LetteraVentidue
Non c'era una volta. L'architettura verosimile-Non once upon a time. Verisimilar architecture
Cherubino Gambardella
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2020
pagine: 160
Mi piacerebbe pensare a spazi abitati a partire dalla lettura di un romanzo senza considerarlo come una sceneggiatura ma solo una suggestione che illumina tutte le idee di architettura contenute nei nostri pensieri. E vorrei che questo mondo di immagini fosse verosimile proprio perché il disegno imperfetto è l'espressione di un'architettura che può riservarci risultati inattesi. Questo è un testo nato da una sfida. Spesso i libri di architettura che si concepiscono nelle Università e che raccolgono i risultati dell'attività didattica di questo o quel docente non riescono a destare un vero interesse nel pubblico degli appassionati e men che meno in quello degli addetti ai lavori. Si tratta di esercitazioni e di esempi più preoccupati di esprimere posizioni corrette che di avventurarsi in terreni insondati. Questo volume, invece, vuole raccogliere la sfida di semplificare al massimo i testi e di rendere più seducenti possibile le immagini affinché una sperimentazione didattica si trasformi in un racconto che mostra architetture ispirate a romanzi. Non si tratta di illustrare dei libri ma di far rivivere storie e spazi che a questi sono riferiti e che nessuno ha mai visto come ambientazioni urbane e paesaggistiche. Questo testo ha, allora, volontariamente omesso note e didascalie ai disegni per rendere più fluida e immediata la percezione del lettore al fine di portarlo direttamente al centro di mondi fino ad oggi ignoti.
Il ragazzo «dell'Iuav»
Luciano Semerani
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2020
pagine: 212
«C'era un ragazzo... Il racconto di Luciano, si dipana lungo un confine in cui anche le parole sono in bilico. Dal punto di partenza - una Trieste in cui la storia ancora riverbera - a Milano alle soglie della modernità, a Venezia, confine tra mondi allo Iuav, lanciato oltre un'appartenenza nazionale. Di passo in passo, le storie narrate aggiungono pezzi alla vicenda di una generazione inquieta che cercava di assomigliare a se stessa e di una Scuola che, come un rifugio, l'ha accolta». Alberto Ferlenga
Reggio Calabria Istanbul. Un progetto per Galata. International urban design workshop 2019. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2020
pagine: 68
Un accordo bilaterale tra sedi universitarie ha, nel Marzo 2019, posto le premesse per l'invito ad una delegazione di docenti, dottorandi e studenti dell'ateneo di Reggio Calabria a partecipare, in qualità di progettisti, all'International Urban Design Workshop 2019 "Urban Façade: Istanbul Waterfront", organizzato nella sede turca. Partecipano alla stessa esperienza le scuole italiane del progetto provenienti dall'Università di Parma, da Roma La Sapienza, dalla Federico II di Napoli, le scuole di restauro e disegno dell'Università di Firenze, i dipartimenti di architettura dell'Università di Rotterdam e, ovviamente la sede ospitante. Per una settimana circa ottanta, tra studiosi, studenti, dottorandi, docenti, senza distinzioni di titolo e ruolo, lavorano all'elaborazione di un'idea per una porzione del waterfront di Istanbul. La delegazione del dArTe, composta da tre docenti strutturati (Giuseppe Arcidiacono, Alberto De Capua, Antonello Russo), due PhD del dottorato di ricerca dipartimentale in Architettura e Territorio e sette studenti iscritti al terzo anno del corso di laurea magistrale in Architettura, propone, di concerto con un gruppo di studenti turchi, un'idea insediativa per il nucleo storico di Beyolu, distretto di Istanbul situato nella parte nord del cosiddetto Corno d'Oro, braccio di mare che separa l'area di Galata dal Centro Urbano. Il volume riporta le riflessioni teoriche e gli esiti grafici relativi al solo progetto proposto dall'equipe coordinata dai docenti reggini. Testimonianza di un agire italiano esso è ordinato da un meditato ascolto dei luoghi nel quale lettura, appropriazione, trascrizione sanciscono le azioni propedeutiche alla produzione di una differenza.
