Filosofia
Mom 7-25-31
Adriano Marin
Libro: Libro rilegato
editore: Michael Edizioni
anno edizione: 2021
pagine: 160
Questo saggio sul Pigreco ha lo scopo di creare un movimento di pensiero dinamico, non statico, come un gong nel silenzio assordante in cui ci troviamo. Un gong di risveglio, un gong che risuoni e che stimoli il pensiero di tutti i lettori a generare sincronia, fertilità alla crescita e lo sviluppo di pensiero in futuro. La parola OM in Sanscrito significa l’Assoluto ed è un suono onomatopeico. Il Pigreco, trattato in questo libro da un punto di vista conoscitivo al di fuori degli schemi e non matematico, non esprime solo un valore scientifico ma esprime un concetto di verità, di essenza e di conoscenza. Forse un mezzo di comunicazione trascendentale per avviare una coscienza consapevole per il futuro. Questo libro rivela una scoperta su una delle possibili chiavi di lettura di un arcano della matematica, il Pigreco, sulla sua rivelazione precisa contenuta in chiaro nei testi della Bibbia scritti 3200 anni fa e sulle regole del gioco complesso della conoscenza assoluta.
Il lavoro dello spirito
Massimo Cacciari
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2020
Tra il 1917 e il 1919 Max Weber tenne due conferenze dal titolo Die geistige Arbeit als Beruf, che potremmo tradurre «Il lavoro dello spirito come professione». Formulazione quanto mai pregnante, perché rappresentava l’idea regolativa, il progetto e la speranza che avevano animato il mondo della grande cultura borghese tra Kant e Goethe, tra Romanticismo e Schiller, tra Fichte e Hegel, e avrebbero costituito il filo conduttore dello stesso pensiero rivoluzionario successivo, da Feuerbach a Marx. Il «lavoro dello spirito» è il lavoro creativo, autonomo, il lavoro umano considerato in tutta la sua attuosa potenza, e volgersi alla sua affermazione significa liberazione di ogni attività dalla condizione di lavoro comandato, dipendente, e cioè alienato. Ma il suo dissolversi nella forma capitalistica di produzione, nell’universale macchinismo, che fagocita quella Scienza che pure è l’autentico motore dello sviluppo, finisce col delegittimare la stessa autorità politica, che nella «promessa di liberazione» trova il proprio fondamento. La «gabbia di acciaio» è destinata dunque a imprigionare anche quel «lavoro dello spirito» che è la prassi politica? Lo spirito del capitalismo finirà col destrutturare completamente lo spazio del Politico, riducendolo alla forma del contratto? O tra Scienza e Politica sono ancora pensabili e possibili relazioni che ci affranchino dal nostro «debito» nei confronti del procedere senza mete né fini del sistema tecnicoeconomico? Sono le attuali domande che, un secolo fa, nessuno ha posto con la drammatica chiarezza di Max Weber – e con le quali, oggi, Massimo Cacciari si confronta.
Apologia di Socrate-Critone. Testo originale a fronte
Platone
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 224
Nel 399 a.C. Socrate fu trascinato in tribunale in un’Atene prostrata e inquieta. Il trentennale conflitto contro gli Spartani si era da poco concluso con un’amara e umiliante sconfitta: le mura della città erano state demolite, la sua prestigiosa flotta navale smantellata. La comunità era stata dilaniata dalla guerra civile: alti erano stati i costi in termini di relazioni personali. Con un decreto si impose di consegnare a un completo oblio ogni male e sofferenza. Ma un decreto, per quanto autorevole, non poteva bastare, di per sé, a cancellare torti e dolore. È in questa singolare temperie che Socrate fu tradotto dinanzi a una giuria popolare, accusato di corrompere i giovani e di non credere agli dei della città. Insomma, di pensarla “diversamente”, di mettere in discussione i valori su cui Atene si fondava, ma anche di indurre in altri il medesimo atteggiamento critico. In quel momento di grande fragilità, quei discorsi erano forse più di quanto si potesse tollerare. Davanti ai giudici, Socrate si trovò nella posizione di chi deve pronunciare un’“apologia” del proprio operato. Ma il suo discorso non ebbe nulla a che vedere con quanto un imputato era solito dire. Decise di parlare senza tentare di manipolare a suo favore l’uditorio né di edulcorare i fatti. Non chiese pietà. Unicamente in nome dell’alétheia, della “verità”, perché solo su di essa si poteva fondare la forma compiuta della “giustizia”. Ben sapendo il risultato che avrebbe ottenuto.
