Architettura
Città. Voci e visioni. Immaginari urbani tra memoria e contemporaneità
Libro: Libro rilegato
editore: Dario Cimorelli Editore
anno edizione: 2025
pagine: 80
Il volume esplora la città come organismo vivente e spazio dell’immaginazione, un luogo in continuo mutamento dove memoria storica e visioni future si intrecciano in un dialogo costante. Ispirato alla riflessione di Emilio Tadini sul paesaggio urbano, il libro indaga il rapporto tra l’essere umano e l’ambiente costruito attraverso le opere di grandi maestri del Novecento e di artisti contemporanei italiani e internazionali. Le opere di Umberto Boccioni, Felice Casorati, Giorgio Morandi, Mario Sironi, Titina Maselli, Paolo Ventura, Marina Caneve, Yang Yongliang e molti altri delineano una pluralità di sguardi che trasformano la città in un laboratorio di forme, idee e identità. Il volume accompagna il lettore in un percorso articolato in nuclei tematici – dalle trasformazioni del paesaggio urbano alle sue geometrie, dalle tracce della memoria alle proiezioni visionarie – invitandolo a riscoprire la città come spazio simbolico e mentale, specchio delle nostre aspirazioni, paure e possibilità.
Under construction. Ediz. italiana e inglese. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2025
pagine: 108
Foundations oltre a significare fondazioni può essere declinato anche come fondamenti: ovvero ciò che costituisce il fondamento della realtà e/o si riferisce alla ricerca dei principi o delle "cose ultime" del sapere architettonico. Nella contemporaneità, dominata dalla tendenza a piegarsi a un ipotetico primato della tecnologia - mero strumento di produzione più che sapere disciplinare, e celebrata perché capace di generare profitto -, porsi la questione dei fondamenti è assolutamente inattuale. Ma poiché la ricerca deve assolvere al proprio compito sociale di precorrere i tempi, più che di conformarsi a ciò che è dominante in questi, dedicare il numero di Under construction a questo termine oltre a rappresentare un lavoro di indagine disciplinare, assume anche un significato eminentemente politico.
Mole. Il tempio del cinema
Libro: Libro rilegato
editore: Allemandi
anno edizione: 2025
pagine: 192
"Mole. Il tempio del cinema" è un volume di pregio in edizione italiana dedicato alla Mole Antonelliana, emblema architettonico e simbolo identitario di Torino da oltre un secolo. Un libro che intreccia architettura, fotografia e storia del cinema, guidando il lettore in un percorso verticale attraverso l’evoluzione del monumento e la sua trasformazione nel Museo Nazionale del Cinema. La prima sezione esplora la Mole come oggetto architettonico e simbolico, attraverso le voci di scrittori, architetti e studiosi, tra cui Giuseppe Culicchia e Mario Botta. A segnare la transizione tra edificio e spazio museale, un corpus fotografico in bianco e nero firmato da Riccardo Ghilardi, stampato su carta speciale e composto da circa 45 scatti fine art che ritraggono le grandi star del cinema internazionale. La parte conclusiva è dedicata al Museo Nazionale del Cinema e alle figure che ne hanno definito la visione, da Maria Adriana Prolo a Dario Argento, fino alla postfazione di Martin Scorsese, che celebra la Mole come un autentico tempio della settima arte. Un volume affascinante e dall’elevato valore culturale, ideale per appassionati di cinema, fotografia, architettura e per chi desidera approfondire la storia visiva di uno dei monumenti più iconici d’Italia.
Mole. The temple of cinema
Libro: Libro rilegato
editore: Allemandi
anno edizione: 2025
pagine: 192
Emblema architettonico e simbolico di Torino, la Mole Antonelliana è da oltre un secolo un punto di riferimento visivo, culturale e ora cinematografico. "MOLE. Il tempio del Cinema" è un volume che intreccia architettura, fotografia e storia del cinema, offrendo al lettore un viaggio affascinante attraverso la verticalità del monumento e la profondità della sua trasformazione in tempio della settima arte. La prima sezione è un omaggio alla Mole come oggetto architettonico e simbolico. Scrittori, architetti e studiosi raccontano la sua unicità: dallo sguardo letterario di Giuseppe Culicchia alla riflessione storica di Gritella sull’opera di Alessandro Antonelli, fino all’esperienza estrema dell’alpinista Maurizio Puato, che ne ha conquistato la vetta. Chiude la sezione lo sguardo contemporaneo di Mario Botta, che riflette sulla singolarità di un’opera che sfugge a ogni classificazione. A segnare il passaggio tra il racconto della Mole come edificio e quello del Museo come contenitore, si inserisce un portfolio fotografico centrale firmato da Riccardo Ghilardi. Stampato su una carta diversa per valorizzarne l’impatto visivo, raccoglie circa 45 scatti in bianco e nero in stile fine art, che ritraggono le grandi star del cinema internazionale di passaggio negli ultimi anni al Museo del Cinema. Un intervento autoriale che non è semplice documentazione, ma omaggio visivo al rapporto tra volto, luce e memoria cinematografica. La terza sezione è dedicata al Museo Nazionale del Cinema, che dal cuore della Mole racconta la storia della visione. Dalla Torino pioniera del cinema (testo di Benini) alle collezioni straordinarie illustrate da Stefano Boni, passando per la figura fondativa di Maria Adriana Prolo raccontata da Donata Pesenti, e lo sguardo visionario di Dario Argento, che ha trovato in Torino un set ideale. Chiude il volume una postfazione d’eccezione: Martin Scorsese celebra la Mole come un santuario della settima arte, uno spazio in cui la memoria del cinema si fa esperienza viva.
