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Cinema, televisione e radio

Sergio Leone. Quando i fuorilegge diventano eroi

Italo Moscati

Copertina morbida

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2019

pagine: 186

Sergio Leone ha diretto sette film, ognuno dei quali in costume: dalle tuniche degli antichi Greci ai borsalini dei gangster americani, passando per gli iconici speroni e cappelli da cowboy. Sette film sono stati sufficienti ad annoverare il regista italiano tra i grandi nomi del cinema. Ma la sua storia comincia da molto prima, dagli anni di gavetta come tuttofare sui set e i primi incarichi di supporto alla regia, con gli americani di Hollywood a Cinecittà e le bighe di "Ben-Hur". E, prima ancora, dalle vite dei genitori, regista e attrice. Italo Moscati racconta in questo volume il cammino personale dell'autore della "trilogia del dollaro" e di "C'era una volta in America"; dai suoi sforzi, le critiche e i successi ricevuti ricava un profilo sincero e appassionante dell'uomo oltre che dell'artista.
18,50 15,73

Lo specchio nero. I sovranismi sullo schermo dal 2001 a oggi

Dikotomiko

Copertina morbida

editore: Dots

anno edizione: 2019

pagine: 200

A volte ritornano. A guardar bene, forse non stanno tornando, perché non erano mai andati via. Solo che oggi vanno di gran moda: parlano, seducono, governano. Sono neofascisti, sono neonazisti, ma si fanno chiamare identitari, sovranisti, mentre rievocano un passato nero, nerissimo. E sul nero degli schermi aumentano le storie che parlano di loro: documentari, commedie, action movie, instant movie; rappresentazioni nostrane e internazionali dell'esistenza di gruppi neonazisti e neofascisti, che mescolano nuovi linguaggi e nostalgia. Dikotomiko ha selezionato narrazioni audiovisive italiane e straniere in cui il passato getta la sua ombra sul presente; un racconto della contemporaneità organizzato per schede, un montaggio di storie e visioni da cui emerge il lato più oscuro di un presente che sembra un brutto film, purtroppo già visto.
15,00 12,75

Federico Fellini. Verso il centenario 1920-2020

Copertina morbida

editore: Skira

anno edizione: 2019

pagine: 176

Dagli esordi neorealisti ai sogni liberi, scintillanti dei suoi ultimi film Federico Fellini ha creato con il suo cinema un mondo di straordinaria invenzione, attribuendo alla ricostruzione scenografica e in generale alla finzione cinematografica il compito meraviglioso e impegnativo di creare storie, personaggi e luoghi indimenticabili: la Roma antica e quella contemporanea, la Venezia di Casanova, la Rimini della sua infanzia e molto altro ancora. Fanno parte della nostra identità così come del patrimonio della cultura mondiale le grandi icone di Anita Ekberg nella Fontana di Trevi, di Giulietta Masina nelle Notti di Cabiria e di Marcello Mastroianni in 8½, che è anche uno dei più grandi film che il cinema ha realizzato su se stesso, sul proprio linguaggio e sulla propria arte. A un anno dal centenario della nascita di Federico Fellini, il volume accompagna l'esposizione padovana curata da Vincenzo Mollica e Alessandro Nicosia con Francesca Fabbri Fellini e la partecipazione di Simonetta Tavanti, nipote di Giulietta Masina. Disegni originali, dall'inconfondibile tratto, costumi di scena, fotografie, installazioni filmiche, documenti, manifesti e molto altro raccontano una vita spesa per il cinema, un impegno nella creazione di un mondo fatto di storie che resteranno per sempre. Preceduto dai saggi di Rosita Copioli (Federico Fellini oggi), Lorenzo Codelli ("Hei! Sveglia!!!") e dalla biografia di Federico Fellini, il volume è suddiviso in sette in sezioni che ne illustrano la filmografia, i disegni, le fotografie, il libro dei sogni, i film fumetto, i ricordi e i costumi. Catalogo della mostra (Padova, 14 aprile-1 settembre 2019).
30,00 25,50

