SE: Piccola enciclopedia
Manifesto per l'eliminazione dei maschi
Valerie Solanas
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 80
«In questa società la vita, nel migliore dei casi, è una noia sconfinata e nulla riguarda le donne: dunque, alle donne responsabili, civilmente impegnate e in cerca di emozioni sconvolgenti, non resta che rovesciare il governo, eliminare il sistema monetario, istituire l’automazione globale e distruggere il sesso maschile. […] Il maschio è intrappolato in una zona d’ombra a metà strada tra l’essere umano e la scimmia; ma sta molto peggio delle scimmie perché, al contrario di esse, dispone di una vasta gamma di sentimenti negativi: odio, gelosia, disprezzo, disgusto, sensi di colpa, vergogna, insicurezza e, come se non bastasse, è consapevole di ciò che è e di ciò che non è. […] Gli uomini irragionevoli, malati, che tentano di difendersi dalla loro ignominia, alla vista di SCUM che gli rotola addosso si aggrapperanno terrorizzati alla Grande Mamma con le Grandi Tette di Gommapiuma, ma le Tette non li salveranno da SCUM; la Grande Mamma si aggrapperà al Grande Papà, che se ne starà rintanato in un angolo a cacarsi sotto nelle sue brache da Superman. Gli uomini ragionevoli, invece, non scalceranno, non lotteranno, non solleveranno penose proteste, ma se ne staranno seduti col cuore in pace, rilassati, e si godranno lo spettacolo abbandonandosi alla deriva verso la loro fine».
Lo strutturalismo
Gilles Deleuze
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 86
«C’è anche un eroe strutturalista: né Dio né uomo, né personale né universale, egli è senza identità, fatto di individuazioni non personali e singolarità preindividuali. […] Che una nuova struttura non ricominci avventure analoghe a quelle dell’antica, che non faccia rinascere contraddizioni mortali, dipende dalla forza resistente e creatrice di quest’eroe, dalla sua agilità a seguire e salvaguardare gli spostamenti, dal suo potere di far variare i rapporti e ridistribuire le singolarità, emettendo sempre un nuovo colpo di dadi. Questo punto di mutazione definisce precisamente una prassi, o piuttosto il luogo stesso in cui la prassi deve installarsi. Infatti lo strutturalismo non solo è inseparabile dalle opere che crea, ma anche da una pratica in rapporto ai prodotti che interpreta. Questa pratica, che sia terapeutica o politica, designa un punto di rivoluzione permanente, o di transfert permanente».
Ricordi del mio eremo
Kamo no-Chömei
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 80
«L’ombra della luna della mia vita declina, e ciò che rimane della mia esistenza è prossimo all’orlo dei monti. Presto dovrò affrontare le tenebre dei tre cammini: per che cosa, dunque, serbar rimpianti? Il Buddha ha insegnato agli uomini a non nutrire affezione per nessuna cosa che sia di questo mondo. Dunque, anche il mio amore per questa capanna d’erbe è da ritenersi un peccato, e il mio attaccamento a questa quiete è anch’esso un impedimento alla salvezza dell’anima. Perché, allora, perdere del tempo prezioso a narrare i miei piaceri vani?».
