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Audino

Narrativa. Istruzioni per l'uso. Vademecum per gli aspiranti scrittori nella lora ardua professione

Henry James, Edith Wharton

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2017

pagine: 86

«Cos'è la nostra personalità, avulsa da quella degli amici a cui siamo legati dal destino?» con questa domanda Edith Wharton apre il capitolo della sua autobiografia dedicato a Henry James. Lui, la «figura dritta e compatta», l'autore di romanzi di impatto mondiale, quali 'Ritratto di signora' e 'Giro di vite', lei, la scrittrice della 'Casa della gioia', 'Ethan Frome' e 'L'età dell'innocenza', si ritrovano qui uniti in un solo testo dedicato all'arte della narrativa. Un quarantennio di riflessioni e annotazioni legate dalla stessa volontà di mettere a nudo la propria arte, di smontare e rimontare le tecniche narrative fino a proporre delle valide "istruzioni per l'uso" che facciano luce nelle intricate questioni che dominano la scrittura. Un'operazione quanto mai inedita quella proposta da questa antologia, non solo perché rimette finalmente a colloquio questi due autori, ma perché fonde in un continuum ed estrapola i capisaldi dell'elaborazione critica jamesiana nata nel 1884 sotto il segno dell'Arte del romanzo e conclusasi "all'alba della sua morte con le Prefazioni. Due testi, di cui riportiamo i brani significativi, che hanno dato avvio a un dibattito intenso, i cui echi si avvertono nella stessa opera di Edith Wharton, 'Scrivere narrativa', qui inclusa in una veste più essenziale. Da questo incessante lavorio nasce il presente libro che, se da un lato spiega con franchezza tutta whartoniana come costruire il soggetto di un romanzo, come svilupparlo, come renderlo verosimile e quale punto di vista adottare, dall'altro ci introduce nel labirinto delle circonvoluzioni jamesiane per riemergere con degli strumenti critici che orientano i lettori in quel tormentato quanto appagante mestiere dello scrittore.
10,00

Storie in affitto

Roberto Moliterni

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2017

pagine: 157

Nelle case in affitto gli inquilini vanno e vengono, si portano dietro storie che spesso si intrecciano, umanità che si incontrano. Roberto Moliterni è andato a caccia di queste storie per tutta Roma, mentre cercava una casa in affitto. Appartamenti fastosi di ricchi decaduti, minuscole e disordinate stanze di studenti a San Lorenzo, trappole per turisti americani a Trastevere, monolocali ricavati da salotti che nessuno si può più permettere. E dentro queste case uomini soli, personaggi strampalati, improbabili venditori di ottimismo, pensionati incapaci di stare a riposo, padri mancati, possibili assassini, cuori spezzati o amori saffici che nascono di nascosto. In "Storie in affitto" viene fuori una geografia umana tragicomica -raccontata con ironia e leggerezza - dove, in fondo alla disperazione, rimane sempre un barlume di umanità e un affresco della contemporaneità compromessa dall'incertezza. In questo viaggio nel presente, l'autore mischia la propria vulnerabilità a quella dei personaggi che conosce, cambia, si confronta con la propria identità, percorre un viaggio di formazione che nasce dall'incontro con l'altro. Perché, in fondo, le vite degli altri, annidate dietro le finestre degli appartamenti, non sono che lo specchio delle possibilità che ciascuno di noi potrebbe ritrovarsi a vivere.
13,00

Manuale di cinematografia professionale. Vol. 2: L' immagine analogica ed elettronica, il cinema digitale, la gestione del colore

Stefano Russo

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2017

pagine: 168

"Manuale di cinematografia professionale" nasce dall'ambizioso progetto di organizzare e codificare l'universo di competenze inerenti il lavoro del direttore della fotografia. Questo libro vuole essere un'opera divulgativa e uno strumento di conoscenza e di approfondimento per gli addetti ai lavori e per quanti si avvicinano al complesso mondo della ripresa e della post-produzione. Nell'ultimo decennio la digitalizzazione ha invaso, a pieno titolo, l'universo dall'audiovisivo, stravolgendone metodiche e strumenti, dalla ripresa alla sala cinematografica. Se da un lato i principi fondamentali dell'illuminazione rimangono invariati, dall'altro il digitale impone la riconversione di alcune figure professionali, nonché la creazione di nuovi profili che necessitano di conoscenze e metodiche puntuali, svincolate dall'immediatezza dell'intuizione. L'insieme di conoscenze tramandate durante il secolo della pellicola, pur rappresentando un'eredità importante e ineludibile, non possono, da sole, corrispondere alle necessità dei nuovi sistemi di produzione. Il livello di professionalità e di competenze richiesto oggi a chi lavora nel mondo del cinema ci proietta in un'epoca di formazione permanente. Pertanto, "Manuale di cinematografia professionale" approfondisce i temi della ripresa, dando particolare risalto alla gestione del colore nei flussi di lavoro analogici e digitali. Questo secondo volume affronta i concetti che sono alla base dell'immagine elettronica, il suo controllo attraverso gli strumenti di misura e la migrazione dei flussi video dalla condizione analogica a quella digitale. La seconda parte del volume è interamente dedicata al cinema digitale con approfondimenti sulla gestione del colore in tutti i suoi aspetti.
25,00

