Filosofia
La filosofia di fronte al genocidio. Conversazione su Gaza
Étienne Balibar
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2025
pagine: 94
“Mi definisco ‘ebreo’ perché sono sconvolto dall’idea che i significati morali e persino religiosi, e per via di conseguenza filosofici, portati nella storia dall’ebraismo – dalla parola dei Profeti di Israele fino al discorso di quei rinnegati o eretici che hanno alimentato la mia formazione intellettuale (Montaigne, Spinoza, Marx, Rosa Luxemburg, Freud, Kafka, Benjamin, Arendt, Simone Weil, Derrida, che è stato mio professore) – potrebbero d’ora in poi essere associati, per molto tempo e persino per sempre, non più alla resistenza alle persecuzioni e alla ricerca dell’autonomia intellettuale, all’imperativo della moralità e della giustizia e alla discussione sui suoi mezzi (tra cui la rivoluzione), ma all’oppressione e allo sterminio di un altro popolo sotto il patrocinio di questo ‘nome’. Penso che l’onore del ‘nome ebraico’ debba essere difeso da questa infamia e che sia necessario esprimere una rivolta”.
Chi può essere mangiato? Filosofia, etica e immaginario della carne coltivata
Libro: Libro in brossura
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2025
pagine: 152
Mangiare carne non è mai stato un gesto neutro. Dall’antichità ai giorni nostri, scegliere chi può essere sacrificato per nutrirsi significa interrogarsi sul confine tra umano e non umano, sulla violenza implicita nei nostri consumi e sul valore morale della vita. Oggi, la carne coltivata – carne reale, ma ottenuta a partire da cellule animali che si riproducono in laboratorio, senza allevamenti né macellazione – ripropone in forme inedite queste antiche domande. Questo volume affronta il tema da una prospettiva ampia e interdisciplinare: filosofia, bioetica, ecologia, diritto, economia e linguistica si intrecciano per esplorare le implicazioni materiali e simboliche di un’alimentazione “senza morte”. È ancora carne, quella che non proviene da un animale vivo? È naturale o artificiale? Reale o contraffatta? E se un giorno potessimo coltivare carne umana, sarebbe immorale mangiarla? La riflessione sulla filosofia, l’etica e l’immaginario della carne coltivata ci invita così a ripensare il cibo come gesto culturale e morale, a interrogare la gerarchia dei corpi commestibili e a riflettere su quale idea di umanità si esprima nelle nostre scelte alimentari.
L'ultimo mediatore. Due studi su Giuliano
Maria Carmen De Vita
Libro: Libro in brossura
editore: Ist. Italiano Studi Filosofici
anno edizione: 2025
pagine: 248
Pochi sono a tutt’oggi i manuali di filosofia che riservano spazio alla figura dell’imperatore Giuliano, l’“Apostata”, ultimo eroe del paganesimo, personaggio-simbolo del dibattito culturale e religioso del IV secolo. I due studi qui presentati hanno lo scopo di precisare la portata filosofica del suo progetto di restauratio: non un “sogno” impossibile, ma un tentativo concreto di reagire all’ascesa della nuova religione all’interno della società postcostantiniana. Pienamente immerso nei suoi tempi e forte della sua esperienza di ex-cristiano, Giuliano individua con lucidità, nelle critiche del Contra Galilaeos, i punti deboli della teologia degli avversari; vi oppone, poi, nei Discorsi, la superiorità di un’ideologia ellenica ispirata al neoplatonismo di Giamblico, capace di offrire un fondamento metafisico al ruolo del princeps.
A proposito del senso della vita
Vito Mancuso
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2025
pagine: 112
Sappiamo alla perfezione cosa vogliamo avere - ricchezza, piacere, potere - ma non sappiamo più chi vogliamo essere . Nella grave crisi in cui siamo immersi, necessitiamo continuamente di avversari per definire le nostre identità, e spesso ci scopriamo nemici addirittura di noi stessi, in una sorta di permanente guerra interiore. La filosofia di Vito Mancuso è un'àncora preziosa in questi tempi difficili: rinnovando in noi il desiderio di antiche riflessioni, ci indica la strada per risalire alle radici profonde della nostra coscienza, e ci insegna come il senso e la direzione della nostra vita su questa Terra vadano ricostruiti a piccoli passi, giorno dopo giorno, nella consapevolezza di trovarci al cospetto di qualcosa di più importante di noi stessi. Solo così sapremo entrare in armonia con la logica che determina il nostro cammino e amare quella semplicità naturale dentro di noi che è il vero segreto per una vita degna, una vita che vale la pena vivere, una vita autentica.
