Rubbettino: Saggi
Micropolitica. Verso una teoria individualistica dell'azione politica
Raffaele De Mucci
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 305
Nel solco della tradizione dell'individualismo metodologico, l'autore propone in questo libro - giunto alla sua seconda edizione - una rivisitazione critica di alcune fra le categorie fondamentali dell'agire politico che costituiscono, al tempo stesso, altrettante dimensioni elementari e specifiche della vita politica nella grande varietà di forme sociali in cui si manifesta: il potere, la partecipazione, la rappresentanza, le scelte pubbliche, le agenzie collettive, l'amministrazione, la democrazia. Il che vale come una proposta originale di ripensamento della teoria politica in chiave di realismo critico: rivolta, in quanto tale, non solo ai "politologi" di professione, ma anche e di più al vasto pubblico dei lettori disposti a consentire con Hans Albert che in politica - come nella scienza - "nulla è più pratico di una buona teoria".
Il concetto del politico. «Contra» Schmitt
Hans J. Morgenthau
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: CXVII-200
Qual è la natura e il fondamento del "politico"? È la domanda che attraversa gli scritti del giovane Morgenthau, che in questo libro vengono presentati in prima mondiale. Si tratta di testi rimasti sino ad oggi inediti, provenienti dal suo archivio privato, nei quali il futuro maestro del "realismo politico" prende di petto - criticandola in modo rigoroso, sviluppandola in modo originale - la celebre teoria di Carl Schmitt sul concetto del "politico". La raccolta dimostra l'indubbia influenza che quest'ultimo, all'epoca già uno studioso affermato e celebrato, ha esercitato sul suo più giovane interlocutore. Ma dimostra anche l'influsso che Morgenthau ha a sua volta avuto sull'autore di "Der Begriffdes Politischen", talmente forte da spingere Schmitt a modificare, in modo sostanziale, la sua concezione iniziale. Curato da Alessandro Campi e Luigi Cimmino, il volume approfondisce da una prospettiva originale un capitolo tra i più interessanti della storia culturale del Novecento, la discussione sull'origine e il significato del "politico", che probabilmente, alla luce di quanto emerge dai testi tradotti, merita di essere riscritto in una luce nuova. Ma da esso emerge, altresì, l'originalità e la forza speculativa di uno studioso che ha segnato in modo profondo il pensiero politico contemporaneo, considerato un "classico" a livello internazionale, ma che in Italia non è stato ancora apprezzato e riconosciuto in tutto il suo valore.
Metafisica per assurdo. Peirce e i problemi dell'epistemologia contemporanea
Giovanni Maddalena
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: XXV-251
Charles S. Peirce (1839-1914) è il fondatore del pragmatismo americano. La sua geniale opera di scienziato e di filosofo è stata a lungo ignorata a causa delle vicende biografiche che gli impedirono in vita pubblicazioni sistematiche. In questo volume si ricostruisce l'intero arco dell'epistemologia peirceana: il rapporto tra segni e oggetto, la formulazione abduttiva delle ipotesi, la concezione dell'estetica e dell'etica, il ruolo dell'assenso e, infine, la peculiare relazione tra matematica e metafisica. All'attenta sintesi filologica si unisce una preoccupazione metodologica: leggere Peirce a confronto con l'epistemologia contemporanea per vedere se il suo pragmatismo possa offrire suggerimenti validi per alcuni problemi filosofici attuali. In particolare, la presente lettura dell'autore americano invita a una riformulazione della vecchia dicotomia sintetico-analitico e a una riapertura, in termini molto diversi, del discorso metafisico. La prefazione di André de Tienne, direttore del Peirce Edition Project, spiega che "la tesi finale di Maddalena consiste nel trasformare un metodo per leggere Peirce in una lettura del metodo di Peirce".
