fbevnts | Pagina 16
Vai al contenuto della pagina
Iscriviti alla newsletter

SE: Testi e documenti

L'azzurro del cielo

Georges Bataille

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 151

«Più o meno ognuno di noi è legato ai racconti, ai romanzi, che gli rivelano la molteplice verità della vita. Solo quei racconti, letti a volte come in delirio, lo pongono davanti al destino. Dobbiamo dunque cercare appassionatamente che cosa possa essere un racconto, come orientare lo sforzo attraverso il quale il romanzo si rinnova o, meglio, si perpetua. La preoccupazione delle tecniche nuove, che compensino la sazietà delle forme conosciute, pare dominare qualsiasi riflessione. Ma non riesco a spiegarmi — se vogliamo proprio sapere che cosa un romanzo possa essere — perché non si individui subito e non si sottolinei quella che dovrebbe costituire la base per una vera ricerca. Il racconto che rivela le possibilità della vita non richiama necessariamente, ma può richiamare, un momento di rabbia, senza il quale l'autore resterebbe cieco a quelle possibilità eccessive. Ne sono convinto: solo la prova asfissiante, impossibile, dà all'autore il mezzo per spingere lontano la sua visione, per andare incontro alla attesa del lettore stanco dei limiti angusti imposti dalle convenzioni. Come si può perdere tempo su libri alla cui creazione l' autore non sia stato manifestamente costretto? [...] Ho voluto esprimermi brutalmente. Ma non intendo insinuare che solo un sussulto di rabbia o la prova della sofferenza possa assicurare a un racconto il potere della rivelazione. Ne ho parlato per arrivare a dire che solo un tormento mio personale è all'origine delle mostruose anomalie di L'azzurro del cielo. Queste anomalie sono la base di L'azzurro del cielo. Ma ero così lontano dal pensare che tale base potesse bastare a conferirgli una validità, che avevo rinunciato a pubblicare questo libro, scritto nel 1935. Ora, amici toccati a suo tempo dalla lettura del manoscritto m'incoraggiano alla pubblicazione. Alla fine mi sono rimesso al loro giudizio ». Con una nota di Guido Neri.
21,00 19,95

La kabbalah e la tradizione critica

Harold Bloom

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 120

«La grande lezione che la Kabbalah può dare all'interpretazione contemporanea è che il significato, nei testi tardivi, è sempre un significato errante, proprio come gli ebrei tardivi erano un popolo errante. Il significato erra, come la sofferenza umana, o come il peccato, da testo a testo, e, all'interno di un testo, da figura a figura. Ciò che governa questo errare, questo essere nell'errore, è la difesa, la stupenda necessità della difesa. Poiché non soltanto l'interpretazione è una difesa, ma il significato stesso è una difesa, e così il significato erra per proteggersi. Etimologicamente, "difesa" si riferisce a "cose vietate", a "proibizione", e possiamo congetturare che la difesa poetica sorga in stretta alleanza con le nozioni di violazione e trasgressione, che sono essenziali per la presentazione di sé da parte di ogni forte poeta nuovo. Nella tradizione ebraica, ogni rappresentazione letteraria partecipava della trasgressione, a meno che non fosse canonica. Ma l'Esilio costituisce uno stimolo profondo al desiderio umano di rappresentazione letteraria. La Kabbalah è una dottrina dell'Esilio, una teoria dell'influenza concepita per spiegare l'Esilio. L'Esilio, in un contesto puramente letterario, migra dalla categoria di spazio a quella di tempo, per cui l'Esilio diventa Tardività. Dopo l'Esilio dalla Spagna, la Kabbalah intensificò la propria visione della Tardività, intensificazione culminata nel mito luriano, per il quale la Creazione stessa diventò un Esilio».
19,00 18,05

