Filosofia
L'attimo e l'anima. Goethe nella metropoli di Simmel
Michele Gardini
Libro: Libro in brossura
editore: Asterios
anno edizione: 2018
pagine: 144
La filosofia del denaro e la sociologia della grande metropoli sono i riferimenti più noti tra i quali si è organizzata la riflessione di Georg Simmel (1858-1918) sulla modernità. Essi non sono tuttavia gli unici. L'intellettualizzazione progressiva delle forme sociali e l'incremento abnorme della vita nervosa sullo sfondo dell'economia monetaria e dell' esistenza metropolitana hanno visto l'autore, sulla soglia quasi simbolica del primo conflitto mondiale, rivolgere a Goethe un ultimo sguardo filosofico e umano carico di partecipazione e velata speranza. La fisionomia del grande poeta tedesco, pur colta a partire da un determinato momento storico, sociale e culturale, si metamorfizza allora nelle mani di Simmel in un mito senza tempo: un'altra e forse ultima possibilità, insieme storica e ideale, di perfetta integrazione tra l'uomo e il suo mondo, la vita e la forma, la ricezione e la donazione. Ciò che Simmel ha altrove definito la "tragedia della cultura", il conflitto mortale tra il fiume della vita e le sue cristallizzazioni specifiche, non trova spazio per svilupparsi nel meraviglioso equilibrio, insieme poetico ed esistenziale, della fisionomia goethiana. Il presente studio prende le mosse dal fittissimo dialogo intessuto con Goethe per mettere il mito esistenziale costruito da Simmel alla prova della modernità, con le sue strutture economiche e tecno-scientifiche. Fedele all'ispirazione più profonda dell'autore, esso si cala nel suo tema per superarlo verso una riflessione più comprensiva sul significato della "vita" e delle "forme" nella contemporaneità.
Jacques Lacan e il buco del sapere. Psicoanalisi, scienza, ermeneutica
Luigi Francesco Clemente
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2018
pagine: 252
Nel corso degli anni Sessanta si consuma in Francia un aspro confronto tra Jacques Lacan e Paul Ricœur sul significato della rivoluzione freudiana rispetto alla tradizione filosofica: continuità o discontinuità? Rinnovamento o rottura? Una discussione che non rappresenta un capitolo secondario dell’insegnamento lacaniano. Sebbene oscurata da costanti quanto fuorvianti pseudo-dibattiti sulla filosofia di Lacan, si tratta probabilmente dell’unica circostanza che abbia visto lo psicoanalista parigino direttamente impegnato in un faccia a faccia con un filosofo della propria epoca. "Jacques Lacan e il buco del sapere" ne chiarisce le ragioni di fondo, ricostruendone la genesi, gli sviluppi e le conseguenze di lungo periodo, fino a cogliervi il nucleo proprio dell'antifilosofia lacaniana: la denuncia della tentazione, condivisa da analisti e filosofi, di trasformare la pratica analitica in pratica ermeneutica. Quelle che emergono sono questioni decisive riguardanti il complesso rapporto tra psicoanalisi e filosofia, la loro stessa tenuta nello scacchiere ideologico contemporaneo, segnato dal trionfo della religione e dalla disastrosa convergenza di terapie brevi e ricerca di saggezza.
Filosofia dell'automatismo. Verso un'etica della corporeità
Igor Pelgreffi
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2018
pagine: 230
Le nostre vite, singolari e collettive, sono attraversate da forme di automatismo che agiscono al di sotto della soglia cosciente e determinano parte dei nostri comportamenti: automatismi naturali, automatismi acquisiti (l’abitudine come seconda natura) ma anche automatismi sociali. Il presente studio interroga tale problema approfondendo la questione etica e politica della de-automatizzazione, attraverso un originale percorso di riflessione teorica sulle nozioni di automaton, abitudine, habitus e postulando la necessità di un “apprendimento critico” dei nostri automatismi. Lungo un asse che da Aristotele giunge a Merleau-Ponty, Bourdieu, Sennett e Bateson, il libro disegna i tratti preliminari di un’etica della corporeità: solo nelle resistenze del corpo, inteso come mediazione vivente tra ripetizione e variazione, tra passività e attività nell’azione, potrà aver luogo la de-automatizzazione, cioè quell’interruzione dall’interno dei nostri automatismi che è in grado di spiazzare il soggetto etico ma, al contempo, di ri-formarlo.
