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Eir: Asce

La madre

La madre

Maksim Gorkij

Libro: Copertina morbida

editore: Eir

anno edizione: 2013

pagine: 459

Considerato il romanzo capostipite del realismo socialista, "La madre" descrive con garbato riguardo la progressiva emancipazione di una contadina inurbata, Pelageja Nilovna Vlasova, attraverso la sua formazione politica a opera del figlio Pavel, operaio rivoluzionario nella Russia zarista dei primissimi anni del Novecento. La madre, vissuta nel terrore costante della violenza di un marito alcolista, diventata vedova, inizia a temere per l'incolumità del giovane figlio, che trasforma la casa in un ritrovo di dissidenti e socialisti. Con rigore e profondità Gor'kij mostra, in un simbolico ribaltamento dei ruoli, come un figlio aiuti la madre a trovare il suo posto nel mondo, indicandole la via per emergere dal limitato cerchio di ansie e rassegnazioni che ha sempre conosciuto e accedere così a quel più alto livello di consapevolezza che rende tutti gli uomini figli. Il legame intenso tra la madre e Pavel, uniti nei valori della ragione e della verità, è al centro di questa epopea umana cui il vasto popolo degli umili contribuisce fornendo figure di un eroismo semplice, quotidiano, che si ribella senza paura ai poteri dell'oppressione e della disuguaglianza.
22,00

Il promontorio del sogno. Testo francese a fronte

Il promontorio del sogno. Testo francese a fronte

Victor Hugo

Libro: Copertina morbida

editore: Eir

anno edizione: 2012

pagine: 143

Da un telescopio dell'Osservatorio di Parigi Victor Hugo guarda la luna ed è colto dallo stupore: a un primo sguardo non vede nulla se non "un buco nell'oscurità", "l'interno di una bottiglia di inchiostro". Poi inizia il viaggio: Hugo scopre la luna, dapprima la luna reale, con i suoi chiaroscuri, i suoi vulcani, i suoi baratri, il suo sole che sorge tra i monti e che illumina il Promontorium Somnii. "Non vi è spettacolo più misterioso di questa irruzione dell'alba in un universo coperto d'oscurità": da questa constatazione e dalla visione del Promontorium Somnii inizia quindi la scoperta di un'altra luna, la luna metaforica, la luna dei poeti, del mito, che conduce all'immaginario e al sogno. Dalla cima del Promontorio del Sogno si libra l'arte in tutte le sue forme, e da quella stessa cima prendono il volo le riflessioni di Hugo, nell'inseguimento onirico di spettri, demoni, fate, draghi, folletti, nereidi, divinità antiche e moderne. Tutta la magnificenza dell'arte ha origine da qui, da questo sogno che non lascia scampo, da questa cima su cui Dante, Cervantes, Shakespeare, Voltaire, Molière, Beethoven e mille altri hanno inseguito il fantasma della loro genialità. Victor Hugo incita a un atto di coraggio: guardare la luna, guardare il sogno, sognare. "Il sogno è connaturato all'uomo", ma l'uomo deve essere più forte del sogno, perché "un cervello può venir corroso da una chimera".
14,00

Racconti di Odessa-Il tramonto

Racconti di Odessa-Il tramonto

Isaak Babel'

Libro: Copertina morbida

editore: Eir

anno edizione: 2012

pagine: 320

L'ambiente ebraico di Odessa, brulicante di vita e di personaggi, di antichi dolori e di nuovi sogni, scosso nelle sue vecchie leggi dai tumulti della grande rivoluzione, è fissato per sempre in questo affresco dai colori scintillanti, vividi, carichi di umorismo e di pietà insieme. Al centro di questi racconti le famigerate gesta della banda criminale che nel primo ventennio del Novecento mise a ferro e fuoco i sobborghi di Odessa, coronate da un folgorante epilogo ("Tramonto") che precipita i leggendari banditi nel dramma della storia, mettendoli a confronto con l'inevitabile tragedia della decadenza e della morte. Un'epopea violenta e drammaticamente attuale ambientata nel ghetto ebraico della Moldavjanka dove la vita scorre tra rapine e omicidi, funerali e matrimoni, retate e rocambolesche fughe. L'arte di Babel ci si rivela qui, pure nella sua sorprendente modernità, legata alla grande tradizione dei narratori russi, e prima di tutti al Gogol dei racconti ucraini, a quel Gogol che Babel scelse a maestro per tutta la sua vita di scrittore.
18,00

