SE: Piccola enciclopedia
Disobbedienza civile
Henry David Thoreau
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 112
«Se è indubbio che Thoreau abbia trascorso gran parte della sua vita nella natura libera, per lo più in solitudine, lontano dal consorzio civile, è altrettanto vero che nella sua personalità così poliedrica e contraddittoria si manifesta anche una tendenza alla critica sociale: tutte le sue opere, sia le principali che le minori, testimoniano questo aspetto e lo confermano come estensione dei princìpi del trascendentalismo emersoniano, portati alle loro estreme conseguenze. Nei due saggi qui presentati, esempi tra i più straordinari della saggistica e dell’oratoria di tutta la tradizione culturale americana, l’esigenza di una critica delle istituzioni assume un vigore decisivo, configurandosi come precisa richiesta di fondamentali riforme nella sfera più strettamente politica. Con un eloquio di rara forza espressiva e trasparente lucidità dichiarativa, la coscienza individuale viene posta al di sopra di ogni tradizione e di ogni istituzione.» (Dallo scritto di Franco Meli)
Hölderlin. Vita, poesia e follia
Wilhelm Waiblinger
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 112
Pubblicato postumo nel 1831, il testo che qui presentiamo, insieme a lettere e testimonianze del periodo 1802-1843, è un documento raro e insostituibile per comprendere la vita di Hölderlin negli anni della follia. L’autore, Wilhelm Waiblinger (1804-1830), fu il primo biografo di Hölderlin ed ebbe modo di raccogliere per esperienza diretta le testimonianze della sua vita. Acuto osservatore, dotato di una fantasia vivissima e di una intelligenza non comune, Waiblinger seppe entrare in sintonia con l’esistenza devastata, inavvicinabile di Hölderlin, riuscendo a individuare le fila sottili che collegavano l’oscuro presente del poeta al suo passato fecondo e geniale. E lo stesso Hölderlin testimoniò al giovane una considerazione e un affetto che non manifestò per nessun altro nel periodo della sua follia; a sua volta Waiblinger viveva negli incontri con il poeta una sorta di trasposizione ideale e di immedesimazione, considerandolo la più alta testimonianza di vita spirituale del tempo. Così Waiblinger scrive nel suo diario: «Uno spirito come quello di Hölderlin, che da una innocenza celeste è caduto, a causa di una crisi spaventosa, nella più tremenda devastazione, è ben superiore allo spirito dei deboli, che permangono eternamente sugli stessi binari. Hölderlin è certo l’uomo che cercavo. La sua vita è il grande, terribile, enigma dell’umanità. Questo spirito elevato doveva soccombere – o non sarebbe stato tale».
Sulla stupidità
Robert Musil
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 80
"Signore e Signori! Chi oggi abbia l'audacia di parlare della stupidità corre gravi rischi. Il farlo può essere infatti interpretato come arroganza, o persino come tentativo di turbare il progresso della nostra epoca. Per quel che mi riguarda, diversi anni or sono ho scritto: 'Se la stupidità non somigliasse tanto al progresso, al talento, alla speranza e al miglioramento, nessuno vorrebbe essere stupido'. Questo accadeva nel 1931, e nessuno oserà porre in dubbio che anche successivamente il mondo abbia conosciuto progressi e miglioramenti! In tal modo si rende sempre più indifferibile una risposta alla domanda: che cos'è realmente la stupidità? E neppure vorrei sottacere che nella mia qualità di poeta conosco la stupidità da gran tempo, potrei persino dire che più d'una volta ho intrattenuto con lei rapporti camerateschi!". Con uno scritto di Giancarlo Mazzacurati.
Passolungo. Storia di un cavallo
Lev Tolstoj
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 96
«Tolstoj ebbe l’idea di scrivere la storia del cavallo Passolungo» scrive la figlia Tatjana «fin dal 1856, come dice una nota del suo “Diario”. Un cavallo di questo nome è realmente esistito. Era nato nel 1803 da una celebre coppia di cavalli nell’allevamento governativo di Chrenovoe, il più famoso di tutta la Russia. […] Turgenev, nelle sue Memorie dell’anno in cui Tolstoj pensava a un racconto sulla vita d’un cavallo, narra come, trovandosi a passeggiare con lui, Tolstoj si fermasse davanti a una rozza e cominciasse a dire sentimenti e pensieri della bestia. “Non solamente egli s’identificava con essa, ma costrinse anche me a mettermi nell’animo di quell’essere disgraziato” scrive Turgenev. “Non mi tenni dal dirgli: ‘Sentite, Lev Nikolaevič, una volta voi dovete essere stato cavallo’”». “Passolungo” viene qui presentato con un altro racconto di Tolstoj, “Memorie di un pazzo”, entrambi nella traduzione di Corrado Alvaro.