Geroglifici e cinema. Il film come «universale fantastico»

Manuele Bellini

Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2019

pagine: 135

I geroglifici egizi, valorizzati dall'estetica fin dalle sue origini settecentesche, sono considerati, nell'età dei Lumi, la lingua muta della sensazione, una sorta di Characteristica universalis che, dopo aver attirato l'interesse, tra gli altri, di Leibniz, diventa la metafora del parlare per immagini: i "geroglifici espressivi" di cui scrive Diderot, peraltro rifacendosi anche a Bacone, accomunano la lingua dei sordomuti all'arte teatrale "del gesto". Due secoli dopo, "arte geroglifica" è definito il cinema delle origini, ancora concepito come teatro filmato, dove l'enfasi espressionistica della recitazione comunica secondo il principio del rebus, che sta alla base anche della lingua geroglifica: lo scrive Abel Gance, lo esemplifica Chaplin, lo teorizzano, tra gli altri, Balázs e Ejzenstein. Ma v'è di più. Il film è una sorta di "universale fantastico", direbbe Vico, che in questo si ispirava proprio ai geroglifici, traducendo concetti astratti in immagini concrete, il cui significato, tuttavia, non è spesso manifesto. Il film, infatti, è, come vuole Kracauer, un "geroglifico visibile", che illustra in filigrana i cambiamenti ancora invisibili di una realtà storico-politica che va saputa, smascherata e denunciata. È un simbolo, proprio alla maniera ermetica, nel quale si celano le "disposizioni psicologiche" di un popolo: anche nei film d'evasione del periodo classico si può intravedere ciò che sarebbe accaduto durante il nazismo.
11,00 9,35

Sergio Leone. Dal cinema popolare al cinema d'autore

Antonio Rainone

Copertina morbida

editore: MIMESIS

anno edizione: 2019

pagine: 86

A trent'anni dalla scomparsa di Sergio Leone (1929-1989), questo breve saggio, in costante confronto con il western americano e con il contesto cinematografico e politico-culturale italiano degli anni Sessanta e Settanta del Novecento, intende sollecitare a riflettere ancora sul suo personale percorso cinematografico. In origine sottovalutato e considerato dalla critica ufficiale per lo più come esempio di una produzione popolare frutto di una moda provinciale (il "western all'italiana") dalle finalità esclusivamente commerciali, il cinema di Leone presenta invece, dalle prime opere più popolari fino agli ultimi grandi film, notevoli aspetti di originalità, sia stilistici sia contenutistici, il cui riconoscimento ne ha reso possibile una valutazione più oggettiva, consacrando il regista come uno dei maggiori autori del cinema italiano (e non solo).
8,00 6,80

Chi scriverà la nostra storia. DVD

Roberta Grossman

editore: FELTRINELLI

anno edizione: 2019

Nel novembre del 1940 i nazisti rinchiusero 450 mila ebrei nel ghetto di Varsavia. Un gruppo segreto composto da giornalisti, ricercatori e capi della comunità, guidato dallo storico Emanuel Ringelblum, decise di combattere le menzogne e la propaganda dei feroci oppressori con carta e penna anziché con le armi e con la violenza e commissionò diari, saggi, poesie e canzoni per documentare le atrocità naziste. Poi, mentre i treni deportavano gli ebrei verso le camere a gas di Treblinka e il ghetto veniva distrutto dalle fiamme, il gruppo clandestino riuscì a seppellire 60.000 pagine di scritti e immagini nella speranza che l'archivio sopravvivesse alla guerra e alla loro stessa fine. Attraverso le voci della tre volte nominata agli Oscar Joan Allen e del premio Oscar Adrien Brody, il film rende omaggio alla determinazione di quegli uomini che ha permesso di creare la più grande raccolta di testimonianze oculari scampate alla guerra, un archivio ora diventato patrimonio dell'Unesco. Nel booklet di 24 pagine: Il film - Note di regia; Dove inizia un muro e Uomini in trappola, di Carlo Greppi.
14,90 12,67

