Filosofia
Analiticità e principi primi del sapere. Una questione scolastica
Francesco Saccardi
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2018
pagine: 146
Nell’ambito della riflessione sorta in seno alla filosofia scolastica, il tema dell’“origine” dei primi princìpi viene approfondito in riferimento ad alcune questioni teoriche riguardanti lo statuto epistemologico di queste peculiari proposizioni, come la ragione della complessità appartenente alla forma predicativa dei princìpi e, conseguentemente, della loro natura “analitica” o “sintetica”; o come la determinazione del ruolo dell’esperienza nella costituzione dello stesso contenuto dei princìpi, e dunque attraverso una calibrazione dei significati di “a priori” e “a posteriori”. In questo studio ci si propone di affrontare una parte del tragitto compiuto da quella riflessione, non soltanto vagliandone temi e motivi, bensì, più propriamente, con l’intento di individuare la radice della necessità espressa dai princìpi primi del sapere.
Karl Jaspers lettore di Cusano. Presupposti interpretativi ed esiti teoretici
Pavao Zitko
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2018
pagine: 130
Il costante impegno di ricerca speculativa di Karl Jaspers giunge a riconoscere nel pensiero metafisico di Niccolò Cusano un'autentica voce filosofica che comunica la possibilità di una rivalutazione dell'istanza antropologica mediante un percorso di crescita spirituale necessario nell'epoca contemporanea dello spaesamento esistenziale dell'umano. Jaspers rinviene in Cusano il concreto esempio storico del felice e fruttuoso connubio della dimensione pratica del vivere nel contesto delle realtà temporali del mondo e di quel continuo esercizio delle capacità spirituali lungo i sentieri della fede ai fini di un potenziamento delle capacità comprensive della mente. Attraverso il recupero del “concreto”, strutturalmente dipendente dalla dimensione metafisica della realtà, si compie un salto qualitativo di coscienza che invera l'agire etico in una prospettiva più alta di interpretazione del reale e di comprensione dell'uomo.
L'anima errante. L'arte della guerra per imparare ad arrendersi
Claudio Lanzi
Libro
editore: Simmetria Edizioni
anno edizione: 2018
Breve storia della logica antica
Silvio Maracchia
Libro
editore: Simmetria Edizioni
anno edizione: 2018
Creature dell'abitudine. Abito, costume, seconda natura da Aristotele alle scienze cognitive
Marco Piazza
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2018
pagine: 234
La filosofia, fin dall'antichità, ha pensato l'abitudine, servendosi, per definirla, di una gamma ben precisa di termini che hanno subito una serie di trasformazioni semantiche nel passaggio dal greco al latino e poi alle lingue moderne. Malgrado la presenza di una corposa riflessione divenuta sempre più articolata e complessa dalla fine del XVIII secolo, non esiste ancora oggi una ricostruzione organica in grado di restituire insieme lo sviluppo storico e teorico di quella che a pieno titolo può essere definita la «filosofia dell'abitudine». Questo volume intende offrire un contributo in tale direzione, proponendo dei percorsi storico-interpretativi a partire dall'individuazione dei principali nodi concettuali che innervano il pensiero sull'abitudine, grazie al puntuale riferimento al pensiero di autori che vanno da Aristotele alle scienze cognitive. I pensatori presi in esame, che costituiscono un ricco campione di un panorama ancor più vasto, sono rappresentativi di posizioni originali emerse nelle diverse epoche. Il discorso filosofico sull'abitudine, tra il XIX e il XX secolo, diventa sempre più interdisciplinare, aprendosi agli apporti in primis della psicologia, ma anche della sociologia e dell'antropologia, fino a esaurirsi in quanto tale. Dopo secoli di teorizzazione filosofica sul funzionamento e sull'origine delle nostre abitudini, sono oggi la fisiologia e le neuroscienze a spiegare le modalità della loro formazione. Mai come in passato, tuttavia, i saperi scientifici richiedono la collaborazione della filosofia per comprendere appieno il significato da attribuire alla plasticità del nostro cervello, così da affrontare con strumenti epistemologici efficaci le implicazioni morali, politiche e giuridiche poste dalla nostra condotta di «creature dell'abitudine».
