Marsilio: Letteratura universale
Primo libro illustrato di medicina
Sabrina Minuzzi
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
pagine: 96
Il Giustino
Carlo Goldoni
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 256
Il Giustino è l'unica opera di Carlo Goldoni per la quale ci sia giunto il manoscritto autografo
Grammatica. Con inizio dalla morfologia
John Milton
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 232
L'Accedence Commenc't Grammar (Grammatica con inizio dalla morfologia) è un piccolo, raffinato manuale di latino pubblicato ne
Storie di magia (dalle Metamorfosi). Testo originale a fronte
Apuleio
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 264
Il volume racchiude, in una nuova traduzione, gli inserti a tema soprannaturale che costellano i libri i e ii delle Metamorfos
Il poema della donna di loto (Padmâvat)
Muhammad Jayasi Malik
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
pagine: 488
La leggenda di Padmavati, la "donna del divino", sembra aleggiare ancora oggi sulle antiche fortezze e i paesaggi aspri del Rajasthan: bardi e cantastorie girovaghi se ne impadronirono negli stessi anni della tragica caduta di Cittor (1303), la città "madre degli hindu" per opera del sultano Alauddin. In breve l'intera India del Nord conobbe la celestiale bellezza della principessa di Lanka e si commosse per il suo tormentato amore col sovrano di Cittor. Due secoli dopo il grande poeta Malik Muhammad (detto Jayasi) ne trasse lo spunto per uno dei capolavori della letteratura indiana, ispirato da una spiritualità che compendia i più alti sentimenti dell'induismo e dell'Islam e abbraccia dottrine come lo yoga, il sufismo, la devozione teista e il tantrismo.
Leila
Antonio Fogazzaro
Libro
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 640
Romanziere tra i più amati anche dal pubblico contemporaneo, Antonio Fogazzaro (Vicenza, 1842-1911) conquistò lettori appassio
La storia di Denzil Quarrier
George Gissing
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 336
Pubblicato nel 1892, "Denzil Quarrier" è uno dei romanzi più audaci e attuali di George Gissing. In quest’opera l’autore combina critica sociale e dramma psicologico esplorando con cinica lucidità i grandi temi del periodo vittoriano: l’ipocrisia delle istituzioni, la corruzione politica, la condizione femminile e la funzione del matrimonio. Attraverso personaggi dall’ambiguo profilo morale e un intreccio narrativo che evoca la scrittura sensazionale, Gissing svela le profonde contraddizioni di un’epoca dominata dalla menzogna e dalla doppiezza. Ambientato in una piccola città di provincia, il romanzo segue l’ascesa del giovane radicale Denzil Quarrier, la cui carriera politica si scontra con i segreti inconfessabili della sua vita privata. Mentre la campagna elettorale scuote la cittadina, la relazione con Lilian Allen – una donna intrappolata in un matrimonio mai consumato – diventa il bersaglio di una società borghese pronta a sacrificare la felicità individuale per aderire alle leggi del perbenismo e alle logiche del potere. Questa prima traduzione italiana restituisce tutta la forza della prosa gissinghiana con i suoi dialoghi incalzanti, ironia tagliente, realismo disincantato e introspezione psicologica.
Fenice. Mito, rinascita, metamorfosi. Variazioni sul mito
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 288
Rinascita, metamorfosi, animale fantastico sul quale si è molto fantasticato: la fenice ha incarnato e incarna per gli esseri umani la fluidità del mondo, il fuoco, la cenere e l’aria in cui tutto si condensa e scompare. Per poi tornare: è l’emblema del ciclo della vita sublimato in un unico esemplare che muore per risorgere da se stesso, fin dalla notte dei tempi. È un mito che attraversa la storia degli esseri umani da quasi quattromila anni, e il suo volo è lanciato verso il futuro. Dalla città santa di Eliopoli, in Egitto, la fenice ha colonizzato anche le guglie di Hogwarts. Arpia e sirena, emissario di buone e nefande notizie, latrice di morte e incarnazione d’amore, simbolo della gloria di Roma, della Resurrezione, della credulità degli antichi e degli amanti, della speranza di riscatto dell’umanità, la fenice colora e brucia molte delle nostre immaginazioni.