La novella degli scacchi
Stefan Zweig
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 91
“Nella casa di Petrópolis, poche ore prima di ingerire insieme alla giovane moglie una dose letale di Veronal, [Zweig] affranca le sue ultime lettere e scrive in tedesco una Declaração datata 22 febbraio 1942. Il giorno prima aveva provveduto a inviare ai suoi editori e traduttori a New York e a Buenos Aires tre dattiloscritti della Schachnovelle. […] L’«umanista in ritardo e fuori tempo» Stefan Zweig sentiva esaurirsi la propria capacità di concentrazione e la propria forza immaginativa. La solida architettura della Schachnovelle, la prosa avvolgente e sicura, il tedesco misurato e lucido, sono il suo estremo e nostalgico tentativo di rispondere all’ossessione del nulla e alla minaccia della follia che tormentano la vecchia Europa non meno del Dr. B.” (Dallo scritto di Rossella Rizzo)
Piccolo galateo erotico per fanciulle
Pierre Louÿs
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 96
"Prima di Lolita le bambine si comportavano meglio? Pierre Louys, in queste pagine, mostra che il linguaggio e il pudore non sono valori tradizionali, e prova con alcune sue foto la decadenza generale dei costumi. In tono ironico, non si stanca di ripetere che la doppia etica, della virtù e del peccato, non esiste e che la fanciulla porta istintivamente la vergogna nelle istituzioni più sante, e santifica i propri orifizi con cure non proprio estetiche. Leggendo il piccolo galateo, si direbbe che la ninfetta, all'inizio del secolo, ne sapesse di cotte e di crude e le avesse provate tutte, portando, su un corpo esile e liscio, una parrucca di capelli bianchi. Ovviamente come Lolita in Nabokov, la bimba aveva in Louÿs un amante intelligente e molto egoista. Ogni articolo di questo galateo non provoca solo la morale corrente ma anche i tutori del codice penale." (Alberto Capotti)
Conversazioni
Maurice Merleau-Ponty
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 96
In queste intense conversazioni radiofoniche del 1948, l’allora quarantenne Maurice Merleau-Ponty traccia, per un grande pubblico, le linee direttrici di gran parte del suo lavoro successivo: il mondo della percezione, l’arte, la politica, l’animalità, l’uomo, la follia. Con un linguaggio limpido e immediato viene qui tratteggiata l’esigenza indemandabile di un pensiero che ritorni alle cose stesse, a quel mondo accessibile ai sensi che in ogni istante incontriamo. Inizia così a delinearsi un modo di far filosofia che influenzerà profondamente il pensiero contemporaneo. Merleau-Ponty, con lucidità e forza, e al di là di ogni pensiero nostalgico, ci pone di fronte alla necessità di restituire al nostro tempo una verità adeguata e, per questo, ancora e per sempre da scoprire. Poiché, come egli scrive, «la verità è che il nostro problema consiste nel fare nel nostro tempo, e attraverso la nostra esperienza, quel che i classici hanno fatto nel loro».
Kappa
Ryunosuke Akutagawa
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 96
«Prima di procedere nel racconto, penso di dover dire qualcosa sugli animali chiamati kappa. Taluni ancora dubitano della loro esistenza, che invece è reale, com’è vero che io stesso ho vissuto tra loro. Hanno capelli corti, e le dita delle mani e dei piedi congiunte da una membrana […]. In media, sono alti poco più di un metro. Secondo il dottor Chack il loro peso oscilla tra i nove e i dieci chili, ma alcuni eccezionalmente grossi raggiungono i venticinque chili. La parte superiore del loro cranio è concava, rotonda come una scodella, e pare che diventi sempre più dura col passar degli anni. […] Ma ciò che più colpisce nei kappa è la facoltà, ignota agli uomini, di cambiar colore a seconda del luogo in cui si trovano. […] I kappa devono avere un considerevole deposito di grasso sotto la pelle. Infatti non usano nessun indumento nonostante la temperatura piuttosto bassa – circa 10 gradi – del loro paese sotterraneo. Invece usano occhiali e portano con sé portasigarette, libri in edizioni tascabili e cose del genere, ma non per questo hanno bisogno di vestiti e di tasche, giacché, come i canguri, sono naturalmente forniti di una graziosa borsa sul ventre. La cosa che mi sembrò più curiosa è che essi non si coprono neppure con un perizoma». Pubblicato nel 1926, un anno prima della morte dell’autore, Kappa è il capolavoro di Ryūnosuke Akutagawa, qui riproposto nella versione di Mario Teti.
Il complotto dell'arte
Jean Baudrillard
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 96
Il complotto dell'arte, pubblicato da Jean Baudrillard nel 1996, suscitando reazioni violente e un aspro dibattito, è uno spietato atto di accusa contro l'arte contemporanea, e un testo attualissimo nel dibattito, aspro oggi come allora, tra i suoi fautori e i suoi detrattori. «L'essenza dell'arte contemporanea» scrive Baudrillard «sta in questo: rivendicare la nullità, l'insignificanza, il nonsenso, mirare alla nullità essendo già nulla. L'arte contemporanea specula sul senso di colpa di quanti non capiscono niente di ciò che essa produce, e non hanno capito che non c'era assolutamente niente da capire. L'arte contemporanea non significa niente eppure esiste. Vi è una spartizione in via amichevole, conviviale, della nullità. È questo il complotto dell'arte contemporanea, perpetrato da tutti i vernissage, allestimenti, mostre, collezioni, con l'unico fine di alimentare la più vergognosa speculazione commerciale».
