Garzanti: I grandi libri
Cantare del Cid. Testo spagnolo a fronte
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: 320
Il Cantar de mio Cid (1207) è il capolavoro dell'epica spagnola. Il protagonista, Rodrigo Díaz de Vivar, detto dai cristiani El Campeador, «il campione», e dagli arabi El Cid, «il signore», è un personaggio storico vissuto nell'xi secolo, un abile guerriero al servizio di Alfonso vi che, sfruttando le sue capacità militari e la situazione politica di una Spagna divisa tra regni cristiani e musulmani, riuscì a costruirsi una propria fortuna e una signoria personale. La retorica nazionalista ha mitizzato e trasfigurato il personaggio facendone il simbolo della Reconquista. Ma nelle canzoni di gesta medievali il Cid è celebrato come un gigante della misura: un eroe che riunisce in sé forza e prudenza, sapientia e fortitudo. Ardito ma accorto, leale e generoso, è un modello di equilibrio e di coraggio mai disgiunto dalla consapevolezza dei limiti del fare umano e non esente da abbandoni all'intimità del sentimento. Introduzione, traduzione e note di Andrea Baldissera.
Tragedie
Vittorio Alfieri
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: 704
Un'inclinazione intima e profonda conduce Alfieri alla tragedia: il suo temperamento conflittuale, la sua concezione eroica, appassionata e pessimistica della vita, il suo ideale di libertà politica e morale contro qualsiasi tirannide. La tragedia è, insomma, la proiezione diretta e necessaria della condizione drammatica dell'uomo e del poeta Alfieri. Priva di colpi di scena, di intrecci complicati, di mutamenti psicologici, la tragedia alfieriana è dominata dal protagonista, figura di scultorea potenza e prorompente energia che si sottrae a ogni possibile compromesso e sul quale incombe fin dall'inizio la catastrofe: campione di un'umanità in lotta per la propria affermazione, necessariamente destinato a soccombere. Anticonformista e ribelle nella vita come nell'opera, Alfieri irrompe sulla scena letteraria italiana con una violenza espressiva del tutto nuova, che riflette il suo credo nella forza viva del sentimento, anzi del «forte sentire», unico motore delle grandi e nobili azioni e ingrediente primo e indispensabile della poesia.
L'ultimo dei mohicani
James Fenimore Cooper
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: XX-464
Il ciclo dei romanzi noto come "I racconti di Calza di Cuoio" - di cui "L'ultimo dei mohicani" è sicuramente il più letto - inaugura il filone "epico" della letteratura americana, esercitando un notevole influsso su tutta la produzione letteraria successiva. Le suggestioni della vita e del paesaggio di frontiera, dove Cooper trascorse l'infanzia e l'adolescenza, hanno plasmato la sua immaginazione di scrittore suggerendogli l'archetipo dell'eroe americano: un uomo che istintivamente evade dalle restrizioni della vita civile per cercare un rapporto con la natura, affine, nella sua ricerca di autenticità, agli indiani, siano essi fratelli o nemici.
Orlando innamorato
Matteo Maria Boiardo
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: 1328
Capolavoro incompiuto del Boiardo, pubblicato postumo nel 1495, l'Orlando innamorato fonde mirabilmente i motivi guerreschi del ciclo carolingio e quelli avventurosi e fantastici del ciclo bretone di Re Artù. Sullo sfondo della guerra tra i cristiani di Carlo Magno e i mori di Agramante, fra mille storie di passioni e incantesimi, il poema narra l'intrepida tenzone tra i paladini Orlando e Ranaldo per conquistare la bella Angelica. La nostalgia per un mondo cavalleresco ormai in declino, il gusto del romanzesco e della fiaba, la rivisitazione dell'ideale eroico alla luce dei concetti umanistici di virtù e dignità sono alcuni dei motivi che reggono la ricchissima trama dell'opera in cui si dispiega l'inesauribile invenzione creativa dell'autore. Su tutti domina, con sovrana onnipotenza, la passione amorosa impersonata da Angelica: seducente e capricciosa, irresistibile e perennemente in fuga, scintilla e insieme vittima dell'incendio che fa divampare nei cuori di cristiani e pagani, l'eroina incarna per concretezza e vitalità una concezione esuberante e maliziosa dell'amore ormai lontana dal modello medievale. Introduzione, note e commenti di Giuseppe Anceschi.
Lo cunto de li cunti. Testo napoletano a fronte
Giambattista Basile
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: LXXII-1152
Scritto in una lingua teatrale, a Napoli, in piena età barocca, "Lo cunto de li cunti" (Il racconto dei racconti) ebbe un successo immediato, che ha continuato a crescere nei secoli. La sua raffinata architettura letteraria mescola libretti popolari, commedia dell'arte, teatro basso e classici, e inventa il racconto di fate come gioco. Nelle cinquanta favole che lo compongono orchi orrendi, draghi, ragazzi sciocchi ma audaci, cavalli parlanti, principesse capricciose, bellissime fate, automi e tantissime altre memorabili figure incantate si muovono tra i paesaggi e i riti del Mediterraneo. Il Cunto ha ispirato i racconti di maestri della fiaba come Perrault e i fratelli Grimm, e ha poi continuato a esercitare il suo fascino irresistibile ed esuberante su trecento anni di letteratura italiana ed europea.