L'anticristo-Crepuscolo degli idoli-Ecce homo
Friedrich Nietzsche
Libro: Libro rilegato
editore: Newton Compton Editori
anno edizione: 2016
pagine: 266
Dopo "Al di là del bene e del male" il filosofo tedesco si propose di scrivere un'opera che racchiudesse gli sviluppi del suo pensiero sul tema della volontà di potenza. Da questo progetto nacquero, tra il settembre e il novembre del 1888, "Crepuscolo degli idoli" e "L'Anticristo". Nel dicembre di quello stesso anno scrisse "Ecce homo". "Pensare è rompere, cominciare a rompere, con la vecchia ossessione, filosofica quanto cristiana, dello scopo, del fine. È cercare di trasgredire il momento della conclusione, la necessità pretesa del termine, della compiutezza, del sistema". (Jean-Michel Rey)
La brevità della vita. Testo latino a fronte
Lucio Anneo Seneca
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2015
pagine: 102
Seneca si rivolge al dedicatario Paolino cercando di convincerlo a lasciare le sue attività pubbliche e a dedicarsi interamente allo studio della filosofia. Le argomentazioni usate dal filosofo si imperniano sul valore del tempo e la necessità di metterlo a frutto nel modo migliore. Se gli uomini non la sprecassero in sterili occupazioni, se non se la lasciassero scivolare tra le dita, si accorgerebbero che la vita non è affatto breve, come sembra quando ad assorbirla sono invece le preoccupazioni legate agli affari e alla vita pubblica. Di questo trattato - curato dal latinista Carlo Carena - resta impressa non tanto la scala di valori in base alla quale Seneca impartisce le sue istruzioni sul corretto uso della vita, quanto la riflessione sul rapporto che lega l'esistenza al tempo. Si può "esistere" a lungo eppure non avere "vissuto a lungo" e questo perché passato, presente e futuro hanno una consistenza diversa, a seconda di come vengono valorizzati. In un'epoca come la nostra in cui il tempo è un valore ancor più prezioso di quanto non lo fosse per Seneca, questo insegnamento rimane uno dei più attuali e difficili da mettere a frutto.
Così parlò Zarathustra
Friedrich Nietzsche
Libro: Libro rilegato
editore: Newton Compton Editori
anno edizione: 2014
pagine: 286
Opera filosofica e poetica composta tra il 1883 e il 1885. In quest'opera le idee del "superuomo" e dell'"eterno ritorno" raggiungono una forma compiuta. Dopo dieci anni di solitudine Zarathustra sente il bisogno di donare agli uomini la sua sapienza, ma il popolo distratto ride delle sue parole. Dovrà così cercarsi dei discepoli cui indirizzare i suoi discorsi. Tema dei discorsi è la ribellione alla cultura e alla morale dominanti e la visione della vita come forza indomabile e della volontà come strumento di affermazione. Agli elementi polemici sono inframmezzati brani poetici (canti e canzoni) di grande bellezza. Molteplici le fonti stilistiche, la Bibbia, le poesie di Goethe, la prosa di Lutero, gli aforismi dei moralisti francesi. Introduzione di Ferruccio Masini.
