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Mimesis: Eterotopie

Il gruppo di Bloomsbury. Vita, morte e resurrezione di un fenomeno culturale

Flora De Giovanni

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 266

È ormai più di un secolo che il gruppo di Bloomsbury è al centro di un vivace dibattito. Variamente accusato di snobismo, elitarismo e molto altro, è stato sempre nel mirino dei suoi nemici, tanto che una parte cospicua della sua storia è rappresentata dalle aspre critiche che ha suscitato. Altri invece, come il poeta Stephen Spender o il critico d’arte Kenneth Clark, ritengono che abbia esercitato un ascendente decisivo sul gusto inglese nel periodo tra le due guerre e sottolineano come i suoi atteggiamenti e i suoi valori siano diventati praticamente un “culto”. Parola calzante per descrivere l’interesse che il gruppo ancora sollecita, tanto in ambito accademico – come dimostra la pubblicazione di The Cambridge Companion to the Bloomsbury Group (2014), che ne sancisce definitivamente l’importanza come fenomeno culturale – quanto nella cultura popolare, nella quale si è meritato un posto per l’eccezionale fascino dei suoi membri e, soprattutto, per l’eccentricità della loro vita privata e della morale sessuale condivisa. Oggi Bloomsbury è noto non solo perché ha segnato il passaggio dal Vittorianesimo alla modernità, svecchiando l’arte e la cultura inglese, ma anche per aver favorito il cambiamento dei costumi e promosso un modello di domesticità nuovo, estraneo alle convenzioni. Il mutamento culturale degli anni ’60 che sembra aver anticipato – si pensi alla libertà sessuale, al pacifismo, all’antimperialismo e al femminismo sostenuti dal gruppo – ne ha favorito il ritorno in auge, che dagli anni ’90 ha dato avvio al processo di innalzamento dei suoi membri allo status di celebrities. In questo senso il gruppo di Bloomsbury rappresenta un esempio unico di contaminazione tra cultura d’élite e cultura di massa.
25,00 23,75

Giacomo Leopardi. L’irriducibile anelito del possibile

Gianfranco Perriera

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 208

Leopardi può essere considerato l’immaginoso filosofo dell’Ottocento italiano. Il presente saggio – attraverso lo Zibaldone, i Pensieri e la Palinodia al marchese Gino Capponi, senza trascurare però le rime e le altre opere – cerca di tracciare l’itinerario del suo pensiero in otto capitoli. Racchiusi tra un’introduzione e una conclusione, sei capitoli sono dedicati ai seguenti temi: il bello, l’età fanciulla, la religione, il nulla, l’indefinito, l’ultrafilosofia. Le intuizioni di Antonio Prete e le riflessioni della “filosofia negativa”, da Adorno a Honneth, fanno da guida all’interpretazione. Riconosciuta la cogenza del nulla, che inghiotte tutte le aspirazioni degli umani, Leopardi non accede né al nichilismo né alla noluntas di Schopenhauer. Dell’irrinunciabile diritto al possibile e di una ragione che non uccida il desiderio, il poeta-filosofo ha saputo essere il malinconico cantore e chiosatore.
20,00 19,00

Esserci e non esserci. Rappresentazioni sociali dello stato vegetativo

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 178

Lo stato vegetativo è una condizione in cui, pur mantenendo le funzioni vitali, una persona rimane priva di coscienza, non avendo la possibilità di fare esperienza di sé e del mondo o di interagire con altri. Creando uno stato intermedio tra presenza e assenza, questa condizione solleva dilemmi con cui si confrontano ogni giorno operatori sanitari e caregiver. Inoltre, a partire dal caso Englaro, lo stato vegetativo ha mobilitato un’intensa discussione sul fine-vita e sul diritto all’autodeterminazione. Il volume presenta una ricerca che dà voce alla varietà di attori e realtà che si confronta con lo stato vegetativo: le storie dei parenti e dei professionisti che interagiscono con il paziente, il discorso giornalistico, la discussione parlamentare sul fine-vita. Si tratta del primo testo che integra una pluralità di punti di vista per proporre un’analisi psicologica, sociale e politica di un fenomeno le cui implicazioni interrogano il nostro rapporto con la salute, la malattia e la medicina.
17,00 16,15

