Medusa Edizioni
Il pane dell'esilio. La letteratura cinese prima e dopo Tienanmen
Xingjian Gao, Lian Yang
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2001
pagine: 96
Il ragazzo di Agrigento-Il greco e la natura
André-Jean Festugière
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2001
pagine: 176
L'Archivio di Lionello Venturi. Volume 1
Stefano Valeri, Roberta Brandolini
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2001
pagine: 142
Modernus. E altre idee di tempo nel Medioevo
Walter Freund
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2001
pagine: 144
Giocattoli. Vetrine e venture dell'utensile ludico
Remo Guidieri
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2000
pagine: 112
Antichi, moderni e primitivi. Alle radici della ribellione nell'arte
Ernst H. Gombrich
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 103
Tra i due testi di Ernst Gombrich raccolti in questo volume passano quasi vent'anni. Il primo, "The Debate on Primitivism in Ancient Rhetoric", risale al 1966. Il secondo, invece, è il testo di una lectio magistralis che il grande studioso tenne a Napoli nel 1984, sul "gusto dei primitivi". Al centro di entrambi è la riflessione sull'idea - che Gombrich dimostra essere ciclica nella storia dell'arte perché propria della storia del pensiero, mentre quella di "progresso" è relativamente recente - per cui le opere più antiche e meno sofisticate siano in qualche modo superiori moralmente ed esteticamente a quelle successive, molli e decadenti. Da qui l'esigenza di continue riforme (tipiche per esempio delle religioni e delle forme a esse collegate, da quelle liturgiche a quelle artistiche) che ritrovino la forza vitale delle origini. Una questione tutt'altro che "accademica" perché riguarda il nostro tempo più di quanto non si pensi. L'arte di oggi ha ancora il senso genuino, primitivo, delle grandi epoche di rinnovamento del linguaggio artistico oppure sta vivendo una "ciclica" fase di decadenza? La risposta si trova in queste pagine.
Il sangue che vince la morte. Storie di vampiri
Théophile Gautier, Alexandre Dumas, Guy de Maupassant, Léon Bloy, Jean Lorrain, Claude Klotz
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 157
Non sono nati nel medioevo oscurantista i vampiri e i fantasmi che conosciamo dalla letteratura. Sì, l'irrazionale è sempre esistito, ma è nel secolo dei lumi che il vampiro e l'angelo nero sono usciti dalle tenebre e hanno cominciato a volare sulle pagine dei libri. Francis Lacassin ci introduce in un viaggio che parte dal 1751, con i racconti dell'abate Calmet su strani personaggi quasi sempre provenienti dall'Est (Ungheria, Serbia) che escono dalle tombe e tornano a inquietare le nostre notti. Con Byron e Polidori è l'inizio della letteratura moderna sul vampiro, ma un classico come “La morta innamorata” di Théophile Gautier e altre apparizioni inquietanti come quelle narrate da Dumas e Maupassant, fino a Bloy e Lorrain ci fanno capire quanto i vampiri siano sorprendentemente simili all'uomo e come il bene e il male in loro siano ancora una volta i poli contrapposti ma comunicanti di una ricerca della vita eterna. Così il sangue diventa l'emblema di quella lotta per sconfiggere la morte, e l'incantamento che il vampiro porta con sé quando veste i panni femminili una delle grandi seduzioni della modernità con intrinseci presupposti freudiani. In “Paris-Vampire” di Claude Klotz, il racconto più recente di questa antologia, assistiamo a una singolare parodia del "povero vampiro" che, in cerca di sangue, si trova a bussare a un centro trasfusionale dove invece di ricevere sangue viene coinvolto nell'insolita parte del donatore. E così la modernità riscrive il mito di Vlad Drakul (celebrato dal più famoso romanzo di Bram Stoker) con una ironia tutta postmoderna. Con un saggio di Francis Lacassin.
Zombi. I mostri del neocapitalismo
Martino Doni, Stefano Tomelleri
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2015
pagine: 84
Questo libro indaga l'orrore. L'orrore degli zombi è il campo di un'inedita etnografia sociale. Ne emerge una sorta di "carriera morale" dello zombi: la sua quotidianità, i suoi gesti, le sue ossessioni, la sua storia. Lo zombi è un paradosso che racconta la nostra condizione sociale: non è una semplice metafora, ma una realtà concreta, una dimensione attuale. Il nostro mondo è dominato dalla paura e dal disgusto, da cui ci difendiamo con forme sempre più sofisticate di maquillage, di chirurgia estetica, di imbiancatura. Gli intellettuali, ovunque siano, finiscono quasi sempre per disprezzare gli zombi, chiamandosi fuori da un agone che in realtà non è mai esistito, perché la fame ancestrale dei morti viventi li ha già contagiati, li ha già invasi, li ha già aggrediti nei punti nevralgici; la cultura è parte integrante di questo processo di putrefazione, non esistono torri d'avorio in cui trovare riparo, spiagge tranquille da cui contemplare il naufragio. Nell'anno dell'Expo, dell'esplosione mediatica del mangiar bene, sano e solidale, scopriamo che il neocapitalismo mangia senza nutrirsi, sbrana e divora senza assimilare: consumare la vita è il meccanismo mimetico e terminale del nostro tempo. Chi intendesse correre ai ripari può trovare in queste pagine una specie di piccolo manuale di sopravvivenza. Ma attenzione: nessuno si senta immune dalla zombificazione. Nessuno si senta esente: la sopravvivenza non è gratuita. Bisogna saper morire per imparare a vivere...