Giovinezza a Vienna. Autobiografia

Arthur Schnitzler

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 322

"Giovinezza a Vienna" è l'autobiografia che copre gli anni giovanili di Arthur Schnitzler, dal 1862 al 1889. Redatta tra il 1918 e il 1919, essa è uscita postuma per volontà dell' autore. Nella postfazione al libro, Friedrich Torberg scrive di queste memorie: «La loro forza persuasiva suscita tanta più meraviglia in quanto si tratta in modo evidente e inequivocabile di note frammentarie; esse giungono solo fino al ventisettesimo anno di vita dell'autore, ossia fino al periodo che immediatamente precede gli inizi veri e propri della sua carriera letteraria. Ci si può consolare pensando che il poeta Arthur Schnitzler nasce quando si è concluso lo sviluppo del-l' uomo Arthur Schnitzler, e si può supporre che egli volle innanzitutto sincerarsi del patrimonio umano in suo possesso, prima di giudicare legittimo richiamare l'attenzione del pubblico sull'espressione letteraria di tale patrimonio. Nella sua opera nulla trapela del suo presuntuoso egocentrismo, di sentimenti e di sensibilità precoci, nulla dell'appassionata e costante attenzione, querula o entusiastica, per la sfera intima dell'esperienza puberale. Mai riesce a insinuarsi il malevolo sospetto che Schnitzler abbia cercato esperienze per "sfruttarle" in sede letteraria, mai egli fa in modo che la sua sfera emozionale divenga incentivo del lavoro letterario [...]. Quelle che a grandi linee sono le modalità della correlazione instaurata fra l'uomo e il poeta Arthur Schnitzler, si ritrovano diffusamente nel processo di produzione letteraria; tale processo ebbe inizio quando l'elemento che accanto ad altri si poneva come eminentemente costitutivo, ossia "l'elaborazione dell'esperienza", era stato precisato e aveva raggiunto un assetto definitivo».
30,00 28,50

Traduzione della prima lettera ai Corinti

Giovanni Testori

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 118

"Forse questa "Traduzione della prima lettera ai Corinti" di Testori è una delle chiavi, se non la chiave principale per aprire la porta del cuore e dell'opera dello scrittore. Intanto mettiamo sull'avviso il lettore — nel caso ne avesse bisogno — che non si tratta di una traduzione, ma di una riconversione al centro dell'ispirazione di Testori, di un ritrovamento denunciato, mentre finora le sue poesie, il suo teatro e perfino i suoi romanzi costituivano, lasciavano trasparire il senso di una fedeltà nascosta o esaltata per contrari. D'ora innanzi sarà più facile collegare la parola del poeta al centro della sua volontà, meglio della sua costante, tormentata testimonianza spirituale e religiosa. Si tratta infatti di una attesa e a lungo rimandata professione di fede, di un tentativo supremo di riportare, almeno per una volta, nell'ordine della Carità un fuoco che per la sua stessa natura lo portava a puntare sul disordine e sul grido." (Dallo scritto di Carlo Bo)
19,00 18,05

Per una morale dell'ambiguità

Per una morale dell'ambiguità

Simone de Beauvoir

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 144

"Nell'inverno del 1946 Camus mi aveva chiesto, per non so più quale collana, uno studio sull'azione;" scrive Simone de Beauvoir nella sua opera autobiografica "La forza delle cose", del 1963 "l'accoglienza riservata a Pirro e Cinea m'incoraggiava a tornare alla filosofia. D'altra parte quando leggevo Lefebvre, Naville, Mounin, sentivo il desiderio di replicare. Incominciai così, in parte contro di loro, Per una morale dell'ambiguità. Di tutti i miei libri è quello che oggi mi irrita di più. La parte polemica mi sembra valida. Certo, ho perduto del tempo a combattere obiezioni futili; ma allora l'esistenzialismo veniva considerato come una filosofia nichilista, miserabilista, frivola, libertina, disperata, ignobile: bisognava pur difenderlo. In una maniera a mio avviso convincente, ho criticato l'ingannevole mito di una umanità monolitica di cui fanno uso gli scrittori comunisti - spesso senza confessarlo - volendo ignorare la morte e il fallimento; ho indicato le antinomie dell'azione, la trascendenza indefinita dell'uomo che si oppone alla sua esigenza di recupero, l'avvenire al presente, la realtà collettiva all'interiorità di ognuno; riprendendo il dibattito, allora così scottante, sui mezzi e sui fini, ho distrutto alcuni sofismi. Sul ruolo che hanno gli intellettuali in seno a un regime da loro approvato, ho sollevato dei problemi ancor oggi attuali."
19,00

