Luni Editrice: Il sogno di Gutenberg
Vita di Maria Wuz. Il maestrino contento di Auenthal
Jean Paul
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 80
Che cosa può fare un uomo quando non ha denaro per comprare libri, ma non riesce a vivere senza di essi? Maria Wuz, maestro di
Oscar Wilde. ritratto intimo di un genio
André Gide
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 48
"Oscar Wilde
La stampa clandestina russa. Da Pasternak a Solzenicyn. La letteratura del samidzat (1957-1976)
Jurij Mal'Cev
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 464
C'è una letteratura che nasce senza tipografie, senza librerie, senza copertine: fogli battuti a macchina, copie con la carta
Foscolo a Milano
Gianfranco Acchiappati
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 352
Con "Foscolo a Milano", Gianfranco Acchiappati ci consegna un'immagine del poeta delle Ultime lettere di Iacopo Ortis e dei Se
Scrittori dal crepuscolo. Ritratti di letterati dall'Ottocento italiano
Stefano Cortese
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 208
Ci sono scrittori che sembrano condannati a un oblio perenne, quasi avessero trascorso la vita in un silenzio ininterrotto
Chi ben comincia... Gli esordi fulminei nella narrativa del Novecento
Massimo Romano
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 320
«Forse, in fondo, il primo libro è il solo che conta, forse bisognerebbe scrivere quello e basta»: così scriveva Italo Calvino
Mendel e la memoria dei libri
Stefan Zweig
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 48
Per anni, nella penombra di un caffè viennese, Jakob Mendel vive come un astro immobile: non possiede quasi nulla, ma sa tutto
La collezione invisibile
Stefan Zweig
Libro
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 48
La collezione invisibile di Stefan Zweig è un testo breve, quasi pudico, capace però di aprire un varco in una questione enorm
Sulla bibliofilia
Léon Duranville de
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 96
Che cos’è, davvero, la bibliofilia? Un semplice collezionismo di rarità, o una forma di conoscenza? In Sulla bibliofilia Léon de Duranville risponde a questa domanda non così banale come può sembrare, con un saggio breve e affilato, che unisce tono brillante e precisione concettuale. Il libro attraversa la “psicologia” del bibliofilo e, insieme, la materia concreta del libro: edizioni, tirature, qualità tipografica, carta, legature, provenienze, annotazioni, esemplari di pregio. Duranville mostra come il valore non sia riducibile al prezzo: nasce dalla storia dell’oggetto, dalla sua integrità, dalla sua rarità documentabile e dal suo posto nella tradizione editoriale. L’autore distingue con finezza il bibliofilo dal semplice accumulatore: non basta possedere, occorre saper riconoscere. Per questo la bibliofilia si avvicina alla bibliografia e alla filologia: richiede criteri, confronto tra stati e varianti, attenzione ai segni materiali che fanno di un volume un testimone unico. Il testo qui tradotto è una piccola teoria della cultura del libro: un invito a considerare il volume come forma, memoria e “presenza” del testo nel tempo. Letto oggi, Duranville aiuta a capire perché la passione per le prime edizioni, per i libri illustrati, per le copie d’autore o di provenienza non sia un vezzo elitario, ma un modo di custodire la storia della lettura. In un’epoca di smaterializzazione digitale, questo classico ricorda che ogni biblioteca è anche un ritratto: del gusto, dell’intelligenza e della cura con cui si sceglie ciò che vale la pena tramandare. Il volume, tradotto da Corrado Vatrella, è impreziosito da una introduzione di Antonio Castronuovo, grande esperto di bibliofilia, che incastona il testo di Duranville nella vastissima produzione francese della seconda metà dell’Ottocento dedicata al mondo del libro.
Il quaderno rosso
Benjamin Constant
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 64
A quarantacinque anni, Constant progetta di scrivere un’autobiografia, di cui questo Quaderno è il primo nucleo, rimasto però interrotto. Il racconto della sua infanzia e giovinezza termina poco prima della sua partenza per la Germania, nel febbraio 1788, dove il padre lo aveva finalmente sistemato e dove lo aspettavano un impiego a corte e il matrimonio, con tutte le responsabilità della vita adulta. Fino a quel momento, però, il giovane Constant vive un’esistenza agitata e girovaga. Orfano di madre, con un padre che in fondo non sa bene che farsene di lui, sballottato da un precettore all’altro, da un paese all’altro, è un ragazzo geniale e curioso, sprezzante e insofferente, imprevedibile e assetato di libertà. Constant rievoca con l’ironia disincantata del suo stile inconfondibile quel periodo della sua vita così anarchico, senza legami, trasgressivo. Come sempre, è il protagonista e allo stesso tempo l’osservatore divertito della propria esistenza. Le sue imprese giovanili sono folli, a volte tragicomiche, ma mai irrimediabili. I temi e i protagonisti fanno intravedere all’orizzonte le vicende del suo capolavoro, Adolphe, ma non è ancora arrivato il momento della maturità: il giovane e impulsivo Constant sfida le convenzioni, suo padre, l’autorità e si butta a capofitto nella vita, senza rimorsi. Scritti verso il 1812, dopo avere attraversato la Rivoluzione francese e l’avvento di Napoleone, questi ricordi di gioventù sembrano gettare un ultimo sguardo nostalgico a un mondo ormai cambiato per sempre.