La differenza che fa la differenza. L'analisi dei processi culturali

Vittorio Iervese

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 132

La cultura non è qualcosa che si ha ma piuttosto qualcosa che si fa, più verbo che sostantivo, il frutto di una costruzione psico-sociale organizzata e condivisa con la funzione di permettere di orientarsi nella complessità del mondo. Piuttosto che costruire l’ennesima tassonomia della cultura questo libro fornisce indicazioni ed esempi sui modi di funzionamento dei processi culturali, ovvero su quelle operazioni che avvengono nel “territorio” e che costruiscono una “mappa” per muoversi in quel territorio. Con una prima parte teorico-metodologica e una seconda che fornisce esempi di ricerca empirica, questo libro presenta un approccio di matrice costruttivista ai processi culturali. Come si accumulano e si organizzano i significati in una “mappa culturale”? Come questi significati orientano le interazioni e le comunicazioni? Come cambiano questi processi al modificarsi delle forme di comunicazione? Davvero la cultura è in grado ancora di orientarci nella complessità del mondo?
14,00 13,30

Derrida. Pensare la letteratura e l'arte

Giuseppe Zuccarino

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 160

Il volume, articolato in due parti, raccoglie una serie di saggi intorno al pensiero di Jacques Derrida. Nella prima parte, oltre a esaminare il modo in cui il filosofo ha affrontato il concetto stesso di letteratura, vengono prese in esame le analisi da lui condotte sulle opere di alcuni scrittori otto-novecenteschi (Charles Baudelaire, Paul Valéry, Edmond Jabès). Nella seconda, dopo un approccio alle idee derridiane sull’arte in generale, vengono analizzati alcuni testi relativi a pittori contemporanei (Valerio Adami, Gérard Titus-Carmel, Colette Deblé, Jean-Michel Atlan). In tal modo viene evidenziato il fatto che, qualunque sia l’argomento cui Derrida si dedica di volta in volta, egli non rinuncia mai a sperimentare inusuali forme di scrittura, né a far entrare le proprie idee in dialogo con quelle di altri filosofi, siano essi del passato o del presente (Immanuel Kant, Georg W. F. Hegel, Friedrich Nietzsche, Martin Heidegger, Emmanuel Levinas). I suoi saggi differiscono dunque da quelli normalmente prodotti dalla critica letteraria o artistica e aprono a nuove prospettive, dimostrando che è sempre possibile leggere i testi degli scrittori e osservare i quadri dei pittori in una maniera imprevista, che risulta ancor oggi quanto mai fertile e stimolante.
15,00 14,25

Storie false. Dai faraoni alle bufale online

Michel Pretalli, Giovanni Zagni

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 208

Dai messaggi per il faraone Akhenaton ai Protocolli dei Savi di Sion, un viaggio nelle storie false che hanno influenzato la Storia, quella vera. A volte diffuse in buona fede e con ingenuità, altre volte con secondi fini a sfondo politico e ideologico, le bufale orientano popoli e nazioni da ben prima di essere chiamate fake news. Una divertente raccolta di fatti universalmente conosciuti, come la Donazione di Costantino, e di vicende meno note, come le bizzarre opinioni di Jean Hardouin, secondo cui gran parte delle opere artistiche dell’antichità non fosse autentica, o la diceria per cui la morte di Napoleone avrebbe causato un crollo della Borsa di Londra nel 1814. Nell’ultima parte del libro i lettori troveranno una breve guida al fact-checking, con le indicazioni fondamentali per orientarsi nel mondo dell’informazione di oggi.
18,00 17,10

Dai Quaranta ai Settanta. Un percorso di Scorciatoie: da Umberto Saba al Moro di Pietro Di Donato