Il buon cittadino. Una storia di vita civica americana
Michael Schudson
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 464
Esiste il buon cittadino o la sovranità popolare è un fallimento? Alla luce di quest'interrogativo, Michael Schudson ripercorre in profondità la storia americana dal 1690 ai giorni nostri. Un viaggio in chiave evolutiva dalla politica del consenso dell'epoca coloniale al cittadino attento ai diritti dagli anni sessanta in poi. Un tentativo ben riuscito nel ricorrere alla storia, fatta di piccoli e grandi eventi, per spiegare i processi politici che hanno trasformato la democrazia americana. Così l'autore passa in rassegna la convention di Philadelphia, il clientelismo di Lincoln, la fedeltà al New Deal (e non al partito democratico) che caratterizza l'amministrazione Roosvelt, la lotta alla segregazione dei neri e molti altri episodi legati a doppio filo al progresso politico e sociale statunitense. In questo percorso, si assiste al ruolo sempre più ridimensionato dei partiti, alla centralità del presidente, a una stampa sempre più professionalizzata e sempre meno di parte, alla crescente rilevanza dell'associazionismo e dei tribunali. Grazie a un particolareggiato lavoro storico, Schudson fa emergere i punti di forza e di debolezza della democrazia americana vista sotto la lente della partecipazione civica e della comunicazione politica. Il testo si arricchisce inoltre di due intermezzi che affrontano i dibattiti tra Lincoln e Douglas del 1858 e tra Kennedy e Nixon del 1960.
Giacomo Mancini. Biografia politica
Antonio Landolfi
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2008
pagine: 381
Quella di Giacomo Mancini è una figura che campeggia nella storia dell'Italia repubblicana, come protagonista del Partito Socialista Italiano, di cui fu uno dei massimi dirigenti nazionali fino ad assumerne la segreteria negli anni Settanta, e come deputato per ben dieci legislature. La sua attività si qualificò per l'impegno meridionalistico non solo a favore della sua regione, ma anche per l'intransigente garantismo democratico. Proverbiali furono le sue battaglie contro le deviazioni dei servizi segreti. In questa biografia vengono ricordate molte delle iniziative assunte da Mancini sui vari casi di mala giustizia a cominciare dal 'caso Tortora' e la sua partecipazione alle vicende del socialismo europeo testimoniata dalla collaborazione con Mitterrand e dall'appoggio ai socialisti greci, portoghesi e spagnoli in esilio al tempo della dittatura nei loro Paesi. Significativa fu la sua battaglia sempre in difesa del diritto all'esistenza dello Stato d'Israele. Uno dei motivi di maggiore interesse per i lettori sarà la ricostruzione che nel libro viene fatta della contrapposizione tra Mancini e Craxi dalla fine degli anni Settanta alla crisi del Partito Socialista.
Problemi di libertà nella società complessa e nel Cristianesimo
Libro
editore: Rubbettino
anno edizione: 2008
pagine: 202
L'appello alla libertà è luogo comune abusato, banalizzato, spesso frainteso, nel dibattito pubblico e nel discorso politico. A questa situazione di fondo non sembra sfuggire neppure l'analisi dei nessi configurabili tra Cristianesimo e liberalismo. I saggi raccolti nel volume, di Cattaneo, Lottieri, Nemo, Robilant e del curatore, sottopongono a critica alcuni di questi luoghi comuni, senza pretendere di raggiungere conclusioni univoche, ma nel tentativo di presentare figure diverse di un rapporto complesso, rappresentative dell'ineliminabile istanza di pluralismo, di cui il libro è espressione. Istanza insita nella tradizione cristiana prima e liberale poi, indubbio guadagno di civiltà che la modernità ha saputo, a un tempo, definitivamente affermare e costantemente minacciare.
Governance: oltre lo stato?
