Letteratura teatrale
La pentola del tesoro. Testo latino a fronte
T. Maccio Plauto
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1985
pagine: 202
Il denaro come ragione di vita e pensiero dominante in cui si occultano insicurezza di sé e timore del futuro: è questo un tema di antichissima elaborazione letteraria che Plauto sviluppa in chiave comica in questa commedia, l'"Aulularia". L'avaro di Plauto si chiama Euclione. E' gretto, avido, sospettoso, nevrotico: ha nascosto una pentola piena d'oro in un luogo segreto su cui vigila ossessivamente, inquieto e alienato da ogni altro interesse, fino a creare, egli stesso, per eccesso di ansia, le premesse del furto tanto paventato. A sua insaputa, intanto, la figlia per la quale aveva progettato un matrimonio di interesse, attende un bimbo ed è prossima al parto. Le due vicende corrono parallele, fino al lieto finale.
Ifigenia in Tauride. Testo tedesco a fronte
Johann Wolfgang Goethe
Libro
editore: Garzanti
anno edizione: 1985
pagine: 170
Antonio e Cleopatra. Testo originale a fronte
William Shakespeare
Libro
editore: Garzanti
anno edizione: 1985
pagine: 266
Antonio vive ad Alessandria schiavo della bellezza di Cleopatra. Costretto a ritornare a Roma per ragioni politiche, pone fine alla discordia con Cesare Ottaviano sposandone la sorella, ma la pace dura poco, perché la gelosia di Cleopatra, ed il ricordo della sua sensualità, lo richiamano in Egitto.
Otello
William Shakespeare
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 272
Incalzante e senza respiro, “Otello” è forse la tragedia più intensa di Shakespeare. E certo, per ricchezza e varietà del linguaggio, acume psicologico e inventiva scenica, è il suo dramma più profondamente umano nella trattazione del bene e del male. E proprio dal conflitto tra bene e male, tra forza e insicurezza insito in ogni uomo nasce la tragedia di Otello. Generale della Repubblica di Venezia e invidiato marito della bella Desdemona, il moro Otello è nobile, valoroso, ammirato. Ma soffre anche di un irrisolto senso d’inferiorità sul quale fa leva il perfido Iago, la più grande e atroce figura di “cattivo” della storia del teatro, che lo fa cadere fra le spire della gelosia, “il mostro dagli occhi verdi che irride al cibo di cui si nutre”, in cui si dissolve il sogno di felicità e di pace del Moro.
Fedra
Jean Racine
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 192
Fedra, scomparso durante un viaggio il marito Teseo, confessa il suo amore al figliastro Ippolito, ma questo indignato la rifiuta. Teseo torna sorprendentemente incolume e scaccia, maledicendolo, il figlio Ippolito, accusato di aver cercato di sedurre Fedra. La matrigna, per gelosia nei confronti di Ariccia, amata da Ippolito, non scagiona il figliastro. Quando Teseo scopre l'innocenza del figlio, prega Poseidone di non tener conto della maledizione da lui invocata, ma è troppo tardi: i cavalli di Ippolito, atterriti da un mostro marino, lo hanno travolto e ucciso. Fedra, sconvolta, confessa al marito la verità e si uccide.
Manfred. Testo inglese a fronte
George G. Byron
Libro
editore: Guanda
anno edizione: 1984
pagine: 132
I misteri. I santi innocenti. La seconda virtù. Giovanna d'Arco
Charles Péguy
Libro
editore: Jaca Book
anno edizione: 1984
pagine: 424
La bottega del caffè
Carlo Goldoni
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1984
pagine: 208
Con la propensione all'ascolto, originariamente determinata da un difetto visivo, don Marzio è il prototipo di quei frequentatori di caffè che sanno di questo e di quello, che raccolgono notizie dalla voce degli altri e dalle gazzette per farsene portavoce, senza la cura di controllarle e di verificarne la fondatezza, mescolando verità e invenzione. Nella bottega del caffè si nasconde una vena scientifico-filosofica caratteristica del diciottesimo secolo e non manca quel doppio livello di lettura, quell'aspetto metateatrale che più volte si ritrova nel Goldoni.

