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Sociologia e antropologia

Epistemologie del Sud. Giustizia contro l'epistemicidio

Boaventura de Sousa Santos

Libro: Copertina morbida

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2021

pagine: 416

L'"ingiustizia cognitiva" è l'incapacità di comprendere i diversi modi di conoscere con cui, nel mondo di stampo non occidentale, le persone danno significato alle loro esistenze. Santos ci spiega perché è impossibile che ci sia una giustizia sociale globale in mancanza di una giustizia cognitiva globale. Sostiene che il dominio occidentale ha profondamente emarginato la conoscenza e la saggezza del Sud globale e che oggi è indispensabile recuperare e valorizzare la diversità epistemologica del mondo. "Epistemologie del Sud" delinea un nuovo tipo di cosmopolitismo bottom-up, in cui la convivialità, la solidarietà e la vita trionfano sulla logica dell'avidità e dell'individualismo dominati dal mercato.
30,00 28,50

Presenza migrante tra spazi urbani e non urbani. Etnografie su processi, dinamiche e modalità di accoglienza

Libro: Copertina morbida

editore: Meltemi

anno edizione: 2021

pagine: 234

Il libro si propone di riflettere, attraverso uno sguardo etnografico, sulla relazione tra la presenza migrante e i contesti geografici (urbani/non urbani) in cui si colloca, facendo emergere i significati strutturali, sociali e simbolici che tale relazione implica per i soggetti "accolti" e per le società "accoglienti". Esistono numerose modalità di accoglienza dei migranti, praticate con caratteristiche simili ma in contesti socio-politici e geografici diversi, dalle istituzioni statali, internazionali e non governative. Nonostante le similitudini, la presenza migrante assume forme diverse e plasma una particolare idea di spazio e di ordine. Questo volume mette a confronto diverse esperienze etnografiche svolte in contesti europei ed extraeuropei: le ricerche descrivono la forma fisica degli spazi abitati dalle persone migranti, riflettono sulle reciproche influenze tra presenza migrante e spazio urbano/non urbano, osservano le dinamiche economiche, culturali, sociali e politiche in atto e, infine, analizzano le relazioni, le conflittualità e le negoziazioni tra i diversi soggetti implicati.
18,00

Ulisse non è lui. La grande sciarada di Omero alle origini della coscienza

Giovanni Kezich

Libro: Copertina rigida

editore: Baldini + Castoldi

anno edizione: 2021

pagine: 416

Fatta passare per millenni come una storia meravigliosa e travagliata, a tratti cruenta ma destinata a buon fine, l'Odissea spiazza da subito il lettore con il suo incedere altalenante e il suo scarso equilibrio, visto che le peripezie di Ulisse tra maghe e ciclopi, sirene e mostri marini, che tanto hanno affascinato i lettori di ogni epoca, impegnano a malapena un sesto di un poema che è dedicato piuttosto, nella sua parte preponderante, ai preparativi di un massacro tremendo e immotivato, quello dei cosiddetti «proci», i pretendenti di Penelope: una strage che, a dispetto di tante fantasmagorie di facciata, costituisce il vero obiettivo della narrazione. Eppure, alcune vistose incongruenze dovrebbero mettere subito in allarme: qual è lo scopo dell'inspiegabile viaggio di Telemaco, rischioso e apparentemente inutile, che apre il poema? E perché Ulisse, atteso da dieci anni, si ripresenta a Itaca in sincronia perfetta con il viaggio del figlio, e per giunta da solo, pur essendo partito con un gran seguito di navi e di compagni? E come è possibile che egli non venga riconosciuto subito da un servo fedele, da sua moglie e da suo padre? A partire da queste domande, Giovanni Kezich scopre nel poema una trama nascosta che ci porta lontano dalle rassicuranti convenzioni della poesia eroica e ci introduce in un ambito enigmatico come quello di un giallo, una sciarada elusiva e tendenziosa che cerca di occultare una certa verità raccontandocene un'altra: come se il vero obiettivo dell'Odissea non fosse il glorificarsi delle gesta del suo protagonista, ma l'addolcire con le arti della poesia il rimorso per la strage di raggelante brutalità che, a dieci anni dalla caduta di Troia, si è consumata in un'isola remota lasciata a se stessa, dove il re non era mai tornato. Forte di un'intuizione folgorante maturata a contatto con il testo di Omero, "Ulisse non è lui" non è la semplice enunciazione di uno scoop interpretativo, ma una rilettura approfondita, illuminante e fascinosa del poema più letto e più amato della storia: una scommessa, ambiziosa e coltissima, che punta a riconsiderare daccapo l'Odissea come un documento antropologico, che può forse raccontarci, dell'antica civiltà greca come di noi stessi, molto più di quello che sinora abbiamo saputo capire.
22,00 20,90