Le Lucciole. Canzoniere. 1855-1857
Ippolito Nievo
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 520
Ippolito Nievo nacque a Padova il 30 novembre 1831, morì la notte fra il 3 e il 4 marzo 1861, nel naufragio del vapore «Ercole», sulla rotta Palermo-Napoli. Visse tra il Veneto, la Lombardia e il Friuli. L’ultimo dei tre decenni che gli toccarono in sorte – oltre alla sua partecipazione alle imprese garibaldine dei Cacciatori delle Alpi e poi dei Mille – risulta straordinariamente ricco di scrittura: poesie, collaborazioni giornalistiche, cronache di costume, drammi, commedie, tragedie, saggi letterari e politici, racconti e romanzi, fino alla grande epopea progettuale – di una vita e di una nazione – de Le Confessioni d’un Italiano, a compendiare e immaginare nello spazio di una lunga esistenza romanzesca l’«esemplare» di «innumerevoli sorti individuali». L’edizione nazionale - riconoscendo all’opera di Nievo non soltanto il suo valore, ma anche la sua rappresentatività culturale nel canone letterario italiano ed europeo - pubblica per la prima volta la raccolta completa delle opere dello scrittore. La forma scelta non è quella monumentale di grossi tomi disposti cronologicamente o tematicamente, ma quella, agile, della collezione che presenti - nel testo critico e col corredo di un commento - le singole opere e le raccolte nella loro originale individualità. A raccolta delle poesie scritte nel triennio 1855- 1857, Le Lucciole nascono in un contesto storico-politico e letterario cruciale per Ippolito Nievo: sono gli anni dei processi di Mantova, dei guai giudiziari per il racconto L’Avvocatino e dei frequenti soggiorni a Milano. Ed è in questo periodo che Nievo scrive le prime novelle campagnole, Angelo di bontà, Il Conte Pecorajo, Il Barone di Nicastro; di lì a poco avrebbe iniziato anche la stesura delle Confessioni. Le Lucciole spiccano per la loro sperimentazione e vivacità metrica, stilistica e linguistica, capaci di una panoramica straordinaria su un secolo volto alla modernità poetica. Una nuova edizione delle Lucciole vuole ora dar conto di questo particolare momento: entro l’opera nieviana, poetica e complessivamente intesa, ed entro le coordinate più ampie della nostra storia letteraria.
L'uomo di mondo
Carlo Goldoni
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 344
Le numerose edizioni settecentesche che s’intersecano l’una con l’altra, la mancanza degli autografi e la vastità dell’impresa di fronte alle cento e più commedie, alle decine di melodrammi giocosi, di drammi per musica e di altri componimenti teatrali, cui si affiancano poesie, prose amplissime di memoria e un cospicuo epistolario, hanno impedito fino ad ora che si affrontasse la questione dell’edizione critica delle opere di Carlo Goldoni. La cultura italiana e internazionale si era rassegnata e accomodata all’ombra della grande, meritoria fatica di Giuseppe Ortolani iniziata nei primi anni del secolo, senza, tuttavia, un chiaro progetto e senza precisi criteri filologici. Alla base di questa edizione nazionale vi è stata una preliminare indagine sulle stampe volute dall’autore dal 1750 agli anni ultimi della sua lunga vita al fine di determinare, opera per opera, i diversi stadi del testo. Da qui la presenza di un ricco apparato di varianti che illustra l’evoluzione della singola opera fino al momento in cui l’autore non impone ad essa una fisionomia definitiva. Consegnati al teatro, i testi, che erano nati per esso, riprenderanno immediatamente il loro cammino nella continua e molteplice dinamica dell’interpretazione che qui viene di volta in volta ricostruita nelle pagine dedicate alla fortuna. Nella stagione di carnevale 1738-1739, presso il teatro San Samuele di Venezia, la compagnia di Giuseppe Imer rappresenta la prima commedia di Carlo Goldoni, Momolo cortesan. È la storia di un giovane mercante interessato al vino, alle risse e alle donne molto più che agli affari, il quale, rimasto senza soldi e quasi truffato, accetta di sposarsi e riordinare la propria vita borghese. Solo la parte del protagonista è scritta; il resto è improvvisato dagli attori. Per questo, nonostante l’immediato successo, la pièce non viene stampata prima del 1757, nell’ultimo tomo dell’edizione fiorentina Paperini, con un nuovo titolo, L’uomo di mondo. Un esame critico della tradizione testuale indaga le ragioni della pubblicazione tardiva e passa in rassegna gli interventi progressivi sul testo; un commento individua i rapporti con il teatro cittadino veneziano dei secoli XVII-XVIII, con la tradizione “bulesca” e con la prima produzione goldoniana.
Orgoglio e pregiudizio
Jane Austen
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 464
Nel famoso incipit di Anna Karenina, Tolstoj dice che «tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro, mentre ogni famiglia infelice lo è in modo diverso». Ma questo non è vero per Jane Austen, che non ha bisogno di infelicità e di tragedia per raccontare la differenza delle sue «famiglie felici»: gli inganni e le goffaggini, le illusioni e le ingiustizie che sono i segni del quotidiano e faticoso venire a patti con la vita, in quegli spazi futili, variegati e leggeri - il salotto, la sala da ballo, la parrocchia - che la sua scrittura sa riempire di senso e profondità. Felice la famiglia Bennet? Con cinque figlie da sistemare, una madre stupida e ridicola, un padre che disprezza moglie e figlie (tranne una) e passa la giornata nello studio a leggere e fare i conti? Felice quel mondo patriarcale che racconta il potere di chi ha soldi e l’umiliazione di chi non ne ha? Di Orgoglio e pregiudizio (1813), che è forse il primo Bildungsroman al femminile, è protagonista una giovane donna, Elizabeth Bennet, la cui formazione consiste nell’imparare a stare in quel mondo restrittivo con libertà, a costruire la possibilità di pensare e di scegliere, a parlare e a tener testa all’interlocutore in quegli straordinari palleggi linguistici che sono i suoi dialoghi alla pari con le figure più autorevoli dell’establishment.