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2008
pagine: 300
Nel quadro della crisi dello Stato la governance viene presentata come una sorta di sovversione graduale e quasi spontanea delle modalità di regolazione politica della società, dal livello locale a quello globale. A causa della dinamica dei fatti, prima ancora che per volontà di qualche soggetto o parte politica, sembra che il vecchio potere di governo sia stato in molti casi sostituito da processi di decisione partecipata e diffusa. Vi sono però ragioni per chiedersi se questo mutamento conduca davvero nella direzione del superamento del modello statale o se l'esito debba essere diverso da quello da molti sperato. L'intenzione che accomuna gli autori dei saggi di questo volume è quella di riconsiderare il problema da una prospettiva critica, libera da troppo facili entusiasmi. Grazie alla diversa formazione degli autori dei saggi raccolti in questo volume la prospettiva di indagine è stata multidisciplinare, ma tutti hanno condiviso l'intenzione di interrogarsi sull'evento della governance con attitudine "filosofica", volta a cogliere la domanda concreta che emerge dalla complessiva esperienza di queste pratiche. Se, come si ripete sin dai suoi inizi, la filosofia nasce dalla meraviglia, questa ricerca ha essa pure preso avvio dallo "stupore" di chi constata che la politica moderna, anche nelle sue più recenti riformulazioni, non è sempre quello che dice di essere.
In difesa della nazione. Riflessioni sulla democrazia in Europa
Pierre Manent
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2008
pagine: 65
La forma politica che ha caratterizzato per secoli l'Europa va scomparendo ormai da alcuni decenni. Spogliato dei suoi principali contenuti etici, politici e religiosi, lo Stato-nazione oggi non corrisponde altro che a un nome senza più sostanza che fatichiamo tuttavia ad abbandonare definitivamente. A sostituirlo dovrebbe essere una struttura politica sempre più astratta, l'Unione Europea. Il governo rappresentativo, sviluppatosi in seno allo Stato-nazione, sta cedendo il posto ad una governance incapace di governare e di rappresentare. Ma c'è ben altro dietro al nuovo assetto politico europeo: l'illusione di veder presto nascere un'umanità finalmente unificata che sarà in grado di riunire tutti i popoli e tutti gli Stati. La nuova umanità europea non sa più che farsene della sua religione, il cristianesimo, fino ad oggi unica effettiva forza universale capace di parlare a tutti indistintamente. Affrontando le più spinose questioni del mondo contemporaneo - dal rapporto con l'islam della Turchia in Europa fino alla nascita d'Israele - Manent conduce il lettore attraverso i segni più evidenti di una crisi che non vogliamo riconoscere. Solo riappropriandoci delle ragioni ultime dello Stato-nazione, che nel corso della sua lunga storia ha cresciuto la rappresentanza politica e la democrazia, potremmo uscire da una rischiosa impasse e da una paralizzante crisi d'identità che ci attanagliano.
L'occhio sul mondo per una semiotica del punto di vista
Domenico Mediati
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2008
pagine: 253
Le modalità di percezione e il tipo di rappresentazione che ne deriva sono uno specchio dei tempi e delle evoluzioni storiche. Le differenti concezioni dello spazio e la pluralità di relazioni tra uomo e contesto, influiscono sulle modalità di percezione del reale. E la posizione dell'osservatore, la direzione del suo sguardo, la sua collocazione al finito o all'infinito che, prima d'ogni altro aspetto, determinano la forma e il contenuto delle rappresentazioni della realtà storica di ogni tempo. Si apre, cosi, il campo a una "semiotica dello sguardo" volta all'interpretazione della realtà storica attraverso l'occhio dell'osservatore. Il volume si propone di evidenziare, in un percorso d'analisi ermeneutica, le evoluzioni delle modalità di percezione, rappresentazione e conformazione dello spazio nelle varie epoche storiche, ricercando i legami esistenti tra concezioni culturali, relazioni tra uomo e spazio e modalità di percezione e rappresentazione del "reale" con particolare attenzione alle conseguenze sull'architettura contemporanea.