Critica della ragion pratica e altri scritti morali
Immanuel Kant
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2014
pagine: 765
Nell'anno 1800, quando ormai volgeva al termine la sua lunga e appassionata ricerca filosofica, Immanuel Kant riunì in un celebre passo dell'"Introduzione alla Logica" le questioni più importanti che dovrebbero essere al centro di ogni sistema di pensiero: Che cosa posso sapere? Che cosa devo fare? Che cosa posso sperare? Che cos'è l'uomo? Per precisare, subito dopo, che le prime tre domande - tradizionalmente trattate da metafisica, filosofia morale e religione - vanno ricondotte in realtà alla quarta, e quindi all'antropologia, lo studio dell'uomo, dal momento che per il filosofo l'impresa somma della conoscenza consiste proprio in questo: raggiungere "la destinazione suprema della natura umana". E all'uomo, all'agire umano, sono dedicati tutti gli scritti raccolti in questo ricco volume, comprendente i capolavori più noti della filosofia morale kantiana quali la "Critica della ragion pratica" e la "Fondazione della metafisica dei costumi", ma anche opere meno conosciute come l'"Antropologia dal punto di vista pragmatico" e "La religione nei limiti della semplice ragione". In tutti questi scritti, la dimensione razionale e quella sensibile, i due elementi di cui si compone per Kant la natura umana, sono indagati allo scopo di stabilire quale particolare connessione di sensibilità e razionalità, di senso e ragione, stia a fondamento del nostro agire morale.
Elogio della follia
Erasmo da Rotterdam
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2014
pagine: 144
Capolavoro di uno dei più illustri rappresentanti dell'Umanesimo europeo, divertente e sferzante critica alla tracotanza umana, "Elogio della Follia" è senza dubbio una delle opere centrali del canone filosofico e letterario mondiale. Ma non è un'opera irraggiungibile e criptica: al contrario, è amata proprio per la sua scrittura potente e corrosiva, per la forza drammatica che nasce dall'idea di far parlare la Follia in prima persona. Come una gran dama dall'intelligenza devastante, la Follia, tessendo un raffinato autoelogio, mette alla berlina uno per uno tutti i limiti, le meschinità e le bassezze dell'umanità. Non ci sono sconti per nessuno, a prescindere dallo stato sociale e dal prestigio accumulato. Gli esseri umani sono messi a nudo nella povera essenza che tutti li accomuna, costretti a rinunciare alle consuete pompose vesti di governanti, letterati, religiosi. Erasmo non procede però a una pura opera di demolizione: al cuore dell'"Elogio" pulsa un accorato invito a considerare il messaggio di Cristo nella sua pienezza e a conformare le nostre vite alle sue parole, senza false interpretazioni.
Il contratto sociale
Jean-Jacques Rousseau
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2014
pagine: 256
Il classico di Jean-Jacques Rousseau, assunto dai giacobini a riferimento teorico e accusato da liberali e critici della rivoluzione francese di essere l'ispiratore della "democrazia totalitaria", viene qui proposto con traduzione di Jole Bertolazzi, introduzione di Alberto Burgio e note di Andrea Marchili.
Origine della disuguaglianza
Jean-Jacques Rousseau
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2013
pagine: 107
Nel 1745 l'Accademia di Digione propone un tema: "quale sia l'origine della disuguaglianza fra gli uomini e se sia fondata sulla legge naturale". Rousseau presenta il suo "Discorso sulle origini e i fondamenti della disuguaglianza fra gli uomini": "Il primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire 'questo è mio' e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassini, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i pioli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: 'Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno siete perduti!'". "È questo il suo primo scritto importante di politica, dove viene posto il problema che poi verrà trattato nella sua opera maggiore, il Contratto sociale," spiega Giulio Preti nella sua introduzione, "e Rousseau ha il merito di aver formulato chiaramente, sia pure su di un piano astrattamente politico, l'idea della democrazia, e di avere mostrato come, con la proprietà privata, cominci l'infelicità umana."