Lezioni a distanza in un'epoca insospetta

Franco Ferrarotti

Libro: Copertina morbida

editore: Guida

anno edizione: 2021

pagine: 348

Questo terzo volume di lezioni si differenzia dai due precedenti. Come avevamo spiegato, lì si trattava di lezioni registrate da alcuni studenti e da loro poi consegnate, su cassette audio, al docente. Lezioni de visu, in cui era vivace e si percepiva la partecipazione studentesca. Qui si tratta invece di materiali che si avverte da subito essere molto diversi. Il discorso è decisamente più organico, le digressioni sono pressoché assenti, le interruzioni, le domande inesistenti. Si tratta di lezioni videoregistrate alla fine degli anni '90, per una università telematica, la Uninettuno. Lezioni che verranno utilizzate, anche se all'epoca questo non poteva essere chiaro, per oltre vent'anni. Si tratta di venti lezioni: un corso introduttivo, piuttosto completo, per l'epoca. Con questo volume considero chiuso il compito che mi ero auto-assunta, di un recupero di materiali scritti e orali, le lezioni, appunto. Aver contribuito a renderle fruibili mi pare sia stata una buona cosa.
20,00 19,00

Città e lavoro. Spazi, attori e pratiche della transizione tra Mestre e Marghera

Libro: Copertina morbida

editore: Quodlibet

anno edizione: 2021

pagine: 229

Quali lavori la città sarà capace di attrarre e ospitare nei prossimi anni? Come il lavoro abita la città e di quali spazi si appropria? In che modo il lavoro, sempre più intersecato con un insieme vario e articolato di altre attività, può contribuire a risignificare spazi e a generare benessere alimentando altre economie? Posti al centro di molti studi sulla città e il territorio contemporaneo, questi interrogativi stanno alimentando una rinnovata attenzione nei confronti delle condizioni materiali e spaziali del lavoro, e verso i modi in cui il lavoro abita gli spazi urbani innescando processi di risignificazione e riattivazione. Mobilitando uno sguardo plurale e itinerante attraverso diversi campi del sapere, e oscillando tra l'indagine e l'esplorazione progettuale.
30,00 28,50

Il buon selvaggio. Educare alla non aggressività

Ashley Montagu

Libro: Copertina morbida

editore: ELEUTHERA

anno edizione: 2021

pagine: 328

Perché alcuni popoli sono più aggressivi di altri? E per converso, come mai in alcune società «selvagge», come quelle dei Kung del Kalahari o degli Inuit canadesi, violenza e aggressività, per lo meno tra i membri dello stesso gruppo, sono quasi inesistenti? Secondo gli autori di questi saggi - tutti antropologi con diretta esperienza sul campo, dall'Oceania all'Artico, dall'Asia all'Africa - la risposta sta nel rapporto madre-figlio e nel successivo processo di socializzazione dei bambini. Nei diversi casi studiati, il carattere non-aggressivo è il prodotto culturale di un'educazione affettuosa e non punitiva tesa al controllo dell'ira, della paura, dell'ostilità. Un'educazione che, lungi dal cancellare una competizione non spietata, ritenuta al contrario salutare, spinge verso comportamenti sociali cooperativi. Ed è ormai certo che l'umanità, nella sua evoluzione biologica e sociale, debba molto di più allo sviluppo degli impulsi cooperativi che non allo sviluppo degli impulsi aggressivi. Anzi, il suo futuro dipende proprio dal loro ulteriore sviluppo, e non certo dalla loro soppressione.
17,00 16,15

