Garzanti
Alcesti-Ciclope. Testo greco a fronte
Euripide
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2005
pagine: XXXVIII-192
Euripide sceglie i suoi argomenti tra i miti meno noti o si sofferma su aspetti secondari dei grandi cicli epici e tragici. Nel Ciclope, il celebre episodio dell'Odissea è riletto in chiave comica e burlesca; nell'Alcesti, le sorti della giovane sposa che decide di morire al posto del suo amato, diventano pretesto per indagare il nesso amore-morte. Grande indagatore della doppiezza dell'animo umano, Euripide è considerato uno dei massimi poeti tragici dell'antichità. Dalla sua opera, scrive Umberto Albini, "si finisce sempre per ricavare qualcosa che richiama interrogativi, minacce, angosce attuali".
Stanze-Orfeo-Rime
Angelo Poliziano
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2004
pagine: 480
Letterato sensibile e squisito, insigne umanista e filologo, Poliziano è tra i maggiori poeti italiani del Quattrocento. Le sue liriche – invocazioni amorose, elogi di potenti e amici, canti funebri, invettive, celebrazioni, odi, suppliche – compongono un universo fantastico, intensamente vitale eppure lontano dalla dimensione quotidiana. Nelle Stanze per la giostra, che celebrano la vittoria di Giuliano de' Medici in un torneo, come nella Fabula di Orfeo e nelle Rime rivivono l'Olimpo pagano e i racconti mitologici del mondo antico. La fantasia trasfiguratrice del poeta disegna un mondo idealizzato che trasforma la realtà in bellezza e mito, un mondo pervaso da un lirismo intenso e talora inquieto ma anche da un acuto senso della fugacità del tempo. Sublimato nella favola, al riparo dal dramma, si consuma nella poesia di Poliziano lo scontro tra gli ideali umanistici – amore e gloria, virtù e bellezza, fama e poesia – e le forze che governano il reale: la Fortuna, il Fato, la Morte.
Don Giovanni o l'ingannatore di Siviglia. Testo spagnolo a fronte
Tirso de Molina
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2004
pagine: 320
Vertice della drammaturgia di Tirso, El burlador de Sevilla y Convidado de piedra (1630) inaugura la tradizione europea del mito di Don Giovanni. Ingannatore prima ancora che seduttore, il personaggio di Tirso esibisce tinte drammatiche e moraleggianti che in seguito perderà. Nel disegno dell'autore, impregnato di ideali controriformistici, Don Giovanni è destinato alla dannazione non perché si fa beffe dell'onore femminile, ma per la sua empietà, deliberata per sfida, e la sua superficialità di fronte al mistero della morte e della salvezza. Il fuoco della passione trapassa così nel fuoco eterno della punizione divina, e il gioco delle peripezie e degli inganni si risolve nel confronto con l'eternità, davanti alla quale il disordine mondano, la rottura delle leggi dell'equilibrio sociale, cede all'ordine divino. Introduzione di Andrea Baldissera. Prefazione di Maria Grazia Profeti.
Bartleby, lo scrivano-Benito Cereno
Herman Melville
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2004
pagine: 192
La varietà delle esperienze e l'acuta percezione delle realtà storiche, la profondità del dramma morale che egli visse e la grandiosità fantastica, la complessità psicologica, la ricchezza epica con cui lo mise in scena, fanno di Melville uno dei protagonisti della letteratura moderna. Potenti raffigurazioni dei dilemmi dinanzi a cui dovrebbe fermarsi ogni umano giudizio, "Bartleby" e "Benito Cereno" sono racconti incentrati su figure quotidiane, antieroiche, che rivelano un disinteresse sempre più profondo per l'avventura: per questi esseri frustrati, inerti dinanzi al "muro" della realtà, la maturità è silenzio.
