La Scuola di Pitagora
L'altra metà del mondo. Scritti sul femminino
madame de Lambert
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2022
pagine: 128
Autrice importante e da noi poco conosciuta, la marchesa di Lambert non è solo una finissima penna, moralista, pedagogista, trattatista delle maniere e salonnière, di fatto è posta all'intersezione di Ancien e Nouveau Régime, di XVII e XVIII secolo, di Preziosismo e Illuminismo. Suoi grandi ammiratori furono Leopardi (che la cita a più riprese nello Zibaldone) e Nietzsche. Poiché oggi si guarda a lei come a una sorta di filosofa del femminino, si presentano qui i suoi scritti sulla donna (circa la metà di tutta la sua opera). Gli Avvisi di una madre alla propria figlia, le Riflessioni novissime sulle donne o Metafisica dell'amore, il Trattato della vecchiaia e altri scritti minori - mai prima tradotti in italiano - colmano un'assenza vergognosa lunga tre secoli. Inoltre il saggio iniziale (La bellezza che salva il mondo. Una mappa del lambertinage) è - per sintesi stilosa e dottrina - quasi un libro nel libro, una gemma critica. In tempi di femminicidi e donne talebane brutalizzate, questo titolo di illuminata "filoginia" appare quanto mai attuale, anzi doveroso, per rammentare che l'Europa è ancora una fiaccola di civiltà di contro a qualsivoglia oscurantismo bifolco.
All'origine del finzionalismo. Con l'autobiografia di Hans Vaihinger
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2022
pagine: 112
Il miglior modo per comprendere il pensiero di un filosofo è entrare nella sua vita, scorgere la natura dei cambiamenti che lo coinvolgono, osservandone la fitta rete di interazioni che lo determinano, che lo influenzano, che lo trasformano, per scrutare infine le ragioni intime del suo pensiero, le sue evoluzioni, i suoi prodotti. Le autobiografie sono un invito ad entrare nella vita di chi le scrive, attraverso gli occhi e i pensieri di chi ha vissuto ciò che racconta. È il caso dell'autobiografia del filosofo tedesco post-kantiano Hans Vaihinger, il quale ci racconta con estrema intensità e trasporto emotivo le vicende della sua vita e i momenti decisivi per l'elaborazione del suo pensiero filosofico. Si tratta della prima traduzione italiana dell'autobiografia di Vaihinger, pubblicata per la prima volta in tedesco nel 1921. L'autobiografia è inoltre corredata da un ricco studio introduttivo, indispensabile per approcciarsi al pensiero di Vaihinger, in quanto propone sia una ricostruzione storica delle edizioni dell'opera principale del filosofo, La filosofia del come se, sia delle coordinate per orientarsi nella corrente filosofica della quale Vaihinger è considerato l'iniziatore: il finzionalismo.
La posta in gioco. I giochi e il ludico nei racconti di Toni Cade Bambara, Rita Ciresi e Grace Paley
Cristina Di Maio
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2022
pagine: 312
Cosa spinge i giocatori e le giocatrici a giocare? Quali obiettivi si prospettano all'orizzonte, e con quali mezzi si è disposti a raggiungerli? E anche: esiste una posta a cui ambire, se si sceglie di non stare al gioco? Ma soprattutto: qual è la posta in palio, nel raccontare storie di giochi e di ludico? Questo volume approfondisce tali questioni nei racconti della scrittrice afroamericana Toni Cade Bambara (1939-1995), dell'italoamericana Rita Ciresi (1961-) e dell'autrice di origine ebrea russa Grace Paley (1922-2007). Esaminando le rappresentazioni dei giochi (attività inquadrate in una cornice spaziotemporale definita, con mosse e ruoli chiaramente individuabili ed esiti misurabili) e del ludico (la performance di un'attività riconoscibilmente giocosa, ma non inscritta in una cornice formale rigida e dagli esiti non misurabili), il libro ne evidenzia l'intreccio con le categorie di genere, razza/etnicità e classe, e indaga criticamente l'uso letterario dei giochi e del ludico interpretandone la ricorrenza tematica e il rapporto con la trasgressione come una strategia estetica dal preciso intento socio-politico.
