Silvana: Cataloghi di mostre
L'Italia chiamò. Gli Uffizi per i 150 anni. Catalogo della mostra (Firenze, 12 novembre 2011-15 gennaio 2012)
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 128
Gli ambienti di San Pier Scheraggio si aprono al pubblico in un percorso di visita che, per serbare memoria della stagione eroica che fu preludio all'Unità d'Italia, si offre in un dialogo fra antico e moderno, che è poi il segno distintivo degli Uffizi. A prologo muto del clangore delle armi che cozzano nelle monumentali Battaglie di Corrado Cagli (Battaglia di San Martino, 1936) e di Renato Guttuso (Battaglia di Ponte dell'Ammiraglio, 1951-1952), sono esibiti, affiancati, gli Uomini illustri di Andrea del Castagno (1449-1450) e le effigi di uomini parimenti illustri, protagonisti dell'epopea risorgimentale. Uomini famosi che trovano un preavviso in quelli marmorei alloggiati nelle nicchie del porticato esterno degli Uffizi; gli stessi che, nella tela di Eugenio Agneni (1857), levitano come spettri dalle cavità dei pilastri del medesimo loggiato: ombre dei grandi fiorentini che protestano contro il dominio straniero. A chiudere l'imponente trilogia bellica, campeggia sul fondo absidale la Battaglia di Novara, dipinta nel 1861 da Luigi Norfini, che trova qui una calzante colonna sonora nei tonfi sordi degli spari, negli strepiti, nelle grida e nello sbattere dei ferri, che giungono dagli schermi dove scorrono le immagini di pellicole famose o rare, assemblate per l'occasione.
Paesaggi agrari. L'irrinunciabile eredità scientifica di Emilio Sereni. Catalogo della mostra (Roma, 13 novembre 2011-dicembre 2012)
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 256
Il volume, speculare alla mostra nata come itinerario iconografico per illustrare la Storia del paesaggio agrario italiano a cinquant'anni dalla sua pubblicazione, per effetto della persistente vitalità di Emilio Sereni si è progressivamente trasformato nello strumento utile a meglio comprenderne la ricchezza dell'opera, dell'archivio e della biblioteca. Gli autori, afferenti a diversi settori scientifici, sono concordi nel riconoscere l'attualità dello studioso che nella sua vita operosa ha saputo riunire non solo impegno politico e ricerca ma anche tante discipline (e relativi metodi di indagine) senza averne mai professato accademicamente una sola! Non è un caso se torniamo a interrogarci sull'eredità di Emilio Sereni a cinquant'anni dalla "Storia del paesaggio agrario italiano" (Laterza, 1961): in un momento storico in cui "il lungo addio" dell'agricoltura e della "civiltà contadina" (di cui il paesaggio è la parlante fisionomia) non ci appare più come il processo fatale e irreversibile di fronte al quale non resta che la rassegnazione. Il fallimento della "rivoluzione verde" a scala globale e i guasti dell'agroindustria a scala nazionale e regionale ci costringono a rileggere il passato secondo una linea che ci impone, non solo di recuperare i saperi locali di una cultura contadina che la storia sembrava aver condannato a un ruolo di subalternità se non di estinzione, ma anche di recuperare, in termini patrimoniali ed economici, i paesaggi rurali di interesse storico...
Van Gogh e il viaggio di Gauguin. Catalogo della mostra (Genova, 12 novembre 2011-15 aprile 2012)
Marco Goldin
Libro: Copertina rigida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 250
Tino Stefanoni. La mistica delle cose. Catalogo della mostra (Seregno, 12 novembre-4 dicembre 2011)
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 64
Il lavoro di Tino Stefanoni (Lecco, 1937), pur non appartenendo in senso stretto a quello dell'arte concettuale, di fatto si è sempre sviluppato in questa area di ricerca. L'artista ha sempre guardato al mondo delle cose e degli oggetti del quotidiano ritenendoli, a differenza del mondo animale e del mondo vegetale che non sono di pertinenza dell'uomo, l'unico segno tangibile della sua esistenza. Il volume propone un percorso nella sua produzione pittorica, dalle tele degli anni sessanta e settanta - in cui si dimostra incline a una ripetizione maniacale degli oggetti, rappresentati nella loro disarmante ovvietà - a quelle degli anni più recenti, che, pur rimandando a una sorta di svolta lirica, non rinunciano a sottolineare la prorompente fisicità degli elementi rappresentati, avvolti da una sottile ironia e magia. Il lavoro di Stefanoni, volto alla ricerca della qualità intima delle cose - a proposito della quale si è giustamente parlato di "metafisica" - conserva così un anelito di mistero che lo rende affascinante ed enigmatico. Il volume accoglie un testo critico di Luca Tommasi ed è completato da apparati biografici.
