Aragno: Biblioteca Aragno
L'occupazione culturale in Italia. Position paper
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
pagine: 196
Benché il patrimonio artistico e culturale italiano collochi da sempre l'Italia al vertice della World Heritage List dell'Unesco, siamo uno dei Paesi europei con il minore numero di occupati, rispetto al totale, nel settore culturale. Un paradosso che ha molteplici cause: la scarsa riconoscibilità e legittimazione sociale del lavoro culturale; investimenti rispetto al PIL inferiori alla media europea; un'offerta formativa non adeguata; un basso livello di consumi culturali; la carenza di solide tutele sociali e previdenziali; la diffusa presenza di "lavoro sommerso" e uno dei più livelli salariali più bassi in Europa, quest'ultimo confermato dalla survey appositamente realizzata nel 2023 per questa pubblicazione. In questo contesto, si registrano alcuni fatti positivi: l'aumento delle imprese culturali e creative; il PNRR, in cui l'Italia è il primo tra i Paesi europei per finanziamenti richiesti per il settore culturale; la legge delega 106/2022 per il riordino del settore dello spettacolo; la legge 206/2023, che comprende la nuova normativa sulle imprese culturali e creative; l'aumento della spesa dei privati. Nel testo vengono approfondite le criticità e le opportunità del sistema culturale italiano al fine di definire, attraverso un patto collaborativo tra istituzioni pubbliche e private, una strategia di lungo periodo che aumenti l'occupazione del comparto e migliori le condizioni di chi vi opera.
La droga
Léon-Paul Fargue
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
pagine: 48
«La droga […] uno dei capolavori del fantastico moderno. Questo racconto mette in scena esseri fluttuanti, venuti non si sa da quali limbi e riconoscibili da certi segni misteriosi. Un giorno si sono bruscamente condensati in un quartiere fuori mano; un altro svaniscono senza avvisare. Si danno da fare in città approfittando della distrazione o dell'indifferenza generale, fino al momento in cui un passante informato ne avvista uno e si decide a dargli la caccia fino allo sfinimento». Roger Caillois
Metacritica sui purismi della ragion pura nella versione di Benedetto Croce. Con due scritti di G.W.F. Hegel su Hamann
Johann Georg Hamann
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
« […] il saggio contro Kant, la Metakritik über den Purismum der rei-nen Vernunft [conta] solo sette fogli, ma davvero notevoli». G.W.F. Hegel «Per molti Hamann non è stato solo un fenomeno interessante e stimolante, bensì un sostegno e una base di cui essi sentivano il bisogno, per sfuggire alla disperazione dei tempi». G.W.F. Hegel
Il soldato di Lambessa. La vaniglia e altre memorie e invenzioni
Franco Antonicelli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
pagine: 378
Alcuni anni dopo lo storico battesimo al microfono datato 28 aprile 1945, quando la sua voce aveva annunciato alla città di Torino la liberazione dai nazifascisti, Franco Antonicelli divenne una presenza assidua nelle case italiane grazie a più serie di fortunati programmi radiofonici. Nel 1956 si decise a raccogliere una selezione di suoi "scritti per essere detti" in un libretto edito dalla Eri e intitolato Il soldato di Lambessa, nella cui presentazione quei testi erano definiti «deliziosi e delicati ricordi personali, vivi ritratti di luoghi e di persone, incontri di letterati e di umile gente, rievocazioni storiche e poetiche […] sui temi della tolleranza, della coerenza, della scelta, e in particolare dell'amore al presente, al mondo che si vive e ai doveri che ci legano ad esso». In seguito, accanto a pubblicazioni promosse dalla Rai quali Piccolo libro di lettura (Eri, 1957), La vita di D'Annunzio raccontata da Franco Antonicelli (Eri, 1964), Calendario di letture (Eri, 1966) e alla successiva antologia di fiabe radiofoniche Le parole turchine (Einaudi, 1973), Antonicelli progettò un'altra raccolta di suoi testi adoperati per trasmissioni. O concepiti per la terza pagina de «La Stampa», che non gli riuscì di realizzare ma per la quale aveva immaginato un titolo che ha ispirato la seconda parte di questo volume: La vaniglia e altre memorie e invenzioni. Tra il settantesimo compleanno della Rai-Tv, il centesimo anniversario della prima trasmissione italiana dell'Uri (poi divenuta Eiar e infine Rai) e il cinquantesimo della morte di Franco Antonicelli, si è dunque pensato di riunire i testi, editi e inediti, delle sue più belle rubriche radiofoniche degli anni Cinquanta, corredandoli con un ricco apparato di note tratte da appunti e taccuini manoscritti di Antonicelli stesso che ci riportano alla sua infaticabile fucina di scrittore e divulgatore.