Manuale di cinematografia professionale. Vol. 1: Luce, corpi illuminanti, esposizione

Stefano Russo

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2017

pagine: 171

"Manuale di cinematografia professionale" nasce dal progetto di organizzare e codificare l'universo di competenze inerenti il lavoro del direttore della fotografia. Questo libro vuole essere un'opera divulgativa e uno strumento di conoscenza e di approfondimento per gli addetti ai lavori e per quanti si avvicinano al complesso inondo della ripresa e della post-produzione. Nell'ultimo decennio la digitalizzazione ha invaso, a pieno titolo, l'universo dall'audiovisivo, stravolgendone metodiche e strumenti, dalla ripresa alla sala cinematografica. Se da un lato i principi fondamentali dell'illuminazione rimangono invariati, dall'altro il digitale impone la riconversione di alcune figure professionali, nonché la creazione di nuovi profili che necessitano di conoscenze e metodiche puntuali, svincolate dall'immediatezza dell'intuizione. L'insieme di conoscenze tramandate durante il secolo della pellicola, pur rappresentando un'eredità importante e ineludibile, non possono, da sole, corrispondere alle necessità dei nuovi sistemi di produzione. Il livello di professionalità e di competenze richiesto oggi a chi lavora nel mondo del cinema ci proietta in un'epoca di formazione permanente. Pertanto, "Manuale di cinematografia professionale" approfondisce i temi della ripresa, dando particolare risalto alla gestione del colore nei flussi di lavoro analogici e digitali. Questo primo volume affronta la luce in tutti i suoi aspetti ed è arricchito da un'analisi dettagliata delle sorgenti luminose e degli apparati d'illuminazione. Parte da una possibile rilettura della storia dell'illuminazione scenica e giunge ad analizzare le basi del colore e quelle dell'esposizione.
25,00

Manuale di danza dell'800. Passi e figure delle danze di società

Fabio Mòllica

Libro

editore: Audino

anno edizione: 2017

pagine: 148

Questo volume costituisce il primo manuale completo e preciso per la comprensione e la realizzazione di passi e figure delle danze di società di tradizione ottocentesca. Dallo studio dei manuali dei maestri di ballo dell'800 si è giunti a una sistematizzazione che consente di creare un linguaggio coreografico fondato sullo studio del passato, ma che proietta nel presente e nel futuro una cultura di danza organicamente strutturata. Il lavoro di interpretazione del passato ha portato a Creare un vocabolario e regole grammaticali e logiche che permettono a danzatori, studiosi e più in generale a tutti gli appassionati di condividere, la- medesima cultura di danza. Il libro descrive passi e figure per realizzare danze di gruppo e danze di coppia. Nel primo genere rientrano le Quadriglie e le Contraddanze. Nel secondo genere Valzer, Polke, Mazurke e danze derivate. La descrizione di passi e figure delle Contraddanze segue la tecnica di esecuzione elaborata in un sistema dalla Royal Scottish Country Dance Society. Dall'idea del Sistema è nata e si è sviluppata in tutta Italia dal 1991 la Società di Danza, una Scuola-Associazione che raccoglie migliaia di appassionati della danza di società e della tradizione europea.
15,00

Metodo o follia? Otto lezioni sulla recitazione da uno dei fondatori del Group Theatre

Robert Lewis

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2017

pagine: 94

Questo libro, finora inedito in Italia, è uno dei testi fondamentali di chi, negli anni '50., ha introdotto in Occidente il Metodo che ha rivoluzionato la tecnica della recitazione moderna. Membro prima del Group Theatre e poi dell'Actors Studio, Robert Lewis, come i suoi colleghi e compagni, adottò completamente il Sistema di Konstantin Stanislavskij, punto di partenza di varie e celebri "evoluzioni" o interpretazioni, da quella di Stella Adler a quella di Lee Strasberg, creatore di un Metodo che finì per confondersi con quello originale. Il ciclo di otto lezioni tenuto da Lewis nella primavera del 1957 al Playhouse Theatre di New York aveva proprio l'obiettivo di chiarire le idee su Stanislavskij e sui "metodi" di recitazione a quel tempo in voga. A una platea composta da attori, registi, sceneggiatori, Lewis raccontò la vera natura del Sistema stanislavskijano palesando ciò che non era, le sciocchezze, le interpretazioni distorte e i miti sorti intorno a esso. Dalle basi alla "verità" dell'attore, dallo stile della messa in scena al Metodo in sé, nelle sue otto lezioni Robert Lewis affrontò in maniera completa ed esaustiva tutto ciò che di dubbio o confuso c'era nelle teorie del tempo.
13,00