Medea-Ippolito. Testo greco a fronte
Euripide
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: 240
Due tragedie "forti", in cui la presenza degli dèi ha ormai solo una funzione di immagine-simbolo di valori immanenti nella vita dell'uomo, come la forza dell'eros e l'ideale della purezza. La protagonista di "Ippolito", Fedra, e ancor più Medea sono tra i personaggi più drammatici del teatro d'ogni tempo: la tragedia è tutta interiore, il conflitto è dentro l'animo delle due straordinarie figure femminili, nello scontro tra le ragioni del cuore e della passione e la lucidità delle risoluzioni estreme portate a compimento.
Il malato immaginario. Testo francese a fronte
Molière
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2002
pagine: XXXVI-304
Qual è l'oggetto della satira di questa commedia? I medici o il malato? L'uno e gli altri. La mania del malato coincide con quella dei medici, è esattamente la stessa; Argante e i suoi terapeuti sono soltanto il tramite di una dolorosa realtà che li trascende: l'illusione umana. Ultima opera di Molière, "II malato immaginario" mette in scena non più i "caratteri", ma tutto l'uomo nel suo momento più tragico, quando è vittima dei propri miti. È il testamento che Molière lascia morendo; lo lascia da par suo, con gli intrighi di sempre, naufragato e nascosto nella beffa e nel riso, nel gioco di prestigio tra finzione e realtà, o meglio tra finzione e finzione della finzione, che è l'amara filosofia di tutto il suo teatro.
Canne al vento
Grazia Deledda
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2002
pagine: 256
Nella casa delle dame Pintor, discendenti da una nobile famiglia sarda ormai in rovina, il servo Efix tiene viva l'antica dignità a prezzo di grandi fatiche e di una devozione infinita alle padrone: Ruth ed Ester, ormai rassegnate in un malinconico limbo di memorie e di antiche tradizioni, e Noemi, ancora ricca di sangue giovane, ribelle e chiusa in una sdegnosa solitudine. Con l'improvviso ritorno del nipote Giacinto, scapestrato e dissoluto figlio di un'altra sorella, Lia, fuggita tanti anni prima sul continente per sottrarsi alla soffocante tutela paterna, nella vecchia casa irrompono ricordi, risentimenti, speranze, passioni dimenticate. E il rimorso per un'antica colpa torna a opprimere ancor più prepotente il fedele Efix, custode di un terribile segreto. Un senso religioso del peccato domina il romanzo della Deledda, pubblicato nel 1913, insieme alla tragica coscienza di un inesorabile destino, di cui i personaggi sono in balia come “canne al vento”. Nella sua prosa si consuma una fusione quasi carnale tra stati d'animo e paesaggio, tra gli uomini e l'aspra terra di Sardegna, un mondo ancestrale e primitivo che la scrittrice proietta in una dimensione mitica.
La pace. Testo greco a fronte
Aristofane
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2002
pagine: XIX-107
Rappresentata ad Atene nel 421, quando stava per concludersi la prima fase della guerra del Peloponneso, "La pace" è una delle più graffianti, poetiche e amare commedie di Aristofane. C'è il contadino attico Trigeo che ascende all'Olimpo in groppa a un gigantesco scarafaggio per trovare la pace ma lo trova vuoto, perché gli dei lo hanno abbandonato; c'è Polemos (la guerra) che tiene in schiavitù Irene (la pace) e medita di distruggere tutte le città greche. Trigeo, con l'aiuto del coro, formato di contadini, cercherà di porre fine al conflitto.
L'avaro. Testo francese a fronte
Molière
Libro: Copertina morbida
editore: Garzanti
anno edizione: 2002
pagine: 207
Harpagon è un vecchio avaro che non pare avere altri sentimenti. I figli Cléante e Elise lo odiano. Harpagon decide di sposare la bella Marianne, amata da Cléante e di dare in moglie Elise a un vecchio, Anselme, che la accetta senza dote. Il valletto di Cléante, La Fleche, ruba la cassetta del denaro e la consegna al suo padrone che pensa di darla al padre in cambio di Marianne. Harpagon accusa però del furto il suo intendente Valère che crede che il suo amore per Elise sia stato scoperto e che questa sia la vera causa dell'ira di Harpagon. Giunge infine Anselme che riconosce in Marianne e Valère i figli da lui creduti morti in un naufragio. Gli innamorati si sposano e Harpagon ritrova il suo denaro.
David Copperfield
Charles Dickens
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2002
pagine: XXV-928
Lasciai l'Inghilterra, senza sapere, neppure allora, quanto fosse grave il colpo che dovevo sopportare. Lasciai tutti coloro che mi erano cari e fuggii; e credetti di avere già sopportato la mia pena e che fosse passata. Come un uomo su un campo di battaglia può ricevere un colpo mortale senza rendersi conto di essersi ferito, così io, quando rimasi solo col mio indisciplinato cuore, non avevo idea della ferita con la quale dovevo lottare. Questa consapevolezza mi raggiunse non d'un tratto ma a poco a poco, a grano a grano...
Tempi difficili
Charles Dickens
Libro: Copertina morbida
editore: Garzanti
anno edizione: 2002
pagine: 308
Inventore del romanzo sociale, Dickens vi ha fuso e sviluppato le due tradizioni della narrativa inglese: la tradizione picaresca di Defoe e Fielding e quella sentimentale di Sterne e Richardson. "Tempi difficili" è il romanzo in cui più compiutamente trova espressione l'avversione dell'autore all'ideologia utilitaristica, inevitabile conseguenza del processo di industrializzazione che caratterizza l'Inghilterra di quegli anni. Ma più che indagare le cause, Dickens rappresenta gli effetti sociali che lo sfruttamento produce: la falsificazione dei rapporti umani. Il popolo misero, per elevarsi alla condizione della borghesia, ne assume le caratteristiche di ipocrisia e di durezza.

