Edizioni ETS: Philosophica
John Locke e Nicolas Thoynard. Un'amicizia ciceroniana
Giuliana Di Biase
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 291
L'erudito francese Nicolas Thoynard o Toinard, come lui stesso si firmava, fu probabilmente il più grande amico di Locke ed ebbe con lui una copiosa corrispondenza; proprio quest’ultima ci consente di ricostruire la complessità del loro rapporto. Complesso è senz’altro il groviglio di informazioni su diversi argomenti (resoconti di viaggio, studi biblici, osservazioni scientifiche, notizie erudite ecc.) che transita nella loro corrispondenza e che necessita di un lavoro di ricostruzione per essere compreso nel dettaglio. Ancora, complesso è l’intreccio di relazioni che ruota attorno ai due corrispondenti, sia nell’ambiente dei curiosi francesi che in quello dei virtuosi inglesi. Complesse sono le vicende storiche che vivono i due intellettuali, che ne influenzano in vari modi la corrispondenza; più complesso è senz’altro il loro legame, ispirato all’ideale ciceroniano di un’amicizia tra uomini virtuosi che si concretizza nello scambio di 'beneficia e gratia'. La forte componente ideale che supporta il legame, che si modella su quello tra Cicerone e Attico, ne garantisce la sopravvivenza.
La sfida della convivenza. Per un'etica interculturale
Alberto Pirni
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 306
La sfida della convivenza è la sfida della condivisione dello stesso tempo e dello stesso spazio da parte di più individui e gruppi che si percepiscono come radicalmente differenti da ogni altro. La comprensione di tale sfida richiede di dare nuovi significati a dialettiche profonde e irrisolte, quali quelle tra identità e alterità, riconoscimento e misconoscimento, comunità e differenza, spazi e luoghi, religione e sfera pubblica, in una parola: contesti di interazione e loro possibili superamenti. Nell’affrontare direttamente tali temi e tenendo presenti i profili tanto consensuali quanto conflittuali di quella sfida, il volume intende proporsi come un contributo all’elaborazione di un vocabolario minimo, una sorta di “grammatica generativa” di un’etica interculturale del presente e per il futuro del nostro vivere insieme.
Studi su Karl Marx. La cooperazione, l'individuo sociale e le merci
Alfonso Maurizio Iacono
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 160
Questo libro raccoglie studi su Marx, sui temi della cooperazione e della sua ambivalenza, sul suo metodo, sulle sue concezioni antropologiche. Nonostante siano accadute molle cose nel corso del tempo, dalla fine dell'era industriale alla caduta del muro di Berlino, dalla crisi irreversibile dei partiti operai al trionfo del neoliberismo, alcuni punti, che molti, troppo spesso abbacinati dal mantra conservatore del nuovo e del cambiamento, hanno abbandonato, a mio parere, restano fermi. Primo fra tutti il lavoro e in particolare il lavoro cooperativo, grazie a cui, come sostiene Marx, gli uomini si spogliano dei loro limiti individuali e sviluppano la facoltà della loro specie e a causa del quale, nello stesso tempo, essi, dopo aver subito il dispotismo e il disciplinamento di fabbrica, introiettano oggi il dispotismo e il controllo della produzione. E ciò mentre vivono la condizione illusoria di essere imprenditori di se slessi, dopo che dal comprensibile desiderio della flessibilità si ritrovano nella miseria materiale e psicologica della precarietà del lavoro. Non hanno più né tempo né possibilità di progettare il futuro e, del resto, è proprio il futuro che è stato tolto, perché esso oggi si mostra al massimo e quasi soltanto come mantenimento dell'esistente, quando non come una devastazione catastrofica del presente. Nessuno ha il coraggio di guardare altrove, là oltre l'orizzonte, dove immaginare una vita diversa dalla libera, depressiva solitudine degli iperconnessi che convive con naturalezza con la schiavitù del lavoro nella gran parte del mondo. Eppure è proprio quello che serve.
Pittoresco e malinconia. Un'analisi del sentimento della natura nella cultura europea
Andrei Plesu
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 212
Pubblicato per la prima volta nel 1980, questo saggio affronta il tema - fino ad allora oggetto di una riflessione teoretica piuttosto discontinua - del sentimento della Natura nella cultura europea attraverso l'analisi di due estetiche determinanti: la malinconia e il pittoresco. La trattazione del tema dal punto di vista filosofico proposto dal giovane storico dell'arte era senza dubbio innovativa e sovversiva per l'epoca. Nonostante siano trascorsi alcuni decenni dalla prima pubblicazione del libro - qui reso seguendo il testo della seconda edizione rivista —, l'opera conserva ancora oggi una forte carica innovatrice e affronta un tema di indubbia attualità.