Troisi poeta Massimo

Copertina morbida

editore: Edizioni Sabinae

anno edizione: 2019

pagine: 176

"La storia, anche per immagini, di un poeta del cinema. Massimo Troisi era un essere umano leggero, lieve, forse stonato in un'epoca e in una società dello spettacolo dove imporre la propria presenza, essere arroganti, è il comportamento di moda. Massimo sapeva stare al mondo rendendo gradevole la vita dei suoi amici e della gente che gli era cara senza sfiorare mai gli altri con le sue angustie" Gianni Minà. "Per fare una cosa devo sentirla, tutte le mie attività devono essere motivate dall'innamoramento. A me prima di tutto interessa esprimermi: mi piace pensare una cosa e avere i mezzi per dirla. Ecco, il cinema è un ottimo mezzo". Massimo Troisi
22,00 18,70

Stand-up comedy. Dalla scrittura al live. Teoria, meccanismi e pratica

Filippo Losito

Copertina morbida

editore: Audino

anno edizione: 2019

pagine: 127

Una delle situazioni più scomode in cui un essere umano può cacciarsi è stare in piedi davanti a un pubblico con l'obbligo di farlo ridere. È proprio questa la situazione in cui si trova chi fa stand-up comedy: da solo con un microfono in un'arena. Che sia un comedy-club, un teatro o ancor meglio un palazzetto poco importa, purché abbia un pubblico da far ridere. È questo infatti che decreterà il suo successo. Ma si può insegnare a essere divertenti? Questo libro crede di sì. Ridere è un fenomeno fisico e la comicità, come ogni processo creativo, si fonda su strutture e meccanismi precisi. Nella stand-up comedy il talento non sta tanto nell'essere istrioni o brillanti, quanto nel saper trasmettere sul palco la propria autenticità, abbattendo quella quarta parete che in altre forme di spettacolo mantiene la distanza scenica tra chi si esibisce e chi ascolta. Nell'arena il comico si mette a nudo, offre se stesso al pubblico e più è capace di suscitarne l'empatia, maggiori saranno le sue probabilità di farlo ridere. "Stand-up comedy" esamina i due modi principali in cui il comico può raggiungere questo risultato: esprimendo in forma di testo la confessione di ciò che lo muove dentro e mettendosi in gioco con il proprio corpo, sfruttandone le peculiarità. E grazie a un nutrito apparato di esercizi fornisce tutti gli strumenti necessari per costruire battute, joke e monologhi efficaci, accompagnando l'aspirante comico nel percorso che conduce dal testo al live. Prefazione di Edoardo Ferrario.
15,00 12,75

Ritratto di goliarda sapienza

Angelo Pellegrino

Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2019

pagine: 95

"Ritratto di Goliarda Sapienza", oltre a essere un omaggio, per quanto possibile obiettivo, di chi l'amò e le stette vicino sino all'ultimo, si può considerare un libro di cui molti lettori avvertivano il bisogno per penetrare in quella conoscenza di un autore che va al di là dell'opera letteraria e che solo una testimonianza diretta può dare.
12,00 10,20