I peggiori anni della nostra vita
Michele Brambilla
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
pagine: 96
All'inizio degli anni Ottanta, un giovane cronista si trova a doversi occupare di una cosa che sembrava finita, sepolta: la violenza politica degli estremisti di destra e di sinistra. Da giornalista ne segue gli strascichi, e con la memoria torna a quando era bambino e poi ragazzo, studente alle superiori. Da Piazza Fontana al sequestro Moro, ricostruisce gli anni che seguirono il Sessantotto. Tra narrativa e cronaca, questo è il racconto degli anni di piombo. Anni difficili. Ma davvero sono stati i peggiori della nostra vita?
Il segreto e le società segrete
Georg Simmel
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
Questo saggio, parte della più ampia opera Soziologie (1908), Simmel passa in rassegna le forme della socialità, individuando nel 'segreto' e dunque, nell'ambiguo mescolarsi di quanto ognuno sa e di quanto ciascuno ignora dell'altro, la base di ogni rapporto interpersonale. Perché «Nessun altro oggetto di conoscenza può di propria iniziativa illuminarci riguardo a sé stesso o nascondersi, come può fare un essere umano. Nessun altro oggetto conoscibile modifica il proprio comportamento con l'intento di svelarsi o di celarsi». Questo è anche il presupposto delle 'società segrete', fondate giustappunto sulla segretezza, ma anche - come è il caso di alcune fra esse, tra cui la Massoneria - teleologicamente orientate alla ricerca del 'segreto'. È, quello qui presentato, un excursus fra i circuiti vitali dell'esperienza umana in società, che comprende - come afferma nella sua prefazione al testo Antonio De Simone, fra i massimi esperti a livello internazionale del filosofo e sociologo di Berlino: «Individualizzazione, separatezza, autonomia, centralizzazione, comando e sottomissione degli associati, libertà, riforma della società, sacerdozio sacrale e religio laica, virtù sociali e valori di fratellanza. Dunque, il segreto massonico e le sue fenomenologiche e storiche "ambivalenze" che marcano il principio di reciprocità: ieri come oggi, attraverso e dopo Simmel».
Alastor o lo spirito della solitudine
Percy Bysshe Shelley
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
pagine: 125
Non solo Alastor fu il primo vero poema pubblicato da Shelley, ma fu anche la prima delle sue composizioni a rivelare - osserva John Addington Symonds - «la grandezza del suo genio». Raramente il verso sciolto è stato scritto con maggiore maestosità e musicalità: e sebbene l'influenza di Milton e Wordsworth possa essere percepita in alcuni passaggi, la «versificazione, tremante di vibrazioni liriche, è tale che solo Shelley avrebbe potuto produrla» (Symonds). Alastor; or, The Spirit of Solitude si compone di 720 versi. Il titolo fu suggerito da Thomas Love Peacock e trae ispirazione dalla mitologia romana, dove Alastor è un genio malvagio. A scanso di equivoci, il nome non si riferisce all'eroe o al poeta del poema ma allo spirito che anima divinamente l'immaginazione. Oltre al suo intrinseco valore artistico, Alastor ha un grande valore autobiografico. Mrs. Shelley afferma che fu scritto sotto l'aspettativa di una morte imminente e sotto il senso di delusione conseguente alle sventure della giovinezza del poeta.
Indagini in Bow Street
Henry Fielding
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
Un giovane parruccaio giustiziato sul famigerato patibolo di Tyburn e una giovane domestica esiliata nelle remote colonie americane: quelli di Bosavern Penlez e di Elizabeth Canning sono due dei casi giudiziari più controversi del Settecento inglese, capaci di condizionare elezioni politiche e dibattiti pubblici. La loro eco, impregnata di pruriti voyeuristici e di radicati pregiudizi sociali, sarebbe giunta sino alle orecchie di Voltaire, che si sarebbe ispirato proprio al caso di Elizabeth Canning per indicare alla giustizia francese, sinonimo di vendetta privata, il modello ideale di una giustizia, quella inglese, sinonimo di pubblico ammonimento. A questi casi sono dedicati i due resoconti firmati dal più celebre giudice-scrittore dell'età dei Lumi, Henry Fielding, attivo nel tribunale londinese di Bow Street, direttamente coinvolto nelle indagini. Pubblicati tra 1749 e il 1753, i due opuscoli di Fielding testimoniano di una microstoria oscura e affascinante, che si dipana tra vicoli malfamati e squallide prigioni, tra taverne e bordelli frequentati da vagabondi, reduci squattrinati, guardie corrotte e poveri diavoli.
