Poesia
Se devo morire. L'ultimo grido del poeta di Gaza
Refaat Alareer
Libro: Libro in brossura
editore: Piemme
anno edizione: 2025
pagine: 224
La poesia "Se devo morire" (If I Must Die) del poeta palestinese Refaat Alareer, pubblicata pochi giorni prima della sua uccisione in un attacco israeliano, ha fatto immediatamente il giro del mondo. La sua morte ha trasformato il testo in una storia globale: è stato tradotto in più di quaranta lingue, ripubblicato ovunque, condiviso milioni di volte sui social e interpretato da voci di tutto il pianeta, da lettori sconosciuti ad attori come Brian Cox. "Se devo morire" è il cuore di questa raccolta, che riunisce le poesie più intense di Refaat Alareer: versi sulla politica, la letteratura, la famiglia e la sopravvivenza sotto assedio nella Striscia di Gaza. Testi inediti in Italia che celebrano uno scrittore, un insegnante e un attivista straordinario, la cui voce resta un atto di resistenza e di fede nell'umanità. Un omaggio potente al potere delle parole contro la barbarie, e alla luce che continua a brillare nella terra che lo ha perduto. Prefazione di Pablo Trincia.
La corda all'orologio
Massimo Barbaro
Libro
editore: MC
anno edizione: 2025
pagine: 74
Dopo «Il libro del tu», apparso in questa stessa collana, la scrittura di Massimo Barbaro persegue un progetto che, superato ormai da tempo il dettato poetico tout court, si spinge oltre i confini dell'aforisma. «La corda all'orologio» si colloca nel solco della raccolta del 2023 tracciando con frammentari movimenti speculativi, dal forte retaggio esistenziale, la cifra di una parola sempre misurata, personalissima e scabra. È significativo che l'autore giunga al punto di poter dire che «se tutto non ha senso, non si vede perché invece scriverlo dovrebbe averne». Così, tra continue domande che vanno oltre qualsiasi risposta, e uno spiccato senso della vertigine, Barbaro opta per una prosa poetica «gnomica, scarnificata» che continua ad «allineare ghirigori» sull'abisso dei giorni, con metodo, costanza, senza mai rinunciare alla dignità della propria ratio investigativa. Ecco allora che «le vele dei pensieri» si indirizzano verso un orizzonte popolato da nuvole che coniugano dicibile e indicibile, e, forse, l'ultima eco di un «dolore accartocciato nel cestino». Non c'è mai alcuna indulgenza all'illusione nei testi di Barbaro, ma la consapevolezza che in questa inesausta interrogazione su un tempo che passa - con o senza l'ausilio degli orologi - sia possibile rivolgersi a un'entità dalle infinite, infinitesimali, sfaccettature. Con un pizzico di sfrontatezza, ci ostiniamo a chiamarla «gioia». (p.d.p.)
Il Porto Sepolto seguito da Derniers Jours
Giuseppe Ungaretti
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 304
Opera d’esordio di Giuseppe Ungaretti, pietra miliare della poesia del Novecento, «coagulo mitico che contiene in nuce i simboli e le matrici figurali del suo intero percorso poetico», Il Porto Sepolto è qui commentato da Carlo Ossola, autorevole guida nel complesso percorso di “riconoscimento” e di “quête” di un giovane autore che si definiva «frutto / d’innumerevoli contrasti d’innesti». Una ricerca che il poeta realizza grazie alla tensione della scrittura raccolta nell’essenziale, al brevissimo verso scolpito nella memoria della tradizione e nella guerra di popolo. L’edizione 1916 del suo primo libro si amplia qui, secondo un progetto dello stesso Ungaretti risalente al 1919 ma mai realizzato, con i versi in francese della plaquette La Guerre, apparsa proprio nel 1919 (e poi raccolta, nello stesso anno, in clausola ad Allegria di Naufragi), e con la sezione P L M, che organicamente appartiene alle poesie francesi di Derniers Jours. Nel progetto di un Porto Sepolto bilingue prende forma il desiderio del giovane poeta di cimentarsi con i propri amici d’oltralpe, di inscriversi nel loro stesso campo di ricerca. Con queste poesie Ungaretti entra in emulo dialogo con i compagnons de route: Apollinaire, Breton, Cendrars, Jacob, Salmon, nella cornice delle avanguardie parigine; e attinge, non meno, ai grandi classici europei, in quell’«inconstant stay» del sonetto 15 di Shakespeare che sarà l’ossimoro permanente della sua poesia, come afferma nei versi di Nostalgia: «e come portati via / si rimane».