Fumo

Fumo

Ivan Turgenev

Libro: Copertina morbida

editore: Eir

anno edizione: 2012

pagine: 238

Ambientato a Baden-Baden, dove d'estate si davano appuntamento i ricchi russi che si recavano in Occidente, "Fumo" è una satira amara della Russia e dei russi dell'epoca. Scritto da Turgenev in anni (1865-1867) in cui viveva prevalentemente all'estero, quando fu pubblicato (1867), il romanzo fu accolto da un coro di polemiche contro le posizioni filo-occidentali, ritenute antipatriottiche, dell'autore. Tra gli illustri critici delle idee turgeneviane figura anche Dostoevskij, della cui irritazione rimane traccia nel "Diario di uno scrittore". Ma ciò che rende ancora attuale il romanzo è non solo l'eterna polemica tra le due anime della Russia (quella degli slavofili e quella degli occidentalisti), ma anche la delicata e vibrante storia d'amore del protagonista, che diventa metafora della vicenda esistenziale di un'intera generazione. Sullo sfondo del cicaleccio vuoto e vano della compagnia di russi si staglia la figura di Litvinov, anima inquieta persa dietro il miraggio di un ideale destinato a non potersi realizzare. Solo nell'accettazione della vita così come si presenta Litvinov riuscirà a trovare il senso della propria esistenza. Introduzione di Stefano Garzonio.
17,50

Esuli

Esuli

James Joyce

Libro: Copertina morbida

editore: Eir

anno edizione: 2012

pagine: 96

12,90

La locanda delle streghe

La locanda delle streghe

Joseph Conrad

Libro: Copertina morbida

editore: Eir

anno edizione: 2012

pagine: 236

Quattro racconti scritti nell'arco di dodici anni, ambientati ai due antipodi del mondo, popolati da personaggi di lingua, nazionalità e natura lontane tra loro, e che costituiscono altrettante porte di accesso al cuore misterioso dell'arte di Conrad. Un'arte che lo scrittore definì espressione "della solidarietà nei sogni, nei piaceri, nelle speranze e nei terrori che collega ogni uomo al suo simile" e che affratella i protagonisti di queste quattro vicende, trascinati da sogni, piaceri, speranze e terrori verso il loro ineluttabile destino. Amy Foster e Domani, pubblicati nel 1903 all'interno della raccolta Tifone e altri racconti, narrano le due tragedie speculari di un marito preso per folle dalla moglie che lo ha conosciuto, amato e messo al centro della sua vita e di un padre impazzito che non riconosce il figlio redivivo di cui attende il ritorno da sempre. Storie di conflitti spirituali che trascolorano dal bene al male, passando di colpa in colpa e di sconfitta in sconfitta fino all'inevitabile epilogo. Le identità vacillano e si sottraggono in un gioco di maschere e specchi anche negli altri due racconti, La locanda delle streghe e Il piantatore di Malata. Qui l'occultamento di due cadaveri, lontani nel tempo e nello spazio, genera instabili castelli di menzogne e prepara l'inesorabile emergere della verità, che cala sugli antieroi conradiani recidendone speranze e illusioni e illuminandone il fondo scuro della coscienza. Introduzione di Richard Ambrosini.
14,90

