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ES

Storia dell'occhio

Storia dell'occhio

Georges Bataille

Libro: Libro in brossura

editore: ES

anno edizione: 2011

pagine: 164

"Benché "l'Histoire de l'oeil" comporti alcuni personaggi che hanno un nome, e il racconto dei loro giochi erotici, Bataille non ha inteso scrivere la storia di Simone, di Marcelle o del narratore (come Sade ha potuto scrivere la storia di Justine o di Juliette). "L'Histoire de l'oeil" è veramente la storia di un oggetto. Come può un oggetto avere una storia? Esso può passare di mano in mano, e può passare anche di immagine in immagine; la sua storia allora è la storia di una migrazione, il ciclo delle reincarnazioni (in senso proprio) che esso percorre nel distaccarsi dall'essere originale, seguendo l'inclinazione di una certa immaginazione che lo deforma senza tuttavia abbandonarlo: è il caso del libro di Bataille." (Roland Barthes)
19,00

La contessa sanguinaria

La contessa sanguinaria

Valentine Penrose

Libro: Libro in brossura

editore: ES

anno edizione: 2011

pagine: 212

La Francia ebbe Gilles de Rais, l'Ungheria Erzsébet Báthory, la Contessa sanguinaria, la Belva di Csejthe. Come già Bataille con il "Processo di GilIes de Rais", la scrittrice surrealista Valentine Penrose (1898-1978) ci fa rivivere questa storia di sangue, di morte e di delirio. Ma "La Contessa sanguinaria" non ci fa solamente penetrare nelle sinistre camere di tortura in cui perirono forse più di seicento fanciulle. Valentine Penrose inserisce la storia di questa donna unica in un grandioso affresco dell'Ungheria tra il XVI e il XVII secolo, illustrando i motivi che resero possibili, e forse ineluttabili, quei tragici eventi.
20,00

Storia dell'occhio

Storia dell'occhio

Guido Crepax, Georges Bataille

Libro: Libro in brossura

editore: ES

anno edizione: 2011

pagine: 175

Il volume riunisce la graphic novel "Valentina. Storia di una storia" di Guido Crepax e il racconto "Storia dell'occhio" di Georges Bataille.
29,00

Le undicimila verghe

Le undicimila verghe

Guillaume Apollinaire

Libro: Libro in brossura

editore: ES

anno edizione: 2011

pagine: 142

Pubblicato clandestinamente nel 1906, scritto da uno dei massimi poeti francesi del Novecento, il romanzo è la storia, scatenata, di un "viaggio erotico" e, allo stesso tempo, una grottesca parodia dei romanzi erotici popolari che si svolgevano su treni, a bordo di transatlantici, in località climatiche e avevano per protagonisti principi, conti e nobili russi. Postfazione di Louis Aragon e uno scritto di Michel Décaudin.
18,00

I quaranta modi di fottere

I quaranta modi di fottere

Libro

editore: ES

anno edizione: 2010

pagine: 92

"Per la maggior parte cortissime, le quarantun descrizioni dei modi di fottere evocano irresistibilmente, con il loro tono, altrettante ricette di cucina. Non quelle che, supplendo alle carenze immaginative di una donna di casa, insegnano la confezione di piatti economici e di rapida preparazione, bensì quelle che descrivono con amore l'arte di confezionare piccoli piatti gustosi e raffinati. [...] Anche a leggere i titoli dati dall'autore a questi quaranta modi, che sono quarantuno come i tre moschettieri erano quattro, il sospetto di una sua probabile propensione alla buona cucina appare confermato. In effetti, Del buon modo antico, Il mulino a vento, L'anatra, Il nuoto a rana ci fanno immaginare l'autore seduto a tavola, gaudente buongustaio, mentre assapora voluttuosamente, in galante compagnia, sia le dame presenti che i piatti delicati che vengono serviti con profusione. Ma questa raccolta licenziosa non potrebbe costituire, essendo stata composta in piena Rivoluzione, una sorta di manuale, ad uso e consumo del popolo, dei piaceri sino ad allora riservati all'aristocrazia e al clero? Non intendiamo dire che il suo fine dichiarato sia questo, ma, trascinato dai flutti tumultuosi della Rivoluzione, potrebbe rivendicare, forse a sua insaputa, la democratizzazione dell'amore, quella che oggi chiameremmo la liberalizzazione dei costumi." (dallo scrino di Charles Hirsch)
12,00

