Aragno
Enchiridion
Epitteto
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 137
«Oltre le versioni moderne del Manuale, tutte plausibili, c'è quella di Leopardi, il cui statuto è paragonabile all'impresa di Arriano: c'è il Manuale di Arriano e quello di Leopardi, che lo ha letteralmente ripensato e riscritto». G.R.
Exercitia
Ignazio di Loyola (sant')
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 206
Gli Exercitia servono a fondare un esercito, una milizia. Gli atti ripetuti, con ricorrenza, questo atletismo dello spirito, è necessario a calibrare l'individuo e depurare l'individualismo. Agli Exercitia bisogna obbedire: l'identità si rivela nell'obbedienza. Persona potente - altra cosa è la 'personalità', mero gioco di specchi alieno al miracolo - è chi si consegna al superiore perinde ac cadaver, "come se fosse un corpo morto". Questa consegna, questa sottomissione è la massima vitalità, il regicidio di sé ci rende re - l'obbedienza non è un giogo, ma gioia, perché il suo fine è la vittoria, la primizia, la vita contro la morte, dopo la morte. Gli Exercitia sono per tutti: servono "al fine di vincere se stesso e per porre ordine nella propria vita evitando di prendere decisioni in base a delle affezioni confuse". Raffinare se stessi implica un'operazione alchemica: di sé occorre estrarre il distillato, la purezza adatta a intraprendere, senza esitazioni, quella scelta, indubbia. Loyola semplifica: il tempo e lo spazio possono essere modellati a seconda delle nostre necessità. "Colui che ricopre mansioni pubbliche o occupazioni importanti, e risulta essere persona di cultura o di ingegno, può? dedicare un'ora e mezzo agli esercizi". Non si cementa una regola: si spazza una via. Ciascuno può avviarsi secondo le proprie forze.
La civile indiscrezione
Jules de Goncourt, Edmond de Goncourt
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 524
Nei suoi vent'anni a Marcel Proust è spesso capitato di incontrare, a casa di Mme Alphonse Daudet e nel salotto della Principessa Mathilde, Édmond de Goncourt. Nonostante già avanti negli anni la figura dell'autore di Renée Mauperin gli appariva circonfusa di radiosa bellezza non offuscata da quella del più giovane Alphonse Daudet. Ma a dispetto di questa nobiltà fisica la persona dell'altero vegliardo ispirava nel salotto della Principessa una sdegnosa indifferenza che Proust trovava desolante: «Vidi certe signore, anche intelligenti, abbassarsi a dei maneggi per evitare di dargli il loro giorno di ricevimento». Temevano queste dame di essere citate nel suo Journal: «Ascolta, riferisce, scrive delle memorie su di noi». L'accusa che generalmente viene mossa ai fratelli Goncourt è di essere degli indiscreti. Basta spigolare a caso nei nove volumi del Journal per accorgersi che l'indiscrezione è di fatto il centro pulsante di queste memorie e che ne fa ancora oggi un libro delizioso e divertente. Ciò di cui sembra essere certo lo stesso Edmond se, in una intervista del 1890, dichiara che «da che mondo è mondo le Memorie di qualche interesse sono state scritte da indiscreti».
Di sala in sala. Cronache d'arte (1864-1871)
Emilio Praga
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 754
Il volume nasce dall'intento di riordinare in edizione critica e commentata le cronache d'arte di Emilio Praga distribuite tra 1864 e 1871 su periodici ormai quasi introvabili. È un Praga inedito che si svela in tutta la sua grandezza di critico e quale anima di un mondo artistico vivacissimo che si riaffaccia in 470 pagine di note dedicate alla ricostruzione di biografie, carriere e dipinti di ognuno dei 117 artisti da lui richiamati. Questo ha consentito correzioni di date e titoli di opere anche famosissime, o rinvenimenti in archivi ecclesiastici o giornaletti di provincia di autori inspiegabilmente scomparsi dal circuito delle esposizioni o dai giornali. Ciò ha significato consultare più di 200 giornali e opuscoli italiani e stranieri, tutti i cataloghi braidensi e milanesi, come di altre esposizioni nazionali e internazionali: una ricchezza di fonti depositate in un siglario di 80 pagine organizzato come bibliografia al servizio degli studiosi. Ed è un mondo sommerso che riprende vita.