Il contemplato. Testo spagnolo a fronte

Il contemplato. Testo spagnolo a fronte

Pedro Salinas

Libro: Copertina morbida

editore: Eir

anno edizione: 2012

pagine: 140

Composta durante gli anni del soggiorno a Puerto Rico e pubblicata nel 1946, "Il contemplato" è un'intensa raccolta di quindici poesie (un "Tema" seguito da quattordici "Variazioni") dedicate da Pedro Salinas al mare dell'isola caraibica. Il mare è nei suoi versi prisma lucente e cangiante attraverso cui guardare agli enigmi e agli incanti dell'esistenza: l'esperienza dell'assoluto, il rinnovarsi della bellezza, il mistero insondabile della creazione poetica. Ecco allora che la distesa fisica si fa metafisica, tingendosi di "azzurro, paradiso", e il mare geografico assume su di sé i nomi di tutti i mari che si distendono davanti all'uomo, interrogandolo sulla propria condizione di finitezza. Nella vastità del paesaggio marino che lo sguardo del poeta abbraccia con gli occhi, cielo e acqua, luce e onda si confondono in un solo azzurro, così come la contingenza presente dell'io si fonde in un più vasto anelito - quello che anima ogni individuo ad andare sempre al di là in una ricerca inesausta di infinito. Lo sguardo da cui è avvolto il mare contemplato da Salinas illumina uno spazio immateriale che dà forma a quanto di più intimo e al tempo stesso sconosciuto c'è in ogni uomo: il desiderio della verità e della salvezza. Prefazione di Cesare Segre, postfazione di Emma Scoles.
12,90

La terza notte di Valpurga

La terza notte di Valpurga

Karl Kraus

Libro: Copertina morbida

editore: Eir

anno edizione: 2012

pagine: 394

Un "silenzio rovesciato", così il filosofo Walter Benjamin ha definito l'intera opera di Kraus. Tra il maggio e il settembre del 1933, quel silenzio ha prodotto la prima, la più caustica, la più profonda ed esaustiva analisi del nazismo che mai sia stata scritta, con il suo celebre incipit. "Su Hitler non mi viene in mente niente". Una dichiarazione che, se per assurdo avesse dato avvio a una delle acclamatissime letture pubbliche tenute a Vienna dal grande scrittore satirico, sarebbe stata seguita da "una pausa ad effetto, per sottolinearne la paradossale ironia", per poi esplodere in quel "formidabile attacco al regime di Hitler", in quella "colata di lava incandescente" che come scrive Paola Sorge nella sua introduzione al volume "scende con violenza via via più forte a bruciare un mondo inconcepibilmente disumano, con gli squallidi protagonisti e le comparse del terrore che lo popolano", e dà corpo alle centinaia di pagine vibranti e tormentate che compongono "La terza notte di Valpurga."
22,00

Scorpione e felice

Scorpione e felice

Karl Marx

Libro: Copertina morbida

editore: Eir

anno edizione: 2011

pagine: 161

Nell'ottobre del 1837, all'età di diciannove anni, Karl Marx invia a suo padre un singolare romanzo in occasione del suo compleanno. Si tratta di un testo bizzarro intitolato "Scorpione e Felice": un anti-romanzo in cui la penna critica del giovane Marx mette a nudo con sottile umorismo il moralismo filisteo che caratterizzava la borghesia berlinese della prima metà del secolo XIX. Come afferma Claudio Magris questo scritto curioso, che "consiste in una serie di vagabonde divagazioni, completa mente prive di trama, sviluppo narrativo e di segno di personaggi", diventa "il pretesto per beffardi excursus politico-letterario-filosofici". La critica pungente e gravida di ironia verso la classe politica della Berlino che Marx, ancora giovane studente, frequentava all'epoca dei suoi primi studi universitari; la parodia dei grammatici eruditi e degli accademici; l'ironia antiromantica; la caricatura della scuola storica del diritto; la demitizzazione e l'accesa verve satirica caratterizzano l'opera che ci rivela un Marx inedito e frizzante. A controcanto di questa scrittura, il lettore troverà le caricature dell'amico di una vita, Friedrich Engels, vignette altrettanto inattese e pungenti, condite dal sale della derisione arguta e dall'umorismo piccante nei confronti della società del tempo. Introduzione di Gabriele Pedullà e una nota di Claudio Magris.
9,90