Un'amicizia stellare. Traiettorie della critica in Derrida e Foucault
Antonio Del Vecchio
Libro: Copertina morbida
editore: Il Mulino
anno edizione: 2018
pagine: 198
Jacques Derrida e Michel Foucault hanno contribuito a ridefinire il significato che il termine "critica" ha assunto in molti campi del sapere, dalla filosofia alle scienze sociali, dagli studi postcoloniali alla letteratura, alla riflessione femminista e agli studi di genere. Seguendo i modi in cui i due pensatori francesi hanno concepito e praticato la critica del discorso filosofico e delle categorie politiche moderne di fronte alle trasformazioni del mondo contemporaneo, il volume ricostruisce e intreccia i loro percorsi divergenti per farne emergere nodi e polarità.
Verità e menzogna-La nascita della tragedia-La filosofia nell'età tragica dei greci
Friedrich Nietzsche
Libro: Libro in brossura
editore: Newton Compton Editori
anno edizione: 2018
pagine: 352
Prima di Nietzsche la visione del mondo greco era quella lasciataci in eredità dal Rinascimento: un ideale irraggiungibile di serenità, armonia, «bellezza». Dietro questi aspetti, che Nietzsche indicò come «apollinei», il grande pensatore tedesco intuì l'altro polo di quella grande civiltà: quello notturno, «barbarico», che nei riti dedicati a Dioniso celebrava la potenza irrefrenabile degli istinti. Nelle opere che presentiamo Nietzsche espone e sviluppa questa sua concezione, destinata ad avere un'enorme influenza su tutta la nostra cultura.
Epifanie dell'informe
Alberto Castoldi
Libro: Copertina morbida
editore: Quodlibet
anno edizione: 2018
pagine: 286
Da sempre l'Informe, come l'«isola che non c'è» assedia il nostro immaginario. Se per sua natura è indefinibile, non comunicabile, dato che possiamo scambiarci solo ciò che ha convenzionalmente una forma, tuttavia nelle modalità più diverse e sorprendenti ci coinvolge, ora seducente e ora minaccioso. Il titolo adottato per questo studio, Epifanie dell'Informe, vuole segnalare l'impossibilità di dare un carattere sistematico ad una indagine su una tematica così vasta ed eterogenea qual è quella che a vario titolo può essere ricondotta sotto l'etichetta dell'Informe. Avvalendosi di uno strumento come l'analogia, che consente un massimo di duttilità, il testo affronta innumerevoli declinazioni dell'epifania dell'Informe, prendendo le mosse dal dibattito innescato nel corso del Novecento da una provocatoria definizione formulata da Georges Bataille, e che oltre a polemiche e commenti ha promosso una riflessione particolarmente stimolante sulle arti e non solo. La sequenza delle "epifanie" consente di passare dalle macchie di Leonardo o di Rorschach, ai "papiers marbrés", alle pieghe del Barocco, al Macabro, alla tradizione dei vampiri, all'inframince e al Nulla, in una ricognizione particolarmente suggestiva.
Il paradosso della libertà. Una lettura politica di María Zambrano
Elena Laurenzi
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 200
Il rapporto con la politica percorre la filosofia e la biografia di María Zambrano. È lei stessa a dichiarare che la sua giovinezza fu “la politica”, riferendosi al suo impegno per la Repubblica e alla sua partecipazione alla guerra civile. Sulla politica non cessò di riflettere nel corso del suo lungo esilio e fin dopo il suo ritorno in Spagna. Il volume segue le tappe di quella riflessione restituendo un percorso filosofico segnato dall’attitudine a pensare nel cuore del proprio tempo. Sul piano storico ricostruisce le circostanze politiche e la tradizione di pensiero con cui Zambrano non cessa di confrontarsi. Sul piano teorico mette a fuoco alcuni contributi fondamentali che la sua opera offre alla discussione attuale sulla crisi e sulle antinomie della politica: la libertà, la guerra, la persona, la comunità, l’utopia, l’immaginazione, la misericordia, il silenzio, la differenza sessuale.
