Aragno
L'ultima tappa del giro di Francia
Fabio Carpi
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2008
pagine: 160
L'ultima tappa del Giro di Francia è una narrazione onirica in cui il protagonista, "un inguaribile sognatore, un ostinato gregario e, qualche volta, se la fortuna lo assiste, un corridore", rivive alcune esperienze fondamentali del suo passato, essenzialmente rimpianti e rimorsi, attraverso il viaggio della scrittura in un Altrove configurato come una specie di premondo o di antimondo. Lì, memoria e oblio svolgono un ruolo creativo e il protagonista è accompagnato nel suo itinerario dalle filastrocche di una voce femminile, di volta in volta attribuita alla sorellina da tempo scomparsa, alla fata Melusina o a una bambina non nata, fino all'incontro determinante con una seducente e scaltrissima volpe azzurra dalla coda argentata. "Dunque, in piedi e in marcia, Gustavo, mi dissi. I tuoi genitori possono aspettare insieme alla tua sorellina. Che fretta c'è di svegliarsi per morire? Meglio continuare a correre tra le lenzuola di lino. E correndo scrivere. E scrivendo arrivare primo al traguardo nell'ultima tappa del Giro di Francia. Coraggio, Gustavo. Tra poco dovrai affrontare i Pirenei".
Anime danzanti
Ermanno Bencivenga
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2008
pagine: 192
Che cos'è la coscienza? Per Bencivenga è l'emergere della nostra molteplicità interiore, il farsi avanti di una voce prima silenziosa che ora invece commenta, spesso in senso critico, il nostro agire ufficiale. Ma come è possibile che questa voce sia ancora nostra, sia ancora noi; che la molteplicità sia anche una? È possibile perché la nostra esistenza è dinamica, anzi è il dinamismo stesso di un continuo movimento fra punti diversi, unificati dal movimento che incessantemente li collega e dalla fiducia che sostiene il movimento: la fiducia che dove esso ci porterà saremo ancora a casa nostra. Lo stesso sentimento con cui una ballerina si slancia in un salto confidando che atterrerà sulle punte, e tenendo così solidamente sotto controllo il proprio spazio, guida anche l'inesausta danza dell'anima, quella danza che è l'anima.

