Robin Edizioni
Il nano verde
Charlotte Brontë
Libro
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 160
Il Nano Verde (The Green Dwarf), storia d'amore e d'avventure ispirata ai romanzi di Walter Scott, ma anche abile e ironica parodia del romance, fu scritto da Charlotte nel 1833. La storia è raccontata dal giovane Lord Charles Wellesley, scanzonato e ironico figlio minore del duca di Wellington, sulla base della testimonianza del capitano Bud, semplice alfiere al tempo in cui avvennero i fatti, nel 1814. Sullo sfondo delle guerre africane fra l'esercito del duca di Wellington e i valorosi guerrieri Ashanti, l'amore contrastato fra il conte St. Clair e la contessa Charlesworth riesce a trionfare nonostante gli intrighi del perfido colonnello Percy e del misterioso Nano Verde. Il romanzo, tradotto in italiano da Elisabetta Parri, è preceduto dal saggio introduttivo "Charlotte e Branwell Brontë a Verdopolis" di Marco Catucci.
I cento giorni del duca
Laura Malinverni
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 499
Anno 1499: per un quarto di secolo il ducato di Milano, governato da Ludovico il Moro per conto del nipote Gian Galeazzo Maria Sforza, ha imposto la sua ricchezza e la sua potenza. In una corte raffinata e gaudente, che ospita Leonardo da Vinci e Bramante, la magnificenza del Moro è però densa di ombre: si dice che il nipote sia morto avvelenato per suo ordine. Quando cominciano ad apparire cadaveri e strani messaggi in codice, tutto crolla e un nuovo giro della ruota della Fortuna decreta un tempo molto diverso. I Francesi sono alle porte di Milano e costringono Ludovico il Moro alla fuga: li guida un condottiero milanese, Gian Jacopo Trivulzio, vecchio amico del Moro, che ora odia il Duca perché ha tarpato i suoi sogni di gloria, preferendogli un mediocre comandante, il genero e bel giostratore Galeazzo Sanseverino. Il Moro, ormai piegato dalla paura, dal rimorso e dagli incubi, per un breve tempo (cento giorni, appunto), affidandosi all'aiuto dei mercenari svizzeri, riesce a tornare a Milano. Ma attorno a lui gli omicidi continuano e occulte presenze lo fanno dubitare di tutti, richiamando le sue responsabilità non solo sulla morte del nipote, ma anche sull'assassinio di suo fratello maggiore, il Duca Galeazzo Maria Sforza, ucciso trent'anni prima in una congiura mai del tutto chiarita...
Una maestra ribelle
Raffaella Calgaro
Libro
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 208
È il 1906. L’Italia sta vivendo un grande decollo economico e sociale, ma non per tutti è così. In un mondo apparentemente perfetto, dove ogni cosa sembra rispondere a un ordine preciso, si dipana la vicenda di Agnese Paresti. Agnese è una maestra che viene chiamata a insegnare in un paesino di montagna. Qui il tempo si è fermato in un presente quasi magico ma, a poco a poco, la giovane si rende conto dell’esistenza di un terribile segreto che grava sull’intero paese. La maestra che l’ha preceduta si è suicidata e un crudele meccanismo di regole sta triturando la vita di Lena, di Igino e di Ughetto. Sono i diversi, presenze invisibili, vittime di una comunità primitiva e rassegnata. Quando Agnese ne verrà a conoscenza, troverà nella ribellione l’unica risposta possibile all’indifferenza.
La seconda mano
Nico Priano
Libro
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2018
pagine: 264
A Campazzo, cittadina di confine tra Piemonte e Liguria, non succede mai niente. Il tempo scorre tra estati afose e lunghi inverni nebbiosi. Sono questi i pensieri che investono il maresciallo Priano, di ritorno a casa dopo un corso di aggiornamento sulle tecniche investigative. Un pensiero, un luogo comune. Che la realtà saprà smentire in fretta, drammaticamente. Una morte sospetta e un'altra che sospetta non è metteranno alla prova il maresciallo costringendolo ad accantonare i suoi tormenti e la sua indole sognatrice, al cospetto di una scia di morte e di sangue, tra colpevoli annunciati e colpi di scena repentini. "La seconda mano" segue "Come latte sul fuoco", l'esordio letterario di Nico Priano e del "suo" maresciallo.