Lo zen e l'arte del tiro con l'arco
Eugen Herrigel
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2025
pagine: 112
Nessun altro libro ha permesso la comprensione dello Zen e ha fatto conoscere l’essenza stessa delle discipline marziali giapponesi a noi Occidentali, favorendone di fatto la diffusione, come Lo Zen e l’Arte del tiro con l’arco. Herrigel, filosofo tedesco invitato negli anni Venti del secolo scorso a insegnare filosofia in Giappone, volendo conoscere chi avrebbe potuto guidarlo alla “scoperta” dello Zen, viene indirizzato al Grande Maestro Awa. Studiando i gesti del Maestro – la postura, il controllo del respiro, la tensione della corda, il “lasciar andare” – Herrigel apprende come “il gesto tecnico” perde efficacia quando . guidato da un soggetto intenzionale: l’“io che vuole colpire” rappresenta l’ostacolo principale, e l’abilità emerge solo quando l’arciere si svuota di scopo, permettendo al tiro di compiersi senza intervento dell’ego, scoprendo che non si tratta di una semplice tecnica, ma di un percorso di trasformazione interiore fondato sull’esperienza diretta, sull’annullamento dell’ego e sulla piena adesione al momento presente. Questa nuova edizione, tradotta con attenzione filologica ma soprattutto con grande conoscenza dello Zen e dell’arte del tiro con l’arco, restituisce la voce originale di Herrigel con maggiore precisione e profondità, mantenendo la struttura argomentativa del testo, mettendo in luce il movimento circolare con cui l’autore descrive la dissoluzione della volontù: dalla ripetizione estenuante degli esercizi, all’attesa silenziosa in cui il maestro richiede un abbandono radicale, fino alla comprensione finale che “l’arciere, l’arco e il bersaglio sono uno”. A impreziosire il volume viene presentato al lettore italiano per la prima volta in traduzione l’inedito lungo articolo del 1936 pubblicato da Herrigel sulla rivista Nippon. Zeitschrift für Japanologie con il titolo Lo Zen e l’arte cavalleresca del tiro con l’arco; in questo notevolissimo documento, che illumina ulteriormente il percorso intellettuale dell’autore e la genesi delle sue intuizioni più celebri, Herrigel approfondisce il nesso tra disciplina marziale e formazione etico-spirituale, chiarendo la dimensione “cavalleresca” del kyūdō come educazione dell’intenzione e del carattere ed è, a tutti gli effetti, il vero precursore del volume pubblicato successivamente. Ne emerge un Herrigel più complesso, attento tanto alla pratica quanto alla sua interpretazione simbolica, capace di trasformare un’arte marziale in una meditazione sul rapporto tra gesto, consapevolezza e trascendenza.
Inno a Sophia. Simposio di voci inascoltate
Ferdinando Carrozza Schettino
Libro: Libro in brossura
editore: Pluriversum
anno edizione: 2025
pagine: 154
Nel XXI secolo pensiamo di poter accedere facilmente a tutta la conoscenza prodotta dall’uomo, eppure è esistito un lato nascosto della filosofia, un pensiero non dominante che per secoli ha operato nell’ombra. Si tratta di donne spesso costrette al silenzio o a esprimersi sussurrando, vittime di pregiudizi per il loro coraggio nell’esporsi. Si riuniscono in un simposio, fuori dal tempo e fuori dallo spazio, invitate dalla misteriosa figura di Sophia, filosofe dall’India vedica all’Europa Medievale, dalla Grecia arcaica al Rinascimento veneziano. Il loro fine è restituire, attraverso sottili argomentazioni, la vera natura della filosofia e dell’armonia.