Francesca Cadel

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 394

Il volume intende attraversare il lungo dopoguerra italiano passando per diversi testi letterari noti e meno noti: dalle Scorciatoie e raccontini (1946) di Umberto Saba, fino al primo testo che Pietro Di Donato (1911-1992) dedicò ad Aldo Moro, intitolato Christ in Plastic (1978), e alla sua sceneggiatura inedita Moro (la prima stesura venne completata il 30 ottobre 1979). Il contesto della Guerra Fredda in Italia e degli Anni di Piombo verrà inoltre esaminato nei capitoli dedicati a Petrolio di Pier Paolo Pasolini e ad Aracoeli di Elsa Morante, con particolare riferimento al “misto”, un concetto importante in entrambi i romanzi, in cui lo scontro tra il “rosso” e il “nero” del postfascismo americano risulta inevitabilmente legato ai cadaveri eccellenti della politica transnazionale: da Marylin Monroe, a Malcom X, dai Kennedy e Martin Luther King, a Pier Paolo Pasolini: “È possibile che Marilyn, la piccola Marilyn ci abbia indicato la strada?”. In appendice una conversazione con Toni Negri e un’intervista a Wilson McLean, che illustrò Christ in Plastic con uno splendido ritratto di Aldo Moro.
32,00 30,40

Interstizi e percorsi narranti. Approcci interdisciplinari nella contemporaneità

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 144

Il volume offre una riflessione teorica interdisciplinare, dalla prima metà del secolo scorso ai giorni nostri, animata da aspetti interagenti applicativi. La complessità del nostro tempo è il punto di partenza per esplorare l’efficacia del paradigma narrativo nella descrizione, rappresentazione ed espressione delle interazioni tra soggetti. La narrazione è vista come uno spazio-tempo autenticamente formativo, capace di stimolare nuove possibilità di realizzazione e riscatto esistenziale. Attraverso l’uso di una vasta gamma di metodi, strumenti e linguaggi, il raccontare diventa una relazione di aiuto e una pratica di cura, favorendo una visione proiettata al futuro e una riorganizzazione del significato della storia personale. I contributi degli autori coniugano la poliedricità della narrazione, offrendo una visione complessa e variegata dei codici socioculturali e della cura educativa.
15,00 14,25

Disciplina del corpo e governo delle coscienze nella pedagogia dei Gesuiti

Maria Francesca D'Amante

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 250

Se da sempre il "darsi forma" della soggettività accade tra i dispiegamenti dell'essere quale totalità fisico-spirituale, nel XVI secolo diversi modelli pedagogici assumono il corpo come specchio dell'anima e strumento di disciplinamento delle coscienze. In particolare, il fenomeno della disciplina corporis sembra costituire una delle componenti strutturali della realtà interna ai collegi della Compagnia di Gesù, che declinava l'educazione ad maiorem dei gloriam. Il corpo diviene luogo di modulazioni della persona e spazio di proiezioni di una cultura educativa totalizzante, capace di plasmare il soggetto mediante la dialettica formazione/con-formazione con lo sguardo sempre rivolto ad una forma hominis predefinita. La cornice esegetica nella quale si inseriscono le nostre riflessioni, è quella modernità disciplinata che Michel Foucault ha descritto come "processo di normalizzazione" da cui nasce l'anatomia politica, un complesso di forze che agiscono sul corpo sino alle profondità dell'essere per modellarlo. All'interno dei collegi istituiti dai Gesuiti l'individuo viene educato mediante i precetti di una pedagogia reticolare, sistemica e diffusa; il teatro, la musica e l'architettura sono gli assi portanti di una formazione umanistica completa, disegnata dai principi della Ratio Studiorum. Assumendo come chiave di lettura il binomio intus/foris quale congiuntura fondamentale tra disciplina e autodisciplina, il saggio intende ricostruire gli aspetti essenziali della grandiosa opera pedagogica gesuitica.
22,00 20,90

Come tutto è diventato guerra. Uno sguardo longitudinale dal femminile al militare e ritorno