Leonardo. Il genio il mito. Catalogo della mostra (Torino, 18 novembre 2011-29 gennaio 2012)
Libro: Libro in brossura
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 190
L'"Autoritratto" di Leonardo, proprietà della Biblioteca Reale di Torino esposto in una grande mostra allestita alla Venaria Reale - offre l'occasione per la pubblicazione di questo volume, interamente dedicato al genio di Leonardo da Vinci e al mito che nei secoli si è consolidato intorno alla sua figura. L'opera di Leonardo è innanzitutto presentata, nel volume, attraverso il Codice sul volo degli uccelli e il nucleo completo dei tredici fogli autografi appartenenti alla Biblioteca Reale di Torino, incluso il celebre Autoritratto, affiancati da altri prestigiosi prestiti che offrono uno sguardo sulla produzione del maestro dedicata al tema del volto, della natura, dell'anatomia umana e delle macchine. Attraverso una selezione di opere di artisti dalla fine del Quattrocento all'Ottocento, viene quindi analizzata la presenza di Leonardo nelle arti e nella cultura, evidenziando la trasformazione della sua figura in un vero e proprio mito, che dall'età moderna perdura fino ai nostri giorni. La ripresa di Leonardo nell'arte contemporanea, alla stregua di un'icona, è ricordata dal celebre omaggio resogli da Marcel Duchamp, che mise i baffi alla Gioconda, e dalla reinterpretazione dell'Ultima Cena di Andy Warhol, ma anche da tanti altri protagonisti dell'arte recente come Tàpies, Rotella, Spoerri, Nitsch, Recalcati, Ceroli, solo per citarne alcuni. Fra i numerosi saggi critici accolti nel volume - a firma di alcuni fra i massimi studiosi di Leonardo.
Beatriz Millar. Salve regina souvenir. Catalogo della mostra (Shanghai, 15 maggio-12 giugno 2011). Ediz. italiana, inglese e cinese
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 160
Con la mostra "Salve Regina Souvenir" - presentata al Duolun Museum of Modern Art di Shanghai nel maggio 2011, e documentata in questo catalogo - Beatriz Millar (Einsiedeln - Svizzera, 1967) prosegue la sua ricerca formale e concettuale sull'idea di femminile. Compiendo un percorso a ritroso nella propria storia personale, l'artista svizzera evoca e celebra le sue icone femminili di riferimento donando alle persone a lei vicine nella quotidianità delle semplici donne di pane, che sembrano ricordare divinità di un'immaginaria società matriarcale. Il volume accoglie i testi di Gabriella Belli, Erica Shiozaki e Matteo Pollini, una conversazione con l'artista e apparati biografici.
La donna in Italia 1848-1914. Unite per unire. Catalogo della mostra (Milano, 28 ottobre 2011-29 gennaio 2012)
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 184
La mostra "Unite per unire" rivolge lo sguardo all'evoluzione sociale delle donne con particolare attenzione agli anni più lontani, quelli compresi tra il 1861 e il 1914. Con il passaggio dalla prima alla seconda metà dell'Ottocento si assiste, nell'Italia settentrionale, e in particolare a Milano, al coagularsi, intorno agli obiettivi politici e militari di un'elite composta prevalentemente dalle classi borghesi, di istanze sociali e culturali: anni densi di cambiamenti per il neonato Stato italiano e di amare delusioni per le donne. In quella storia i nomi delle donne non erano necessari, eppure hanno rappresentato la metà dell'Unità, con la loro partecipazione attiva alla costruzione della nazione. Donne determinate che con la loro forza non ostentata hanno costituito quel terreno, duro e fertile, su cui si è sviluppata l'Italia di oggi a partire dai Salotti, vere e proprie fucine di ideali innovativi di libertà e fratellanza. Il progetto "Donne che hanno fatto l'Italia", pensato per la ricorrenza del 150° anniversario dell'Unità d'Italia dall'Unità Tecnica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, vuole semplicemente essere la narrazione di una storia che non è stata raccontata in modo esplicito, un viaggio appassionato nella storia risorgimentale che ripercorre il cammino della nazione più giovane d'Europa, dove popoli, culture, lingue, dialetti, territori invasi e liberati, battuti da eserciti stranieri divennero un unico Paese e dove le donne si ritrovarono Unite.