La giungla di fruttirubini

La giungla di fruttirubini

Rita M. Brown

Libro: Libro in brossura

editore: ES

anno edizione: 2010

pagine: 208

"Una volta provato com'è con le donne, gli uomini diventano una barba tremenda. Non sto cercando di denigrarli, a volte come esseri umani mi piacciono, ma sessualmente non dicono niente. Direi che se una donna non ha provato altro, si può anche pensare che non è male". Preferendo da sempre le donne agli uomini come partner sessuali, la protagonista Molly Bolt, orgogliosa, vitale, irriverente nei confronti dei ruoli tradizionali, maschili e femminili, appena può abbandona il Sud degli Stati Uniti - un Sud povero affettivamente, intellettualmente, economicamente - per la mitica, opulenta, avventurosa New York. "La giungla difruttirubini" è la storia di una "educazione sentimentale" al femminile: intensa e divertente, affronta in modo nuovo temi noti, investendoli di un acuto umorismo; povertà e sesso, alcol e amicizia, lavoro e coraggio, gioia e fatica di vivere si alternano nella vita della protagonista, che proclama al mondo la sua irrefrenabile voglia di sconvolgere ogni regola.
20,00

L'ingenua libertina

L'ingenua libertina

Colette

Libro: Libro in brossura

editore: ES

anno edizione: 2010

pagine: 192

"Quando scrissi "Minne" avevo l'intenzione di scrivere una novella, e la sola ambizione di poterla firmare. Bisognava dunque, per distogliere da essa un desiderio che si rivolgeva in genere alle dimensioni del romanzo, che si trattasse di una novella piuttosto breve. E lo fu, ma non per molto. Il successo fu la sua rovina: una bocca coniugale pronunciò parole di lode, ed altre parole troppo insistenti perché io possa trovar loro un posto in questa Nota. Dovetti diluire un poco Minne. Dovetti scrivere "Les égarements de Minne", che non riuscii mai a considerare un buon romanzo. Divenne forse migliore quando più tardi, ridiventando di mia proprietà, abbreviato e alleggerito, lo unii a Minne facendone un unico volume." (Colette)
20,00

Mia madre

Mia madre

Georges Bataille

Libro: Libro in brossura

editore: ES

anno edizione: 2010

pagine: 118

Jean-Jacques Pauvert, primo editore, nel 1966, di "Ma mère", così presentò questo romanzo ritrovato tra le carte inedite di Bataille, dopo la sua morte: "Il giovane protagonista, Pierre, racconta come, dopo un'infanzia profondamente religiosa, viene, all'età di diciassette anni, iniziato alla perversione dalla madre. Sprofondando grazie a lei nella dissolutezza e nell'orgia, scopre l'estasi della perdizione in cui si mescolano angoscia, vergogna, godimento, disgusto, adorazione e rispetto. Adorazione e rispetto per quella donna, la madre, che ha osato bruciare ogni suo vascello, e che, dopo aver toccato il fondo dell'abisso, trascina il figlio con lei, prima di darsi la morte." "Ma mère" è uno dei testi più violenti, più scandalosamente belli di Georges Bataille, che diceva di se stesso: "Io non sono un filosofo, ma forse un santo, forse un folle", sapendo che è proprio in questa ambiguità che risiede l'unica filosofia possibile".
17,50

