Filosofia
Cultura medica a Napoli nel secolo dei Lumi
Roberto Mazzola
Libro
editore: Diogene Edizioni
anno edizione: 2018
In questa breve raccolta di saggi l'autore è attento a far emergere anche in testi e in pagine apparentemente marginali i fili che legano autori e temi del secolo dei Lumi ai problemi aperti dalla rivoluzione scientifica nel campo specifico della medicina. La superiorità delle conquiste della nuova scienza non era dovuta a mere ragioni teoriche, ma alla sua efficacia nel risolvere problemi concreti. L'autore non esita a sottolineare come nel caso di Sebastiano Bartoli e la rinascita del termalismo, nelle considerazioni sulla morte di Domenico Cirillo, nell'esame del magnetismo di Giuseppe Saverio Poli, quanto la cultura medica si vada trasformando in problemi ora di sanità pubblica - beneficenza e cura, - ora di antropologia - le sensazioni dei moribondi - ora di antropologia e di sociologia insieme, se non addirittura di costume - nel caso delle cure magnetiche tra Settecento e primo Ottocento.
Vico e Hobbes
Emilio Sergio
Libro
editore: Diogene Edizioni
anno edizione: 2018
Come l'autore avverte nell'incipit del testo, il volume è l'esito di un percorso di ricerca di lunga durata, inaugurato in occasione del primo incontro anglo-italiano tenutosi a York nel 2006 per le cure della Società Italiana di Studi sul Secolo XVIII e della British Society for the Eighteenth-Century Studies. Gli studi sull'affaire Hobbes-Vico qui raccolti si sono arricchiti nel corso del tempo di nuovi spunti di ricerca legati al pensiero politico, all'antropologia e alla filosofia linguistica dei due pensatori. L'arma segreta del libro consiste nella sua unicità. L'autore non ha perso occasione di inserire «cose nuove e sconosciute» legate - da una parte - al problema della ricezione del pensiero di Hobbes nella Napoli secentesca e in quella del primo Settecento e - dall'altra - all'esegesi del pensiero politico e antropologico del filosofo di Malmesbury e dell'autore delle "Scienze nuove". Liberando l'affaire Hobbes-Vico da «ogni comparazione estrinseca o di maniera» che possa cadere nell'errore di trasformare Hobbes in una sorta di "precursore" del filosofo napoletano, la monografia «concentra soprattutto l'attenzione del lettore sugli aspetti cruciali dell'antropologia dei due pensatori nella loro autonoma e individuale configurazione» - scelta interpretativa strategica, «nel segno di un interesse teorico e storiografico aggiornato sul "nuovo corso" degli studi. In proposito [...] Sergio non rinuncia alla tipologia dell'analisi del "Vico e...", assai frequentata negli anni del maturo Novecento [...], ma la trasforma a suo modo, avvicinando Hobbes a Vico più che Vico a Hobbes. E lo fa intervenendo su motivi specifici e molto circostanziati».
Un inquieto domenicano. Temi e figure della Seconda Scolastica nella filosofia di Tommaso Campanella
Tommaso Sgarro
Libro
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2018
Tommaso Campanella, a differenza di Giordano Bruno, non smise mai di essere un domenicano. Relegato storiograficamente alle giovanili opere naturalistiche di ispirazione telesiana, la sua irrequietezza intellettuale è stata spesso confusa con il libertinismo. Il presente lavoro cerca, invece, di accendere una luce sulla quasi dimenticata fitta rete di confronti, rimandi, scontri personali e virtuali che Campanella mise in piedi con i maggiori autori domenicani della Seconda Scolastica. Le discussioni sulla volontà, la libertà e la grazia, al centro dei dibattiti all'interno dell'Ordine domenicano, vengono da Campanella ridefinite alla luce della controversia De Auxiliis (1597-1606) e delle tesi di Luis de Molina, e sviluppate nel quadro della sua metafisica naturale, sorprendentemente, attraverso il confronto con i testi di uno dei massimi commentatori dell'Aquinate, Tommaso de Vio "Gaetano", punto di partenza di quel tomismo rinascimentale nel cui solco compiutamente si può collocare anche la riflessione campanelliana.