Colporteurs. I venditori di stampe e libri e il loro pubblico
Alberto Milano
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2015
pagine: 180
Questo libro racconta la storia di una figura che ebbe tra il XVI e il XX secolo un ruolo rilevante nella creazione e diffusione dell'immaginario collettivo europeo: il Colporteur. Erano venditori di libretti di poco costo sia di soggetto sacro che profano, oppure di lunari, calendari e almanacchi, di ventole o di stampe religiose; in mezzo a loro c'erano anche venditori che mostravano le vedute cittadine all'interno delle scatole ottiche o tramite una lanterna magica. Tutti erano accomunati dalle incertezze di una vita spesa sulle strade, che poteva essere segnata da tragici incontri e dai lunghi spostamenti a piedi per raggiungere il pubblico nelle località più isolate. Il libro traccia per la prima volta in modo esaustivo il ritratto di questo singolare "commerciante" del sapere, componendo anche una esaustiva galleria di stampe che provano come la sua figura fosse presente nell'immaginario degli artisti e della gente comune. Il mestiere del venditore fu molto spesso esercitato con dignità e professionalità tanto da permettere un'ascesa sociale con l'acquisto di un negozio e l'apertura di una propria casa editrice. Non deve quindi essere confuso con i gruppi ambulanti di poveri e ciarlatani che popolavano numerosi le stesse strade e frequentavano gli stessi mercati.
Il bacio spudorato. Storia dell'osculum infame
Pantalea Mazzitello
Libro: Copertina morbida
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2015
pagine: 169
"L'osculum infame" era il bacio offerto dalla strega e dagli apostati alla regione sacrale del diavolo, o di chi per esso, durante i diabolici ritrovi notturni. Un gesto osceno che fa parte di quei riti che costellavano l'immaginario sul sabba nel Medioevo e di cui questo libro va alla ricerca, tra il XII e il XVII secolo, scorrendo bolle papali, chansons de geste parodiche, fabliaux, verbali dell'Inquisizione, novelle, sirventesi, decreti regi sulla questione templare. Le indagini sulle origini e tradizioni del bacio dell'infamia seguono i due filoni della storia e della letteratura che qui corrono paralleli, influenzandosi e specchiandosi vicendevolmente. Nel quadro d'insieme della gestualità e ritualità liturgica e cavalleresca trovano posto gli elementi distintivi della parodia sacra, caratterizzanti del folklore e di quello spirito popolare, ironicamente e intrinsecamente dissacrante, che anima l'altra faccia del Medioevo. Le ricerche conducono attraverso le contrapposizioni, fittamente intrecciate, tra sacro ed eretico, ufficiale e parodico, pudico e impudico, esibito e nascosto. Il viaggio intrapreso passa infine per i legami che intercorrono tra il carnevale, con le sue maschere, e il regno dei morti, tra Arlecchino e la caccia infernale. Prefazione di Franco Cardini.
L'ora della prova. Scritti antifascisti 1920-1939
Paolo VI
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 158
Il ministro di Gran Bretagna presso la Santa Sede nel 1939 scrive che il Sostituto della Segreteria di Stato Montini "non mostra inclinazione a subire gli entusiasmi fascisti". Su cosa si basa questo giudizio? Si tratta di un disimpegno spirituale "a-fascista" o Montini può definirsi veramente antifascista? Questo libro dimostra con i documenti che si può parlare di un antifascismo "montiniano". Una modalità che unisce la forza della fede al senso dei valori civili e umani, e si traduce nell'impegno perché gli universitari cattolici, dei quali Montini è assistente ecclesiastico, non si rassegnino a questa stagione del loro "infelice paese". Montini non è un politico, resta sempre e fermamente un sacerdote che si vuole occupare delle anime (anche di quelle dei fascisti). È motivato da una tenace speranza cristiana e convinto, sia pure di fronte alle "ingiurie, gli urti e quindi le percosse" delle squadracce contro i suoi giovani, che l'aiuto di Dio "si gioca degli uomini e degli avvenimenti per insegnare agli uomini cose migliori". E, alla fine, per quanto "attraverso ceppi e ostacoli, dietro timidezze e incertezze, rinunce e divieti, perdite e abbandoni", questi giovani montiniani crescono, le loro idee e i loro ideali si rafforzano e infine vincono. Il fascismo esibisce la volontà di "creare lo spavento", rivelando in realtà solo "il coraggio di mostrarsi pauroso": e Montini, quasi vent'anni prima che avvenga, ne prevede la disfatta.
I nuovi eremiti. La «fuga mundi» nell'Italia di oggi
Isacco Turina
Libro: Libro in brossura
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2014
pagine: 240
Questo libro propone la prima indagine sul campo dedicata all'eremitismo in Italia: trentacinque interviste con eremiti giovani e anziani, uomini e donne. L'autore è ricercatore di Sociologia presso l'Università di Bologna.