L'impero del terrore. Il cinema horror statunitense post 11 settembre

Antonio José Navarro

Copertina morbida

editore: BIETTI

anno edizione: 2019

pagine: 336

L'11 settembre 2001 è una data che non dimenticheremo mai. Le immagini traumatiche dell'attacco terrorista al World Trade Center e il crollo delle Torri Gemelle di New York, ritrasmesse sugli schermi di tutto il mondo, hanno segnato in profondità il XXI secolo. Anche il cinema americano è cambiato profondamente da allora, e con esso l'horror, genere che da sempre è il più capace di assorbire e tradurre in fotogrammi terrificanti le paure più profonde di un intero Paese. Il libro di Antonio José Navarro, fuoriclasse della critica spagnola, per anni selezionatore al prestigioso Festival di Sitges, rilegge l'horror americano prodotto dopo l'11 settembre alla luce degli sconvolgenti eventi storici e delle loro conseguenze sulla società occidentale: la "guerra contro il terrore" in Iraq e Afghanistan, le limitazioni alla libertà personale, gli scandali di Guantánamo e Abu Ghraib, la comparsa di nuovi organismi terroristici come l'ISIS. Analizzando i film di fantasmi e zombi, i remake di classici del genere come La casa e Non aprite quella porta, il filone demoniaco, i finti documentari shock, gli agghiaccianti torture porn come Hostel e Saw, le opere di autori come Rob Zombie, James Wan, Eli Roth, il libro restituisce con sguardo acuto l'America di oggi, mescolando analisi critica e indagine sociologica, con rigore storico e ricchezza stilistica, parlando non solo ai fan dell'horror, ma a tutti coloro che ritengono il cinema uno specchio per capire meglio noi stessi e il mondo in cui viviamo.
22,00 18,70

Milano calibro 9 di Fernando Di Leo

Davide Pulici

Copertina morbida

editore: New Books

anno edizione: 2019

pagine: 139

Fernando Di Leo è stato un genere a sé stante, nel panorama del cinema popolare italiano a cavallo tra anni '60 e '70, e "Milano calibro 9" è il film che meglio rappresenta questa sua unicità. Al suo interno, infatti, le reminiscenze letterarie da Giorgio Scerbanenco e gli influssi cinematografici di Jean-Pierre Melville si sposano dando vita a qualcosa di nuovo, spiazzante, poco convenzionale. Qualcosa di straordinario. La lotta di Ugo Piazza contro il destino intreccia le matrici del noir e del poliziesco, del gangster movie e del melodramma, in una vorticosa discesa agli inferi dell'animo umano marchiata a fuoco dai dialoghi asciutti e incalzanti, dalle efficaci partiture musicali di Luis Enríquez Bacalov e dalle interpretazioni di un parterre d'attori magistralmente orchestrato. Da Gastone Moschin a Mario Adorf, da Philippe Leroy a Lionel Stander, ogni volto dà sembianze e sostanza a un personaggio irripetibile, mentre Barbara Bouchet danza ancora nella memoria degli spettatori italiani e internazionali, Quentin Tarantino in primis. Davide Pulici, che di Di Leo fu amico e intimo confidente, ripercorre la genesi, la lavorazione e le mille sfaccettature del film, in un libro-scrigno i cui piccoli tesori si susseguono in forma di fotografie, documentazioni inedite e preziose testimonianze. Prefazione di Manlio Gomarasca.
18,00 15,30

Sotto il vestito niente di Carlo Vanzina

Claudio Bartolini

Copertina morbida

editore: Gremese Editore

anno edizione: 2019

pagine: 143

Top model, sfilate, griffe. Anni '80, Milano da bere, auto costose. Party privati, cocaina, delitti. Prodotto da Achille Manzotti e inizialmente affidato a Michelangelo Antonioni, nelle mani di Carlo ed Enrico Vanzina Sotto il vestito niente diventa l'affresco del decennio edonista made in Italy. Tra carrellate in via Montenapoleone, sfilate di fronte alla Stazione Centrale e indagini tra piazza Meda e piazza della Scala, Milano è restituita nel suo lato più glamour e lussuoso. Al contempo, però, diventa sede di omicidi a catena che fanno del film il capostipite del thriller d'alta moda nostrano, la cui ricetta mescola il patinato approccio vanziniano alle lezioni di Dario Argento e Brian De Palma. Interpretato dalla superstar delle passerelle Renée Simonsen e dal fuoriclasse britannico Donald Pleasence, "Sotto il vestito niente" viene qui indagato dalla sua genesi all'eredità che ha consegnato al giallo-thriller italiano, in un viaggio attraverso testimonianze, documenti, fotografie e materiali mai visti prima.
18,00 15,30

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