Dant_tropìa. Approccio retorico ai versi mariani del «sacrato poema». Dante conosciuto attraverso le figure
Michele Bianco
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2022
pagine: 312
Il saggio di Michele Bianco si prefigge di conoscere Dante attraverso le figure; di qui il titolo “Dant_Tropìa”: dal segno significante al sistema dei significati. La monografia parte dalla creazione artistica e giunge alla personalità dell’autore: dall’oggetto confezionato al soggetto confezionatore. Ecco perché uno studio retorico della poesia di Dante: per scoprire i tratti creativi che esplicitamente non emergerebbero dal discorso condotto, perché sommersi. Sottoporre al vaglio l’opera del sommo poeta, come dentro a un crivello o setaccio, passandola ai raggi Röntgen, non è un gioco sterile, ma uno studio proficuo. Un approccio retorico al testo dantesco non è un fatto velleitario, bensì è felicemente rivelatore del carattere poetico del suo autore. Egli, infatti, ignaro ed inconsapevole, ha trasferito nella sua codificazione estetica dei risvolti soprasegmentali e subliminali, che sono indicatori della sua concezione poetica, nonché dei valori concettuali che la sorreggono. Lo studioso ha il compito di scoprirli, grazie all’esame accurato delle figure iniettate, sia pure inconsapevolmente, dall’autore nella propria elaborazione testuale. Configurazioni che scaturiscono dall’intrinseca natura del poeta e non da sovrapposizioni né da interferenze esterne. Dall’analisi complessiva delle figure, viene fuori un poeta parsimonioso, anziché prodigo [figure ampliative], concreto e non evasivo, che si compiace di giocare con le sottigliezze dialettiche e concettuali, piuttosto che inclinarsi al godimento acustico e percettivo, stimolante la sua sensibilità [figure razionali], che predilige la poesia, che in lui ha la precellenza sulla stessa teologia e sulla filosofia [figure estetiche], previdente, controllato ed oculato [figure di trattative], concreto e dotato del senso pratico e realistico delle cose [figure sintagmatiche], che inclina alla musicalità coinvolgente della sua composizione [figure empiriche]. Perciò uno studio Dant_Tropico.
Governo e potere dei commons ai tempi del capitalismo cognitivo: alcune esperienze di autogoverno del Comune a Napoli e in Italia
Pierluigi Vattimo
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2022
pagine: 312
In questo libro vengono analizzate le principali teorie e tecniche concernenti la governance dei commons allo scopo di tracciare un bilancio – provvisorio – delle principali esperienze sociali, economiche e istituzionali che si sono date nel corso degli ultimi decenni in Italia. Le sperienze di commoning prese in considerazione sono, infatti, quelle che riguardano le principali esperienze di nascita, consolidamento e gestione dei commons che si sono affermate nelle principali città italiane, in particolare fra Napoli e Bologna.
Materia Cimitile. Didattica e innovazione
Saverio Carillo, Danila Jacazzi
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2021
pagine: 210
"Materia Cimitile" costituisce ormai un appuntamento culturale, che sancisce l'impegno del Dipartimento di Architettura e Design della Seconda Università di Napoli nella tutela e valorizzazione del territorio e delle sue risorse. Il titolo stesso della manifestazione, che traduce lo spirito e l'attività del Dipartimento nell'ambito della Settimana della Cultura scientifica e tecnologica del MIUR, esprime il raccordo fra téchne e poiesis, fra pratica professionale e slancio ideale, che connota l'attività della struttura e del gruppo di ricerca di cui chi scrive è direttore. Il volume che si presenta raccoglie gli atti delle precedenti edizioni dell'evento, cui hanno partecipato docenti del Dipartimento e studiosi di diverse aree di riferimento, a conferma della poliedricità di interessi e contributi che ha caratterizzato, e continua a caratterizzare, la manifestazione, giunta ormai alla sua quarta edizione. Essa trova il suo specimen nell'essere un laboratorio didattico permanente pluridisciplinare, volto a fare del sito paleocristiano di Cimitile, stratificatosi nel corso di secoli -vero coacervo spirituale e culturale, contenente in nuce i germi della cultura occidentale- un punto di incontro e discussione non solo di storici dell'architettura e dell'arte, ma anche di ricercatori di ambiti tematici del tutto differenti, che tuttavia fanno del contatto con l'antico il focus di un percorso scientifico ancorato alla tecnologia e ai mezzi della più avanzata ricerca digitale. Antico e nuovo tornano così a dialogare fittamente, in una trama di corrispondenze basata su un rispetto delle preesistenze mai fine a se stesso, ma attento a fare del vetus il punto di partenza del novus, esattamente come per Paolino di Nola, anima del sito di Cimitile, architetto ante litteram, committente di opere d'arte. In sintonia con i suoi scritti e il suo pensiero, l'attività che la scuola di architettura ha profuso nel corso di Materia Cimitile si può così riassumere proprio nelle parole dell'evergete: "in vetri novitas atque in novitate vetustas» (carm. 28, 175). (Carmine Gambardella)
