Letteratura teatrale
Le supplici-Elettra
Euripide
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1995
pagine: 304
La storia di Elettra, la figlia di Agamennone che, per vendicare il padre assassinato, ordisce il matricidio e quella delle madri dei sette eroi caduti all'assedio di Tebe che supplicano di riavere le spoglie dei loro cari.
Agamennone-Coefore-Eumenidi. Testo originale a fronte
Eschilo
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1995
pagine: 336
Tutto è bene quel che finisce bene. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro: Copertina morbida
editore: Garzanti
anno edizione: 1995
pagine: 198
"Tutto è bene quel che finisce bene" è l'avventura tormentata della bella Elena, accolta nella ricca dimora dei conti di Rossiglione dopo la morte del padre, uno stimato medico e fedele servitore della prestigiosa casata. Ispirandosi liberamente alla nona novella della terza giornata del "Decameron" di Boccaccio, Shakespeare racconta le intricate peripezie d'amore della giovane Elena per Bertram, il figlio ed erede del conte, che però non intende nemmeno prendere in considerazione l'eventualità di una relazione con una donna di rango inferiore.
Faust-Urfaust. Testo tedesco a fronte
Johann Wolfgang Goethe
Libro: Libro rilegato
editore: Garzanti
anno edizione: 1995
pagine: LXXXVIII-1374
Teatro. Testo originale a fronte
Lope de Vega
Libro: Copertina rigida
editore: Garzanti
anno edizione: 1995
pagine: 988
Britannico-Bajazet-Atalia. Testo francese a fronte
Jean Racine
Libro
editore: Garzanti
anno edizione: 1995
pagine: 442
George Dandin ovvero il marito umiliato. Testo francese a fronte
Molière
Libro: Copertina morbida
editore: Garzanti
anno edizione: 1995
pagine: 129
"George Dandin ou le mari confondu" è la più enigmatica delle opere di Molière; ed è anche, di conseguenza, la più sconosciuta. Una serie di circostanze hanno contribuito alla congiura, a cominciare dall'ambiguità delle sue origini. Dandin nasce per l'occasione, ovvero per le feste di palazzo. Non sempre l'occasione è nemica dell'ispirazione, ma pare che questa ne abbia invece sofferto. Molière prende la vicenda da una sua vecchia farsa, di quelle che recitava in provincia negli anni di apprendistato e primissimo periodo parigino; "La jalousie du barbouillé". L'impiastricciato diventa Dandin, contadino arricchito che ha avuto la malaugurata idea di sposare una damigella nobile: lo ha fatto per una ingenua ambizione, salvando dal fallimento economico la famiglia della sposa. Ne ottiene inevitabili corna ma soprattutto non ha la possibilità di dimostrarlo, ed è qui che la farsa sembra realizzare uno volontà fatale.
Il vantone di Plauto
Pier Paolo Pasolini
Libro: Copertina morbida
editore: Garzanti
anno edizione: 1995
pagine: 158
Torna negli Elefanti la celebre traduzione del "Miles gloriosus" di Plauto. Pasolini dichiarò di aver affrontato il capolavoro plautino "armato della lente deformante dell'artigiano in smania di rifacimento più che della lente dell'analista". E di un geniale rifacimento si tratta, in cui Pasolini, scartati i registri del dialettale e del linguaggio teatrale alto, sceglie la lingua dell'avanspettacolo, l'unica capace di rendere il tono "sanguignamente plebeo" dello scrittore latino.
La scuola delle mogli-La critica della scuola delle mogli. Testo francese a fronte
Molière
Libro: Copertina morbida
editore: Garzanti
anno edizione: 1995
pagine: 422
Alla "Scuola delle mogli" toccò probabilmente il più strepitoso successo che Molière ottenne nella sua vita di teatrante. Il tema, lo stile e l'intelligenza della costruzione colpirono i commedianti suoi contemporanei fino a suscitarne l'invidia, e il divertimento continuo dello spettacolo attirò il pubblico a ogni rappresentazione. Dal successo della pièce nacque il singolare controcanto della "Critica della Scuola delle mogli", che ritrae, con acume impietoso e arroventato, le reazioni del pubblico alla commedia più acclamata della stagione teatrale francese del 1662. Il volume contiene anche una scelta di testi ironico-grotteschi scritti "a caldo" da sostenitori e detrattori di queste opere.