La donna alata
Joanne Harris
Libro: Copertina morbida
editore: Garzanti
anno edizione: 2004
pagine: 385
Allevata dagli zingari, Juliette, vive una giovinezza avventurosa e movimentata. A sedici anni si innamora di Guy LeCorbeau e si unisce alla sua compagnia di girovaghi. Finché, tradita dall'amante e stanca per le continue traversie, si rifugia con sua figlia Fleur nell'Abbazia di Sainte-Marie-de-la-Mer, un piccolo convento isolato, a due miglia dall'Atlantico. Ma la morte dell'anziana badessa e l'inatteso ritorno di LeCorbeau, portano nuovi guai.
La principessa di Clèves
Marie-Madeleine de Lafayette
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: 192
Riconosciuto come il primo romanzo psicologico moderno, "La principessa di Clèves" è lo studio analitico e partecipe della vita interiore della protagonista, la registrazione sottile e meticolosa della sua complessità emotiva, del suo svolgersi misterioso e inatteso, fatto di repentine, impossibili felicità, di solitudini, di segreti abbandoni. Scrittrice di grande sobrietà e purezza stilistica, Madame de La Fayette avvolge i suoi personaggi in un meccanismo narrativo brillante e attento alla ricostruzione storica, particolarmente felice nella rappresentazione della vita di corte.
Cantare del Cid. Testo spagnolo a fronte
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: 320
Il Cantar de mio Cid (1207) è il capolavoro dell'epica spagnola. Il protagonista, Rodrigo Díaz de Vivar, detto dai cristiani El Campeador, «il campione», e dagli arabi El Cid, «il signore», è un personaggio storico vissuto nell'xi secolo, un abile guerriero al servizio di Alfonso vi che, sfruttando le sue capacità militari e la situazione politica di una Spagna divisa tra regni cristiani e musulmani, riuscì a costruirsi una propria fortuna e una signoria personale. La retorica nazionalista ha mitizzato e trasfigurato il personaggio facendone il simbolo della Reconquista. Ma nelle canzoni di gesta medievali il Cid è celebrato come un gigante della misura: un eroe che riunisce in sé forza e prudenza, sapientia e fortitudo. Ardito ma accorto, leale e generoso, è un modello di equilibrio e di coraggio mai disgiunto dalla consapevolezza dei limiti del fare umano e non esente da abbandoni all'intimità del sentimento. Introduzione, traduzione e note di Andrea Baldissera.
Maschere nude: La nuova colonia-Lazzaro-I giganti della montagna
Luigi Pirandello
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: LXXXIX-368
Dai capolavori drammatici alle commedie grottesche e borghesi, la visione di un mondo dominato dall'inautenticità e dal continuo scambio tra realtà e finzione è la cifra del teatro di Pirandello. Con la trilogia qui raccolta, che conclude la sua parabola artistica e ideologica, l'autore abbandona le sofisticate invenzioni del «teatro nel teatro» per cercare la catarsi nel simbolismo del mito. Gli apologhi dell'utopia sociale (La nuova colonia, 1928), della fede (Lazzaro, 1929), dell'arte (nell'incompiuto I giganti della montagna , 1937) esprimono la volontà di far uscire il dramma dalla dimensione individuale per farne il veicolo di un messaggio profetico e universale. Serpeggia in questi testi un'ansia di rinnovamento ideale, segno dell'inesausta vitalità di un drammaturgo che, dopo aver contribuito a rivoluzionare la scena teatrale del primo Novecento, si interroga in tempo di dittature e presagi di guerra sulla responsabilità sociale e morale dell'arte. Introduzione di Nino Borsellino. Prefazione e note di Marziano Guglielminetti.
