Il Mulino: Saggi
Il valore dello Stato e il significato dell'individuo
Carl Schmitt
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 104
"Il valore dello Stato" (1914) delinea le principali categorie intellettuali e politiche dello Schmitt maturo. Il libro investe i problemi della contrapposizione fra vita e scienza, fra empiria e diritto, con l'obiettivo di giungere a un punto di vista che consenta un'attiva formazione giuridica dell'esperienza. Nella visione schmittiana, il senso dello Stato consiste nel suo compito di realizzare il diritto nel mondo tramite la decisione, ed è questo compito che fa dello Stato il potere supremo. Esso dunque è il titolare di quell'azione politica che traduce l'idea giuridica nella pratica.
Lo Stato e il suo diritto
Sabino Cassese, Pierangelo Schiera, Armin von Bogdandy
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 136
Diritto amministrativo e costituzionalismo come hanno contribuito alla storia dello Stato in Europa? Quali sono state le principali vicende dei diversi tipi di Stato europei? E come cambia lo Stato con l'europeizzazione e la globalizzazione? Dallo Stato di diritto allo Stato amministrativo, allo Stato sociale, passando attraverso gli esperimenti totalitari, i regimi politici europei sono riusciti ad adattarsi ai mutamenti della storia e resistono anche alla europeizzazione e alla globalizzazione.
Ma cos'è questa crisi. Letteratura e cinema nell'Italia del malessere
Dario Tomasello
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 230
"Ma cos'è questa crisi?" si chiedeva Rodolfo de Angelis in un celebre ritornello della prima metà del Novecento. Ripercorrendo sessant'anni di storia italiana, il libro misura la crisi come condizione naturale della cultura del nostro paese. È una contraddizione solo apparente che il malessere deflagri proprio nell'epoca del boom, nel vivo dei favolosi anni Sessanta. E da allora assume forme via via diverse, prolungando la propria ombra fino alla stagione presente. Tra letteratura e cinema del malessere, gli antieroi passati in rassegna hanno i volti e i nomi dei personaggi di Risi, Calvino, Bianciardi e Volponi, per incarnare poi in tempi più recenti i tratti grossolani del cinema dei Vanzina, quelli melanconici dei libri di Tondelli o, infine, quelli ossessivi della "Gomorra" di Saviano.
Le rivolte arabe e l'islam. La transizione incompiuta
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 253
Le proteste e le rivolte diffusesi nel Medio Oriente arabo a partire dalla fine del 2010 hanno improvvisamente movimentato il quadro politico di un'area che da troppo tempo pareva imprigionata in situazioni dittatoriali senza sbocco. Se è presto per stilare un bilancio della cosiddetta primavera araba, non lo è invece per cercare di capire, distanziandosi dalla mera cronaca, le potenzialità che questi eventi possono dispiegare nel futuro. È quanto intende fare il libro, in cui alcuni accreditati studiosi italiani e arabi, esperti di politica e storia islamica, analizzano le situazioni di maggior interesse (Egitto, Libia, Giordania, Tunisia, Libano) illustrando i diversi esiti, democratici e non, delle rivolte, con particolare riguardo al ruolo della religione e dei partiti religiosi.
Le forme elementari della povertà
Serge Paugam
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 291
La povertà è un fenomeno ingombrante, espressione di una disuguaglianza difficile da accettare In società complessivamente ricche e democratiche. Il destino cui l'Occidente moderno ha creduto di poter sfuggire non è forse rappresentato proprio dai poveri? Questo studio si concentra non tanto sulla povertà in sé, definita attraverso soglie quantitative e misurata con indicatori di vario tipo, quanto piuttosto sulle relazioni tra una società e i "suoi" poveri. Le rappresentazioni sociali della povertà da un lato e, dall'altro, l'esperienza vissuta dagli individui etichettati come poveri consentono di cogliere, oltre le variazioni di intensità del fenomeno, la sua diversa "qualità", secondo tre principali forme tipiche: povertà integrata, marginale e squalificante.
L'altro necessario. Contro la solitudine della società moderna
Piero Amerio
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 281
Come nasce il soggetto moderno capace di rappresentazione di sé in prima persona? Possiamo farne a meno senza perdere i fondamenti di una vita associata basata sul reciproco riconoscimento e sulla responsabilità di ciascuno? Che cosa comportano nel "divenire persona" e nella definizione di sé le relazioni con gli altri? Dobbiamo subire un' individualizzazione che ci fa "soli" o perderci in una "società liquida", oppure il soggetto-persona può recuperare risorse socio-cognitive a sostegno di diverse speranze progettuali? Partendo da questi interrogativi, nell'ottica di una psicologia sociale aperta al dialogo con il pensiero filosofico e attenta alle pratiche sociali, l'autore fornisce un'avvincente lettura delle sfide che l'individuo deve affrontare nel presente contesto della globalizzazione politica ed economica.
Impresa responsabile e mercato civile
Stefano Zamagni
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 171
Il mercato capitalistico è popolato da imprese che perseguono il fine di massimizzare il profitto nel mero rispetto delle norme di legge. Nel dibattito pubblico si è tuttavia fatta sempre più strada l'idea che la responsabilità legale dell'impresa non basti e che ad essa vada aggiunta la responsabilità sociale. Ma oggi, come afferma Zamagni, non è più sufficiente parlare di responsabilità sociale dell'impresa, bisogna piuttosto mirare alla sua responsabilità "civile", nella forma specifica della cittadinanza globale dell'impresa, se vogliamo dare impulso a un'economia altrimenti destinata al declino e promuovere modelli alternativi di crescita.
