Aragno
Poema fatidico dell'ignoranza e della morte
Gian Piero Bona
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2018
Origini e primi sviluppi delle dottrine giuridiche internazionali
Gianfranco Miglio
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2018
Come un cinghiale in una macchia d'inchiostro
Beppe Sebaste
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2018
Tramonto o eclissi dei valori tradizionali?
Augusto Del Noce, Ugo Spirito
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2018
La plasmabilità artistica del cartone e il suo impiego nella scuola-La maldicente moglie del dottore di via Wilcza
Francesco Permunian, Bruno Schulz
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2018
pagine: 88
"È curioso quanti testi narrativi siano stati scritti su Bruno Schulz. Come se si cercasse di riparare, in questo modo, all'ingiustizia abissale che ci ha privato di tanti suoi scritti perduti, dispersi, bruciati - e prima ancora di un'esistenza, la sua, non meno incenerita dalla storia. Francesco Permunian, che ha fatto della spigolatura biografica, e diciamo pure del pettegolezzo, un'arte polimorfa e persecutoria, ha colto l'occasione per quella che, alla maniera di Zanzotto, definisce una fantasia di avvicinamento. In cui all'erudizione maliziosa (che gli fa rivisitare, per esempio, lo scambio epistolare di Schulz con Witold Gombrowicz) si mescola a tradimento l'invenzione più falotica: la casella fuoriquadro della scacchiera, il germe inconfondibile di quella cosa che chiamiamo letteratura. A parlare è un allievo di Schulz, che "davvero" fu insegnante di applicazioni tecniche, il quale racconta una serie di fatti e fattoidi improntati a un'«inverosimile verosimiglianza», fra l'altro speculando su un misterioso, ennesimo testo perduto di Schulz, la relazione tecnica (come quelle di Kafka per le assicurazioni di Praga) sulla Plasmabilità artistica del cartone e il suo impiego nella scuola. Evidente l'interesse della materia, per il demiurgo di «quegli omuncoli di carta, cartone, stracci discendenti della più schietta tradizione golemica del popolo ebraico». Nonché per l'altro allievo, quello della provincia nordestina, oggi massimo cantore di quei fantocci che siamo noi, i suoi simili." (Andrea Cortellessa)
Considerazioni sui principali avvenimenti della Rivoluzione francese
Madame de Staël
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2018
Scritte nel castello di Coppet e pubblicate postume nella primavera del 1818, le "Considérations sur les principaux événements de la Révolution française" costituiscono l'opera forse più bella e più complessa della produzione letteraria di Madame de Staël. Personalità eccezionale, vissuta a cavallo di due secoli, imbevuta di pensiero illuministico, madrina riconosciuta del Romanticismo europeo e di certo sentimento europeistico trascendente il cosmopolitismo settecentesco, testimone e in qualche caso protagonista della stagione rivoluzionaria, la de Staël rifiutò le posizioni di quanti, da qualunque sponda ideologica e culturale provenissero, coltivavano l'idea che la Rivoluzione fosse da considerare en bloc: un fenomeno diabolico e totalmente negativo, per gli uni, ovvero un fenomeno positivo, malgrado la stagione del Terrore, per gli altri. Ella propose, invece, in quest'opera, una lettura nuova della Rivoluzione che ne sottolineava fasi e momenti degenerativi e prefigurava le conclusioni cui sarebbero pervenuti storici liberali secondo una linea che, passando per Louis-Adolphe Thiers e Alexis de Tocqueville, giunge fino ad Alfred Cobban e a François Furet. Inoltre, al di là del discorso storiografico, le "Considérations sur le principaux événements de la Révolution française" sono importanti anche perché fissano alcuni punti fermi del pensiero politico di Madame de Staël: un liberalismo che non si fonda soltanto sul costituzionalismo ma che è anche, e soprattutto, etico. Prefazione di Francesco Perfetti.