Mimo e maschera. Teoria, tecnica e pedagogia teatrale tra mimo corporeo e commedia dell'arte

Michela Monetta, Giuseppe Rocca

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2016

pagine: 191

Questo è un libro di formazione sul mimo. Ma il mimo di cui tratta non è quello imitativo-narrativo della pantomima, ma quello che Etienne Decroux chiamava "corporeo", soprattutto perché contempla nell'azione tutta la figura e principalmente il tronco (che, per Decroux, è costituito da testa-collo-petto-cintura-bacino ed è la parte pesante e più difficile da articolare), mettendo in secondo piano le mani, le braccia e la mimica facciale, parti adatte al descrittivo (e, infatti, Decroux definiva il volto e le mani "strumenti della menzogna"). È, insomma, l'arte dell'espressività e della libertà della persona. E persona qui è non solo l'individuo fisico, ma anche quello che dice la sua etimologia e cioè maschera. Maschera di Commedia dell'arte, ma anche maschera come attitudine, postura, modo di configurare la colonna vertebrale. La pedagogia teatrale di Michele Monetta attua una minuziosa analisi delle posture, delle articolazioni, dei passi e di quasi tutti i movimenti fondamentali del nostro corpo. Queste, tecniche di scomposizione e di riattivazione consapevole sono qui esposte in una sorta di grammatica e di sintassi, facilitate dai numerosi disegni e schemi inseriti nel testo. Quanti di noi (uomini comuni o anche attori) si chiedono come si sta in piedi o come si trasla il peso da una gamba all'altra? Sono quasi degli assiomi: delle cose che si sanno senza bisogno di dimostrazione. E, invece, questo libro ci conduce per mano a considerare e - attraverso l'esperienza - a essere consapevoli della macchina, fisica ed espressiva, del nostro corpo.
19,90

Retorica della narrativa. Vol. 1: Arte e narrativa. Come e perché funzionano i meccanismi della narrazione romanzesca

Wayne C. Booth

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2016

pagine: 176

Questo libro - un classico della moderna teoria narratologica - propone un'indagine nitida e accurata sul funzionamento della narrativa. Attraverso una lettura puntuale di testi della grande tradizione romanzesca, da Fielding a Jane Austen, da Stern a Henry James. Booth smonta i pregiudizi di una certa vulgata estetica e descrive i meccanismi concreti della comunicazione narrativa. Scrivere un romanzo o un racconto significa infatti predisporre un impianto di codici e di congegni in cui le nozioni di realismo, di impersonalità o di commento esplicito sono soltanto gli effetti di una particolare scelta formale. Ma l'idea di Booth è che la tecnica non si riduca soltanto a una cassetta degli attrezzi. Se le sue analisi mettono a fuoco concetti fondamentali come quelli di autore implicito, di narratore inattendibile, di controllo autoriale. la tesi che sostiene tutto il discorso è che il testo narrativo sia un dispositivo retorico in senso ampio, un atto di comunicazione che rimanda sempre a un progetto generale di persuasione. Così, suggerisce Booth, il valore di un testo si può misurare anche sull'efficacia del suo funzionamento: un '"buon libro" si riconosce dalla capacità di imporre ai suoi lettori un'immediata visione del mondo. Il volume 1 "Arte e narrativa", affronta con taglio non solo accademico ma anche polemico questioni da sempre centrali nel dibattito culturale del nostro tempo.
20,00

Retorica della narrativa. Vol. 2: La voce dell'autore nella narrativa

Wayne C. Booth

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2016

pagine: 102

Questo libro - un classico della moderna teoria narratologica - propone un'indagine nitida e accurata sul funzionamento della narrativa. Attraverso una lettura puntuale di testi della grande tradizione romanzesca, da Fielding a Jane Austen, da Stern a Henry James, Booth smonta i pregiudizi di una certa vulgata estetica e descrive i meccanismi concreti della comunicazione narrativa. Scrivere un romanzo o un racconto significa infatti predisporre un impianto di codici e di congegni in cui le nozioni di realismo, di impersonalità o di commento esplicito sono soltanto gli effetti di una particolare scelta formale. Ma l'idea di Booth è che la tecnica non si riduca soltanto a una cassetta degli attrezzi. Se le sue analisi mettono a fuoco concetti fondamentali come quelli di autore implicito, di narratore inattendibile, di controllo autoriale. la tesi che sostiene tutto il discorso è che il testo narrativo sia un dispositivo retorico in senso ampio, un atto di comunicazione che rimanda sempre a un progetto generale di persuasione. Così, suggerisce Booth. il valore di un testo si può misurare anche sull'efficacia del suo funzionamento: un "buon libro" si riconosce dalla capacità di imporre ai suoi lettori un'immediata visione del mondo. Il volume II. "La voce dell'autore nella narrativa", analizza alcuni classici della letteratura mostrando l'evoluzione del punto di vista e introducendo per la prima volta la distinzione fra autori attendibili e autori inattendibili.
13,00