Torri e grattacieli in Italia. Un secolo di architetture
Simona Talenti
Libro: Libro in brossura
editore: Silvana
anno edizione: 2025
pagine: 304
Torrioni, torri, grattanuvole e grattacieli hanno rappresentato in Italia, fin dagli anni dieci del Novecento, un’aspirazione collettiva alla modernità e all’efficienza, affermandosi con sorprendente capillarità anche nei centri minori, spesso come segno di ‘riscatto’ dal provincialismo e di apertura verso un futuro urbano rinnovato. Lontano dalle logiche speculative dello sfruttamento intensivo del suolo proprie del modello americano, il grattacielo italiano ha progressivamente costruito una propria identità, dando vita ad architetture d’eccezione sostenute da sistemi costruttivi tradizionali e in dialogo con il paesaggio costruito. È in questa trama di confronti, contaminazioni e reinterpretazioni che si snoda il percorso delineato in queste pagine, volto a restituire il profilo originale e riconoscibile del grattacielo nella sua peculiare declinazione italiana, dalle prime sperimentazioni all’inizio del secolo scorso fino alle più recenti espressioni contemporanee. Ripercorrerne la storia significa, oggi, interrogarsi anche sul ruolo che la verticalità può svolgere nel generare valore per la città contemporanea.
Montecatini e le città termali europee sito Unesco
Claudia Massi
Libro: Libro rilegato
editore: Silvana
anno edizione: 2025
pagine: 206
Montecatini Terme è l’unica città termale italiana inserita nel Patrimonio dell’Umanità Unesco, accanto a dieci analoghe località europee: Baden-Baden, Bad Ems e Bad Kissingen (Germania), Vichy (Francia), Spa (Belgio), Bath (Regno Unito), Karlovy Vary, Mariánské Lázně e Františkovy Lázně (Repubblica Ceca), e Baden bei Wien (Austria). Il volume si propone di raccontare il valore e l’identità di Montecatini Terme, restituendo l’immagine di una città concepita fin dalle origini come luogo di cura, piacere e armonia tra architettura, natura e benessere.
«Il cielo sopra al Portego» alla Scuola Grande di San Marco. Orizzonti aperti, architetture per la cura-«The sky above the Portego» at the Scuola Grande di San Marco. Open horizons, architectures of care
Libro: Libro in brossura
editore: Silvana
anno edizione: 2025
pagine: 118
Un cielo blu oltremare si posa simbolicamente sul Portego della Scuola Grande di San Marco: colore della trascendenza e della conoscenza, ispirazione per un viaggio nell’architettura veneziana della cura. Dal Medioevo a oggi, l’insula di San Zanipolo ha custodito la vocazione alla charitas, intrecciando bellezza e servizio, arte e medicina, spiritualità e innovazione. Questo libro racconta quella continuità, tra storia e futuro, fino al ritorno dell’antico Ospedale San Lazzaro dei Mendicanti alla sua funzione sanitaria. Un’installazione di Michele De Lucchi e AMDL Circle, ispirata alla luce del cielo, ne è simbolo vivo e diventa risorsa concreta per sostenere l’innovazione medica. Un racconto nel segno della cura, dove architettura e umanità s’incontrano per rispondere, ancora una volta, alla fragilità dell’uomo.
Architetti e costruttori italiani in Argentina. Storie di emigrazione e di mobilità professionale 1880-1974
Giovanna D'Amia
Libro: Libro in brossura
editore: Silvana
anno edizione: 2025
pagine: 160
L’attività di progettisti italiani in Argentina tra XIX e XX secolo ha costituito un fattore importante nella modernizzazione della Repubblica latino-americana e ha contribuito a ridisegnare il volto di Buenos Aires in anni in cui la città porteña si andava trasformando in una metropoli cosmopolita. Questo volume ricostruisce le vicende biografiche e professionali di sette architetti e costruttori italiani attivi tra l’Italia e il Río de la Plata in un arco cronologico che va dal 1880 (quando Buenos Aires divenne capitale federale del paese) al 1974 (l’anno della morte di Perón e della crisi del desarrollismo). I sette protagonisti di questo libro – Carlo Morra, Vittorio Meano, Francesco Bisighini, Gaetano Moretti, Francesco Gianotti, Ferruccio Corbellani e Mario Bigongiari – non godono tutti di pari notorietà, ma contribuiscono a mettere in luce diverse modalità e diversi esiti della presenza italiana in Argentina, intrecciando rapporti con altri attori e comprimari (committenti, collaboratori, maestranze, tecnici, artigiani e imprese), in un sistema di relazioni complesso tra figura e sfondo.