Uno straniero con, sotto il braccio, un libro di piccolo formato

Edmond Jabès

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 145

"Che cos'è uno Straniero? Ecco la domanda posta in questo libro. Quale responsabilità abbiamo verso di lui? Ecco la seconda domanda posta in questo libro. Ma questo libro non è un saggio. Questo libro è invece la storia di una vita, di cui non si può dire, con certezza, dove incominci e dove finisca. A lungo sono stato abitato da questo libro, prima di abitarlo a mia volta e di condurlo, così, a leggermi là dove io stesso lo leggo. Libro di un incontro essenziale che mi ha segnato nel profondo. Ma, soltanto, ha avuto luogo? Ritratto, in un certo modo, di uno Straniero di cui un giorno ho perso le tracce, ma che, sebbene immaginario, potrebbe anche essere, senza che io lo sappia, il mio." (Edmond Jabès)
20,00 19,00

Varietà

Paul Valéry

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 342

Con la presente antologia di "Varietà", a cura di Stefano Agosti, il lettore potrà farsi una idea sufficientemente completa dell'aspetto "pubblico" del pensiero di Valéry: e cioè del pensiero non più volto alla speculazione interiore, bensì applicato ai diversi oggetti (letterari, in primis) in cui si è imbattuto e che è stato sollecitato ad assumere. Ovviamente, dietro ogni applicazione, si profila e insiste la massa dell'ininterrotta speculazione in proprio (i "cahiers", appunto), di cui talvolta vengono portati direttamente sulla pagina pubblica i lacerti mobilissimi e variegati. E sarà proprio la tensione inesausta dell'esercizio conoscitivo che il lettore potrà ammirare anche qui, e non solo in argomenti o temi che le sono congenialmente affini (si veda, per il piano della riflessione pura, l'"Introduzione al metodo di Leonardo da Vinci" o il saggio su Descartes, e, per il piano più specificamente poetico, il testo su Mallarmé), ma anche là ove l'oggetto mentale sembra - o di fatto si pone - agli antipodi di Valéry. A questo proposito, nulla sarà più istruttivo dello scritto su Pascal, ove l'intelligenza di Valéry passa di provocazione in provocazione, in un deflagare continuo di sorprese e di paradossi della più incandescente sostanza concettuale.
32,00 30,40

Le undicimila verghe

Guillaume Apollinaire

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 142

Pubblicato clandestinamente nel 1906, scritto da uno dei massimi poeti francesi del Novecento, il romanzo è la storia, scatenata, di un “viaggio erotico” e, allo stesso tempo, una grottesca parodia dei romanzi erotici popolari che si svolgevano su treni, a bordo di transatlantici, in località climatiche e che avevano per protagonisti principi, conti e nobili russi. Un libro scandaloso per l’efferatezza dei fatti raccontati ma al contempo colto, dove non è difficile scorgervi l’influenza della letteratura libertina settecentesca, con De Sade in testa, il grande maestro nascosto, a detta di Mario Praz, di tutta la letteratura popolare europea fino al Decadentismo.
19,00 18,05

Aforismi sulla radice degli ortaggi

Zicheng Hong

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 122

"Aforismi sulla radice degli ortaggi", testo affascinante ed enigmatico, sin dal titolo, apparve in Cina nel XVII secolo, e la figura stessa del suo autore, Hong Zicheng, è avvolta nel mistero e nella leggenda. Al crocevia delle tre grandi correnti spirituali (confucianesimo, taoismo e buddhismo) che dominarono, con alterne vicende, in Cina nel corso della dinastia Ming (1368-1644), quest'opera "sincrética" testimonia sia l'altissimo grado a cui erano giunte la filosofia e la letteratura, sia la profonda crisi, morale e sociale, che caratterizzò il tramonto dei Ming. Quel che costituisce il fascino e la complessità di questo testo è la sua ambiguità, quel continuo alternarsi di osservazioni sulla vita sociale e meditazioni mistiche, di riflessioni mondane e precetti religiosi, di considerazione per i rapporti umani ed esortazione al distacco dal mondo, di rispetto per la ragione e affermazione del primato del cuore. L'elemento unificante è lo stile: concisione, leggerezza, ritmo, discrezione, suggestione fanno degli "Aforismi sulla radice degli ortaggi" una delle opere più alte della letteratura classica cinese.
19,00 18,05