Sul limitare: il gatto al tempo dei greci e dei romani
Claudio Salone
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 305
Dopo aver affrontato in termini generali la questione delle origini e del processo di domesticazione, si traccia qui un itinerario per quanto possibile esauriente all’interno delle fonti antiche, letterarie, artistiche e archeologiche, nel tentativo di dare un volto a una creatura umbratile e sfuggente, persino nel suo nome e nella sua identità, cioè a dire al gatto nel mondo greco-romano. Nell’ultimo capitolo vi è poi una sintesi, in forma di domande e di risposte, delle questioni principali trattate nel testo. Mai al centro di interessi economici maggiori, come il bestiame domestico, né protagonista di nobili imprese accanto al suo signore e padrone, come il cane o il cavallo, il nostro felino è restato, si può dire per tutto l’evo antico, sulla soglia della casa dell’uomo, sempre esitando tra il dentro e il fuori, tra il mondo selvatico e il mondo antropizzato, tra un passato ferino e un futuro incivilito. Questo suo essersi fermato sulla “porta carraia” ha fatto del gatto il simbolo senza età delle inquietudini, delle paure e delle diffidenze umane, ma al tempo stesso ne ha altresì alimentato quel fascino, quella irresistibile malia che da sempre promana dai suoi occhi, in cui, nei versi immortali di Charles Baudelaire, “un pulviscolo d’oro, come sabbia finissima, cosparge vagamente di stelle le sue mistiche pupille.”
I 21 giorni di un nevrastenico
Octave Mirbeau
Libro
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 296
Composto da una cinquantina di racconti già pubblicati sui giornali e inseriti nella cornice di una località termale, "I 21 giorni di un nevrastenico" sono stati letti come una sorta di inferno dantesco, una parata teratologica beffarda, sarcastica, dolente e visionaria sulla condizione umana. Repertorio di crudeltà assortite narrate da tante Sheherazade nevrotiche, struttura narrativa a spirale o a imbuto con tonalità via via sempre più cupe fino allo spiraglio finale, libro ricchissimo di registri stilistici, invenzioni narrative, personaggi, sorta di compendio di comici orrori e atrocità che non hanno nulla di comico, i 21 giorni sono il trionfo della risata sul punto di sconfinare nella demenza (il vento d’ala dell’imbecillità), sulle bassezze, le infamie sociali, individuali e politiche, le perversioni, la follia, le ingiustizie dell’epoca di Mirbeau nella quale è facilissimo riconoscere anche la nostra.
Caduta libera
Antonio Rizzo
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 467
Da Persefone (la dea in trono) a Penelope, dalla Tosca di Puccini alla Rosina di Paisiello, dalla giovane Ghirlanda, uccisa dal marito, alla passionale Koibe, da Isabella di Belcastro (che el Hedi vede solo ritratta in un quadro) alle misteriose Lycia e Bettina, dall’attrice Francesca alla rassegnata adolescente Maria: le donne dominano la scena. E là dove non ci sono (Mare nostrum), covano nella mente e nel cuore dei marinai. Al fianco di questo universo femminile interagiscono letterati come Choderlos de Laclos, pittori come Piero della Francesca, e qualcuno riconoscerà grandi uomini che hanno fatto la storia e i piccoli che si sono concessi solo alle cronache dei giornali. Altri potrebbero riconoscere, nell’ultimo racconto, persino il mesto lombardo, inserito a sua insaputa nella giuria, la quale deve votare per il ‘salto nel vuoto’ del protagonista. Un’umanità sempre in bilico tra l’autodistruzione e il rinnovamento, che in una pirotecnica fantasia finale, dove tutto è vero e falso ad un tempo, l’autore prende in giro, ma finisce per amarla così com’è.