Rilke e Heidegger. L'«Angelo» e il compito dei «mortali» nelle Elegie Duinesi
Dario Tordoni
Libro: Libro in brossura
editore: Morlacchi
anno edizione: 2018
pagine: 150
È Rilke poeta nel tempo indigente? Questa la domanda che Heidegger si pone in Wozu Dichter...?, lasciandola però senza risposta. Se il saggio del '46 oscilla tra la marcata presa di distanza e l'involontario tradimento dell'innegabile fascinazione che la poesia rilkiana esercita sul filosofo, in un componimento poetico della tarda maturità, Heidegger sembra riconoscere a Rilke la dignità di autentico poeta epocale. La ragione dell'iniziale rifiuto di qualsiasi affinità con il poeta praghese è da ricercare sia in scrupoli di carattere biografico quanto nella sovrapposizione della poesia rilkiana alla filosofia di Nietzsche. Così le forzature che operano nell'interpretazione heideggeriana del pensiero nietzscheano si riflettono anche su quella riservata alla poetica di Rilke, inquadrati entrambi in una lettura che finisce per metterne in luce solo i tratti metafisici. Il presente lavoro propone una lettura delle Elegie Duinesi volta a evidenziarne le tematiche affini al pensiero heideggeriano.
Il pensiero medievale
Carlo Chiurco
Libro: Copertina morbida
editore: QuiEdit
anno edizione: 2018
pagine: 248
Socrate, Platone, Aristotele. Mappe concettuali delle filosofie
Libro
editore: La Sapienza Editrice
anno edizione: 2018
Dialoghi provinciali
Salvatore Campo, Giuseppe Pezzino
Libro: Libro in brossura
editore: A&G
anno edizione: 2018
pagine: 210
Presentazione di Maria Vita Romeo.
Depressione e ri-tiro
Arcangelo Roberto Briganti
Libro
editore: Serra Tarantola
anno edizione: 2018
Il “viaggio depressivo” è una successione di scoperte: nell’emergere del “mal-Essere” dell’Essere dovuto alla Sua “male-dizione” linguistica, scaturisce preciso l’incentivo a ricordare il “Dimenticato” e cioè il Linguaggio iniziale dell’infanzia nostra e di tutti i tempi dell’inizio, quel Linguaggio extra-temporale proprio dell’Essere come “sostantivo-Sostanza”. L’“Essere-sostantivo” non contaminato grammaticalmente dal tempo verbale, è il “ri-Tiro” linguistico, quello già “tirato” e poi dimenticato; quello in grado di garantire al nostro tragico “quotidiano-Essere-a-tempo” la salvezza dal Non-Essere.
Essere nell'eterno per vivere nel tempo. Gli «Scritti di Londra» di Simone Weil
Sabina Moser
Libro: Libro in brossura
editore: Lorenzo de Medici Press
anno edizione: 2018
pagine: 128
«Il compito che l’autrice di questo saggio si è proposto è di mostrare il persistere fino al nostro tempo dei mali sociali, morali e culturali che nella prima metà del Novecento avevano determinato la crisi irreversibile della civiltà europea e che Simone Weil si era impegnata a mettere in luce, suggerendone altresì correttivi germinati in lei da tutt’altra ispirazione rispetto a quella di cui quei mali erano effetto, vale a dire la fede nella forza, osservata come principio primo della convivenza umana […]. È nel breve periodo ultimo, trascorso a Londra come impiegata del governo francese in esilio, che ella ha espresso un pensiero politico giunto a piena maturazione […]. Sabina Moser si è impegnata a estrarre da quegli scritti quanto può aiutare a leggere criticamente il presente, sottraendolo alla deriva dei fatti compiuti, all’inerzia della caduta in un presente avulso da una reale coscienza storica e da una visione a cui ispirare l’agire. Ben venga, dunque, l’invito a riprendere in mano gli Scritti di Londra, saranno comunque e quanto meno un viatico per sottrarsi all’istupidimento.» (dall'introduzione di Giancarlo Gaeta)