Fatima Farina

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 212

Il presente lavoro prende le mosse dall’esigenza di analizzare il presente e il processo contemporaneo di militarizzazione dello spazio pubblico nel linguaggio e nelle azioni, nel ricorso al bellico come metafora e riferimento autolegittimante di un’azione politica che restringe sempre più lo spazio sia in termini di percezione di alternative, sia della composizione sociale, nonché nel suo accentramento decisionale. Sotto osservazione sono gli eventi che dagli anni ’90, con il costituirsi del nuovo ordine mondiale post Muro, fino alla contemporanea cornice di guerra preventiva e permanente, ricadono sulla società civile, sulle relazioni tra stati e sull’affermazione di riferimenti valoriali e agende politiche che sempre meno pongono la guerra fuori dall’esperienza possibile, estendendone progressivamente l’area di legittimazione. Il primato della sicurezza, cui rispondere anche militarmente, ha ristretto lo spazio di istanze e movimenti per la pace per cederne alla bellicizzazione (maschile) e incrementale. L’espansione dello spazio bellico, con il protagonismo del Militare contemporaneo, è l’esito di un lungo processo che nel tempo non ha mai affrancato la convivenza civile dalla costruzione di relazioni armate. È quanto emerge nello sguardo retrospettivo che qui si propone. L’occasione è quella di rileggere il percorso di studio e analisi del Militare iniziato da chi scrive negli anni ’90, quando il movimento tellurico politico proiettava l’occidente e il mondo nell’era postbipolare e globalizzata, con i nervi scoperti delle frammentazioni e delle sempre più acute disparità.
20,00 19,00

Psicoanalisi come critica

Adriano Voltolin

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 192

Freud si augurava, in uno scritto del 1926, che la psicoanalisi non divenisse un semplice capitolo dei manuali di medicina: essa avrebbe dovuto, secondo il suo fondatore, assieme alle altre scienze dell’uomo, contribuire ad affrontare i problemi che alla vita degli uomini si propongono. È il passaggio nella Geworfenheit heideggeriana quindi, il mestiere di vivere. Bion ci ha mostrato del resto come lo sviluppo della mente non sia affatto un progresso naturale e biologico, ma un lavoro di scambio con un’altra mente che possiede capacità di elaborazione e rappresentazione. Il volume propone, assieme a una riflessione sulla struttura della mente in psicoanalisi, una serie di contributi nei quali la teoria psicoanalitica del funzionamento della mente (l’unica cosa di cui siamo – noi psicoanalisti – veramente esperti, aveva detto Hanna Segal) aiuta a capire in modo più approfondito la trama dell’ordine simbolico. Arte, letteratura, cinema, piccoli fatti della vita quotidiana ci si presentano come manifestazioni frutto delle individualità e del caso piuttosto che come un tessuto che ha un rovescio (nel senso in cui Lacan usa questo termine) che (ri)costruisce il processo attraverso il quale essi si sono prodotti e manifestati. La psicoanalisi si presenta allora come scuola del sospetto secondo l’espressione di Paul Ricoeur, il vedere ciò che appare un punto di partenza invece come l’esito di un processo in cui si intrecciano, ci aveva detto Marx nell’Introduzione alla critica dell’economia politica, motivi economici, sociali, psicologici. Una psicoanalisi come critica dell’esistente.
17,00 16,15

Dalí Show. Per una televisione liquida

Anna Luigia De Simone

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2024

pagine: 274

Stravagante, esagerato, irriverente. Salvador Dalí non è stato solo un sofisticato pittore, capace di misurarsi con la tradizione dei maestri del passato. Tra i primi artisti a confrontarsi con i media, è un autore ancora controverso che, trasgredendo i confini tra i linguaggi, ha saputo inserirsi nei processi comunicativi della sua epoca, divenendo uno tra i più intensi interpreti della cultura visuale del Novecento. Come si conciliano, allora, il disprezzo per le distorsioni operate dalle avanguardie artistiche e la difesa della bella pittura con l’avveniristica e popolare parabola televisiva che lo ha reso un’icona riconosciuta a livello internazionale al di là dei circuiti dell’arte? Emerge, in questo libro, il segreto della tv teorizzata e sperimentata da Dalí, a lungo sottovalutato dalla critica. Tesa a ribaltare il linguaggio del mezzo, a risvegliare l’immaginazione, a diffondere la surrealtà, la “televisione liquida”, paradossale come i suoi orologi, è la risposta sorprendentemente antimoderna a un’ossessione: “Cos’è mai l’apparecchio televisivo per l’uomo, che deve solo chiudere gli occhi per vedere le più inaccessibili regioni di ciò che è stato visto e di ciò che non lo è mai stato?”.
24,00 22,80

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