La moda
Georg Simmel
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 80
"La moda è uno degli scritti più belli di Georg Simmel, forse il suo capolavoro, perché all’interno di una produzione saggistica magistrale si distingue per organicità, chiarezza e compiutezza: affronta un problema specifico, di grande fascino, e giunge a specifiche conclusioni, senza che per questo alcuni temi «classici» generali della filosofia: soggettività ed oggettività, libertà e necessità, essere e divenire, sostanza e funzione, vengano ignorati. Simmel sembra valersi qui dello straordinario vantaggio dell’arte nei confronti della filosofia, di cui parla nell’introduzione alla Filosofia del denaro (1900), e che «consiste nel fatto di porsi ogni volta un unico problema rigorosamente circoscritto, sia questo un uomo, un paesaggio o uno stato d’animo, in modo tale che ogni estensione dello stesso verso il generale, ogni richiamo a tratti più ampi dell’intuizione del mondo venga percepito come un arricchimento, un dono, un beneficio immeritato». Un vantaggio che forse non è solo dell’arte, come Simmel affermava, ma anche della scienza, in questo caso della sociologia." (Dallo scritto di Lucio Perucchi) Con uno scritto di György Lukács.
Il pensiero del fuori
Michel Foucault
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 80
“Il pensiero del fuori è il controcanto di Le parole e le cose. Se nel secondo di questi libri, infatti, Foucault analizzava, in modo mirabile, le strutture che permisero l’instaurarsi di un mondo tendente a definire, catalogare, ordinare, stabilire limiti, confini, mappature, nella più snella, ma non meno pregnante, riflessione/confronto con la scrittura di Maurice Blanchot, egli cerca di cogliere come le pratiche del discorso siano mutate e come le parole e le cose abbiano assunto un nuovo senso. Ciò che è mutato è il rapporto alla libertà. […] Si tratta dunque di scrivere la libertà, di far sì che nella scrittura sia la libertà stessa a scrivere o, detto in altri termini, che la scrittura sia un atto di libertà e di liberazione. E Foucault, parlando dell’esperienza del fuori, indica esattamente una possibilità di svolta per il soggetto e per la sua liberazione.” (Dallo scritto di Federico Ferrari)
La disumanizzazione dell'arte
José Ortega y Gasset
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 102
«Isis Mirionima, cioè Iside dai diecimila nomi: così gli egiziani chiamavano la loro dea. Ogni realtà, in un certo senso, è come Iside. I suoi elementi, i suoi aspetti sono innumerevoli. Non è segno di audacia pretendere di definire una cosa, anche la più umile, con un certo numero di denominazioni? Sarebbe eccezionale se, fra gli infiniti discorsi che si fanno sull’arte, le cose dette da noi risultassero effettivamente osservazioni decisive. L’improbabilità aumenta quando si tratta di una realtà nascente, che inizia ora la sua traiettoria nel mondo. È assai probabile, quindi, che questo tentativo di descrivere l’arte nuova non contenga altro che errori».
Jisei. Poesie dell'addio
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2020
pagine: 128
“Jisei si chiama in giapponese l'ultima poesia, quella composta quando il mondo attorno comincia, silenziosamente, ad allontanarsi e si resta soli con se stessi di fronte al passo più difficile. Nessuna cultura, che io sappia, ha coltivato con tanta passione e perseveranza come quella nipponica la tradizione di questo gesto, breve e definitivo, che in pochi versi consegna o ha l'ambizione di consegnare un'intera esistenza - un'anima -a chi verrà. Per secoli, da che la scrittura ce ne ha lasciato testimonianza fino a oggi, o almeno fino a qualche decennio fa, prima che anche le scansioni del vivere e del morire si facessero troppo sbrigative, i giapponesi sul letto di morte si sono fatti passare il pennello o hanno dettato a un familiare, a un discepolo, a un amico il pensiero estremo. Chi avesse la pazienza di scorrere lo sterminato repertorio di questi addii, disseminati nelle prime antologie, negli scritti agiografici sulle vite dei monaci o nei poemi epici, nei resoconti di viaggio, nelle raccolte monografiche o collettive dei poeti, si troverebbe di fronte a una vera e propria storia letteraria e spirituale del Giappone”. (Ornella Civardi)