The American journey
Frank Lloyd Wright, Bruno Morassutti
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2020
pagine: 160
Bruno Morassutti (1920-2008), tre anni dopo aver conseguito la laurea allo Iuav, nel febbraio del 1949 parte per gli Stati Uniti per un apprendistato presso le residenze-studio di Frank Lloyd Wright. Come racconta lo stesso Morassutti questa esperienza stimola in lui una spiccata tendenza a guardare avanti ridimensionando le nozioni legate al passato storico. Durante il soggiorno Morassutti prende visione diretta e fotografa opere di Wright nei vari periodi della sua attività con una fotocamera caricata a pellicola a colori. Il reportage ricopre con poche immagini anche opere di altri architetti presenti sul territorio americano in quegli anni. Il volume presenta questo rendiconto fotografico dopo un attento restauro "filologico-cromatico" delle immagini.
Steel like straw. Louis I. Kahn and the Indian Institute of Management in Ahmedabad
Alessandra Rampazzo
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2020
pagine: 256
Bercahaus. An architectural affair
Paolo Conrad-Bercah
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2020
pagine: 112
What role does an architect play in a process as complicated as building? The mother? The father? Bercahaus is a curious, Berlin-based affair documenting unusual conditions for the usual act of fornication generally responsible for generating works of architecture.
Aree militari dismesse e rigenerazione urbana. Potenzialità di valorizzazione del territorio, innovazioni legislative e di processo
Francesco Gastaldi, Federico Camerin
Libro
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2019
pagine: 224
Il libro affronta una tra le più rilevanti problematiche relative alle politiche pubbliche in connessione con il governo del territorio degli ultimi 30 anni in Italia: il processo di dismissione e rigenerazione del patrimonio immobiliare in uso al Ministero della difesa italiano. Il lavoro di ricerca degli autori indaga criticità ed effetti del prolungato fenomeno di mancata valorizzazione di questa particolare tipologia di aree. Attraverso una lettura critica ed interpretativa di un insieme eterogeneo di fattori che si intrecciano: evoluzione della legislazione statale, ruolo delle amministrazioni locali e dei soggetti privati, protagonismo dal basso. Nell'ambito degli studi urbani in Italia la ricerca che si presenta nel volume si propone come una "riflessione problematica", il lettore scoprirà i fattori che hanno determinato inerzialità, lentezze, successi parziali. D'altro canto, nuove pratiche di sviluppo dal basso e inedite capacità istituzionali permettono di estrapolare nuove conoscenze in termini di approcci innovativi e di successo.
Riparare l'umano. Lezioni da un manicomio di frontiera
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2019
pagine: 144
Partendo dal doppio significato che il verbo riparare ha in italiano, aggiustare e proteggere, si mettono a confronto l'architettura, che da sempre ha il compito di offrire un rifugio e che oggi si propone di riaggiustare preesistenze e tessuti urbani, e la psichiatria, che nella sua storia ha preteso di riparare la mente del folle, proteggendo lui, e al tempo stesso la società, attraverso l'internamento. Il confronto tra architettura e psichiatria è utile se si progetta il riuso di un ex manicomio, ma diventa indispensabile se il manicomio in questione è quello in cui, nel 1961, nasce la battaglia per i diritti delle persone con disturbi mentali che metterà al bando con la legge Basaglia del 1978 una tipologia architettonica - quella dell'ospedale psichiatrico - divenuta simbolo della negazione di quei diritti. La storia di questo ospedale, ora parco Basaglia, marginale per antonomasia - uno dei suoi bordi coincide con il confine di Stato - e al tempo stesso al centro di travagliati incroci di culture, identità e lingue, ne fa un luogo emblematico per il contemporaneo. In questa complessità è stato proposto alla riflessione di più saperi e di diverse pratiche progettuali.