La malinconia allo specchio. Tre letture di Baudelaire
Jean Starobinski
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 96
“La malinconia ha un profondo legame con la riflessione e gli specchi. Forse nasce nel punto in cui lo sguardo s’incontra nello specchio, questa «trappola di cristallo». Baudelaire è stato un mirabile testimone della congiunzione di specchio e malinconia. Un tale motivo, che ha dato vita ad allegorie e a rappresentazioni molteplici, esigeva un ascolto attento. Un ascolto qui consacrato ad alcune poesie, tra cui Le Cygne, autentico capolavoro. A questo si aggiunge, sotto l’influenza di Saturno, tutta la serie di «figure chinate», di occhi che si abbassano su altri sguardi, su sguardi che si rivolgono alle lontananze della patria assente o del vano riflesso. «Vedo tua madre» si legge in La Lune offensée «che piega la greve massa dei suoi anni verso lo specchio, imbellettando artisticamente il seno che t’ha nutrito!».” (Jean Starobinski)
Camminare
Henry David Thoreau
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 88
Figura memorabile del gruppo trascendentalista americano, Henry David Thoreau è considerato una delle voci più autentiche, vigorose ed essenziali della letteratura americana. “Walking” è il testo di una conferenza tenuta da Thoreau per la prima volta al Concord Lyceum il 23 aprile 1851; divenuto ben presto il suo testo preferito e più noto, fu letto più volte negli anni successivi e progressivamente ampliato. In esso, centrale è il simbolismo legato all’escursione come modello di vita: l’anelito al movimento è nella sua essenza desiderio di liberazione dall’ansia e dal malessere avvertiti nel mondo. Il messaggio di Thoreau è dunque sorprendentemente moderno, decisivo e urgente: al senso di perdita e di alienazione trasmesso dal contesto urbano lo scrittore contrappone la necessità della conservazione della «wilderness» quale complemento della vita civilizzata. Thoreau, in definitiva, si fa portavoce di un paradosso che oltre a possedere un’attualità stringente è in contrasto organico con la mitologia americana: il successo, l’assillante corsa al potere e alle prosperità materiali possono essere l’amara ricompensa di una sconfitta, mentre la vita in solitudine e in oscurità può offrire doni preziosi e insospettati.
Morire
Arthur Schnitzler
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 112
“All’amico Hugo von Hofmannsthal, che nel 1903 gli rimproverava di aver scritto «un libro così arido e angoscioso come ‘Morire’», Schnitzler aveva replicato che esso risaliva al periodo in cui il suo interesse era rivolto «più al “caso in sé” che agli uomini». Ma al di là della effettiva crudezza del tema, la descrizione clinicamente precisa degli ultimi mesi di vita di un malato di tisi, il giovane Schnitzler raggiunge in questa novella un perfetto equilibrio fra introspezione psicologica e impianto tecnico-formale, fornendo un primo esempio delle sue mirabili qualità di narratore. La novità di ‘Morire’ consiste nella calibrata analisi parallela della trasformazione interiore dei protagonisti: Felix, il prototipo dell’eroe negativo schnitzleriano, borghese ipersensibile, raffinato e oppresso dall’angoscia della fine, e Maria, «dolce fanciulla» del popolo, passionale e pronta al sacrificio, ma non fino al punto da annullare la propria istintuale volontà di vita. La storia d’amore si evolve in ‘Morire’ in un vero e proprio conflitto esistenziale. L’amore è infatti solo una delle componenti della tormentata vicenda psicologica dei due personaggi ed è, come loro, sottoposto a un processo di graduale svilimento, fino a risultare smitizzato del tutto nel momento in cui, identificandosi con la vita, esso arretra di fronte alla tragica e ineluttabile evidenza della morte.” (Giuseppe Farese)
Su Wagner
Charles Baudelaire
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 112
“Il saggio di Baudelaire su Wagner è una straordinaria meditazione sulla musica, sui riverberi e le corrispondenze che trascorrono tra il linguaggio musicale e gli altri linguaggi dell’arte. È allo stesso tempo una appassionata difesa del nuovo, dell’invenzione e dell’azzardo che definiscono e rendono vivo il lavoro dell’artista, qualunque sia il suo linguaggio specifico. L’occasione è data da due eventi parigini: i concerti wagneriani al Théâtre des Italiens, diretti dallo stesso compositore – gennaio e febbraio del 1860 – e la «prima» del Tannhäuser all’Opéra nel marzo del 1861, il cui terzo atto è sommerso dal tumulto della contestazione. Presenti alla «prima», con Baudelaire e Gautier, molti poeti e artisti difensori di Wagner, ma anche musicisti come Gounod, Offenbach, Berlioz. Le pagine baudelairiane dicono lo sdegno per la diffusa incomprensione della «nuova musica» e raccontano i temi più coinvolgenti dell’opera wagneriana: il cielo e l’inferno che abitano l’anima, l’eros e il richiamo dell’assoluto, la caduta e il sogno di una redenzione impossibile. La critica, aveva scritto Baudelaire, bisogna che sia «parziale, appassionata, politica, cioè fatta di un solo punto di vista, ma che apra il più grande orizzonte»: il saggio su Wagner è la dimostrazione, vibrante e decisa, che questa critica è possibile.” (Antonio Prete)
Monadologia
Gottfried Wilhelm Leibniz
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 96
1. La Monade, di cui parleremo qui, è una sostanza semplice che entra nei composti; semplice, ossia senza parti. 2. Ed è necessario che vi siano sostanze semplici, poiché vi sono dei composti; infatti il composto non è altro che un raggruppamento o un aggregatum di sostanze semplici. 3. Ora, là dove non vi sono parti, non vi è estensione, né figura, né divisibilità possibile. E queste monadi sono i veri atomi della Natura e, detto in breve, gli elementi delle cose. 4. Non bisogna dunque temere che una sostanza semplice si dissolva, e non è in alcun modo concepibile che possa naturalmente perire. 5. Per la stessa ragione non è in alcun modo concepibile che una sostanza semplice possa iniziare naturalmente, poiché non potrebbe esser formata mediante composizione. 6. Si può dunque dire che le monadi possono iniziare e finire unicamente all’improvviso, ossia che possono iniziare unicamente per creazione e finire per annientamento, mentre invece ciò che è composto inizia o finisce parte dopo parte. Con uno scritto di Fabio Minazzi.