Biopolitica e libertà. Dieci capitoli su Foucault
Filippo Domenicali
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2018
pagine: 510
Come è possibile esercitare la libertà nel tempo della "biopolitica"? Ha ancora un senso parlare di libertà quando il potere è diventato "biopotere" (alla lettera: un "potere sulla vita") impadronendosi delle attitudini, delle capacità, degli affetti e perfino dei nostri pensieri più intimi e privati? Quando cioè le stesse categorie del “pubblico” e del “privato” hanno perduto ogni ragione di essere, proprio perché il "biopotere" produce - come dichiara insistentemente Foucault - il "soggetto" stesso? Sono alcuni degli interrogativi che fanno da guida a questo studio e a cui l'autore tenta di rispondere esaminando l'intera opera di Foucault. La questione della libertà viene interpretata come il problema che ne orienta le tappe e ne dirige gli sviluppi, dagli scritti dedicati alle "relazioni di potere" a quelli finali sull'etica degli antichi. La biopolitica costituisce la situazione attuale, il contesto e lo sfondo significante che spinge Foucault a ridefinire il concetto tradizionale (filosofico-giuridico) di libertà in direzione di un'inedita concettualizzazione etico-politica di "pratiche di libertà" disperse, contingenti, irriducibilmente plurali.
Interpretazioni, categorie, finzioni. Narrare la storia della filosofia
Carlo Borghero
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2018
pagine: 533
Come vecchie cartoline sbiadite, non di rado le storie della filosofia restituiscono un'immagine sfocata di autori e dottrine, a volte a causa dell'insufficienza della documentazione, altre a causa delle lenti impiegate dall'interprete che tende a sacrificare quel che servirebbe alla comprensione dei testi ma non è utile agli intenti di una ricostruzione storiografica animata da schemi e categorie troppo potenti. Diviso in quattro ampi capitoli (I. Eredità libertine, età classica, crisi della coscienza europea; II. Illuminismi vecchi e nuovi; III. Storia della filosofia e bandiere nazionali; IV. Teorie e pratiche della storia della filosofia in Italia e fuori d'Italia), il volume affronta lo studio di questi problemi esaminando alcuni dei temi più dibattuti dalla storiografia filosofica moderna, dal libertinismo all'illuminismo radicale, attraverso l'età classica e la crisi della coscienza europea. Perciò cerca di individuare linee di frattura occultate, ricostruisce continuità a volte insospettabili, mette allo scoperto il lungo processo ai Lumi che ha caratterizzato la storia della filosofia otto-novecentesca. Le differenti letture degli interpreti sono dunque una via grazie alla quale l'autore arriva alle fonti per misurare lo scarto tra i testi e le interpretazioni, per dare conto degli intenti teoretici degli interpreti che hanno spesso prodotto veri e propri miraggi storiografici. Il libro disegna perciò un percorso unitario attraverso la pluralità delle letture della filosofia moderna e ricostruisce le differenti immagini filosofiche della modernità, vere e proprie finzioni diventate largamente diffuse e famose e, a loro volta, degne di essere esse stesse considerate oggetti dell'indagine storico-filosofica. Ma questa ricerca è anche l'occasione per riflettere sui rapporti tra storia della filosofia e filosofia e, attraverso il resoconto del dibattito novecentesco italiano e straniero sui metodi e sugli scopi della storiografia filosofica, per interrogarsi sui compiti dello storico della filosofia oggi.
Due immagini di Platone in età contemporanea. Il Neo-kantismo, Martin Heidegger
Massimo Luigi Bianchi, Francesco Fronterotta
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 139
Due immagini di Platone, due modi differenti di rendere la sua filosofia: da un lato il punto di vista dei filosofi neo-kantiani della scuola di Marburgo, dall'altro quello di Martin Heidegger. Quanto dissimili sono i rispettivi orizzonti di pensiero, altrettanto lo è il terreno su cui nei due campi avviene la ripresa. Vi è un tratto, però, che accomuna le due riletture: in ambedue i casi a Platone non è rivolto uno sguardo neutrale ma la sua filosofia si vede restituita come attraverso due diverse rifrazioni prismatiche: quella dell'idealismo trascendentale kantiano da parte dei filosofi di Marburgo, quella della sua propria filosofia da parte di Heidegger.