Il supermaschio

Alfred Jarry

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 154

"Come gli eroi di Sade, come Saint-Fond, come Clairwill, come l'incredibile Minski, Marcueil non è Surmâle soltanto per il suo eccezionale vigore sessuale, ma anche perché, attraverso l'esplosione di un'infinita energia, egli fa in sé l'esperienza della morte di Dio e si abbandona per un attimo all'orgoglio incontenibile di essere il primo esemplare di una razza nuova, l'uomo post deum mortuum di cui parla, nei Demoni, Kirìllov quando dice: «la storia sarà divisa in due parti: dal gorilla fino alla distruzione di Dio, e dalla distruzione di Dio fino alla trasformazione fisica della terra e dell'uomo». Quando Bathybius entra nella stanza in cui si è svolto il parodistico superamento dei limiti delle forze umane, un tale abisso separa Marcueil da «quella creatura vestita, canuta e con una barba scimmiesca», che egli lo saluta come un dio saluterebbe un comune mortale: «Chi sei, essere umano?». E questa sovrana integralità dell'Energia sta anche al fondo della passione di Marcueil per l'infinito numerico, simile al furore che muove i personaggi di Sade verso le loro vittime, come se la loro riduzione a numero fosse una delle forme principali della voluttà dei carnefici: «Rien n'amuse, rien n'échauffe la téte comme le grand nombre». L'uomo integrale dell'Energia è l'uomo-dio della tecnica, l'uomo che nel massacro divino scopre la sua infinità e pensa coerentemente la propria essenza a partire dalla nuova prospettiva che l'assenza di dèi gli rivela. Nella sua aspirazione a nascondersi per sopravvivere, Marcueil non sarebbe allora altro che una specie di negativo del Superman della tecnica, e, nell'insolenza del suo riso, suonerebbe l'antica pretesa titanica al potere celeste degli dèi." (Dallo scritto di Giorgio Agamben)
20,00 19,00

Il nuovo mondo amoroso

Charles Fourier

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 409

Il nuovo mondo amoroso", uno dei testi più grandiosi e radicali del pensiero occidentale, in cui Charles Fourier - il "sognatore sublime", come lo definisce Stendhal - descrive gli amori poligamici nella società d'Armonia, vide la luce in Francia solo nel 1967, centotrenta anni dopo la sua stesura. "Il fourierismo è un eudemonismo radicale" scrive Barthes nel saggio che introduce questa edizione integrale dell'opera. "Il piacere fourierista (chiamato felicità positiva) è molto facile da definire: è il piacere sensuale: "la libertà amorosa, la buona tavola, la spensieratezza e altri godimenti che le Civiltà non pensano nemmeno di desiderare, perché la filosofia le abitua a trattare da vizio il desiderio dei veri beni". [...] Il piacere fourierista non si compenetra di alcun male: non integra la vessazione, alla maniera sadiana, al contrario l'evapora; il suo discorso è quello della "benevolenza generale": ad esempio, nella guerra d'amore (gioco e teatro), per delicatezza, per non offendere, le bandiere e i capi non vengono catturati. Se però, in Armonia, si arriva a soffrire, è tutta la società che si adopera a stordirvi: avete avuto qualche sconfitta in amore, siete stati messi alla porta, le Baccanti, le Avventuriere e altre corporazioni di piacere vi circondano e vi trascinano, cancellano immediatamente il dolo di cui siete stati vittima. Ecco dunque il piacere solo e trionfante regnare su tutto."
35,00 33,25

Dostoevskij dal doppio all'unità

Dostoevskij dal doppio all'unità

René Girard

Libro: Libro in brossura

editore: SE

anno edizione: 2019

pagine: 114

"I critici contemporanei amano dire che uno scrittore crea se stesso creando la propria opera. La formula può essere applicata in modo eccellente a Dostoevskij a patto che non si confonda questo duplice processo creativo con l'acquisizione di una tecnica. Dostoevskij e la sua opera sono esemplari non nel senso in cui lo sarebbero un'opera e un'esistenza senza fratture, ma in senso esattamente opposto. Osservando vivere e scrivere questo artista forse impareremo che la pace dell'animo è la più ardua di tutte le conquiste e che il genio non è un fenomeno naturale. Al di là della differenza superficiale dei temi, le varie opere formano un tutt'uno; è a questa unità che il lettore è sensibile quando riconosce al primo colpo d'occhio un testo di Dostoevskij."
19,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.