La macchina della decisione
Massimo De Felice
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 199
Si guarda al ruolo del computer - "la macchina da calcolo" - nei processi di decisione (in condizioni di incertezza). Si pongono domande (tutte originate dal colloquio con i giuristi): sul rapporto tra algoritmi, linguaggio e etica; su soggettivismo informazione e "calcolabilità giuridica"; sul collegamento tra razionalità ragionevolezza e decisione "robotica"; su nuovi principî di organizzazione (l'«organizzazione digitale»). E poi: come ricostruire un'università «audace e sensibile», che fornisca cultura per «l'unità della decisione imprenditoriale»? C'è il tentativo di qualche risposta, racimolando idee e schiarimenti in scritti che hanno segnato la storia della cultura. Viene in aiuto anche l'"epopea" dell'Olivetti (di Camillo e Adriano); il ruolo del governo nella costruzione della "diga olandese"; il "computer" Deep Blue ("macchina che gioca a scacchi") che vinse su Kasparov; il machine learning nella diagnosi medica e nella gestione d'impresa; qualche esperienza nella Pubblica amministrazione (italiana). La «concezione classica dell'atto di leggere» è riproposta per difendersi dal «colonialismo digitale». Si sostiene che il probabilismo "soggettivista" (nato in Italia negli anni Trenta, e riedificato in «uno dei più grandi libri al mondo, [...] un libro che nessuna università dovrebbe ignorare») è il mezzo per conferire, con audacia, nuova sensibilità alla cultura del fare, anche a quella giuridica.
Democrazia futurista. Dinamismo politico
Filippo Tommaso Marinetti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 144
"Letto oggi, Democrazia futurista, il programma politico del PPF, e un toccasana, tonico corroborante che eleva dal grigiore politico, dal plumbeo elettorale. È perfino profetico: chiunque si appelli ?ad una concezione di politica assolutamente sgombra di retorica, violentemente italiana e violentemente rivoluzionaria, libera, dinamica e armata di metodi assolutamente pratici?, è futurista di fatto. Emersi dalle macerie della Prima guerra, i futuristi, anti-intellettuali (Filosofi e storici avendo fatto della filosofia e della storia dei mestieri lucrativi, tengono assolutamente alla immobilità della loro lampada serale sul tavolo ingombro di documenti e temono gli scossoni fragorosi e tetri della piazza rivoluzionaria?), vogliono detronizzare i potentati, ribaltare la prassi politica, abbattere le convenzioni, di ogni sorta. Il tema centrale, tuttavia, il più provocante, è quello che riguarda i rapporti tra politica e poesia, tra arte e potere. Il PPL, d'altronde, unico nella storia… è stato concepito, voluto e attuato da un gruppo di artisti poeti, pittori, musicisti ecc.?. Che c'entra la politica con la poesia? Nulla, dice il puro di cuore. Tutto, in verità. La poesia di Dante è 'politica'; Alessandro Manzoni è eletto Senatore nel 1860; Giosue Carducci nel 1890; Giovanni Verga nel 1920. Gabriele d'Annunzio, ?candidato della Bellezza?, fu deputato dal 1897 per l'estrema destra, giusto in tempo per fare il ?salto della siepe? verso il seggio dell'estrema sinistra, all'urlo di ?Come uomo d'intelletto, vado verso la vita?. Fu D'Annunzio, appunto, a costituire il prototipo di Marinetti, che ne seguì la campagna elettorale intuendo il nodo focale: ?trasformare la fama letteraria in influenza politica, la celebrità in potere?"
Il boia di sua santità. Memorie
Giovanni Battista Bugatti
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 426
"La Provvidenza, chiamiamola così, ha un sorriso sardonico. Mastro Titta, classe 1779, morto a 90 anni, boia da quando ne aveva diciassette, si chiamava in verità Giovanni Battista Bugatti. Giovanni Battista. Come il granitico profeta che fu decollato e impiattato per le vaghe astuzie di una Salomè. Il Bugatti, piuttosto, testa fina, era maestro nel mozzare il capo agli altri. Eccelleva in ogni tortura: decapitava, squartava, accompagnava all'impiccagione, mazzolava. Segava - segugio della legge - dita, orecchie, nasi, a grandine, ai poveracci che non potevano saldare il furto. Come a dire: Giovanni Battista Bugatti era l'Arcangelo Michele dello Stato Pontificio. Se nel quadro di Guido Reni, però, il celeste, dal volumetrico manto rosso, schiaccia col piede Satana e lo minaccia con la spada - attributo plastico dello Yahweh Sebaoth, il 'Dio degli eserciti', la violenza divina -, molto più modestamente Mastro Titta si occupava del male terreno, guercio, della corruzione umana, normale, nota, notevole, sporca. «Un delinquente è un membro guasto della società, la quale andrebbe corrompendosi man mano se non lo sopprimesse. Se abbiamo un piede od una mano piagata e che non si può guarire, per impedire che la cancrena si propaghi per tutto il corpo, non l'amputiamo? Così mi pare s'abbia a fare de' rei»: questa è la sintesi etica denunciata nelle Memorie di un carnefice - Il boia di Sua Santità."