Matteo Pugliese. Corazze. Catalogo della mostra (Roma, 7 ottobre-25 novembre 2011). Ediz. italiana e inglese
Libro: Copertina rigida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 144
Memoria ed effetti speciali, presenze potentemente fisiche ma al tempo stesso intimamente simboliche e spettrali: ecco gli esplosivi ingredienti della scultura di Matteo Pugliese (1969). Una ricerca che fa dialogare l'inarrivabile lezione plastica di Michelangelo, del manierismo e di Bernini con l'immaginario dei fumetti, del cinema fantastico e dei videogiochi di ruolo che poi, in fin dei conti, affondano le proprie radici nell'inesauribile miniera dei miti antichi. L'operazione, non facile, di ibridazione intrapresa da Pugliese viene fondata sulla volontà di rispettare e soprattutto rinnovare, al tempo stesso, la trasmissione millenaria di esperienze che si invera nella tradizione artistica. A tal proposito Matteo Pugliese potrebbe senza dubbio ben condividere questa riflessione di Gustav Mahler: "La tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri". Così l'artista salvaguarda l'essenza archetipica della modellazione e del fare demiurgico scultoreo con tutta la loro potenza simbolica, ma li innerva di umori contemporanei. Il volume, con un intervento critico di Gabriele Simongini e testi dell'artista, presenta le serie scultoree Scarabei, Custodi ed Extra Moenia, ed è completato da apparati biografici.
Nino Soldano. Vite da gallerista. Catalogo della mostra (Agrigento, 18settembre-13 novembre 2011)
Libro: Copertina rigida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 95
Il volume è dedicato a Nino Soldano, nativo di Sciacca e attivo a Milano come gallerista negli anni settanta e ottanta. Collaboratore di Giorgio Marconi e di Arnaldo e Giò Pomodoro, nel 1971 apre lo spazio che porta il suo nome, ribattezzato dal 1977 Studio Ennesse. Nella sua galleria passano molti degli artisti, soprattutto italiani, che in quegli anni costituiscono le giovani novità dell'arte: a un iniziale gruppetto legato alla protesta e alla contestazione studentesca e operaia, seguono coloro che sono raccolti sotto la definizione di "pittura analitica", di cui lo Studio Nino Soldano è stato un centro importante e coerente. Del suo attaccamento alla terra d'origine è invece testimonianza l'impegno pubblico più importante della sua carriera di imprenditore privato: la donazione del primo nucleo di opere del Museo di Gibellina e la realizzazione delle stagioni teatrali nella città del terremoto, durante gli anni ottanta, dove il suo intervento e la sua mediazione tra le istituzioni siciliane, gli artisti e gli scenografi più rinomati gli vengono pubblicamente riconosciuti con il conferimento della cittadinanza onoraria. Le conseguenze di un grave incidente stradale lo costringono nel 1984 a chiudere la galleria, pur continuando a occuparsi, fino a oggi, di tutti i "suoi" artisti.