La semplicità del gioco
Paolo Di Biagio
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 576
Teseo è un giocatore di bridge professionista, un vincente, un uomo invidiato da molti, che crede di aver già pagato un prezzo molto salato per la sua fortuna, mentre il saldo effettivo del conto gli è appena stato presentato. Sotto ricatto, arruolato dallo Stato per evitare un’incriminazione, avrà la missione di giocare d’azzardo con uno scienziato stregone, un mostro divoratore di fanciulli, un nemico dell’umanità da tenere sotto controllo, cercando di non finirne controllato. Arianna, una donna bella, intelligente e dalla personalità evanescente, vorrà fornirgli il filo rosso della sua comprensione per venir fuori dal labirinto. Con quale esito? Eroi inconsapevoli, animati da un’epica che emerge dagli eventi bui della loro infanzia, in un parallelismo che li vede tanto distanti quanto sintonici, in una clinica abitata da inquietanti segreti, poggiata fra montagne da cartolina, i due lottano contro un’arcaica, barbarica e disumana volontà, determinata a ‘sbranare’ l’umanità intera, con un antipasto a base di bambini indotti all’adolescenza e nutriti di odio. Tra manipolazioni neuro-tecnologiche, attentati terroristici e riti esoterici, La semplicità del gioco gioca con il mito, riscrivendo la leggenda del Minotauro nella chiave di un thriller-noir dei giorni nostri.
Inachevé
Giuseppe Fedeli
Libro
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 224
Niente più della folgorazione lirica riesce a illuminare un percorso, a descrivere uno stato d’animo, a raccontare una storia. Una storia frammentata quella dell’io narrante, che si dipana dall’infanzia fino agli anni della maturità, interrogandosi febbrilmente pagina dopo pagina se la strada sin lì battuta abbia condotto a maturazione i frutti o non sia, viceversa, costellata di amarezza e disillusione. Né l’uno né l’altro. Il titolo del libro, che – per la sua “vaghezza” – prende a prestito un francesismo, vuole per l’appunto dar conto di una incompiutezza, di un anello che “non tiene” nella catena di avvenimenti ed episodi ora gioiosi ora tristi, ora luminosi ora bui. Incompiutezza nel senso di orfanezza, di mancanza (e nello stesso tempo di ricerca) di un quid che congiunga le tessere in un mosaico perfetto. Tessere fatte di sorrisi e lacrime, di cadute e resurrezioni. Si staglia all’orizzonte (al punto da pervadere ogni riga del “diario”) un interrogativo inquietante: c’è un Fato (Tyche, Ananke) che pesa ineluttabilmente sulle nostre esistenze, assumendone l’indiscusso dominio, o ciascuno di noi è faber fortunae suae, artefice del proprio destino? La domanda non troverà mai risposta, essendo i nostri mezzi limitati. Forse l’inachevé – con la struggente, inguaribile malinconia, e non di rado il sentimento di disfatta in cui sfocia – è solo il riflesso di una ferita profonda, la cui cicatrice sta lì a testimoniarlo. La cifra delle riflessioni (quasi tutte “epistolari”) si può allora riassumere in un monito: nonostante i disinganni e i tradimenti, la vita va comunque vissuta, nella gioia e nel dolore. Nella beatitudine sconfinata di un attimo, che irreparabile fugge.