Le nevrosi di Manzoni. Quando la storia uccise la poesia
Paolo D'Angelo
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 213
È Manzoni il grande nevrotico della letteratura italiana dell'Ottocento: crisi di panico, svenimenti e agorafobia lo tormentarono per tutta la vita. Di questi mali, don Lisander incolpava l'immaginazione troppo viva, che gli faceva vedere pericoli inesistenti se si fosse avventurato negli spazi aperti. Manzoni, però, temeva i frutti dell'immaginazione anche in un altro campo, quello in cui tutti la riteniamo indispensabile: persino nella creazione artistica, nella scrittura del romanzo occorreva secondo lui tenersi lontano dai capricci dell'invenzione e affidarsi piuttosto all'appoggio sicuro del dato storico. Questo libro racconta come, a poco a poco, la storia abbia sottratto nel celebre autore dei Promessi Sposi ogni spazio all'arte, fino a condannarlo al silenzio.
La Repubblica del presidente. Il settennato di Giorgio Napolitano
Vincenzo Lippolis, Giulio Maria Salerno
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 200
Il settennato di Giorgio Napolitano ha segnato l'accrescersi dell'influenza della presidenza della Repubblica nel sistema politico-istituzionale. In un periodo caratterizzato dalla crisi del bipolarismo, dalla delegittimazione dei partiti e dalla debolezza di governo e parlamento, il Quirinale è stato il crocevia di incisive decisioni di politica interna ed internazionale. Dalle scelte legislative ai rapporti tra politica e giustizia, dalle missioni militari all'estero agli impegni nei confronti dell'Unione europea, la voce del capo dello Stato è stata sempre più presente ed ascoltata. Non si è trattato, però, di un presidenzialismo di fatto o "a Costituzione invariata". Come dimostra l'analisi condotta in questo volume, Napolitano ha saputo cogliere le potenzialità di intervento offerte dall'elasticità della disciplina costituzionale, così rafforzando il ruolo del capo dello Stato all'interno del nostro regime parlamentare.
L'Italia e la fine della guerra fredda. La politica estera dei governi Andreotti (1989-1992)
Antonio Varsori
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 269
I due dicasteri presieduti da Giulio Andreotti fra luglio '89 e aprile '92 dovettero confrontarsi con eventi internazionali di grande portata: la caduta del muro di Berlino e la riunificazione tedesca, la guerra del Golfo, l'inizio del conflitto jugoslavo, il crollo del regime comunista albanese e la prima emergenza migratoria, il trattato di Maastricht. II volume, sulla base di una ricca documentazione inedita proveniente dall'archivio Andreotti, mostra come la fine della guerra fredda e il trattato di Maastricht, soprattutto per le sue implicazioni economiche, abbiano avuto un profondo impatto non solo sulla posizione internazionale del paese, ma anche sui suoi equilibri interni, concorrendo in maniera determinante a favorire la crisi del sistema politico italiano e la fine della "prima Repubblica".
Dopo la morte dell'arte
Federico Vercellone
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 161
La questione della morte dell'arte appassiona la riflessione filosofica e le pratiche artistiche da quasi due secoli. Fu Hegel il primo a rilevare che l'arte non costituisce e nemmeno può più rappresentare la verità e il centro di una cultura. La dichiarazione dell'ultimo dei filosofi ha suscitato un incendio indomabile, le cui fiamme divampano nel Novecento e lambiscono ancora il nostro tempo. Ma è davvero morta l'arte? Sì, ma solo se si danno per buoni i presupposti hegeliani, come fece anche Benedetto Croce dando avvio al dibattito novecentesco. Da allora il tema non ha smesso di impegnare artisti e pensatori, a partire dall'avanguardia storica per giungere sino alle teorie dell'arte contemporanee. Partendo da queste premesse, il libro riconsidera l'intera vicenda e sottolinea come il quadro sia oggi radicalmente mutato per l'impatto che sull'esperienza estetica ha prodotto l'avvento delle tecnologie digitali.
Storia della magistratura italiana
Antonella Meniconi
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2013
pagine: 365
Il volume ripercorre il lungo cammino del magistrato dagli esordi nell'età liberale, quando la legge e la volontà del governo costituivano i paletti entro i quali si doveva muovere l'azione giudiziaria, alla compressione della libertà del giudice durante il fascismo, fino alla Costituzione repubblicana e alla sua lenta attuazione e alle tensioni degli anni Sessanta e Settanta, che contribuirono ad avviare la democratizzazione dell'ordine giudiziario e l'ingresso dei principi costituzionali nella giurisprudenza. Un cammino lungo e non facile né lineare, culminato però nella nascita di un nuovo modello di giudice, che si sarebbe poi dimostrato capace di fronteggiare le tre grandi emergenze del terrorismo, delle mafie e della corruzione. Negli ultimi trent'anni la magistratura ha svolto un ruolo decisivo, anche esercitando talvolta una supplenza rispetto ad altre istituzioni. Da ciò è nato quel conflitto con la politica che ha segnato gli anni più recenti.