Pablo Echaurren. Lasciare il segno (1969-2011). Catalogo della mostra (Ravenna, 8 ottobre-11 dicembre 2011)
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 143
Indifferente alle gerarchie che solitamente tendono a inquadrare l'attività creativa in settori separati l'uno dall'altro, Pablo Echaurren è un artista nomade in grado di muoversi tra arte e arti applicate, pittura e ceramica, video e scrittura, cultura e controcultura. Nato a Roma, esordisce giovanissimo mettendo a punto un proprio universo lessicale all'insegna del minimalismo, in cui confluiscono varie sollecitazioni: la cultura Pop, le antiche stampe giapponesi, ma anche le tavole dei libri di storia naturale, zoologia e botanica, nonché l'orizzonte del fumetto. In un secondo momento, il confronto con il patrimonio iconografico della storia dell'arte si allarga in un costante dialogo con le avanguardie storiche, dal Futurismo al Dadaismo, che egli rivisita con lo sguardo d'un abitante del villaggio globale, nutrito di immagini telematiche e messaggi massmediatici. La mostra Lasciare il segno ripercorre la sua attività, evidenziando gli aspetti poco noti e addirittura inediti: dai primi smalti e acquerelli, che fecero entrare l'artista diciottenne nella scuderia Schwarz, alle Decomposizioni floreali ottenute con matite e pigmenti su carta, dai dipinti costellati da una segnaletica allarmante, realizzati all'epoca della caduta del muro di Berlino, fino alle opere recenti, senza dimenticare le ceramiche, i collage, gli arazzi, le illustrazioni, i "metafumetti".
Orientalisti. Incanti e scoperte nella pittura dell'Ottocento italiano. Catalogo della mostra (Roma, 20 ottobre 2011-22 gennaio 2012)
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 192
Un'ente: appena di là del nostro mare, l'orizzonte si spalanca. Deserti, carovane, oasi, luce accecante e calda, confini senza limite nei quali il passaggio dell'uomo è una traccia casuale e fugace. E poi, ancora oltre, villaggi, mercati, moschee, cortili e terrazze, le rive del Bosforo, strade percorse da donne velate, da uomini dai costumi multicolori. Addentrandosi ancora più a fondo, con la fantasia laddove l'accesso è vietato, ecco infine il mondo femminile, misterioso e segreto, degli harem, degli hammam, le alcove delle odalische, corpi morbidi e invitanti, la magia della danza, occhi nerissimi. Oriente, vicino in fondo, eppure così inconoscibile e diverso per l'uomo europeo dell'Ottocento, quasi un miraggio di paradiso, un mondo sospeso fuori dal tempo, dalla modernità che incalza, dalla corruzione della civiltà e del progresso. Oriente reale per i tanti artisti, scrittori o pittori che vi si sono recati, superando le fatiche e i disagi del viaggio, ma anche Oriente solo sognato, ricreato in atelier tra tappeti persiani, bacili in bronzo, pugnali intarsiati e ceramiche, perché "l'immaginazione è più vera di quanto si pensi", come scrisse uno dei più sensibili pittori italiani del secondo Ottocento, Domenico Morelli, che mai si mosse dal suo studio napoletano. In un gioco di specchi, tra immaginazione, avventura, desiderio di conoscenza e sogno di trasgressione, ecco dunque la pittura d'Oriente, una "moda" avviata già nel Settecento che esplode nell'Ottocento positivista e romantico.
Ugo Attardi. L'erede selvaggio. Opere. 1944-2001. Catalogo della mostra (Marsala, 15 ottbre 2011-15 gennaio 2012)
Libro: Copertina morbida
editore: Silvana
anno edizione: 2011
pagine: 120
Pittore, scultore, disegnatore di eccezionale perizia, Ugo Attardi ha attraversato l'arte italiana del secondo Novecento da una posizione di singolare e irriducibile coerenza: artista figurativo dopo essere stato tra i promotori del Gruppo Forma 1, Attardi dagli anni cinquanta in avanti ha indagato i meccanismi dell'oppressione e della violenza individuando, nelle suggestioni e negli echi della grande arte del passato, gli snodi cruciali della relazione necessaria che lega l'artista alla storia. I rimandi a Goya e a Tiziano, a Velazquez e a Bernini, a Grosz e a Boccioni sono così lo strumento di un'opera di demistificazione visionaria, insieme allucinata e appassionata, che registra l'attualità imperiosa di ogni linguaggio in cui secondo le parole dello stesso Attardi - "siamo contemporanei a tante epoche". L'erede selvaggio (titolo del suo unico, celebrato romanzo) è così il testimone della vicenda convulsa del Novecento e della sua risacca finale, dove miti, simboli e sogni convivono nel medesimo sogno di bellezza e violenza.