Difformità. Progetti vulnerabili
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 212
Il necessario avvicinamento in corso tra architettura e vita biologica genera una serie di frizioni e interferenze nel mondo del progetto, che trovano ragione non solo nell’attuale sistema di produzione dell’ambiente costruito, ma anche in un’idea di architettura – consolidata nel corso dell’ultimo secolo – “sanificata” e concepita attraverso categorie certe, che l’imprevedibilità della vita organica tende a forzare profondamente. Un nuovo paradigma è urgente per l’architettura: l’abbandono del controllo totale e l’accettazione delle difformità che la prossimità con la natura comporta, verso una vulnerabilità generativa in grado di infondere nuova vita al progetto.
Palazzo Bonatti a Mantova. Da dimora di famiglia a sede del Consorzio di bonifica Garda Chiese
Giulio Girondi, Lisa Valli
Libro: Libro in brossura
editore: Il Rio
anno edizione: 2025
pagine: 156
Remote origini forse ancora trecentesche, un momento di splendore nel Rinascimento, tra marmi e preziose pitture. Poi ancora affreschi e stucchi, segno dei tanti cambi di gusto nel Cinque, Sei e Settecento. Epoche e linguaggi diversi, che si sono susseguiti lasciando, come su un palinsesto, le tracce delle famiglie che qui hanno vissuto: Bonatti, Costanzi, Grossi, Striggi, Porta. Poi il passaggio da palazzo patrizio a residenza borghese e, alle soglie del Novecento, la triste vicenda della spoliazione della facciata, tra interessi privati e primi tentativi di tutela del patrimonio storico e artistico. Infine, la trasformazione in sede consortile e i lunghi restauri che hanno restituito alla collettività una delle dimore più significative di Mantova, per il «decoro eterno della patria» come recita ancora l’epigrafe che più di cinquecento anni fa commemorava i lavori intrapresi da Antonio e Francesco Bonatti. Una lunga storia ricostruita meticolosamente da Lisa Valli, commentata dalla lettura delle testimonianze artistiche di Giulio Girondi e resa ancor più preziosa dalle fotografie di Nicolò Arioli.
L'architettura percepita
Antonio Crosta
Libro: Libro in brossura
editore: Youcanprint
anno edizione: 2025
pagine: 92
Il testo indaga la relazione tra l'individuo e lo spazio architettonico, mostrando come l'esperienza corporea sia il fondamento della percezione e dell'abitare. A partire dalla domanda "In che modo le persone si muovono nello spazio?", emerge una riflessione sull'aspetto sociale dell'architettura, dove lo spazio, da progettato, diventa progettante, influenzando i comportamenti umani. Ispirandosi a Merleau-Ponty, l'autore riconosce nel corpo uno strumento conoscitivo e giudicante, capace di attribuire senso alle qualità spaziali. Le percezioni, radicate nel vissuto individuale e collettivo, plasmano il modo di abitare e spiegano le differenze antropologiche nel vivere lo spazio. Il corpo, autonomo dal pensiero, agisce secondo affordance percettive, stimoli che orientano i movimenti in base alle forme e alle qualità ambientali. Quando l'architettura risponde a tali percezioni, lo spazio assume valore sociale; quando le ignora, genera vuoti urbani e riappropriazioni spontanee. L'autore propone infine una visione dell'architettura come dialogo continuo tra corpo e spazio, in cui progettare significa interpretare le percezioni umane per esprimere il senso autentico del vivere collettivo.
Venturino Ventura. Tre declinazioni del linguaggio architettonico romano
Benedetta Tamburini
Libro: Libro in brossura
editore: Nuova Cultura
anno edizione: 2025
pagine: 142
Venturino Ventura è stato un interprete originale della modernità romana, rimasto a lungo ai margini della storiografia e del dibattito critico. Lontano dai clamori delle riviste e dal circuito accademico, ha contribuito in modo silenzioso ma decisivo a costruire l'immagine della città, muovendosi tra linguaggi diversi e sperimentando sempre nuovi equilibri tra i vincoli della professione e la volontà di un'espressione libera. Questo volume propone una rilettura della sua opera attraverso tre architetture romane - la palazzina di via Bruxelles, quella di via Nicotera e l'edificio per uffici di via Romagnosi - che, pur nella loro diversità, rivelano la coerenza di un linguaggio personale, capace di intrecciare regola e invenzione, pragmatismo e ricerca formale. Ne emerge il profilo di un architetto colto e sperimentatore, la cui opera, ancora oggi, merita di essere riscoperta come parte integrante della storia del moderno a Roma.

