Rizzoli: Bur classici
Fedra
Jean Racine
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 192
Fedra, scomparso durante un viaggio il marito Teseo, confessa il suo amore al figliastro Ippolito, ma questo indignato la rifiuta. Teseo torna sorprendentemente incolume e scaccia, maledicendolo, il figlio Ippolito, accusato di aver cercato di sedurre Fedra. La matrigna, per gelosia nei confronti di Ariccia, amata da Ippolito, non scagiona il figliastro. Quando Teseo scopre l'innocenza del figlio, prega Poseidone di non tener conto della maledizione da lui invocata, ma è troppo tardi: i cavalli di Ippolito, atterriti da un mostro marino, lo hanno travolto e ucciso. Fedra, sconvolta, confessa al marito la verità e si uccide.
Poemi cristiani. Testo latino a fronte
Giovanni Pascoli
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 240
Kreisleriana, dolori musicali del direttore d'orchestra Giovanni Kreisler
Ernst T. A. Hoffmann
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 128
Le solitudini e altre poesie. Testo spagnolo a fronte
Luís de Góngora
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 251
Questo volume, curato da Norbert von Prellwitz, raccoglie e commenta le poesie più belle di Gongora. In primo luogo le canzoni popolaresche, poi i sonetti petrarcheschi, ed infine "Le solitudini", considerato il capolavoro dell'autore. Quest'edizione offre, oltre ad una traduzione aggiornata, una bibliografia completa.
Trionfi
Francesco Petrarca
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 144
Nonostante Petrarca non affidasse la propria gloria alle sue opere in volgare, egli raggiunse la fama in primo luogo per quelle “rime sparse” – in volgare appunto – che sono una sorta di autobiografia spirituale del poeta e un cardine fondamentale della letteratura italiana. E, in volgare, Petrarca scrisse anche i “Trionfi”, che lo impegnarono quasi trent’anni, dal 1340 al 1370, ma rimasero incompiuti. L’opera è costituita da una serie di visioni mitiche e simboliche che raffigurano sentimenti ed eventi umani innalzati a moralità universale, sulla linea dei poemi allegorico-didascalici del tempo, di cui massima espressione fu la “Commedia” di Dante. Nel loro essere rimasti incompiuti però, i “Trionfi” mostrano come il mondo degli intellettuali fosse radicalmente cambiato nel corso dei circa cinquant’anni che dividono il capolavoro dantesco dall’opera di Petrarca: cinquant’anni che avevano visto il passaggio dal Medioevo all’Umanesimo, dalle certezze tomistiche al dubbio agostiniano, dall’ideale moralizzatore alla concentrazione sull’Io e sulle sue debolezze.