(Non)finito. Disegni di architetture incompiute
Alfonso Giancotti
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2019
pagine: 112
Questo libro raccoglie una sequenza di disegni di invenzione - affiancati dalla ricomposizione in forma di testo di una serie di appunti - la cui elaborazione ha accompagnato un percorso di ricerca condotto negli ultimi anni per portare in luce la necessità di restituire, nella pratica del progetto di architettura, una rinnovata centralità a strumenti quali la visione e l'immaginazione. Sono spazi rappresentati sulla base del principio dell'immediatezza e dell'improvvisazione, immagini mentali di organismi e invasi irreali, per altri versi inesprimibili, che si qualificano come la realizzazione di un immaginario piuttosto che come la sua oggettivazione e che testimoniano il desiderio di trasporre sul piano del disegno quello che quotidianamente possiamo cogliere solo sul piano affettivo. Progetti di spazi non compiuti e non finiti e in quanto tali "aperti", che invitano a considerare lo spazio stesso da un diverso punto di vista, a reinventarlo, a dotare di senso e di significato attuale una proiezione futura che, una volta immaginata, non ha sempre trovato posto nella realtà.
Lubiana. Una città a memoria. L'eredità di Jože Plecnik e l'architettura contemporanea. Ediz. italiana e inglese
Domenico Potenza
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2019
pagine: 160
Sono oggi numerosi gli studi, le ricerche e le pubblicazioni sull'opera dell'architetto Jože Plecnik e sono altrettanto numerosi coloro che hanno contribuito alla conoscenza ed alla divulgazione dell'opera del grande maestro sloveno. Il testo qui riportato si inserisce in questo solco, senza la pretesa di voler aggiungere nuove rivelazioni alla sua opera, ma prova, nei contributi pubblicati e nella lettura delle trasformazioni urbane della Lubiana degli ultimi trent'anni, a delineare i contorni della contemporaneità della sua lezione. Le trasformazioni di questi ultimi anni hanno meritato alla città di Lubiana il conferimento di prestigiosi riconoscimenti internazionali, come il Premio Europeo per lo Spazio Pubblico (2012) e quello per la Capitale Verde d'Europa (2016). Un risultato raggiunto proseguendo l'originaria visione urbana tracciata da Plecnik nel piano delle modificazioni della città e dei suoi tanti progetti lasciati in eredità. Una eredità che si è rivelata preziosa per il lavoro intelligente dei nuovi amministratori della municipalità i quali, a partire dalla sensibilità di autorevoli studiosi come Janez Koželj, hanno restituito alla capitale slovena il suo originario splendore. Sono parte integrante di questo racconto: la presentazione di Jurij Kobe, la conversazione con lo stesso Janez Koželj ed il contributo di Miha Dešman; oltre alle foto di Lubiana, scattate da Luigi Ghirri nel 1988 (gentilmente concesse a titolo gratuito per questa pubblicazione dagli eredi) ed al reportage fotografico sulla città attuale, realizzato da Sergio Camplone nel 2018.
Armando Dillon. La guerra e il «travaglio» della ricostruzione in Sicilia (1941-1955)
Maria Rosaria Vitale, Giuseppe Scaturro
Libro: Libro in brossura
editore: LetteraVentidue
anno edizione: 2019
pagine: 168
Armando Dillon, soprintendente ai monumenti in Sicilia dal 1941 al 1955, attraversa da architetto e uomo delle istituzioni gli anni bui della guerra e quelli difficili, ma illuminati dalla speranza, della ricostruzione. Al suo operato - che non viene fermato dalle bombe né dall'accumularsi delle macerie - le città siciliane e il patrimonio monumentale dell'isola devono moltissimo. La drammatica stagione della guerra e la successiva ricostruzione hanno indelebilmente segnato il destino di gran parte del nostro patrimonio monumentale e, ancor più, il volto delle nostre città. La giornata di studi La guerra del soprintendente. Armando Dillon in Sicilia (1941-1955) (Catania, 17 dicembre 2019) e il volume dedicato all'attività di un soprintendente «"monumentalmente" siciliano dell'est e dell'ovest» rispondono al desiderio di custodire la memoria di chi della nostra memoria si è fatto carico curando, proteggendo e restaurando architetture e brani di città.