Ritratto dell'artista da cucciolo e altri racconti
Dylan Thomas
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 176
In Ritratto dell’autore da cucciolo Dylan Thomas raccoglie una serie di racconti i quali, più che ricostruire “la sua” infanzia, mettono alla prova un’idea di formazione. Swansea e la provincia gallese diventano un laboratorio di voci: compagni di scuola, parenti, bottegai, predicatori, aspiranti poeti. Il protagonista – spesso un alter ego, spesso una maschera – attraversa episodi di educazione sentimentale e linguistica in cui la realtà quotidiana si trasforma, senza sforzo apparente, in teatro dell’immaginazione. Da un punto di vista critico, il libro può essere letto come un “romanzo di formazione a frammenti”: ogni racconto funziona da capitolo autonomo, ma la continuità è garantita dal lavoro sul ritmo, dalla costruzione dei personaggi e da una memoria che non vuole essere documento, bensì invenzione controllata nella quale la sua vena irruente e visionaria trova forme e tempi più distesi e aperti. Thomas mescola comico e crudele, idillio e imbarazzo, e soprattutto porta nella prosa la competenza del poeta: allitterazioni, ritorni fonici, impasti di immagini che fanno sentire la frase prima ancora di capirla. Ritratto dell’autore da cucciolo è un classico “laterale” perfetto: introduce Thomas senza mitologie biografiche, mostrando come nasce una voce. È un libro che parla agli studiosi (per la sua idea di autobiografia come costruzione letteraria) e ai lettori nuovi, perché si legge con piacere immediato: rapido, brillante, eppure carico di risonanze, come un racconto che continua a suonare anche dopo l’ultima pagina. Nell’insieme si avverte la matrice orale dell’autore: ogni scena sembra pensata per essere detta ad alta voce, con cambi di registro e una sapienza teatrale del dettaglio. La “cucciolaggine” del titolo non è nostalgia, ma energia che senza irriverenza alcuna si rifà alla lezione del Ritratto dell’artista da giovane di James Joyce: la fase in cui l’io impara i codici sociali e insieme scopre come disobbedirgli con la scrittura. In controluce, il Galles di Thomas non è folclore, ma un paesaggio mentale dove lingua, classe, desiderio e religione si intrecciano e producono attrito, cioè letteratura.
Viaggio nelle mille e una notte
Jolanda Guardi
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 144
L’influenza che Le Mille e Una Notte hanno destato sin dalla loro prima traduzione in una lingua occidentale in scrittori, artisti e soprattutto, traduttori e traduttrici è innegabile. Non solo: anche studiosi e studiose di ogni nazione e corrente hanno scritto fiumi di inchiostro sulle Notti. Questo volume non si sottrae alla tentazione ma non vuol essere una storia delle Mille e Una Notte, né un trattato relativo ai manoscritti originali, argomenti per i quali esistono già numerose pubblicazioni. Piuttosto vuole concentrarsi sulla traduzione in alcune lingue europee, le prime a giungere anche in Italia, fornendo alcune informazioni sui traduttori e in particolare su quelle in lingua italiana, tanto numerose quanto diverse. Un altro aspetto poco considerato sono le derivazioni del testo in ambiti culturali diversi. Per questo vengono segnalate opere in ambito letterario e musicale che in un modo o nell’altro alle Notti si rifanno. Nel grande magma del materiale a disposizione la scelta è stata ovviamente personale dell’autrice, dettata in parte da interessi personali, in parte dalla disponibilità delle opere citate, in parte ancora dall’essere settori poco esplorati – come a esempio il fumetto e i giochi di ruolo e videogame. Il volume è un lavoro aperto. Per questo, al termine di alcune sezioni vengono riportati i titoli di alcune opere cui chi legge potrà far riferimento per costruire un proprio percorso personale, perché il testo parla a ciascuna e ciascuno di noi in modo diverso.