Tragedie
Vittorio Alfieri
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: 704
Un'inclinazione intima e profonda conduce Alfieri alla tragedia: il suo temperamento conflittuale, la sua concezione eroica, appassionata e pessimistica della vita, il suo ideale di libertà politica e morale contro qualsiasi tirannide. La tragedia è, insomma, la proiezione diretta e necessaria della condizione drammatica dell'uomo e del poeta Alfieri. Priva di colpi di scena, di intrecci complicati, di mutamenti psicologici, la tragedia alfieriana è dominata dal protagonista, figura di scultorea potenza e prorompente energia che si sottrae a ogni possibile compromesso e sul quale incombe fin dall'inizio la catastrofe: campione di un'umanità in lotta per la propria affermazione, necessariamente destinato a soccombere. Anticonformista e ribelle nella vita come nell'opera, Alfieri irrompe sulla scena letteraria italiana con una violenza espressiva del tutto nuova, che riflette il suo credo nella forza viva del sentimento, anzi del «forte sentire», unico motore delle grandi e nobili azioni e ingrediente primo e indispensabile della poesia.
L'ultimo dei mohicani
James Fenimore Cooper
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: XX-464
Il ciclo dei romanzi noto come "I racconti di Calza di Cuoio" - di cui "L'ultimo dei mohicani" è sicuramente il più letto - inaugura il filone "epico" della letteratura americana, esercitando un notevole influsso su tutta la produzione letteraria successiva. Le suggestioni della vita e del paesaggio di frontiera, dove Cooper trascorse l'infanzia e l'adolescenza, hanno plasmato la sua immaginazione di scrittore suggerendogli l'archetipo dell'eroe americano: un uomo che istintivamente evade dalle restrizioni della vita civile per cercare un rapporto con la natura, affine, nella sua ricerca di autenticità, agli indiani, siano essi fratelli o nemici.
Orlando innamorato
Matteo Maria Boiardo
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: 1328
Capolavoro incompiuto del Boiardo, pubblicato postumo nel 1495, l'Orlando innamorato fonde mirabilmente i motivi guerreschi del ciclo carolingio e quelli avventurosi e fantastici del ciclo bretone di Re Artù. Sullo sfondo della guerra tra i cristiani di Carlo Magno e i mori di Agramante, fra mille storie di passioni e incantesimi, il poema narra l'intrepida tenzone tra i paladini Orlando e Ranaldo per conquistare la bella Angelica. La nostalgia per un mondo cavalleresco ormai in declino, il gusto del romanzesco e della fiaba, la rivisitazione dell'ideale eroico alla luce dei concetti umanistici di virtù e dignità sono alcuni dei motivi che reggono la ricchissima trama dell'opera in cui si dispiega l'inesauribile invenzione creativa dell'autore. Su tutti domina, con sovrana onnipotenza, la passione amorosa impersonata da Angelica: seducente e capricciosa, irresistibile e perennemente in fuga, scintilla e insieme vittima dell'incendio che fa divampare nei cuori di cristiani e pagani, l'eroina incarna per concretezza e vitalità una concezione esuberante e maliziosa dell'amore ormai lontana dal modello medievale. Introduzione, note e commenti di Giuseppe Anceschi.
Lo cunto de li cunti. Testo napoletano a fronte
Giambattista Basile
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: LXXII-1152
Scritto in una lingua teatrale, a Napoli, in piena età barocca, "Lo cunto de li cunti" (Il racconto dei racconti) ebbe un successo immediato, che ha continuato a crescere nei secoli. La sua raffinata architettura letteraria mescola libretti popolari, commedia dell'arte, teatro basso e classici, e inventa il racconto di fate come gioco. Nelle cinquanta favole che lo compongono orchi orrendi, draghi, ragazzi sciocchi ma audaci, cavalli parlanti, principesse capricciose, bellissime fate, automi e tantissime altre memorabili figure incantate si muovono tra i paesaggi e i riti del Mediterraneo. Il Cunto ha ispirato i racconti di maestri della fiaba come Perrault e i fratelli Grimm, e ha poi continuato a esercitare il suo fascino irresistibile ed esuberante su trecento anni di letteratura italiana ed europea.