Salomé. Dramma in un atto

Salomé. Dramma in un atto

Oscar Wilde

Libro: Libro in brossura

editore: ES

anno edizione: 2010

pagine: 126

"Oscar Wilde fu essenzialmente un abile, elegante e perfino geniale divulgatore. E tale si dimostra anche nel caso del suo unico scritto in francese, lo strano testo teatrale intitolato "Salomé", dove in certo senso si dice una parola definitiva su questo personaggio tanto centrale per la sensibilità della cosiddetta decadenza. Centrale perché? Perché Salomè è l'ultima incarnazione del mito romantico della donna fatale, corrotta e innocente al tempo stesso, irresistibile e distruttrice; un mito che si incarna di volta in volta nella Belle Dame Sans Merci di Keats, nella Carmen di Mérimée, nella Monna Lisa di Leonardo descritta da Walter Pater. In "Salomè" questa femme fatale assume i connotati estremi nel segno della decadenza: estrema è la crudeltà (e allo stesso tempo, l'innocenza); estrema è la giovinezza (già nel Medioevo Salomè viene rappresentata come poco più di una bambina); estrema è la carica sacrilega del mito; ed estrema è la componente erotica (la danza discinta, il sangue). Questi sono i dati comuni a tutte le versioni tardoromantiche e decadenti, delle quali a Wilde sarebbe toccato di offrire la sintesi definitiva." (Dallo scritto di Masolino D'Amico)
17,50

Venere in pelliccia

Venere in pelliccia

Leopold von Sacher Masoch

Libro: Libro in brossura

editore: ES

anno edizione: 2010

pagine: 172

"Sia principessa o contadina, sia che indossi l'ermellino o il mantello foderato di pelo d'agnello, sempre questa donna con la pelliccia e la frusta, che rende l'uomo suo schiavo, è una mia creatura". Con queste parole lo scrittore galiziano Leopold von Sacher-Masoch (1836-1895) ha tratteggiato l'ossessivo fantasma della propria esistenza e della propria fantasia artistica, quell'immagine di donna - preludio alle dispotiche e crudeli figure femminili della letteratura fin de siècle - che ha possentemente ispirato la più nota delle sue opere, la "Venere in Pelliccia", qui presentata nella seconda e definitiva edizione del 1878. Con uno scritto di Gilles Deluze.
19,00

Diario del ladro

Diario del ladro

Jean Genet

Libro: Libro in brossura

editore: ES

anno edizione: 2010

pagine: 279

"Jean Genet si è proposto la ricerca del Male, come altri si propongono quella del Bene. È una esperienza la cui assurdità si coglie a prima vista. Sartre l'ha ben sottolineato: noi cerchiamo il Male nella misura in cui lo prendiamo per il Bene. Una simile ricerca è fatalmente destinata alla delusione, o diventa farsa. Ma anche se destinata all'insuccesso, non presenta per questo un interesse minore. Si tratta inizialmente di una forma della rivolta per colui che è stato escluso dalla società. Abbandonato dalla madre, allevato in un brefotrofio, Jean Genet ebbe tanto meno la possibilità di integrarsi alla comunità morale, quanto più grande aveva il dono dell'intelligenza. Divenne ladro, e il carcere (dapprima la casa di correzione) fu il suo destino. (...) Per Genet, non è abietta la società, ma lo è lui stesso: egli potrebbe definire esattamente l'abiezione come ciò che egli è, in modo passivo, o addirittura con fierezza. Del resto, l'abiezione di cui è piena la società è poca cosa, poiché riguarda uomini corrotti solo in superficie, le cui azioni hanno sempre un "contenuto positivo". Se questi uomini avessero saputo raggiungere gli stessi fini con mezzi onesti, lo avrebbero preferito. Genet vuole l'abiezione, anche se essa porta soltanto la sofferenza: la vuole per se stessa, al di là dei vantaggi che vi trova, la vuole per una propensione vertiginosa all'abiezione, nella quale egli si perde, non meno totalmente del mistico che nell'estasi si perde in Dio." (Dallo scritto di Georges Bataille)
24,00

Vita di una donna licenziosa

Vita di una donna licenziosa

Ihara Saikaku

Libro: Libro in brossura

editore: ES

anno edizione: 2010

pagine: 216

"Vita di una donna licenziosa" è uno dei più celebrati romanzi galanti (i kòshokubon) di Ihara Saikaku (1642-1693). "Questo testo kòshoku indica erotismo e sensualità," scrive Ivan Morris "del tutto privi degli aspetti romantici o sentimentali dell'amore. Il libro descrive infatti la progressiva degradazione della protagonista nella sua ricerca del piacere sessuale e per vivere dal punto di vista economico come donna sola nella dura società feudale del suo tempo. Oltre a una natura altamente erotica, l'eroina è dotata di notevole bellezza fisica, e il suo ambiente naturale è rappresentato dai quartieri di piacere, all'interno dei quali si svolge la maggior parte della vicenda."
20,00

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