Tall and narrow. Chimneys for bioclimatic architecture between tradition and innovation
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2021
pagine: 176
Le illusioni del genere umano
Eduard von Hartmann
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2021
pagine: 256
La Filosofia dell'inconscio di Eduard von Hartmann esce nel 1869, nove anni dopo la morte di Schopenhauer e ottiene subito un successo strepitoso. In essa il giovane filosofo tenta di integrare fra loro il pensiero di Hegel e Schopenhauer, secondo una prospettiva già prefigurata dall'ultimo Schelling. Per Hartmann a fondamento della realtà e del dolore che la pervade c'è un principio irrazionale, secondo quanto insegnato da Schopenhauer, ma tale principio da solo non può bastare: c'è bisogno dell'idea di Hegel per dar ragione degli elementi razionali della realtà. Volontà e idea sono i due elementi costitutivi del nuovo principio metafisico, denominato inconscio, che opera in tutti i fenomeni, compreso l'uomo. La razionalità del mondo assume tuttavia una configurazione sconcertante. La felicità è l'unico fine ragionevole dell'umanità, ma essa è irraggiungibile nel presente. L'umanità si illude che lo potrà essere nel futuro con il progresso. Bisogna allora abbandonare il quietismo di Schopenhauer e impegnarsi nella realizzazione del progresso. Ma se - come Hartmann dà per certo - anche il progresso non produrrà felicità ed anzi si rivelerà come l'ultima illusione, non resterà che riconoscere come unico fine razionale la realizzazione di una condizione di non sofferenza, ovvero l'annichilimento del mondo. Il momento di questa scelta radicale è tuttavia ben lontano nel tempo; per ora è indispensabile operare per il progresso, pur nella mesta convinzione che esso non potrà mutare veramente le condizioni dell'umanità. Di lì a poco la Germania realizzerà la sua unificazione proseguendo il cammino che doveva farne in breve una grande potenza; ma molti - pur apprezzando e ammirando questo progresso, pur contribuendo ad esso con lealtà e impegno - rimarranno intimamente insoddisfatti. Il sistema di Hartmann è forse una metafora della delusione degli anni della Gründezeit?
Paesofia. Filosofia e viaggi nei piccoli paesi
Gianluca Galotta
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2021
pagine: 176
I piccoli paesi rappresentano per l'Italia una ricchezza artistica, paesaggistica, culturale e antropologica che corre il rischio dell'estinzione e della marginalizzazione come dimostrato dal consistente spopolamento di molti borghi. C'è però un modo suggestivo per far rifiorire i piccoli paesi (ma anche noi stessi): considerarli luoghi d'elezione dove poter esercitare al meglio ciò che ci rende esseri umani cioè la riflessione e il pensiero. Per questo l'autore ci conduce nella "paesofia" intesa come la ricerca di nessi tra il pensiero, la filosofia e i paesi. Ci mostra come proprio nei piccoli borghi possiamo far sbocciare e rendere vive e concrete le teorie filosofiche di grandi pensatori come Platone, Aristotele, Epicuro, Seneca, Agostino, Boezio, Moro, Rousseau, Schopenhauer, Kierkegaard e Nietzsche. Nella seconda parte del libro, l'autore ci racconta i suoi suggestivi viaggi in alcuni paesi che rientrano tra i cento più piccoli d'Italia per popolazione. Si tratta di vere e proprie immersioni in un mondo sull'orlo dell'estinzione ma in grado di suscitare ancora meraviglia e fascino. Prefazione di Leonardo Caffo.
Lo spirito del fuoco. La filosofia e l'irrazionale
Renata Viti Cavaliere
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2021
pagine: 224
Una suggestiva silloge di "schizzi" filosofici intorno al simbolo del fuoco, tra gli elementi naturali il più rappresentato nei miti antichi, nei pensatori delle origini, in poeti e scrittori d'ogni tempo. La "figura" talvolta rende più dell'argomentazione: il fuoco è così segno dello spirito che contrasta la morte. È un dono e al tempo stesso l'estremo pericolo di consunzione. Il pensiero in ogni modo teme il fuoco pur se ne avverte il fascino segreto. Sta per certo che alle idee hanno allestito il rogo i più fieri nemici della scienza, solo allo scopo di annullare secoli di cultura impressa su carta o pergamena. Fuor di metafora, il fuoco è l'irrazionale con il quale la filosofia sempre si confronta. Inspiegabile non è forse la stessa ragione, la volontà che aspira a colmare il futuro, la passione, la fede, la bellezza, il male, la contingenza della storia? Irrazionale è certo l'istanza di una razionalità assoluta. La filosofia ha il compito di combattere semmai l'irragionevolezza anche contro la pretesa assurda di abolire il mistero. Ha cioè il dovere morale di sconfessare ogni volta la superstizione dommatica, i conformismi, la cieca obbedienza ai dettami delle mode. In copertina un piccolo quadro a olio di Van Gogh, raffigurante il contadino che brucia sterpi sul finire del giorno. Al centro l'immagine di un fuocherello povero e impetuoso simbolo della riflessione solitaria, che è poi la più tenace forza per la sopravvivenza.