Etica
Baruch Spinoza
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 170
Questo filosofo italiano cercava il cristianesimo spirituale, e vedeva in Spinoza il rappresentante piu? alto, nel pensiero moderno, della tradizione idealistica trascendente e religiosa - il grande solitario metafisico della liberazione della coscienza. Dietro il suo Spinoza letto in chiave religiosa si staglia Plotino, la metafisica vissuta religiosamente. Per Martinetti il rapporto privilegiato con Spinoza, questa voragine di pensiero, ancora oggi rappresenta il suo testamento intellettuale, lui, che considerava il filosofo olandese il "metafisico santo", il "liberato vivente". Benedictus de Spinoza. Etica (1928) rappresenta uno dei suoi testi fondamentali su Spinoza.
I salmi
Davide Brullo
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 459
"Il confronto, inevitabile, è con la traduzione di Guido Ceronetti, ma la nuova versione curata da Davide Brullo tiene testa egregiamente e ben spesso prevale. Si tratta, in entrambi i casi, di traduzioni letterarie, senza pretese di interpretazioni teologiche, con la differenza che Ceronetti è dichiaratamente gnostico, mentre Brullo è credente; l'uno e l'altro, in ogni caso, considerano rispettosamente i Salmi libro di preghiera". (Cesare Cavalleri)
Due o tre cose sul signor Lu Xun-Cina silenziosa
Carlo Laurenti, Xun Lu
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 164
«I rivoluzionari sono uccisi dai controrivoluzionari. I controrivoluzionari sono uccisi dai rivoluzionari. I non rivoluzionari o sono presi per rivoluzionari e sono uccisi dai controrivoluzionari, o sono presi per controrivoluzionari e sono uccisi dai rivoluzionari; oppure non sono presi per nulla, e sono uccisi da rivoluzionari e controrivoluzionari»: così suona una noterella di Lu Xun. Una volta Mao ammise che «il santo della Cina moderna», come lo aveva definito alla sua morte, se fosse sopravvissuto sino agli anni Cinquanta avrebbe dovuto incarcerarlo. Ma anche in vita risultava troppo innovativo per i tradizionalisti, troppo legato alla tradizione per le avanguardie. È questo il destino dei grandi maestri d'ironia, capaci di cogliere in ogni cosa il senso del rovescio: Lu Xun ci mostra quanto questo principio, così scomodo nella vita, sia vitale in arte. Nel 1979 gli dedicava la sua tesi di laurea - di stupefacente idiosincrasia, anche per tempi tanto meno sussiegosi dei nostri... - il giovane Carlo Laurenti. Che oggi, con la sua onniscienza del corpus, raccoglie per noi questo erbario di illuminazioni; allora si piccava invece di sottolineare, di quel maestro di modernità, le fondamenta taoiste. Oggi suonerà forse ovvio definire Lu Xun «un ibrido»; altrettanto non si poteva dire, però, una quarantina di anni fa. Il fatto è che «un ibrido», si capisce, è lo stesso Laurenti: inclassificabile erudito di nessuna accademia. Tra saggezza orientale e malizie europee, tra rigore culturale e stravaganza esistenziale, tra passato e presente. Anzi, no: futuro. (Andrea Cortellessa)
La lunga supplenza
Rolando Picchioni, Nicola Gallino
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 286
L'autobiografia di chi ha conosciuto un'ampia proiezione pubblica finisce spesso per diventare un pezzo dell'autobiografia della nazione. Così è anche per Rolando Picchioni. Dagli esordi nella Dc degli anni Cinquanta al Teatro Stabile di Torino, dal Ministero per i Beni Culturali al Salone Internazionale del Libro, "La lunga supplenza" estrae e riporta in luce episodi, fasi, opere e persone di sessant'anni di vita istituzionale e privata raccontati da un protagonista. L'operazione di memoria individuale condotta assieme al giornalista Nicola Gallino diventa l'innesco per mettere a fuoco e interpretare, con il distacco dei tempi lunghi, fenomeni ancora in attesa di un'analisi disincantata o di una necessaria revisione di giudizio.
Venere e imene al tribunale della penitenza. Manuale dei confessori
Jean-Baptiste Bouvier
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2021
pagine: 200
"Povero Jean-Baptiste Bouvier: a leggerlo così vien preso per un Sade capovolto, che sculaccia con l'onere di emendare gli errori più che per provocare - e provare - piaceri, che muta il confessionale in una casa per appuntamenti. Un Divin Marchese che si travesta da Tommaso d'Aquino, ecco, e che con aquilina acribia dissezioni le licenze della carne, l'illecito dell'amare."