Reciprocamente responsabili. La responsabilità morale tra naturalismo e normativismo
Matteo Galletti
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 295
Quali sono le condizioni per potersi considerare reciprocamente responsabili per le azioni che compiamo? In cosa consiste e quale funzione assolve il biasimo morale? Possiamo ritenerci moralmente responsabili per azioni che dipendono dalle influenze della situazione? Crescere in circostanze sfortunate può costituire una ragione per sospendere i nostri atteggiamenti di biasimo? Questi sono alcuni degli interrogativi che hanno caratterizzato il dibattito contemporaneo sulla responsabilità morale. Partendo dalle riflessioni sulla responsabilità proposte da P.W. Strawson, il libro percorre alcuni momenti della filosofia morale contemporanea di lingua inglese, cercando di ricostruire le pratiche della responsabilità morale tra due sponde: la descrizione che possiamo fornire degli agenti morali come agenti naturali e le aspettative normative che generano pretese reciproche riguardo al comportamento moralmente rispettoso.
Per una teoria della vergogna
Alessandra Fussi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 168
È esperienza comune vergognarsi di fronte a uno sguardo critico: ci sentiamo rimpiccioliti, insignificanti, e vorremmo nasconderci o addirittura scomparire. Ma può accadere anche di vergognarsi quando le persone sbagliate ci ammirano, o quando siamo soli. Qual è allora il ruolo degli altri nella vergogna? Riflettendo sulle posizioni di diversi filosofi (da Aristotele a Sartre, da Kant a Scheler, fino ai contemporanei, a partire da John Rawls, Bernard Williams e Gabriele Taylor), il libro chiarisce il ruolo dell’intersoggettività e rivede modelli teorici e storiografici che hanno interpretato la vergogna basandosi sulla presunta superiorità della colpa come emozione morale. La teoria di cui qui si pongono le basi illumina il rapporto fra vergogna e valori rilevanti per la propria identità, e spiega come confluiscano in questa emozione sia un atteggiamento critico verso se stessi, sia l’impulso a proteggere aspetti di sé che si vogliono mantenere privati. Progressivamente si delinea la differenza fra la vergogna e altre emozioni, come la delusione di sé, l’imbarazzo, il sentirsi umiliati, ed emerge la rilevanza etica di fenomeni come l’invadenza, il tatto, l’esibizionismo, la fiducia.
La disputa su ispirazione e composizione. Valéry tra Poe e Borges
Danilo Manca
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 173
Il saggio indaga l'esplorazione della mente resa possibile dall'esperienza poetica. L'occasione è fornita dalla ricostruzione di quella che T.S. Eliot considerava una vera e propria corrente estetica, fondata da Baudelaire ispirandosi al saggio di E. A. Poe "The Philosophy of Composition." I caratteri di questa corrente sarebbero poi stati delineati da Mallarmé e Valéry. L'idea di fondo è che l'autore tragga piacere dall'apparire ispirato al proprio lettore celando il lavoro e la riflessione in realtà richiesti dall'atto della composizione e a loro volta fonte di piacere nel momento della creazione artistica. Accogliendo un suggerimento dello stesso Eliot si individua in J.L. Borges quel poeta che ha integrato e trasceso l'idea di un primato della composizione sull'ispirazione, confrontandosi nei suoi scritti con Valéry e riflettendo sul concetto di memoria inconscia. Il saggio non è solo un'indagine storico-estetica ma anche una riflessione teoretico-gnoseologica su quello che il filosofo come scrittore potrebbe apprendere su se stesso se si confrontasse con le esplorazioni della mente condotte da poeti-filosofi come Valéry e Borges.
Carteggio 1919-1973
Heinrich Heidegger, Karl Löwith
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 261
La traduzione e curatela italiana dell’epistolario di Martin Heidegger e Karl Löwith – 124 lettere e cartoline redatte tra il 1919 e il 1973 e corredate da un’ampia introduzione storico-filosofica – offre oggi al lettore un inedito e decisivo documento circa l’intenso e al contempo discorde rapporto filosofico e umano tra il maestro e il suo primo allievo. I tentativi di Löwith di entrare in autentico contatto con un maestro la cui grandezza di pensiero rappresentava un ingombro invalicabile si rivelano per quello che erano, mostrano cose del passato / mai raggiunte, destinate a rinuncia (documento 122). La relazione tra i due si configura come un parricidio mancato e viene posta al termine del carteggio sotto una luce che attende. Non è dunque una riconciliazione quella che suggella l’epistolario, bensì la riconferma, sub mutata specie poetica, del carattere di apertura irrisolta di un rapporto già da sempre datosi esattamente nel modo in cui uomini isolati possono stare autenticamente insieme: nell’esistenza (documento 25). A campeggiare sullo sfondo è, ancora una volta, la metafora della Lichtung, la stessa metafora della radura di luce che aveva dato corpo filosofico alla discordia insorta a causa dei Saggi su Heidegger.
Il Ticino, l'antifascismo e la filosofia. Tommaso Gallarati Scotti, Stefano Jacini, Alessandro Casati
Daria Trafeli
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 82
Il lavoro qui presentato intende fornire una ricostruzione dell'attività politica e culturale di Tommaso Gallarati Scotti e Stefano Jacini con particolare riferimento al loro soggiorno in Svizzera, nei mesi successivi al termine della Seconda Guerra Mondiale, in seguito ai problemi sorti in patria per la loro partecipazione attiva all'antifascismo. Vengono presentate le attività, in particolare quelle giornalistiche e diplomatiche, svolte durante l'esilio, ma viene svolta anche una ricostruzione delle basi filosofiche del loro pensiero con particolare attenzione al concetto di "liberalismo". Una parte del testo è dedicata, infine, ad un'altra figura molto importante di quegli anni, sia per la sua attività politica che per la sua vicinanza a Gallarati Scotti e Jacini: Alessandro Casati.