Retorica della narrativa. Vol. 3: La narrazione impersonale

Wayne C. Booth

Libro: Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2016

pagine: 194

Questo libro - un classico della moderna teoria narratologica - propone un'indagine nitida e accurata sul funzionamento della narrativa. Attraverso una lettura puntuale di testi della grande tradizione romanzesca, da Fielding a Jane Austen, da Stern a Henry James, Booth smonta i pregiudizi di una certa vulgata estetica e descrive i meccanismi concreti della comunicazione narrativa. Scrivere un romanzo o un racconto significa infatti predisporre un impianto di codici e di congegni in cui le nozioni di realismo, di impersonalità o di commento esplicito sono soltanto gli effetti di una particolare scelta formale. Ma l'idea di Booth è che la tecnica non si riduca soltanto a una cassetta degli attrezzi. Se le sue analisi mettono a fuoco concetti fondamentali come quelli di autore implicito, di narratore inattendibile, di controllo autoriale. la tesi che sostiene tutto il discorso è che il testo narrativo sia un dispositivo retorico in senso ampio, un atto di comunicazione che rimanda sempre a un progetto generale di persuasione. Così, suggerisce Booth. il valore di un testo si può misurare anche sull'efficacia del suo funzionamento: un "buon libro" si riconosce dalla capacità di imporre ai suoi lettori un'immediata visione del mondo. Il volume III, "La narrazione impersonale", affronta temi riguardanti il narratore impersonale e quello inattendibile e contiene una postfazione in cui, a vent'anni dalla prima edizione, Booth chiarisce il suo contributo teorico, rispondendo in modo ironico e sferzante alla critica accademica che lo ha attaccato duramente.
22,00

Per scelta, per caso. Oltre l'Actors Studio

John Strasberg

Libro: Libro in brossura

editore: Audino

anno edizione: 2016

pagine: 190

A metà strada tra racconto autobiografico e diario di lavoro, il libro di John Strasberg da una parte costituisce una preziosa e sofferta testimonianza su una famiglia famosa ma disfunzionale. Dall'altra è il resoconto appassionato di una metodologia di formazione attoriale che di padre in figlio si evolve e si affina costituendo un momento di confronto tra due epoche, due caratteri e al fondo due modi di intendere il rapporto realtà/teatro. Un testo di grande forza emotiva e di grande lucidità teorica.
20,00

La promessa della vergine

Kim Hudson

Libro: Libro in brossura

editore: Audino

anno edizione: 2016

pagine: 142

Questo libro presenta un nuovo modello narrativo basato sull'archetipo femminile: la promessa della Vergine. La differenza fra la promessa della Vergine e il viaggio dell'Eroe non sta tanto nel genere della o del protagonista della narrazione quanto nel tipo di percorso da compiere: la Vergine deve imparare a riconoscere e realizzare il suo sogno circondata dalle influenze del suo regno, mentre l'Eroe deve affrontare un pericolo mortale lasciando il proprio villaggio e dimostrando di poter esistere in un mondo più grande. Quindi al centro delle storie della Vergine non ci sono sempre e solo donne, ma anche uomini - da Billy Elliot a Rocky. Christopher Vogler, autore del Viaggio dell'Eroe, scrive nella prefazione: Quando ho iniziato a tenere lezioni sul viaggio dell'Eroe, ho constatato che molte persone davano subito per scontato che parlassi di eroi d'azione e supereroi maschili, eroi militari tradizionalmente maschili ecc. Le donne dicevano: «D'accordo; ho capito il viaggio dell'uomo che va alla conquista di qualcosa, ma qual è il viaggio della donna?». Non avevo una risposta valida. [...] Perciò ho sperato che qualcuno affrontasse questo tema con una dedizione totale per definire i dettagli di una teoria esaustiva della drammaturgia da un punto di vista femminile, e credo che stiate per leggere un libro che fa esattamente questo. [...] L'autrice ha provveduto a tracciare paralleli e creare corrispondenze sia con il linguaggio di Campbell sia con il mio, in modo tale che il viaggio dell'Eroe non sia rifiutato ma riconosciuto come parte di un sistema più grande che include anche la promessa della Vergine.
16,50

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