Una lunga lotta per l'ambiente. Le Assise della città di Napoli
Nicola Capone
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2021
pagine: 240
Le Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia sono una libera Accademia di filosofia civile in cui i saperi vengono rielaborati e trasformati in uno strumento di azione popolare. Esperti/e di diverse discipline, studiosi/e, associazioni e comitati di abitanti hanno sempre trovato nelle Assise un luogo per discutere pubblicamente fenomeni sociali e politici di interesse collettivo: dall'emergenza rifiuti al traffico illecito degli scarti industriali, dalla pianificazione urbanistica alla legislazione sui lavori pubblici, dal riassetto idrogeologico regionale alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico, dalla difesa della libertà di ricerca e di insegnamento alla riforma del sistema formativo. Attraverso un'inedita forma di assemblea pubblica in forma seminariale, saperi solitamente patrimonio di pochi specialisti o prodotti da soggettività escluse dalla produzione ufficiale di conoscenza sono stati socializzati e utilizzati per mettere in discussione il racconto ufficiale dei fatti e per respingere le mire speculative di chi vorrebbe continuare a saccheggiare la città, degradando ulteriormente l'ambiente e producendo sempre più profonde diseguaglianze sociali. Fondate nel marzo del 1991, da Gerardo Marotta, Alda Croce, Antonio Iannello, Guido Donatone e Aldo Masullo, le Assise sono state un luogo di discussione e approfondimento critico nei momenti cruciali della storia civile e politica della città. Ripercorrere la storia di questa libera accademia significa pertanto rivisitare anche la storia di Napoli, una storia di lotte plurale che non può essere taciuta. Ricordare è la prima forma di resistenza.
Il libro nero
Giovanni Papini
Libro: Copertina morbida
editore: La Scuola di Pitagora
anno edizione: 2021
pagine: 280
A distanza di venti anni, nel 1951, Papini torna a dare voce al miliardario americano Gog; gli resta poco tempo da vivere, ma la verve di quel fortunato libro uscito nel 1931, Gog appunto, è intatta. La guerra mondiale, la seconda, da poco terminata con lo scoppio dei primi ordigni atomici, e il dopoguerra, che sembra proseguirla piuttosto che concluderla, suggeriscono a Papini il titolo del nuovo diario di Gog, Il libro nero, «perché i [suoi] fogli appartengono quasi tutti a una delle età più nere della storia umana». A cominciare da Ernest Orlando Lawrence, il fisico che partecipò all'invenzione della bomba atomica, vi parlano personaggi e artisti del Novecento (Hitler, Molotov, Picasso, Dalì, Valéry, Wright) e, grazie all'espediente letterario del ritrovamento di manoscritti di opere inedite, scrittori e poeti moderni e contemporanei: Cervantes e Goethe, Blake e Browning, Kierkegaard e Kafka, Stendhal e Tolstoj, Hugo e Whitman, Leopardi e Unamuno. Ogni capitolo - come Gog il nuovo diario si presenta in forma di sequenza di capitoli autonomi - è una trovata, un paradosso, un divertimento, «è come un libro - disse Prezzolini - e diventa talvolta come il riassunto di un libro e si desidererebbe che l'autore lo svolgesse», che scrivesse «una biblioteca»: un giudizio solo in apparenza riduttivo, perché in effetti l'opera contiene una biblioteca potenziale. E dimostra, aggiungiamo noi, una capacità visionaria non comune, grazie alla quale Papini riesce ad antivedere la fecondazione artificiale, l'avanzata della Cina, l'intelligenza artificiale applicata alla giustizia, le urgenze ambientaliste. Ma dietro la capacità visionaria apocalittica, dietro il grottesco e l'assurdo con i quali viene denunciata la catastrofe universale prodotta dalla modernità, si cela l'aspirazione a riconquistare l'armonia perduta del mondo, la speranza di una redenzione che tocca il cuore e disacerba la denuncia, che solo apparentemente è cinica, fredda e spietata.