Anche Sisifo si è stancato. Il nichilismo tra filosofia e società
Tonino Isaia Filizzola
Libro
editore: Monetti Editore
anno edizione: 2025
pagine: 498
L'attenzione estetica
Andrea Scanziani
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 334
Cosa significa prestare attenzione a una fotografia, a un dipinto o al gesto ben eseguito di un attore? Che ruolo gioca l’interesse e, perché no, anche il disinteresse, nella nostra esperienza quotidiana con le immagini, le opere letterarie e persino con i paesaggi che ci circondano? E quali sono dunque gli strumenti adatti per analizzare la natura della nostra immersione sensibile nelle diverse forme di esperienza estetica e artistica? Per rispondere a domande tanto complesse, proponiamo un percorso che tocca uno dei temi classici della filosofia e della psicologia, vale a dire la coscienza e la percezione attenta, mostrandone i risvolti più rilevanti per le esperienze che definiamo estetiche, di relazione sensibile verso il mondo e le opere d’arte. Partendo da un confronto sistematico con i recenti studi su questa tematica articolata, la fenomenologia ci offrirà nuovi strumenti per comprendere come diversi aspetti del fenomeno dell’attenzione e dell’interesse influiscano sulle dimensioni affettive, cognitive e assiologiche del nostro rapporto con i prodotti dell’arte umana.
Ágalma. Volume Vol. 50
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 130
"Ágalma. Rivista di studi culturali e di estetica" è una rivista semestrale fondata a Roma nel 2000 da Mario Perniola, insieme a Gianni Carchia e ad altri intellettuali italiani e internazionali. È diretta da Luigi Antonio Manfreda. Condirettrice Ivelise Perniola.
Il navigatore. Saggio su Parmenide e le origini della scienza sperimentale
Franco Baldini, Silvana Dalto
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 230
Questa nuova traduzione del poema parmenideo, corredata da un esauriente commento, sorge dall’esigenza di emendare l’opera del grande pensatore dalla massa di incoerenze concettuali, traduzioni arbitrarie ed esegesi infondate che si sono via via sedimentate dall’Ottocento a oggi. Lo scopo del libro è ricostruire la fisionomia intellettuale di Parmenide in accordo con una tradizione che nell’antichità lo riconosceva come uno scienziato naturale. Ciò vale a smascherare il grande imbroglio che, fin dalla scuola secondaria, si ostina a presentarlo come un logico banale – “l’essere è e il non essere non è” – e un metafisico grossolano – “esiste un essere unico sferico, innato ed eterno, omogeneo, immutabile e senza nulla fuori di sé” – facendo invece emergere per la prima volta in modo chiaro e dettagliato il grande metodologo, astronomo, cosmologo e fisico teorico che egli in realtà fu.
Il nulla e la determinazione
Nicoletta Cusano
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 104
Esiste una struttura fondamentale del significato come tale, a cui ogni posizione teoretica può essere ricondotta? In caso affermativo, che posto hanno quei significati come “nulla”, “insignificanza” ecc., che sono caratterizzati dal conflitto logico-semantico tra il contenuto che in essi è significato e il suo significare? Il nulla è davvero impensabile e insignificabile come afferma la lunga tradizione filosofica? Il nulla e la determinazione dà una risposta a queste e altre domande, introducendo la categoria dei significati incoerenti, riaffrontando la questione della pensabilità del nulla e mostrando che esiste un nesso essenziale tra il modo in cui nella storia della filosofia si è posto o eluso il problema del nulla assoluto e quello in cui si è concepito il rapporto tra ente, divenire, eternità.
Corpo, linguaggio e danza in Étienne Bonnot de Condillac
Serena Massimo
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 164
Uno dei punti culminanti del pensiero condillacchiano è la tesi secondo cui l’arte di ragionare deve essere ricondotta all’arte di parlare, intesa come la capacità di scomporre il pensiero nelle singole idee che lo compongono, ripercorrerne la generazione e ricomporle in unità di senso che mettano in risalto la loro genesi “aistetica”. Tale è l’operazione dell’analisi, che nasce insieme al linguaggio d’azione. Fonte comune del linguaggio e dell’arte, il linguaggio d’azione vede nella danza – la prima forma d’arte a sorgere – la possibilità di rendere l’analisi un’arte. Il modo in cui la danza fa propria la “teatralizzazione” del sentire da cui ha origine il linguaggio d’azione le conferisce un ruolo chiave nello sviluppo dell’attività percettiva e delle potenzialità espressive, linguistiche e intellettive insite in essa. Il presente volume si concentra precisamente sulla centralità della danza nella “formazione aistetica” dell’individuo all’interno della teoria del linguaggio e dell’arte di Étienne Bonnot de Condillac.