Studi di estetica. Volume Vol. 3
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 235
"Studi di estetica" è stata fondata nel 1973 da Luciano Anceschi. La sua caratterizzazione accademica e scientifica è stata tale da favorire negli anni l'attivo confronto con diverse scuole di pensiero. Alla rivista hanno infatti collaborato studiosi italiani e stranieri, critici, letterati, e uomini di cultura di varie tendenze. Fino al 2013 sono usciti 66 numeri a stampa suddivisi in tre serie. Dal 2014 ha assunto la sua veste attuale di rivista anche online, e in questa nuova serie viene edita da Mimesis. “Studi di estetica” vuole essere una sede di discussione e di aperto confronto sui temi tradizionali e sulle prospettive più recenti dell’estetica. È una rivista internazionale peer review, impegnata a promuovere il dibattito teoretico e storiografico fra le diverse tendenze critiche che animano l’indagine contemporanea; a favorire gli scambi interdisciplinari e sviluppare relazioni anche coi campi più prossimi e affini all’estetica filosofica; a mantenere alta la qualità delle pubblicazioni nel rispetto del più rigoroso metodo scientifico.
L'eternità mancata Spinoza
Fabio Farotti
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 352
"Sentimus experimurque nos aeternos esse" suona uno dei passi più celebri di Spinoza; ma poi vale senz'altro e anzi preliminarmente per lui che nos in continua vivimus variatione. Non è forse, come lui stesso scrive, che è dall'"esperienza" che muove, impegnato a cercar l'eterno, in quanto disgustato e deluso dalla vanità del mondo? Laddove noi sappiamo che, per l'intera cultura occidentale, là dove si fa esperienza di "mutamento" o "variazione", là si è senz'altro persuasi di esser dinanzi, più o meno consapevolmente, a un diventar nulla e da nulla. E, unitamente a ciò, quali suoi inevitabili compagni concettuali, si è parimenti certi della fondatezza delle nozioni di "causa" e di "sforzo" - così centrali e determinanti nell'ontologia di Spinoza. Laddove è perspicuo, secondo la grande lezione di E. Severino, che il concetto di "causa", cui quello di "sforzo" può ben ridursi, implica la più radicale smentita del vero eterno: una consapevolezza, questa, che riconduce il Dio di Spinoza, nonostante tutto, in seno alla tradizione greco-cristiana e, perciò, alla sua radicale e inevitabile catastrofe per ragioni essenzialmente endogene (Nietzsche). Eternità mancata, la sua (come ogni altra forma di eternità avvistata su basi nichilistiche). Prefazione di Emanuele Severino.
Pop-sophia. 12 ingressi (senza omaggi) alla filosofia
Pierpaolo Marrone
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 158
Esibizionismo, immortalità, Kant e Derrida; algoritmi animali, emozioni e esseri umani; neurotrasmettitori, amore e "alianza", David Bowie e l'idea di Europa; robot e nuove pratiche sessuali; senso della vita e colonizzazione della merce; genocidi umani, genocidi animali e funzione dello Stato; misericordia per i ricchi e opere di Gianluca Vacchi; fine della provvidenza, Descartes e pop art; paura e intelligenze artificiali; bellezza e ingiustizia; teologia e Depeche Mode: 12 introduzioni fuori dagli schemi ai problemi della filosofia.
Civiltà e barbarie. Scritti giovanili
David Hume
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 118
Vedono qui la luce gli scritti giovanili di David Hume: il "Saggio storico sulla cavalleria e l'onore dei moderni", steso quando aveva meno di vent'anni e mai dato alle stampe, e i "Memoranda", preziosa collezione di appunti manoscritti, consistente in più di trecento aforismi, riassunti e citazioni da classici del pensiero filosofico-politico e risalente al decennio precedente la pubblicazione delle sue opere principali. Tali scritti testimoniano un'intensa e variegata attività di ricerca bibliografica, incentrata prevalentemente su temi di politica, religione, diritto ed economia, cui il giovane Hume si accosta animato da un interesse profondo per lo sviluppo delle istituzioni sociali e politiche e il processo di civilizzazione delle nazioni moderne. Si tratta di testi dal notevole valore storico, poiché offrono un singolare e finora inedito panorama delle fonti e della genesi del pensiero del più grande filosofo britannico del Settecento.