Il pensiero politico di Gaetano Filangieri. Una analisi critica
Gaetano Pecora
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2008
pagine: 252
Quando apparvero i primi due libri de La Scienza della Legislazione - era il 1780 - il nome di Gaetano Filangieri volò alto nella fama dei contemporanei che lo salutarono come l'apostolo del riscatto sociale. Poi però, auspice anche la requisitoria di Benjamin Constant (correva il biennio 1822-1824), quello stesso nome venne atterrato nella fangaia del confuso e del contraddittorio, lì dove, in seguito, i critici di estrazione romantica vi avrebbero colto tutto un ripullulare di umori liberticidi. Con la conseguenza che per molto tempo la Scienza fu tenuta in conto di opera di cui bisognasse far cenno e tirare subito innanzi, come di cosa senza risonanza d'eco. Salvo poi - in giorni assai più vicini a noi - essere risollevata nella stima pubblica da studiosi più benevoli, quasi festanti, i quali l'onorano come uno dei momenti più alti della sapienza liberale. Da qui, dalle altalenanti fortune di Filangieri, le domande che costellano questo libro. Per cominciare: chi ha ragione? Gli esaltatori o i denigratori? E poi: si tratta solo di capricci esegetici? O gli screzi tra gli interpreti riflettono un pensiero che ha un'indole contrastata e che, mancando di una ispirazione unitaria, si apre perciò stesso alle letture più divergenti? E in tal caso, qual è il dissidio che lacera la Scienza strattonandola ora di qua e ora di là? Infine: questo dissidio appartiene solo al tempo di Filangieri? O finisce per contendersi anche la sensibilità di noi contemporanei?
La lezione dei classici. L'attualità della tradizione
Michele Lomoio
Libro: Copertina morbida
editore: Rubbettino
anno edizione: 2007
pagine: 55
Perché studiare i classici? Il recupero dei classici, da attuarsi non come culto "feticistico" ma in maniera dinamica, potrebbe essere non solo un'adeguata risposta ai problemi del presente ma anche un efficace antidoto ad una malintesa "modernizzazione" della scuola. Se è vero che vanno meglio precisati metodi, contenuti, obiettivi, la lezione dei classici è insostituibile per un'autentica formazione culturale. È necessario, quindi, data l'unitarietà della cultura, superare la contrapposizione tra sapere classico-umanistico e sapere scientifico, offrire ai giovani una formazione organica e "forte". Solo questa può potenziare la loro capacità critica salvaguardandoli dall'omologazione, dall'approssimazione, dalla banalizzazione.
Finis vitae. La morte cerebrale è ancora vita?
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2007
pagine: IX-481
Nell'agosto del 1968 un comitato "ad hoc" istituito dalla Harvard Medical School, propose una ridefinizione del tradizionale concetto di morte, fondato sulla cessazione delle attività cardio-polmonari. Secondo i nuovi criteri, che giustificavano ogni tipo di trapianti, per l'accertamento della morte sarebbe sufficiente un riscontro strettamente neurologico: la definitiva cessazione delle funzioni del cervello, definito coma "irreversibile". Questi criteri neurologici, fatti propri da molti legislatori occidentali, sembrano aver oggi perduto la giustificazione scientifica sulla quale era stato inizialmente fondato il loro impiego. Nel corso degli anni dalla loro prima applicazione hanno fatto la loro comparsa numerose evidenze cliniche, che sono risultate inesplicabili alla luce dei dati scientifici, hanno sollevato interrogativi innanzitutto di natura medico-biologica, ma anche etico-filosofica, teologica, giuridica - ed hanno contribuito a riaprire un dibattito apparentemente concluso da tempo. Mentre la discussione sull'intera materia è vivace in Germania, Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti d'America, in Italia la questione è ancora poco approfondita. La raccolta di studi Finis Vitae. Is Brain Death Still Life? (Roma, 2006) presentati ora in traduzione italiana, intende fornire una accurata ricostruzione di tale dibattito e suggerire una attenta revisione del concetto di morte cerebrale.