L'umano dell'albero

Domenico Pasquariello Dègo

Libro: Copertina morbida

editore: Fausto Lupetti Editore

anno edizione: 2021

pagine: 142

L'albero è l'elemento che ci svela il linguaggio della natura: ne scopriamo i colori con il suo refrigerio ed il suo mutare; ne afferriamo i suoni con il suo tradurceli in musica; ne intuiamo l'anima attraverso la sua protezione e assistenza. L'albero ci ha insegnato il mondo e ci ha ci ha avvertito e continua ad avvertirci, se ci teniamo, sugli avvenimenti ambientali che ci condizionano. Non è invano se per secoli l'albero ha parlato il linguaggio sacro dell'indicibile/invisibile. L'albero posto com'è nella sua possente erezione, c'insegna il legame o la via dritta fra la terra e il cielo. Nei suoi rami l'albero indica lo slancio dell'orientazione, la perseveranza del dell'intento; nelle verde delle sue foglie, il modularsi della luce e l'assoluto processo chimico della fotosintesi. L'albero con il suo habitat, definisce le ricchezze della biodiversità: esso è la foresta, il bosco, luoghi, cioè, dell'equilibrio dinamico dell'energia del sistema Natura. Il meccanicismo dell'uomo si ostina a sostituire tale sistema con le leggi che risultano dal suo processo mentale, assunto per essenziale: è la matematizzazione dell'universo. Eppure gli alberi hanno popolato e trasformato mari e terre, creando un ambiente che ci consente di vivere e che è la condizione di vita di tutti i viventi. Per questo la trama vegetale è l'espressione più profonda della storia umana; ne contrassegna gli sviluppi, le decadenze, ne condiziona il fatale e tragico destino. Malgrado l'impostazione antropocentrica l'albero, resistendo, continua, per così dire, ad amarci, tutelandoci come può con la sua biodiversità che ancora riesce a correggere gli squilibri provocati dalla pressione antropica. In ciò esso è come un essere superiore, divino, che colto dal sonno misterioso è come pronto a risvegliarsi per venirci a soccorrere. Ma c'è urgenza! Erigere un albero a monumento ci induce alla metafora della gratuità e della necessità, lontano dal finalismo... Allora, ad un certo momento di fronte all'albero, accadrà che l'istante della vita colta nel fiorire, ci apparirà come il pensiero, in assoluta libertà, ma secondo un ciclo di cui la sola identità è la ripetizione a rinnovare il piacere della meraviglia, in ciò riconducendoci al perpetuarsi dell'innocenza infantile.
18,00 17,10

Ntonobe. Musica liturgica tra i Fang della Guinea Equatoriale

Libro: Copertina morbida

editore: PFTS University Press

anno edizione: 2021

pagine: 180

Ntonobe è la musica eseguita dai complessi vocali e strumentali che animano la liturgia della Chiesa cattolica in Guinea Equatoriale. Il volume, corredato di immagini, testi musicali, spartiti e di una ricca appendice fotografica, ne ricostruisce i tratti distintivi.
32,00 30,40

Al confine tra scienza e religione. Genetica e neuroscienze di fronte alle questioni ultime

Benedetta Nicoli

Libro: Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2021

pagine: 292

La tesi dell'eterno conflitto tra scienza e religione ha contribuito a offuscare un'affinità tra questi due mondi: entrambi sono interessati alle questioni ultime riguardanti la natura umana, il problema del male, il senso della vita e altre ancora. È questo il tema del presente saggio, basato su un'analisi di testi di comunicazione pubblica della scienza scritti da eminenti genetisti e neuroscienziati. Il volume offre una panoramica delle questioni ultime più affrontate dagli scienziati, come il male associato alla malattia genetica, o l'esistenza di Dio connessa ai meccanismi neurali. I risultati dell'indagine mostrano che parte degli scienziati adotta una "visione estesa" sulle questioni ultime, conciliando la prospettiva scientifica con una sensibilità spirituale o religiosa che assume spesso forme originali. Si apre così una serie di interrogativi sui rapporti tra scienza, religione e spiritualità e sul ruolo che queste sfere rivestono nella società contemporanea.
22,00

Favelas e asfalto. Disuguaglianze e lotte a Rio de Janeiro

Silvia Stefani

Libro

editore: ROSENBERG & SELLIER

anno edizione: 2021

pagine: 216

Una coinvolgente ricerca antropologica nella Rio de Janeiro olimpica, che riaccende i riflettori sulla realtà contrastata delle favelas brasiliane, in una mescolanza tra ingiustizie profonde ed esperienze diffuse di resistenza e immaginazione di futuri nuovi, più equi e plurali. Lo sguardo etnografico esplora la relazione tra le favelas e quella parte di città che viene definita "asfalto", in un percorso che spazia dalla violenza della polizia alle radici storiche della disuguaglianza urbana, dal poverty tourism al razzismo, offrendo a chi legge la fotografia di una realtà complessa, dove tante sono le lotte di chi vuole conquistare il diritto di far parte, a tutti gli effetti, della città.
15,00