L'estetica tedesca da Kant a Hegel
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 168
Il Settecento, il "secolo d'oro dell'estetica", ha ospitato la nascita e i primi sviluppi di questa disciplina. Il periodo successivo, che va dalla pubblicazione della Critica della capacità di giudizio (1790) alle lezioni berlinesi di Hegel (fino al 1829), è denso di apporti fondamentali allo sviluppo dell'estetica. I contributi raccolti in questo volume approfondiscono come l'estetica tedesca si sia sviluppata e trasformata. A partire da Kant e fino a Hegel, le opere di Schiller, Schleiermacher, F. Schlegel, Hölderlin e Schelling vengono discusse a analizzate con l'intento di instaurare un dialogo tra le loro prospettive e offrire così un'idea del divenire dell'Estetica come disciplina filosofica.
«Natura lapsa» e peccati di ignoranza nell'antropologia di Agostino
Francesca Garlatti
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 270
Quale ruolo riveste l’ignoranza umana nella visione antropologica di Agostino? In queste pagine, attraverso la lettura delle diverse risposte alla domanda: Quid et unde malum?, si delineano le molteplici accezioni che la nozione di ignoranza assume nella speculazione agostiniana sulla sofferenza dell’uomo e sul problema della salvezza. L’idea di ignoranza contempera una molteplicità di significati e, accanto all’altrettanto complessa nozione di concupiscenza, concorre, nel pensiero agostiniano, a descrivere l’infirmitas dell’uomo caduto. Nelle riflessioni antropologiche Agostino tende a considerare prevalentemente l’ignoranza come conseguenza del peccato: sia dei peccati personali che si commettono sia del peccato originale. Tuttavia è la speculazione sui peccati di ignoranza che porta in primo piano il ruolo di questa pena che affligge l’uomo. Infatti non soltanto la tensione interna della volontà, ma anche l’inadeguata conoscenza di Dio e delle norme di giustizia condannano l’uomo caduto a peccare anche quando vorrebbe agire rettamente. Essa rientra quindi a pieno titolo tra le nozioni centrali dell’antropologia agostiniana, in particolare degli anni della maturità, che descrive un uomo gravato dal retaggio penale della trasgressione dei progenitori e bisognoso di Dio per ottenere la salvezza. Colui che trasgredisce la legge divina infatti è colpevole, anche se ciò avviene per l’ignoranza del precetto e questo vale anche per gli esclusi dalla predicazione evangelica. Coloro che non si convertono infatti non possono ricevere il perdono dei peccati: del peccato originale che deriva a tutto il genere umano a causa del peccato di Adamo e dei peccati personali eventualmente commessi, essendo così rei e degni della dannazione. Si possono notare nei testi della maturità agostiniana alcune riflessioni sull’universale colpevolezza del genere umano a causa del peccato di Adamo e sulla conseguente condizione di infirmitas morale e intellettuale. Questo comporta che la salvezza per fede, ovvero la chiamata divina che fa dono della fede all’uomo, sia del tutto irrelata alla capacità cognitiva del soggetto. L’esempio che rende evidente il valore di questa affermazione è il caso di quegli uomini che, per quanto concerne le loro facoltà razionali, sarebbero pronti a convertirsi qualora si trovassero di fronte a opere che risvegliassero in loro la fede in Dio, ma, non accadendo ciò, sono destinati ad appartenere alla massa perditionis. L’esempio evangelico di questa indecifrabilità della volontà divina che sceglie a chi rivelare la via di salvezza è quella delle città di Tiro e di Sidone.
Cosmologie medievali
Gian Carlo Garfagnini
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
anno edizione: 2018
pagine: 220
A partire dal XII secolo l’Occidente latino ha iniziato a elaborare una concezione filosofico-razionale della natura e del cosmo. A quest’ultimo, non più inteso come simbolo di verità religiose profonde, fu riconosciuta consistenza ontologica e capacità di agire in modo autonomo. Tesi verso la ricerca delle cause fisiche dei fenomeni naturali, andando al di là della tradizionale interpretazione teologica e simbolica altomedievale, gli autori che si dedicarono allo studio della natura in quell’epoca poterono avvalersi di idee provenienti da testi antichi, filosofici, scientifici, medici e astrologici diventati disponibili grazie alle traduzioni dal greco e dall’arabo, contribuendo a dare fondamento epistemologico alla filosofia della natura. Dei testi che tra XII e XIII secolo furono dedicati alla spiegazione e alla ricerca delle cause e della struttura del cosmo viene qui riproposta – in una nuova edizione rivista – un’ampia raccolta in traduzione italiana di passi emblematici tratti da opere di importanti autori medievali impegnati su questo tema: da Scoto Eriugena ad Abelardo, da Teodorico di Chartres a Roberto Grossatesta, da Alberto Magno a Tommaso d’Aquino.