Alcibiade. Gli articoli di «Paese Sera» 1960-1972
Mario Praz
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
Dal primo del novembre 1960 all'ultimo del febbraio 1972, la presente raccolta comprende tutti gli articoli - in gran parte mai raccolti in volume - di Mario Praz apparsi su "Libri" di Paese Sera, il primo supplemento culturale italiano, ideato da Gianfranco Corsini. Se nell'articolo d'esordio l'autore si firma col suo nome, nei successivi Praz cela la sua identità con il nom de plume "Alcibiade", un nome che - a scanso d'equivoci - non voleva essere un richiamo classico ma un tributo al nonno materno, che era stato, secondo le tradizioni militari della famiglia, ufficiale dei Carabinieri e non poca influenza aveva avuto sul giovane Praz - specie dopo la scomparsa del padre Luciano - come nella scelta di iscriversi alla facoltà di Legge. Dalle piazze di Roma a via Toledo a Napoli, dal Rinascimento fiorentino alle miniature persiane e alle "belle cineserie", la raccolta offre un saggio dei gusti e delle preferenze di Praz con gli estri e le varianti di un grande registro di colori e di costumi: soltanto è che i colori sempre risplendono, mentre i costumi sono in crisi.
Marco Polo: il mercante che inventò un mondo
Giorgio Manganelli
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
«Marco Polo, l'uomo che inventò l'Oriente degli Europei» «Una costellazione di enigmi, ironie, ambigui indizi, presiede alla nascita del Milione di Marco Polo, uno dei grandi libri della civiltà europea…. il Milione, nato come libro di memoria esatta, diventava una possibilità di favola, di fantasia, qualcosa che esiste solo nelle innumerevoli varianti, di cui non è lecito tentare una edizione definitiva» «[Il Milione] un libro perduto da sempre e da sempre con noi» «Marco Polo è stato un momento mitico dell'Occidente e dell'Oriente. Come una figura allegorica, Marco Polo indica il momento in cui le due metà del Mondo cominciano a frequentarsi, a cercarsi, a conoscersi» «L'uno dettando, l'altro scrivendo, i due carcerati ritrovarono la gioia ariosa delle grandi pianure, dei fiumi lenti» «Dèmoni Marco ne incontrò nel suo sterminato viaggio: specie i dèmoni dei luoghi deserti, voci minacciose nella notte, suoni svianti di carovane, apparizioni mentite di compagni di viaggio che fanno smarrire la strada e perdere il viaggiatore in luoghi dove nessuno potrà mai più trovarlo»
Una vita nello specchio
Massimo Berruti
Libro: Libro in brossura
editore: Aragno
anno edizione: 2024
pagine: 68
“"Devo decidermi a dare una riordinata", pensa, fermo, dopo aver aperto la porta blu elettrico che dà accesso al suo "antro" a due passi dallo studio in cui realizza le sue opere. Qui da oltre trent'anni ha creato il suo spazio di posa, prova costumi, trucco; le sedute di psicoanalisi alle sue "Muse" (modelle, N.d.R.) si svolgono in questo spazio ristretto che ormai trabocca di armadi per gli abiti, manichini, parrucche, set di trucchi, specchi, tendaggi, fondali per le fotografie, cavalletti, luci, una sedia in vimini, il tutto in tonalità azzurro che contrasta con il parquet di legno…”.
Russia
Fëdor Dostoevskij
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
pagine: 195
L'idea di scrivere un «articolo sulla Russia», qualcosa di simile a un «pamphlet politico», ventilata da Dostoevskij già in una lettera del 1856, quando ancora scontava gli anni del confino come militare a Semipalatinsk, trova concretezza al suo ritorno a San Pietroburgo (fine dicembre 1859) proprio in Russia, un testo che doveva servire da «preambolo» a un ciclo di articoli sulla letteratura russa, nel quale parlare del suo paese in termini più generali dal punto di vista storico, politico e sociale. Il quadro che egli offre della Russia conserva ancora oggi una rilevante attualità perché continuamente vengono messe a confronto Russia ed Europa per sottolinearne le differenze ma anche per segnalarne la complementarità. «Noi russi abbiamo due patrie, la nostra Russia e l'Europa», avrebbe scritto in pagina del 1876 del suo Diario di uno scrittore. L'idea di fondo di Dostoevskij è quella di una compensazione reciproca delle due realtà di Oriente e Occidente, delle due anime presenti nell'Europa. La sua speranza è che anche l'europeo possa esprimere la stessa necessità della Russia, così come egli l'ha espressa per l'Europa e questo a partire da una reciprocità fatta non di stereotipi ma fondata sul rapporto, sulla comunicazione, sulla conoscenza e sul riconoscimento della necessità spirituale della integrazione di Russia e Occidente.