Un'etica della personalità
Ágnes Heller
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2018
pagine: 435
"Un'etica della personalità" costituisce il volume conclusivo - dopo "Etica generale" e "Filosofia morale" - della trilogia "Una teoria della morale", con la quale Ágnes Heller ha compiuto il suo "quasi-sistema" filosofico. Il libro si apre con l'analisi dell'etica della personalità di Nietzsche, trattata in "Genealogia della morale" e messa in rapporto con il "Parsifal" di Wagner, di cui viene proposta una nuova lettura. Seguono tre dialoghi in cui due giovani filosofi immaginari, Joachim e Lawrence, discutono da diversi punti di vista e confrontandosi con una misteriosa figura femminile, Vera, la possibilità di un'etica della personalità. Il libro si chiude con alcune lettere scambiate tra Sophie Meller, la nonna di Ágnes Heller considerata una figura esemplare, e la nipote Fifi (Heller giovane). Una scrittura filosofica che usa differenti stili, anche letterari, corrisponde a un'etica che si ispira esplicitamente più a Shakespeare, a Goethe e a persone reali che a "teorie". L'etica della personalità s'incarna infatti in donne e uomini concreti, con i loro dubbi, le imperfezioni, gli amori e le amicizie e soprattutto la scelta di vivere una vita buona.
L'immortalità dell'anima IV 7 (2). Plotiniana arabica (pseudo-teologia di Aristotele, capitoli I, III, IX). Testo greco a fronte
Plotino
Libro: Libro in brossura
editore: Pisa University Press
anno edizione: 2018
pagine: 700
Fra le dottrine di Platone, l'immortalità dell'anima è sempre stata ritenuta centrale. Ma quale parte dell'anima è immortale, solo quella razionale? E se lo è in quanto affine alla realtà intelligibile, che è eterna e immateriale, perché si trova qui, nel mondo sensibile? Platone non sembra avere una posizione univoca. Questi problemi, cruciali nella storia del platonismo antico, vengono affrontati in modo nuovo da Plotino, nel III secolo della nostra era. Convinto che la corretta definizione di "anima" sia il punto di partenza per la loro soluzione, egli dedica un'ampia parte confutatoria all'emergentismo stoico e all'epifenomenismo, incarnato per lui dalla dottrina "pitagorica" dell'anima-armonia e dalla dottrina aristotelica dell'anima atto del corpo. Utilizzando tutta la letteratura di controversia della sua epoca - soprattutto Alessandro di Afrodisia e Plutarco -, egli affronta le concezioni dell'anima diverse da quella platonica sul loro stesso terreno, mirando a dimostrare che nessuna soddisfa le istanze per le quali era stata formulata. Solo il platonismo, inteso in un senso profondamente riformato, dà conto della vera natura dell'anima, compresa la quale si comprenderà che l'anima è immortale. Questo scritto fu tradotto in arabo nel IX secolo e fu incluso quasi per intero in un'opera, detta Teologia di Aristotele, destinata ad esercitare una grande influenza sulla filosofia arabo-musulmana. Attribuita cosi ad Aristotele, la dottrina dell'immortalità dell'anima divenne uno dei temi principali del pensiero filosofico in lingua araba, fino ad Avicenna ed oltre. In questo volume il trattato di Plotino, con testo greco, traduzione e commento, è seguito dall'edizione con traduzione e commento della sua versione araba.
Le ragioni del Buddha. In Asia centrale sulle tracce del buddhismo «d'Occidente»
Diego Infante
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2018
pagine: 242
Può l’Occidente costruire un’alternativa al proprio paradigma, meccanicistico e riduzionistico, senza per questo disconoscerne i presupposti? "Le ragioni del Buddha" prova a dare una risposta affermativa, ipotizzando una riconciliazione con le “cose prossime” – ancorché riviste e corrette – che passa dapprima per quelle “remote”: l’accelerazione appare in tal senso la conditio sine qua non del ripristino di uno stato di quiete. Del resto, quale espressione artistica se non quella del Gandhara può farsi portavoce delle convergenze tra piani semantici così diversi? "Le ragioni del Buddha" si muove pertanto in territori “di confine”, in senso stretto e in senso lato, quale “ibrido” che esula dalla saggistica tradizionale e in quanto descrizione di un percorso articolato che dalla molteplicità dispersa e frammentaria del mondo sensibile giunge infine al vuoto che di quelle stesse manifestazioni è origine e fondamento. L’orientamento multidisciplinare, che abbraccia la filosofia e l’arte, d’Oriente e d’Occidente, unendo divulgazione a spunti narrativi, sancisce un punto di contatto tra mondi e (non) forme molto diversi, quasi volesse rivelarsi, in ossequio al “giusto mezzo” buddhista, un’unità soggiacente al dualismo tra orizzonti di segno opposto. "Le ragioni del Buddha" è questo e molto altro ancora.