Jazz cosmopolita ad Accra. Cinque anni di musica in Ghana

Steven Feld

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 480

Nel 2005 Steven Feld, antropologo appassionato ed esperto di jazz, atterra per la prima volta ad Accra, capitale del Ghana. Al suo arrivo non sa che ci tornerà regolarmente per cinque anni, dopo l'incontro con gli artisti locali e la scoperta di radici musicali comuni, né sa che quell'incontro porterà a conversazioni, session, spettacoli, progetti discografici che destruttureranno completamente le sue certezze sul jazz. Feld si ritrova a disimparare, quindi imparare daccapo, una musica che era certo di conoscere bene, quel jazz che ha accompagnato la sua vita fin dall'adolescenza e che lì, davanti ai suoi occhi, viene decostruito e ricostruito nell'interazione con le voci dell'Africa; viene rinvigorito da storie e metodi africani d'ascolto; viene riconfigurato dalle diverse maniere africane di collocare il jazz nel solco di storie globali di razza e razzismo, lotte di liberazione, politica e spiritualità. Nasce così "Jazz cosmopolita ad Accra", il racconto della storia jazz afroamericana attraverso i volti dei suoi protagonisti: Ghanaba, celebre batterista ghanese vittima dell'America razzista degli anni cinquanta e amico di Charlie Parker, Max Roach e Thelonious Monk; Nii Noi Nortey, scultore e musicista sperimentale ispirato dalle avanguardie degli anni sessanta e settanta e dalla filosofia panafricana; Nii Otoo Annan, percussionista rivolto al suono di Elvin Jones e di Rashied Ali; un sindacato di autisti di pullman e camion che, con i loro clacson, i por por, rendono omaggio alle esequie dei colleghi e degli appartenenti alla loro comunità. Sullo sfondo, il connubio tra l'eredità di John Coltrane e la tradizione musicale e culturale africana. Steven Feld dà vita a un progetto dal respiro internazionale, racconta nuove storie «acustemologiche» e si lascia meravigliare insieme a noi da come il jazz di Accra rappresenti tanti mondi musicali cosmopoliti: un'indagine sulla somiglianza delle tradizioni da una sponda all'altra dell'oceano Atlantico, sull'afrocentrismo e sull'assenza di confini.
40,00 38,00

I signori del doping. Il sistema sportivo corrotto contro Alex Schwazer

Alessandro Donati

Libro: Copertina rigida

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2021

pagine: 420

«Buonasera professore, oggi con i giornalisti si è parlato di un mio ritorno alle gare. Vorrei fare una cosa mai vista prima a livello di antidoping. E la prima persona che mi viene in mente è lei». A scrivere questo messaggio, nel novembre 2014, è Alex Schwazer, già Oro olimpico nella 50km di marcia a Pechino 2008 e poi squalificato per doping poco prima di Londra 2012. Il destinatario è Alessandro Donati, uno dei migliori allenatori di atletica al mondo ma, ancor di più, simbolo internazionale (scomodo) della battaglia contro l'uso del doping. Lo stesso Donati che, nel 2012, aveva fatto partire la segnalazione in seguito alla quale Schwazer era stato squalificato. Inizia così quella che dovrebbe essere una storia positiva: un atleta che "si redime" e torna a praticare sport pulito, e un allenatore integerrimo. Ma non siamo in un mondo ideale. Al contrario, profondamente corrotto, dominato da istituzioni - federazioni sportive e organizzazioni nominalmente preposte all'antidoping - marce in tutti i loro gangli. Sono coloro che Donati definisce "i Signori del doping" perché, operando in condizioni di strapotere e immunità, da anni hanno instaurato un sistema di ricatti e corruttela, anziché svolgere il ruolo a cui sarebbero preposti: garantire lo sport pulito. Così, fin dal principio, il percorso di Schwazer e Donati si trasforma nell'incubo e nella persecuzione che vengono ricostruiti con ricchissima documentazione in questo libro che ha un ritmo serrato da spy-story. È la realtà che supera la fantasia: un vile e sporco agguato che fa saltare ad Alex l'Olimpiade di Rio 2016, e poi falsificazione di provette, menzogne su menzogne e un intrigo internazionale che porta fino in Russia per un "giro d'affari" stellare. E, alla fine, l'innocenza di Alex viene riconosciuta dalla giustizia ordinaria - la Procura di Bolzano - ma non dalla "giustizia sportiva"! Ma qual è il senso di tutto ciò? Perché distruggere uno degli atleti più promettenti che l'Italia abbia avuto negli ultimi anni e il suo eccellente allenatore? Lo si scopre leggendo questo libro che affonda il colpo nel sistema sportivo internazionale e, come scrive Attilio Bolzoni nella Prefazione, «è saggio, è narrazione, è atto di accusa ma soprattutto è l'eredità preziosa che ci lascia uno dei grandi personaggi dello Sport contemporaneo. La spaventosa storia di Alex Schwazer, il testamento di Sandro Donati».
18,00 17,10

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