Jungi
Michele Zisa
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 392
Il barone Michele Catalano vive a Cammarana nella seconda metà del settecento ed è uno dei più importanti e facoltosi proprietari terrieri della zona. Egli ha ereditato dal padre il feudo e, con una amministrazione intelligente, lo ha ampliato notevolmente, fino a farlo diventare una potenza economica. Solo un altro nobiluomo rivaleggia con lui: il principe abate don Giacomo Paterno, rettore del monastero di San Marco. Le due figure, essendo diametralmente diverse, si fronteggiano. Il barone Catalano è diventato uno degli uomini più ricchi e potenti dell'intera Sicilia ma è comunque un idealista, sensibile alla sorte dei più deboli. L'altro è il rappresentante delle idee più conservatrici e fa del cinismo e della cattiveria l'arma principale del suo potere. Il barone ha in testa idee strampalate, vuole addirittura coinvolgere i contadini della contrada "Culorva" in un esperimento di partecipazione alla gestione delle terre. Lo scontro tra i due è inevitabile e si acuisce ancora di più quando la contessina Isabella Cascio conosce il barone Michele e se ne innamora. Nel quadro di una Sicilia antica, il romanzo scandaglia personaggi e vicende che sono antesignane di scontri interiori e pubblici che riportano alle eterne vicende dell'uomo e dei suoi conflitti.
Charles Baudelaire intimo: il poeta vergine
Félix Nadar
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 96
Nadar e Baudelaire sono amici fin dalla gioventù, con differenze di carattere e di vedute che insinuano nel loro rapporto una costante, velata schermaglia. Verso la fine di una vita molto lunga, quando l'editore Crépet fa uscire le opere complete di Baudelaire (1906), inserendovi una raccolta di aneddoti raccolti da Asselineau, Nadar si convince a mettere ordine nei ricordi e a ricopiare le lettere dell'amico, scrivendo una sorta di anomala biografia, affettuosa e irriverente. Pescando lettere, biglietti e fogli sparsi da una grande cesta, rievoca la propria gioventù, il primo incontro con Baudelaire: tutto un mondo di artisti, editori, scrittori, giornalisti e attori, le ascensioni in pallone, la fotografia aerea, episodi e testi poco noti. Oltre alle carrellate sui gruppi artistici e letterari dell'epoca, dipinti con humour e gusto della caricatura, il libro di Nadar ha il pregio di presentare l'unico testo teatrale che Baudelaire ha lasciato e una lunga lista di poesie progettate e mai scritte di cui i soli titoli bastano a scatenare l'immaginazione. Introduzione di Ida Merello.
Mascioli e i suoi cicinin. Le inchieste del commissario Bruno Mascioli
Maria Delfina Tommasini
Libro: Libro in brossura
editore: Robin Edizioni
anno edizione: 2017
pagine: 271
Il commissario Bruno Mascioli fa quello che sa fare meglio: indagare. Catapultato in una piccola città di provincia, Viterbo, e destinato alla questura di Bagnaia, si ritrova alle prese con una serie di casi. Compagno di inchieste l’agente Acquafresca, nativo dei luoghi e quindi fonte di innumerevoli conoscenze che aggiunte alle ciance che si fanno nel forno della Rosina, innamorata non corrisposta del commissario, sono essenziali per giungere alla scoperta della verità, alla quale per arrivare il Mascioli non si fa scrupoli di fare uso di fantasiosi travestimenti. In sottofondo piatti e vino della tradizione locale, panini con la porchetta e birre gelate, boschi di castagni e faggete. Le mura medievali di Viterbo e quelle di Bagnaia ci riportano indietro nel tempo; dal mondo misterioso e affascinante degli Etruschi alle Terme dei Papi per arrivare sulle sponde del rilassante lago di Vico che non deve, però, trarre in inganno perché, come dicono i locali, “ogni anno si fa un amico”. In questo contesto si snodano le indagini e il commissario Mascioli dovrà districarsi fra cicinin di strane premonizioni e di situazioni surreali; dovrà fare i conti con ricordi che riemergono e mettere in atto tutto il suo intuito navigando fra bugie e mezze verità estrapolate fra i tanti “si dice che”. E soprattutto dovrà andare a scavare dietro quell'assolutamente sì, assolutamente no ormai di moda nell'interloquire comune per arrivare alla scoperta dell’autore del crimine, a volte sembrando quasi un pinnuto fuor d’acqua, a differenza del suo coinquilino: un pesce rosso dal fiuto premonitore che nell'acqua fluttua beato o... quasi.

