumgarten, rimasta a lungo ai margini degli sviluppi della riflessione filosofica, è ormai al centro del rinnovato interesse degli studiosi perché in colui che tenne a battesimo l'estetica - della quale coniò la parola - si vanno ritrovando indicazioni preziose per il dibattito teorico della contemporaneità. Rinnovata attualità motivata già dalla semplice ragione che Baumgarten intese l'estetica in modo molto più articolato di una mera "filosofia dell'arte", intitolandola a un orizzonte più generale, cioè l'intera esperienza sensibile nei suoi ambiti più diversi: dalla ricerca scientifica alla pratica religiosa, alla stessa vita quotidiana. E tuttavia, proprio l'Estetica, la sua summa teorica, ha continuato a rimanere di difficile accesso, anche per il suo ispido latino. Questa nuova edizione mira dunque a rendere trasparente il pensiero estetico di Baumgarten in tutta la sua ricchezza, dando modo al lettore di confrontarsi proficuamente non solo con il "battista" della nuova scienza, ma con il primo grande piano tematico dell'estetica moderna, tuttora ricco di nessi scarsamente esplorati e di ragioni che conservano la loro smagliante intensità teorica.