I canti di Maldoror. Testo francese a fronte
Isidore Lautréamont Ducasse
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 720
“I Canti di Maldoror” del sedicente conte di Lautréamont – nato col nome di Isidore Ducasse a Montevideo nel 1846 da genitori francesi, e morto a soli 24 anni a Parigi in circostanze misteriose, come fu la sua vita – sono un grande poema dell’inconscio, pieno di ferocia, idee morbose e deliri, un vorticoso racconto demoniaco, smodato e ironico, in cui si susseguono sanguinose atrocità, sadiche efferatezze e crudeli trasgressioni delle norme sociali dell’epoca. Una delle imprese letterarie più radicali dell’Ottocento. Blasfemi, erotici, a tratti grotteschi, questi “Canti” allucinati catturarono l’immaginazione di diversi artisti e scrittori: Modigliani, Verlaine, Gide, Breton... E non sorprende che i primi ad apprezzare questo libro eccessivo e sconvolgente furono proprio i surrealisti. Come disse il loro capofila: «Tutti i pensieri e le azioni più audaci che si compiranno nei secoli, hanno trovato qui una formulazione preliminare nella loro legge magica». Con questa raffinata versione del poema, singolarissima e allo stesso tempo intimamente fedele, Luca Salvatore ha vinto il Premio «Città di Monselice» per la traduzione letteraria. Con la prefazione di Maurice Blanchot.
Le cose che porto con me. Agenda poetica
Claudia Mencaroni
Libro: Libro in brossura
editore: VerbaVolant edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 224
Ci sono cose che si vedono, cose che si scelgono, cose che si raccolgono. E poi ci sono cose che portiamo con noi. Un diario, un quaderno, un libro da abitare giorno dopo giorno, per osservare, scrivere e ricordare.
Non qui
Domenico Brancucci
Libro
editore: Edigrafema
anno edizione: 2025
pagine: 74
Perdere la strada di notte / Spaccando il mondo / Che non riesci a sognare / In cui non puoi rifletterti / O rincorrere ogni istinto / Facendoti sommergere / Da tutti gli orgasmi / Che puoi comprare o rubare / Scommettendo sullo schianto / Fermarti a scrutare l’abisso / dell’anima / Senza trovare mai / L’inizio dell’insensatezza / O magari volare nel silenzio / Per non sentire più / Le urla graffianti di / Tutte quelle maledette vite / Che non sono la tua. / E non lasciarsi niente dietro. / Comunque vada, nessuno capirà.
Per ogni crepa sulla pelle
Silvia Ammavuta
Libro: Libro in brossura
editore: StreetLib
anno edizione: 2025
Silvia Ammavuta raccoglie le sue poesie come uno spazio di carità; quel pregare incosciente che è tra il sé e gli altri, ma senza mai dimenticare la voce delle parole. Silvia è una scrittrice, scrive romanzi, racconti e vive le immagini come una pittura senza soggetto. La poesia, la sua poesia, è un tratteggio primario che si confonde con un segno deciso, per poi pennellarlo di colori senza riflessi. La poetessa macchia le superfici con decantazione di ogni significato, fino a ragionare con metafore e pensieri esistenti che si vedono e si ascoltano in una continua rimembranza. Presentazione di Massimo Innocenti e Claudio Roghi.
Alfine io Anna
Anna Anita Sassu
Libro: Libro in brossura
editore: StreetLib
anno edizione: 2025
La poesia di Anna Anita Sassu è parola che si trasforma in emozione e in immagine, lasciando al lettore l'idea di spazi, vento, mare, natura, come possibili rifugi da una realtà difficile da affrontare. Resta sempre uno spazio, a cui l'autrice sente di poter ritornare, dove trovare conforto, dove ritrovare un po' di respiro. Un cassetto, un bagliore di luce, un dettaglio si traducono in una nuova possibilità.
... a riva 'l Bambin. Ediz. piemontese e italiana
Libro
editore: Centro Studi Piemontesi
anno edizione: 2025
pagine: 46
Il liber. Tutte le poesie. Testo latino a fronte
G. Valerio Catullo
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 416
Nel liber di quel poeta eternamente giovane che è Catullo irrompe, forse per la prima volta nella letteratura occidentale, l'anima dell'autore, che nel parlare di sé e dei propri sentimenti apre la strada alla lirica dei secoli a venire. Nasce con questi versi sinceri e raffinatissimi la poesia dell'io, che mette a nudo emozioni universali: amore, amicizia, desiderio, ma anche delusione e disillusione. «Mai dimentico della propria natura mortale, sempre pungolato da un incerto sentimento di privazione» scrive Laura Micozzi nell'Introduzione, «Catullo ci sussurra che l'uomo vive in una minaccia di perdita costante. Eppure egli è il poeta di un'umanità appassionata, che non può non suscitare passioni, furiosamente, in quel processo alchemico, in quella 'febbre' che è la sua poesia. C'è qualcosa di demonico nella sua esperienza creativa, e il suo demone finisce per possederci.» Leggere Catullo significa immergersi in passioni che sono anche le nostre, tanto è universale la parabola della sua relazione con Lesbia, che passa attraverso tenerezza, affetto, sensualità, ma anche disillusione e sospetto, fino al disprezzo e all'odio dell'amante tradito. Così come sono universali i legami con i compagni di scorribande mondane, erotiche e letterarie; la nostalgia per la casa di Sirmione; la commozione sulla tomba del fratello sepolto in terra lontana; la condivisione del gusto per la cultura e per l'arte, nella raffinatissima poesia dei carmina docta .