La giovinezza

La giovinezza

Francesco De Sanctis

Libro: Libro in brossura

editore: Eir

anno edizione: 2011

pagine: 308

Con una prosa capace di far risuonare la spontaneità e la fervida immediatezza del discorso orale, Francesco De Sanctis ripercorre in queste pagine le esperienze che lo formarono come studioso, come maestro e come cittadino. Nel 1881, quando era ormai un'autorità indiscussa nel panorama culturale italiano, l'intellettuale campano iniziò a dettare i ricordi della sua vita alla nipote Agnese, che lo assisteva nella sua infermità provocatagli da una grave malattia agli occhi. La stesura delle memorie venne però interrotta dalla morte nel 1883 e il racconto autobiografico, uscito postumo nel 1889, rimase limitato agli anni della giovinezza. Francesco De Sanctis ricostruisce così le vicende del suo trasferimento, giovanissimo, dall'arretrata campagna irpina all'esuberante città di Napoli, i suoi anni di studio presso i vari maestri, l'indefessa ricerca di un metodo d'indagine e di contenuti nuovi. Segue la narrazione delle esperienze che avrebbero condotto l'illustre studioso a divenire un ministro della Pubblica Istruzione intimamente consapevole dei problemi della scuola e della società civile. Nell'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia questa autobiografia costituisce una testimonianza quanto mai preziosa e attuale dell'esistenza di un'altra Italia, capace di credere nei più alti valori della cultura e dell'impegno politico, e alla cui costruzione il Sud ha dato e continua a dare contributi insostituibili. Introduzione di Francesco De Nicola.
9,90

Sir Charles Grandison

Sir Charles Grandison

Jane Austen

Libro: Libro in brossura

editore: Eir

anno edizione: 2011

pagine: XVIII-119

La commedia Sir Charles Grandison, "scoperta" e pubblicata per la prima volta in Inghilterra nel 1980, viene offerta al pubblico italiano in un volume curioso e controverso. Curioso, perché per la prima volta il nostro lettore conoscerà una Jane Austen comica, dal piglio farsesco e polemico. Controverso, perché ad aprirlo e a chiuderlo vi sono due scritti . l'Introduzione di Beatrice Battaglia e la Postfazione di Arnaldo Colasanti che propongono interpretazioni diverse, se non addirittura opposte, suscitate dalla lettura di questa prosa contratta e ironica, parodica e allusiva, carica di arguzia e di risonanze che evocano la letteratura dell'epoca e in particolare il monumentale romanzo The History ofSir Charles Grandison di Samuel Richardson. Battaglia ci avverte: "Il fatto di non aver tenuto conto del genio parodico e della profondità del linguaggio ironico della grande scrittrice spiega fraintendimenti illustri come quello di Henry James e più recentemente di Edward Said". Per Colasanti, invece, Sir Charles Grandison non è altro che "un misterioso affare di famiglia", un canovaccio dettato alla Austen dalla sua nipotina di sette anni: insomma, un "abbozzo", che però, come gli abbozzi pittorici di Turner, "produce anche un singolare linguaggio a macchia, in cui la trasparenza e la rapidità del tocco restano insieme la grammatica di una lingua vibrante e luminosa, capace di una libertà interiore stupefacente".
9,90

Ruth

Ruth

Elizabeth Gaskell

Libro: Copertina morbida

editore: Eir

anno edizione: 2011

pagine: 685

Ruth, secondo romanzo di Elizabeth Gaskell, finora del tutto inedito in Italia, destò un grande scandalo tra i benpensanti dell'età vittoriana. La storia della giovane Ruth ripropone un tema molto caro all'autrice: quello della "fallen woman", una donna che perde l'innocenza e cade nel peccato, si redime e finisce per essere travolta dalla sua stessa volontà di fare del bene. Al di là delle implicazioni ideologiche, legate a una precisa epoca ma anche al topos antico della donna caduta che riscatta la colpa iniziale con il proprio sacrifìcio estremo, l'umile ricamatrice della Gaskell continua a interrogare con rinnovata e incisiva forza l'enigma della femminilità e la difficile strada di accesso da parte delle donne alla condizione femminile. Ruth è infatti stretta fra il suo non volerne sapere iniziale (rimane incinta, "senza sapere") e una identificazione con il sacrifìcio, la suprema oblazione finale. Traspare da queste pagine intense il ritratto di una Gaskell che è già, come scrive Nadia Fusini nell'introduzione, una donna moderna, "che cerca di conciliare imperativi inconciliabili. Pragmatica e impulsiva. Fragile e vitalissima. A volte malinconica, a volte intraprendente. Ostinata, caparbia, volitiva ma anche dubbiosa. Mai dogmatica".
9,90

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