Proverbi erotici lombardi. Raccolti da Piero Chiara
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 80
“Quarantacinque «proverbi erotici lombardi» selezionati e annotati da Piero Chiara, con ironia e maliziosa arguzia. Il mondo che essi sottendono e rispecchiano è lo stesso dei personaggi «di paese» del ‘Piatto piange’ e di altri romanzi e racconti dello scrittore luinese: un mondo di persone semplici, la cui semplice saggezza si esercita su problemi come il sesso e la sessualità, i rapporti tra uomo e donna e tra moglie e marito, le funzioni fisiologiche, la morale comune e il contrasto tra essere e apparire. Il dialetto, che Chiara trascrive direttamente dal parlato badando più alla carica espressiva delle parole che alla filologia, accentua la forza del realismo e del pragmatismo di quella gente tanto acuta quanto sferzante, con le sue affermazioni sempre nette e con le sue dolorose certezze. Annunciata più volte agli amici, anticipata su riviste, promessa a vari editori e a lungo creduta perduta, questa «raccoltina» di ‘Proverbi erotici lombardi’ è stata ritrovata, per caso, tra le carte dello scrittore luinese.” (Federico Roncoroni)
Corrispondenza
Simone Weil, Joë Bousquet
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2022
pagine: 80
“L’amicizia in cui Joë Bousquet e Simone Weil si riconobbero appartiene alla rara qualità sensibile di diverse esperienze sapienziali corrispondenti a modalità differenti di trovare il proprio io in stati d’ispirazione verso se stessi e il mondo, oltre l’inesaurienza sperimentata della vita. L’incontro fu preludio di una amicizia intensa e trasparente come il desiderio che la fondava; fu dialogo tra un essere martoriato dalla sofferenza fisica, costretto a ricercare nell’oppio e nella creazione l’oblio della vita assente, e un’anima torturata dalla sventura degli uomini, tesa a realizzare l’impossibile progetto di assumere nella propria carne tutto il dolore umano.” (Dallo scritto di Adriano Marchetti)
Eugénie de Franval
François de Sade
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2021
pagine: 112
«Ponendosi fuori dell’umanità, Sade ebbe nella sua lunga vita una sola occupazione, che decisamente lo avvinse: quella di enumerare fino alla stanchezza le possibilità di distruggere degli esseri umani, di distruggerli e godere al pensiero della loro morte e della loro sofferenza. Una descrizione esemplare, fosse stata anche la più bella, non avrebbe avuto grande significato per lui. Soltanto l’enumerazione ininterrotta, monotona, aveva il potere di aprire davanti a lui il vuoto, il deserto al quale la sua furia tendeva. […] Ma Sade si trovava in questa situazione morale: molto diverso dai suoi eroi, nel senso che spesso dimostrò sentimenti umani, conobbe degli stati di sfrenatezza e di estasi che gli sembrarono prova di alta sensibilità, se paragonati alle possibilità comuni. Egli ritenne di non potere o dovere eliminare dalla sua vita questi stati d’animo pericolosi, ai quali lo costringevano i suoi desideri invincibili. Invece di dimenticarli, come avviene di solito nei momenti di normalità, egli osò guardarli bene in faccia e si pose la domanda abissale che in realtà essi pongono a tutti gli uomini.» (Dallo scritto di Georges Bataille) Scritto in sei giorni nel marzo del 1788, "Eugénie de Franval", il trionfo dell’incesto, com’è stato definito, e il miglior racconto di Sade, fu così giudicato dal suo autore: «Non c’è racconto o romanzo in tutta la letteratura europea in cui i pericoli del libertinaggio siano illustrati con altrettanta forza».

